La fine degli imperi e la fine del comunismo hanno generato una frotta di nuovi Stati-nazione sovrani mentre anche un’altra forma politica stava iniziando ad apparire.
Dagli anni Novanta in poi, e in modo sempre crescente fino ai giorni nostri, allo Stato-nazione si e’ aggiunta la nuova entita’ della zona.
Le zone ci aiutano a ripensare la globalizzazione come una frammentazione della cartina in quella che gli studiosi chiamano «l’economia-arcipelago dell’offshore», con i territori impegnati in un’incessante competizione per attirare clienti, risparmiatori e investitori errabondi […]
Stiamo iniziando a scoprire qualcosa di piu’ su un particolare tipo di zona, il paradiso fiscale.
Ma considerare la zona come uno strumento degli «accumulatori di ricchezza» e’ insieme vero e non abbastanza.
Dobbiamo comprendere come, per gli integralisti del mercato, la zona non sia stata semplicemente un mezzo per raggiungere un fine economico, ma l’ispirazione per la riorganizzazione della politica globale nel suo insieme.
Per la destra capitalistica, la zona svolge varie funzioni. Lo spettro della zona e la correlata minaccia di fuga dei capitali servono a ricattare e portare all’estinzione i resti dello Stato sociale in Europa occidentale e Nordamerica.
Info:
https://left.it/2023/11/23/il-capitalismo-della–frammentazione–che-alimenta-le-derive-autoritarie/
https://pierluigifagan.com/2025/02/23/il-capitalismo-della-frammentazione-recensione-al-libro-di-quinn-slobodian-einaudi-2023/
https://jacobinitalia.it/capitalismo-fuori-controllo/
https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-capitalismo-della-frammentazione
