Cio’ che si impone in modo lampante nella nostra epoca e’ la sofferenza sul lavoro.
Essa occupa in effetti il mondo delle arti e dello spettacolo quanto i media e le istituzioni politiche. E’ onnipresente. Ed e’ spesso presentata come un fenomeno contemporaneo, rivelatore della nostra societa’, della sua complessita’ e della maggiore fragilita’ dei suoi membri.
Il mondo del lavoro interessa i romanzieri, gli autori di teatro, i registi di film e di documentari.
Da una quindicina d’anni si osserva tra loro un ritorno di interesse stupefacente per il lavoro, che e’ associato alla violenza, al suicidio o all’omicidio, alla depressione e alla follia.
In questo universo il lavoro prende una piega tragica; diventa una questione di vita e di morte, in cui gli “eroi” si confrontano con delle autentiche discese agli inferi.
Sono soprattutto terribilmente soli.
I media si sono associati a questa visione appropriandosi, a proposito del lavoro, di nozioni come sofferenza, burn out, rischi psicosociali, difficolta’, malessere e mobbing.
Info:
https://www.mimesisedizioni.it/download/11972/d4e644dd0693/carlo-crosato-il-manifesto-10-agosto-2021-daniele-linhart-il-profitto-nellarena-del-mercato-su-la-commedia-umana-del-lavoro-di-daniele-linhart.pdf
https://www.mimesisedizioni.it/rassegna/massimiliano-panarari-il-venerdi–la-repubblica–14-maggio-2021-per-chi-lavora-tempi-nuovi-e-vecchi-copioni-su-la-commedia-umana-del-lavoro-di-daniele-linhart.pdf
https://www.iltascabile.com/societa/la-superumanizzazione-del-lavoro/
