A livello generale, il termine “globalizzazione” riassume diverse manifestazioni di una piu’ ampia tendenza: quella per cui sviluppi sociali ed economici a livello nazionale iniziano a essere influenzati da quello che accade in altre parti del mondo, anche lontane.
Sono varie le dimensioni della nostra vita che possono essere globalizzate, e spesso non reagiamo bene a tale processo che, molti dicono, ci fa perdere il senso della nostra identita’, delle nostre peculiarita’.
La globalizzazione ci fa apparire, per usare un termine caro ai sovranisti, “omologati”.
In campo politico-giuridico anche le regole che condizionano la nostra vita possono essere globalizzate, almeno a livello regionale, dando spesso luogo a reazioni di insofferenza: pensate a come le regole fissate dai “burocrati di Bruxelles” siano spesso criticate e il loro rigetto sia diventato un cavallo di battaglia dei sostenitori della Brexit e dell’uscita dell’Italia dall’euro e dall’Unione Europea.
In campo economico, si puo’ parlare di globalizzazione sia dei fattori di produzione (il capitale, il lavoro, le conoscenze tecniche), sia dei beni e servizi che utilizziamo. Insomma, il campo e’ molto vasto […]
La corrente fase di globalizzazione, quella che abbiamo vissuto negli ultimi tre decenni, e’ caratterizzata da quattro fenomeni tra loro legati e da cui derivano varie forme di dipendenza da quanto accade nel resto del mondo.
Il primo fenomeno e’ la crescita nelle esportazioni di beni e servizi rispetto al Pil mondiale […]
Il secondo aspetto della globalizzazione e’ l’impetuosa crescita degli investimenti di imprese che si vanno a stabilire all’estero (delocalizzazione): secondo la Banca mondiale, si passa da circa 200 miliardi di dollari all’inizio degli anni novanta a un record di 3 trilioni nel 2007 […]
Un terzo fenomeno della globalizzazione e’ la formazione delle “catene di offerta” o “catene del valore” (supply chains o value chains), per cui i beni che utilizziamo vengono prodotti in diversi paesi, un pezzo in uno, un pezzo in un altro, e poi magari l’assemblaggio viene fatto in un altro paese ancora […]
Naturalmente, questo fenomeno crea una dipendenza da quel che accade in tutti i paesi della catena: l’interruzione in un punto qualunque della catena causa un disturbo all’intera catena produttiva.
Il quarto aspetto e’ la concentrazione della produzione di particolari prodotti in certe parti del mondo. Ovvio che ne deriva un’enorme dipendenza mondiale da quello che accade nei paesi dove e’ concentrata la produzione di specifici prodotti.
Info:
https://www.democraziaedirittisociali.it/wp-content/uploads/2024/01/Introduzione.pdf
https://maremosso.lafeltrinelli.it/interviste/nuovo-libro-carlo-cottarelli-chimere-economia
https://www.repubblica.it/economia/2023/05/29/news/carlo_cottarelli_libro_criptovalute_globalizzazione-402425296/
https://www.feltrinellieditore.it/speciali/2023/05/16/carlo-cottarelli-e-le-chimere-delleconomia/
