Occorre sottolineare un aspetto cruciale e ironico […]:
con il capitalismo emerse l’idea che tutti i cittadini godessero liberta’ politica ed economica.
Gli stessi processi che avevano privato le persone dei loro mezzi di sussistenza avrebbero tramutato gran parte degli individui in «lavoratori liberi».
Cosa significa «liberi» in questo contesto?
Il concetto racchiude l’aspetto che piu’ distingue il nostro sistema socioeconomico da quelli procedenti. Il nostro status di salariati liberi e’ davvero qualcosa di diverso: significa che siamo liberi di vendere il nostro lavoro a chiunque vogliamo.
Diversamente dagli schiavi dei tempi antichi, o dai sudditi feudali, noi siamo cittadini affrancati. Non siamo proprieta’ di nessuno; non siamo costretti a occupare il posto assegnato alla nascita nella gerarchia sociale; siamo uguali e liberi davanti alla legge.
Siamo «liberi» anche in un altro senso: siamo stati «liberati» dei nostri mezzi di sussistenza. Avendo perso il diritto di accesso alle terre, agli altri beni comuni e in generale ai nostri mezzi di produzione, adesso dobbiamo dipendere dal lavoro salariato.
Significa che economicamente non siamo piu’ liberi.
La maggioranza della popolazione vende il proprio lavoro come merce in cambio di denaro per comprare altre merci – cibo, affitto, utenze domestiche, servizi cellulari, assicurazioni, trasporti. E’ questa la struttura occulta della nostra dipendenza dal mercato, e una forma di coercizione implicita. E’ meno visibile, meno denunciabile, e dunque e’ piu’ facile spacciarla per un fatto incontestabile della vita.
Se non entriamo nel mercato del lavoro, non possiamo sopravvivere.
Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/
https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei
