Alterando l’ambiente, il cambiamento climatico compromettera’ le basi dell’economia in mille modi.
Le siccita’ protratte e i fenomeni meteo violenti faranno schizzare alle stelle i prezzi delle derrate alimentari, diminuiranno la produzione alimentare e porteranno a carestie, sommosse per il cibo, denutrizione di massa, nuovi stati falliti e guerre civili.
L’opposizione ai combustibili fossili ha ridotto gli investimenti nelle tradizionali fonti energetiche e quindi la loro quantita’ per valide ragioni, ma senza una sufficiente amplificazione della fornitura di energia rinnovabile.
Per il momento ce la caviamo, ma spostiamo le lancette avanti di qualche anno. I prezzi dell’energia schizzeranno all’insu’ con il calare delle forniture, lasciando enormi popolazioni letteralmente prive di elettricita’. Persino il costo delle materie prime necessarie per le rinnovabili, come litio e rame, crescera’ bruscamente con il prezzo dei combustibili fossili, un fenomeno chiamato “greenflation”, inflazione verde. Le catene di fornitura che dipendono dai combustibili fossili faticheranno a muovere le merci. Si moltiplicheranno le carenze di materiale.
Gia’ dobbiamo subire l’inflazione. Assieme al rallentamento della produttivita’, i prossimi shock dell’offerta scateneranno la stagflazione.
Quanto potra’ essere grave?
Info:
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?docid=alma9939922439006046&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI
https://www.pandorarivista.it/articoli/convivere-con-la-catastrofe-di-pablo-servigne-e-raphael-stevens/
https://businessweekly.it/la-grande-catastrofe/
