La nostra societa’ e’ gia’ diventata a due livelli: in cima ci sono i grandi tycoon, fermamente convinti di essersi guadagnati la loro ricchezza grazie al loro ingegno formidabile, e al fondo ci sono le persone normali, che i leader dell’high-tech considerano inclini all’errore e mature per la sostituzione.
Dato che l’ia pervade sempre piu’ aspetti delle economie moderne, sembra sempre piu’ probabile che il divario tra i due livelli continuera’ ad allargarsi.
Nulla di tutto questo era inevitabile.
Non era indispensabile usare le tecnologie digitali soltanto per automatizzare il lavoro ne’ era ineludibile che le tecnologie basate sull’ia fossero applicate in maniera indiscriminata per amplificare la stessa tendenza. Non era obbligatorio che la comunita’ high-tech si lasciasse ammaliare dall’intelligenza delle macchine, invece di concentrarsi sulla loro utilita’.
Non c’e’ niente di predestinato in questa traiettoria della tecnologia, e non c’e’ niente di inevitabile nella societa’ a due livelli che i nostri leader stanno creando.
E’ possibile trovare vie d’uscita dall’attuale ginepraio riconfigurando la distribuzione del potere nella societa’ e riorientando il progresso tecnologico. Questo cambiamento dovra’ essere operato dal basso, attraverso processi democratici. Per somma disgrazia, tuttavia, l’intelligenza artificiale sta anche facendo a pezzi la democrazia.
Info:
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_20-Domenica_Sole24Ore-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_15-Foglio-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-01-C/2024_01_14-manifesto-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2023/2023-09-D/2023_09_20-Avvenire-Acemoglu.pdf
