Stato/Castronovo

Valerio Castronovo – Le rivoluzioni del capitalismo – Laterza (2007)

La portata innovativa dell’impostazione keynesiana stava nel fatto che essa contrastava con il principio, fino ad allora generalmente accettato, del pareggio del bilancio su base annua, quale garanzia tanto di una gestione responsabile della cosa pubblica quanto della solvibilita’ finanziaria dello Stato.
Non per questo l’economista di Cambridge negava l’esigenza di far quadrare i conti, ma egli riteneva che il pareggio del bilancio pubblico avrebbe potuto essere realizzato grazie agli attivi che, una volta stabilizzato il ciclo, si sarebbero conseguiti, tramite le leve del prelievo fiscale, negli anni di espansione.
Il ruolo che veniva cosi’ attribuito allo Stato, attraverso la manovra del saldo del bilancio pubblico, segno’ una svolta radicale rispetto al passato, a una concezione ispirata fondamentalmente ai principi del laissez faire.

Info:
https://www.anobii.com/books/Le_rivoluzioni_del_capitalismo/9788842047797/01e9a8dbdfb75d1edf

Populismo/Calenda

Carlo Calenda – Orizzonti selvaggi. Capire la paura e ritrovare il coraggio – Feltrinelli (2018)

Il meccanismo del voto identitario, bollato superficialmente come voto di protesta, che prevale in larga parte dell’Occidente, ha un’altra conseguenza: tende a ignorare i risultati concreti conseguiti dai governi.
Un governo che ottiene risultati ma appare sconnesso dalle paure dei cittadini e’ destinato a perdere.
Viceversa un governo manifestamente incapace composto da persone in cui i cittadini si identificano ha comunque una forte capacita’ di mantenimento del consenso.
Il meccanismo psicologico e’ evidente: se ho scelto una persona che in qualche modo mi somiglia, e’ piu’ difficile ammetterne l’insuccesso e piu’ semplice ritenerlo vittima di oscuri complotti delle elite o di condizioni di contesto proibitive.

Info:
https://formiche.net/2018/11/orizzonti-selvaggi-recensione-al-libro-carlo-calenda/
https://www.anobii.com/books/Orizzonti_selvaggi/9788807173509/01492fb65e34e746eb

Finanziarizzazione/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – La grande frattura. La disuguaglianza e i modi per sconfiggerla – Einaudi (2016)

Il settore finanziario, che oggi funziona perlopiu’ come un mercato speculativo invece che come strumento per promuovere una reale produttivita’ economica, e’ il settore di ricerca della rendita per eccellenza.
Il rent seeking, tuttavia, va oltre la speculazione.
Il settore finanziario estrae rendite anche dal controllo che esercita sui mezzi di pagamento, ossia dalle esorbitanti commissioni sulle carte di credito e di debito e anche da quelle meno note imposte ai commercianti e trasferite poi sui consumatori.
l denaro che l’industria finanziaria sottrae agli americani poveri e della classe media tramite pratiche di prestito predatorie puo’ essere ugualmente considerato come rendita.

Info:
https://www.anobii.com/books/La_grande_frattura/9788806226855/01612546eb4c023d52
https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-05-30/la-disuguaglianza-divide-mondo-103340.shtml?uuid=ABnHMRpD
https://palomarblog.wordpress.com/2016/03/06/stiglitz-la-grande-frattura/

Stato/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti. Perche’ la crisi non ha sconfitto il neoliberismo – Laterza

Primo [fattore] e’ la tendenza crescente dei governi a subappaltare molte delle loro attivita’ a imprese private, che si trovano cosi’ coinvolte nella definizione di politiche pubbliche. Il secondo e’ lo sviluppo della cosiddetta “responsabilita’ sociale dell’impresa”, un processo in base al quale le aziende si assumono compiti che vanno al di la’ della loro pura attivita’ economica, trovandosi, ancora una volta, a fare politiche pubbliche.
Il terzo fattore e’ quello che abbiamo segnalato all’inizio: la crisi finanziaria degli anni 2008-2009 non ha minimamente messo in discussione il ruolo dei giganti aziendali, specialmente finanziari, nella societa’ contemporanea, ma piuttosto non ha fatto altro che accrescerne il potere.

Info:
http://tempofertile.blogspot.com/2013/09/colin-crouch-il-potere-dei-giganti.html
https://tramedoro.eu/?p=2447
https:/www.pandorarivista.it/articoli/disuguaglianze-intervista-colin-crouch/

Europa/Mounk

Yascha Mounk – Popolo vs. Democrazia. Dalla cittadinanza alla dittatura elettorale – Feltrinelli (2018)

A seguito del crack finanziario del 2008, i paesi sudeuropei erano sull’orlo del fallimento.
Tuttavia, facendo parte dell’eurozona, non potevano né svalutare la moneta né dichiararsi insolventi.
La contrazione dell’economia e’ durata quasi dieci anni.
I tassi di disoccupazione si sono impennati. E’ diventato sempre piu’ chiaro che alcune delle istituzioni piu’ importanti dell’Ue non erano sostenibili nella loro forma attuale.
Per evitare che la crisi dell’euro si ripresenti alla prossima recessione, il continente deve o eliminare la moneta unica o compiere un grande passo, per quanto impopolare, verso una maggiore integrazione politica.

Info:
https://www.linkiesta.it/it/article/2018/05/12/yascha-mounk-il-populismo-fa-paura-ma-nel-lungo-periodo-la-democrazia-/38075/

Finanziarizzazione/Harvey

David Harvey – Breve storia del neoliberismo – il Saggiatore (2007)

Sempre piu’ libera dalle limitazioni poste da regolamentazioni e barriere che fino ad allora avevano delimitato il suo campo d’azione, l’attivita’ finanziaria poteva prosperare come mai prima di allora, pressoche’ ovunque.
Nei servizi finanziari un’ondata di innovazioni produsse non solo interconnessioni molto sofisticate a livello globale, ma anche nuovi tipi di mercati finanziari, basati su securitizzazioni derivati e tutti i tipi di scambio di futures.
In breve, la neoliberalizzazione ha significato la finanziarizzazione dell’economia, rafforzando l’influenza della finanza su tutte le altre aree economiche, oltre che sull’apparato dello Stato.

Info:
https://www.anobii.com/books/Breve_storia_del_neoliberismo/9788842813767/018355f59cc01714a4
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/12763-jason-hickel-breve-storia-del-neoliberismo-con-alcuni-antidoti.html

Capitalismo/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo. Il ritorno del feudalesimo nell’economia mondiale – Bollati Boringhieri (2013)

Centri commerciali grandi come paesi, multisala cinematografici per emozionanti visioni tridimensionali, sale bingo dotate di ogni comfort dove giocare e scommettere.
Le cittadelle dello svago e del divertimento, la nuova agora’ del passatempo consumistico, sono la nuova frontiera degli investimenti: un crocevia dove si intrecciano i capitalisti del mattone e quelli dei servizi avanzati. […]
I villaggi turistici sono diventati le chiese laiche del divertimento, aperte ai credenti di ogni razza, fede ed eta’.
Il modello e’ stato copiato e duplicato, tanto che oggi, oltre alle societa’ che gestiscono le reti dei villaggi, esiste anche la florida realta’ delle crociere, una forma mobile del centro turistico, una variante del villaggio, che da stanziale diventa itinerante, un paese della cuccagna in navigazione. Le fortezze recintate per le vacanze spensierate si isolano dal mondo reale, dando maggiore forza all’idea di «utopia concreta e realistica» che realizzano.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

Capitalismo/Harvey

David Harvey – Diciassette contraddizioni e la fine del capitalismo – Feltrinelli (2014)

Quello che il capitale ha appreso e’ che poteva creare la base della sua stessa riproduzione […] attraverso l’uso sistematico e continuo della capacita’ lavorativa per produrre un’eccedenza, oltre a quello di cui il lavoratore aveva bisogno per sopravvivere secondo un dato standard di vita.
Questa eccedenza e’ alla radice del profitto monetario.
La cosa notevole di questo sistema e’ che non sembra basato su truffa, furto, rapina o espropriazione perche’ i lavoratori possono essere pagati secondo il loro valore di mercato “corretto” (il “prezzo corrente”) ma lavorando possono generare il plusvalore di cui il capitale ha bisogno per sopravvivere.
La “correttezza” si basa sull’idea che i lavoratori abbiano un diritto di proprieta’ privata individualizzato sulla loro capacita’ lavorativa che possono fornire al capitale come merce (una merce che per il capitale ha il valore d’uso di poter produrre valore e plusvalore) e che sono “liberi” di cedere quella capacita’ lavorativa a chiunque vogliano.
Ovviamente e’ molto comodo per il capitale che i lavoratori siano “liberati” da qualsiasi accesso alla terra o anche da qualsiasi mezzo di produzione: cosi’ non hanno alcuna alternativa se non vendere la loro forza lavoro per poter vivere […]
I lavoratori, per farla breve, debbono aggiungere piu’ valore di quello che ricevono, perche’ il capitale possa essere creato e riprodotto. Il capitale intasca il valore aggiunto come profitto e puo’ immagazzinare quel valore aggiunto in una crescente concentrazione di potere monetario.

Info:
https://www.anobii.com/books/Diciassette_contraddizioni_e_la_fine_del_capitalismo/9788807105098/01fd0894dd446aabd4
https://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/3569-david-harvey-qdiciassette-contraddizioni-e-la-fine-del-capitalismoq.html

Economia di mercato/Chang

Ha-Joon Chang – 23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo – il Saggiatore (2012)

Per costruire una fabbrica ci vogliono mesi, se non anni, mentre per accumulare il know how tecnologico e organizzativo per una societa’ di livello mondiale servono decenni.
Le attivita’ finanziarie, invece, possono essere movimentate e riorganizzate in minuti, se non secondi. Questo estremo divario ha creato grossi problemi, perche’ il capitale finanziario e’ «impaziente» e alla ricerca di guadagni di breve periodo.
Nel breve periodo questo crea instabilita’ economica, perche’ il capitale liquido si muove per il mondo in tempi molto brevi e in modi «irrazionali» […]
La cosa piu’ grave e’ che, nel lungo periodo, cio’ porta a una debole crescita di produttivita’, perche’ gli investimenti di lungo periodo vengono tagliati per soddisfare il capitale impaziente.

Info:
https://www.anobii.com/books/23_cose_che_non_ti_hanno_mai_detto_sul_capitalismo/9788842817765/012bbaa6060194138a
http://www.mangialibri.com/libri/23-cose-che-non-ti-hanno-mai-detto-sul-capitalismo

Finanziarizzazione/Jha

Prem Shankar Jha – Il caos prossimo venturo – Neri Pozza (2007)

La crescente attenzione per le plusvalenze ha mutato radicalmente il modo in cui vengono valutati i risultati aziendali.
I tradizionali indicatori di solidita’ di un’azienda, come il ritorno sul capitale investito, l’entita’ degli accantonamenti aziendali, il rapporto tra attivi e passivi, i piani di  espansione e modernizzazione e la quota di mercato sono stati sostituiti dal singolare concetto di shareholder value (valore per l’azionista), ossia la capitalizzazione di mercato.

Info:
https://www.anobii.com/books/Il_caos_prossimo_venturo/9788854501614/0116bf78de66ec23c1
http://tempofertile.blogspot.com/2017/06/prem-shankar-yha-il-caos-prossimo.html