Capitalismo/Mattei

Fuga dal capitalismo. Un libro che apre gli occhi finalmente – Clara E. Mattei – Fuoriscena (2026)

 Mentre investire in programmi sociali a sostegno di una vita dignitosa rischia di sfidare la struttura di classe, le spese militari sono perfettamente compatibili con i requisiti della nostra economia capitalista.
Il militarismo e’ necessario all’accumulazione di capitale perche’ risolve il problema persistente della sovraproduzione.
Spesso le aziende producono piu’ merci di quante i lavoratori possano permettersi. Le misure di austerita’ tengono a livelli insufficienti il potere d’acquisto della maggioranza, limitandone le spese e la crescita dell’economia. Invece, la domanda perenne di bombe e altri strumenti bellici da parte degli Stati garantisce un’espansione economica che perdura nel tempo, servendo alla perfezione il sistema – in modo orrendo e disumano.
Nel 1959, un’analisi costi-benefici delle spese per la difesa dei funzionari del governo americano riassunse questa dinamica in un linguaggio illuminante: i costi sono «la perdita di vite e di integrita’ fisica»; i benefici, «gli effetti di stimolo alla crescita dell’economia»

Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/

https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei

Europa/Gori

L’Europa più grande. Allargare l’Unione Europea dai Balcani occidentali all’Ucraina – Luca Gori, Nicola Pontara – Luiss (2024)

La UE e’ un prodotto dell’ordine liberale internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale.
Una comunita’ di valori fondata su democrazia, diritti umani, liberta’ degli scambi, societa’ aperta e cooperazione multilaterale.
Per questo a Bruxelles ha sempre prevalso un concetto di soft power e soft security. La pace e la sicurezza sono stati costruiti sulla capacita’ di dialogare, di conciliare interessi divergenti, di capire le ragioni dell’altro senza imporre con la forza le proprie, di assumere impegni reciproci accettati democraticamente.
Questa cultura post-moderna della potenza e della sicurezza si scontra oggi con il ritorno della guerra in Europa ed esige un inevitabile aggiornamento. Le ragioni geopolitiche che oggi prospettano la possibilita’ di un nuovo allargamento possono essere funzionali al conseguimento di questo obiettivo. Anzitutto, dando alla UE una dimensione effettiva di hard security, attraverso progressi sostanziali nella costruzione della Difesa europea e nello sviluppo di adeguate capacita’ militari. Quindi, eliminando le “zone grigie” che nei Balcani occidentali e lungo il confine orientale caratterizzano un’area importante del vecchio continente e che oggi – in quanto aree cuscinetto tra Occidente e Russia – rischiano di trasformarsi in nuovi focolai di crisi. Infine, lavorando per garantire alla UE il massimo dell’autonomia economica, riducendo le varie forme di dipendenza di cui e’ afflitta. In altri termini, mutuando Adam Smith, riconoscendo che la “difesa” e’ piu’ importante della “ricchezza” e che le ragioni del mercato devono trovare un limite in quelle della sicurezza.

Info:
https://diplosor.wordpress.com/tag/luca-gori/
https://www.giornalediplomatico.it/libro-amb-luca-gori-e-nicola-pontara-su-allargamento-unione-europea.htm
https://www.linkiesta.it/2026/02/direzione-pd-intervento-gori-difesa-europa/
https://www.ilriformista.it/gori-non-esclude-il-bazooka-europa-non-ti-disunire-sconfortante-latteggiamento-a-sinistra-sulliran-cosi-come-la-poca-passione-nel-sostenere-la-resistenza-ucraina-497148/

Europa/Tocci

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale – Nathalie Tocci – Mondadori (2024)

Per potersi difendere in un mondo conflittuale, bisogna investire sulla difesa. Ma se e’ vero che «quanto» si spende e’ importante, lo e’ altrettanto il «come».
Negli anni dell’ordine liberale internazionale non solo diminuirono le spese militari ma cambio’ anche lo scopo della difesa nei paesi occidentali. In Europa, la necessita’ percepita di una difesa territoriale del continente calo’ sensibilmente, mentre prese quota l’idea che le forze armate servissero per operazioni cosiddette «di spedizione», ossia mirate a gestire e stabilizzare crisi – spesso guerre civili – negli angoli più remoti del globo […]
In tutti questi casi, che in gergo Nato venivano definiti «fuori area» (ossia fuori dall’area geografica in cui si applica la difesa collettiva della Nato), serviva certamente la forza militare, ma si trattava di capacita’ specifiche, in prevalenza nell’ambito aeronautico e marittimo, cosi’ come nelle forze speciali e di antiterrorismo.
Inoltre, non dovendosi realmente preparare alla protezione del territorio, l’industria della difesa europea si e’ concentrata sulla produzione di pochi, selezionati sistemi d’arma tecnologicamente avanzati, piu’ che sulla produzione in massa di assets a basso o medio contenuto tecnologico.
Questo ha portato al consolidamento nel settore, con la dismissione di fabbriche di armi nella ricerca di maggiore efficienza, e la cessazione di produzione di segmenti poco profittevoli come quello delle munizioni.
Ora lo scenario strategico si e’ capovolto.
La priorita’ non e’ piu’ quella di partecipare a missioni in giro per il mondo, ancor meno a operazioni mirate al cambio di regime in paesi autoritari. La priorita’ e’ tornata a essere la difesa nel senso piu’ tradizionale del termine: il continente europeo e’ in guerra e la sua sicurezza territoriale minacciata.
D’un tratto gli eserciti hanno ripreso a essere rilevanti e ci sono paesi europei che considerano di introdurre nuovamente la leva.
In quanto a capacita’ militari, non servono solo qualche nave e caccia ad alto contenuto tecnologico, ma molti carri armati, sistemi di difesa aerea, missili, munizioni e pezzi di ricambio, in alcuni casi dotazioni che credevamo appartenenti al passato. Questo perche’ la guerra in Ucraina manifesta caratteristiche tanto da XX quanto da XXI secolo.
Per certi versi e’ una guerra di ieri, fatta di centinaia di migliaia di soldati in trincea, di carri e di artiglieria pesante. Per altri versi e’ una guerra di domani, fatta di droni, satelliti e attacchi cibernetici.
Per combattere una guerra vecchia e nuova al tempo stesso, serve tanto di tutto.

Info:
https://formiche.net/2024/10/grande-incertezza-libro-nathalie-tocci/#content