Per diversi secoli, gli Stati nazionali hanno rappresentato i principali attori del governo.
Prevalsero sui regni e sulle citta’ medievali, sui principati e persino sul papato e sull’impero, perche’ erano in grado di esercitare la propria autorita’ su confini di diversa natura: economici, amministrativi, militari e culturali. Il grande successo degli Stati-nazione fu di riuscire a unificare questi confini, costruendo un sistema di governo centralizzato al loro interno.
Il nazionalismo, una delle colonne portanti degli Stati, e’ oggi piu’ vivo che mai. Tuttavia, le nuove tecnologie, la trasformazione dei modelli economici, la crescente diversificazione culturale e le nuove forme di comunicazione hanno trasformato gli Stati e il sistema degli Stati, rendendo entrambi sostanzialmente diversi dal passato […]
Gli Stati non sono piu’ capaci di garantire la sovrapposizione fra confini amministrativi, frontiere militari, caratteri culturali ed economia. Questo sovverte il sistema di governo da loro controllato, lasciando i cittadini sospesi in un limbo in vari ambiti e luoghi. Che valore ha lo Stato, se non puo’ proteggere i suoi cittadini da pretese legali extraterritoriali, speculazioni finanziarie transnazionali e devastanti cambiamenti climatici? Perche’ i cittadini dovrebbero riunirsi sotto la bandiera nazionale, se i loro Stati permettono di arricchirsi principalmente al famoso o famigerato un per cento? Gli Stati stanno generando sicurezza o insicurezza?
La sfida e’ riaffermare il controllo pubblico su spazi complessi e generatori di ineguaglianza, conflitti e sentimenti di impotenza. Le domande cruciali sono: con quali mezzi, e come?
Info:
https://www.thewatcherpost.it/politica/democrazia-miope/
https://www.micromega.net/pangloss-nella-compressione-spazio-temporale-zielonka-e-harvey
https://www.thedotcultura.it/spazio-tempo-e-velocita-la-rifondazione-della-democrazia/
