Capitalismo/Hickel

Jason Hickel – Siamo ancora in tempo! Come una nuova economia puo’ salvare il pianeta – il Saggiatore (2021)

Il punto, qui, e’ che la Rivoluzione industriale (e la crescita industriale dell’Europa) non emerse ex nihilo.
Fece leva su materie prime che erano prodotte da schiavi, su terre sottratte ai popoli colonizzati e lavorate nelle fabbriche dai contadini europei espropriati a forza dalle recinzioni.
Tendiamo a pensare a tutte queste cose come a processi distinti, ma operavano tutti seguendo la stessa logica di fondo. Le recinzioni furono un processo di colonizzazione interna e la colonizzazione fu un processo di recinzione. I contadini europei furono espropriati delle loro terre proprio come successe agli amerindi (anche se, e’ il caso di notare, questi ultimi furono trattati molto peggio, esclusi totalmente dal regno dei diritti e perfino da quello del genere umano). E la tratta degli schiavi non e’ altro che la recinzione e la colonizzazione dei corpi, corpi appropriati in nome dell’accumulazione delle eccedenze, proprio come le terre, e trattati allo stesso modo, come una proprieta’.
Si potrebbe essere tentati di trattare questi momenti di violenza come semplici aberrazioni nella storia del capitalismo.
Ma non lo sono. Sono le fondamenta del capitalismo. […]
In Africa, i colonizzatori si trovarono di fronte al problema di quella che chiamavano esplicitamente «la questione del lavoro»: come convincere gli africani a lavorare nelle miniere e nelle piantagioni in cambio di bassi salari. Gli africani generalmente preferivano il loro stile di vita fondato sulla sussistenza e non avevano molta voglia di spaccarsi la schiena andando a lavorare nelle industrie europee. I salari promessi nella maggior parte dei casi non erano sufficienti a indurli ad accollarsi un lavoro che consideravano inutile. Gli europei erano furibondi di fronte a questa resistenza e risposero costringendo le persone ad abbandonare le loro terre (la legge sulle terre indigene in Sudafrica estromise con la forza la popolazione autoctona confinandola all’interno di riserve pari al 13% appena del territorio complessivo) o obbligandole a pagare le tasse in valuta europea. In entrambi i casi, agli africani non resto’ altra scelta che vendere il proprio lavoro in cambio di un salario.
Lo stesso processo di recinzione e proletarizzazione forzata ando’ in scena ripetutamente durante il periodo della colonizzazione europea, non solo nelle colonie inglesi, ma anche in quelle spagnole, portoghesi, francesi e olandesi, con esempi troppo numerosi per riportarli qui. In tutti questi casi, la scarsita’ fu creata di proposito per favorire l’espansione capitalista.

Info:
https://oggiscienza.it/2021/05/08/siamo-ancora-in-tempo-jason-hickel/
https://www.ilsaggiatore.com/wp-content/uploads/2021/04/2021_04_20-Manifesto-Hickel.pdf
https://www.linkiesta.it/2021/03/salvare-il-pianeta-rapporto-natura/

Capitalismo/Canfora

Luciano Canfora – La schiavitu’ del capitale – Il Mulino (2017)

Errore fu credere che quella manche terribile che si e’ giocata per tutto il Novecento, messa in moto dalla “Grande guerra”, fosse l’ultimo atto della storia.
Il brusco risveglio fu determinato dal crollo del lungo, ostinato, alla fine insostenibile, esperimento di “socialismo” […]
Esso ci ha insegnato molte cose:
1) che la partita e’ solo agli inizi;
2) che il modello capitalistico (in tutte le sue proteiformi manifestazioni) ha conquistato, alla fine del Novecento, la gran parte del pianeta espugnando e pervadendo di se’ Russia e Cina;
3) che solo ora il capitalismo e’ davvero un sistema di dominio mondiale ma non ha di fronte che spezzoni di organizzazioni per lo piu’ sindacali e inevitabilmente settoriali giacche’ il capitale e’ davvero “internazionalista” avendo dalla sua la cultura ed ogni possibile risorsa,mentre gli sfruttati sono “dispersi e divisi” (dalle religioni, dal razzismo istintuale etc.);
4) che, per funzionare, secondo la sua logica del sempre maggior profitto e della lotta spietata per la conquista dei mercati, il capitale ha ripristinato ormai forme di dipendenza di tipo schiavile: non solo in vaste aree dei mondi dipendenti ma creando sacche di lavoro schiavile anche all’interno delle aree piu’ avanzate;
5) che questo fa ovviamente regredire su un piano piu’ generale i “diritti del lavoro” conquistati, in Occidente, grazie alla novecentesca contrapposizione di sistema;
6) che, per gestire questa impressionante mescolanza tra varie forme di dipendenza incluse quelle schiavili e semi-schiavili,
il contributo della grande malavita organizzata e’ fondamentale.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-schiavitu-del-capitale-canfora/
https://www.lacittafutura.it/cultura/la-schiavitu-del-capitale