Geoeconomia/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Il concetto di “spazio vitale” […] era un concetto ecologico che abbinava vita e spazio, dato che ognuno di noi pesa, per necessita’ vitali, su uno spazio molto piu’ ampio di quello che occupiamo fisicamente.
La grande inflazione demografica dal dopoguerra a oggi ci ha portato a un’inedita condizione di scarsita’ di spazio. Solo occupandoci di terra e non di acqua o aria respirabile, l’Ipcc nel 1999 ha calcolato che il nostro spazio vitale si e’ ristretto e problematizzato a queste percentuali: 2 per cento abitativo, 12 per cento coltivazione, 37 per cento pascoli, 22 per cento foreste, 27 per cento rocciosi inabitabili e improduttivi.
Piu’ le popolazioni terrestri si avviano verso lo sviluppo di tipo moderno, piu’ salira’ la domanda di spazio coltivabile, pascoli e foreste, ma se non ci diamo una regolata generale in termini di modi di stare al mondo e stili di vita, consumo e produzione, gli stessi tre tipi di spazi in realta’ si ridurranno perche’ inagibili, inquinati, sovrasfruttati: deforestazioni e riduzioni delle foreste pluviali nonche’ eccesso di prelievo risorse e sfruttamento agricolo intensivo; fasce costiere e rivierasche aggredite da insediamenti antropizzanti e inquinanti; tendenza a una sempre maggiore concentrazione urbana […]
Solo nello stretto arco di tempo che va dal 1990 ad oggi, poco piu’ di trenta anni, le citta’ con piu’ di 10 milioni di abitanti, le megalopoli, sono passate da 10 a 33, le medie citta’ (tra 5 e 10 milioni) da 21 a 48, le piccole (da 1 a 5, diciamo di taglia europea) da 239 a 467 […]
Quanto all’acqua, che e’ certo una risorsa che mai diminuisce nel suo totale, il problema e’ la sfruttabilita’ – se cioe’ e’ facilmente potabilizzabile – e la distribuzione nel tempo e nello spazio: nel tempo, perche’ come ormai avviene anche in Italia a picchi di caldo il consumo aumenta tutto in un colpo, nello spazio perche’ l’idrogeografia ha logiche naturali che non ha la geopolitica. Nilo in Africa, Tigri ed Eufrate la culla della civilta’ in Medio Oriente e il Brahmaputra (Yarlung Tsangpo in cinese) in Asia sono i casi piu’ critici […]
Altri casi problematici sono l’Indo (in condominio a due potenze atomiche, Pakistan e India che gia’ non si amano per svariati motivi), il Gange, il Mekong e il Giordano […]
Nel 2050, in Africa si aspettano 2,5 miliardi di esseri umani, di cui la meta’ sotto i vent’anni. Nella vicina Europa, 400 milioni con almeno un terzo di anziani inoltrati. Capirete bene che, con questi numeri, i nostri attuali dibattiti “infuocati” su gli esigui flussi migratori dal continente sottostante sono tra l’irresponsabile e il ridicolo.
Quanto al rilievo ecologico-ambientale della demografia oggi l’impronta ecologica dell’Italia e’ 4,5 mentre quella degli Stati uniti e’ 8,7 per cento, cioe’ ci vorrebbero 8,7 pianeti Terra per mantenere livelli di vita americana per tutto il globo. Il 7 per cento piu’ ricco del pianeta (noi) fa il 50 per cento di emissioni Co2 mentre il 50 per cento meno ricco fa solo il 7 per cento […]
Al 2050 l’Occidente sara’ solo il 12 per cento del mondo (di cui un terzo statunitensi) con una vecchia (anche in senso anagrafico) Europa con meno dell’8 per cento di peso davanti il continente africano che rappresentera’ il 25 per cento, fatto di molto giovani che si troveranno anche per via della questione climatica a vivere una terra sempre più difficile da abitare.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/