Finanziarizzazione/Arlacchi

Pino Arlacchi – I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia e i contromovimenti che lo combattono – Chiarelettere (2018)

Sono passati i tempi nei quali le dimensioni dell’attivita’, il suo fatturato, il numero dei dipendenti, la posizione nel mercato e la qualita’ della sua tecnologia erano gli indici di successo prevalenti.
Per gli azionisti rapaci di oggi, cui si sono associati i manager destinatari di retribuzioni fuori misura, conta solo il Roe (Return on equity) annuale.
Per questi personaggi l’impresa non e’ un organismo complesso, dotato di una propria vita e identita’, titolare di responsabilita’ sociali rilevanti, sede di una pluralita’ di soggetti che talvolta confliggono tra loro ma che restano tutti interessati al suo sviluppo e alla sua integrita’.
Per i nuovi padroni l’azienda e’ solo un agglomerato di contratti, «un insieme accidentale di attivi e passivi che deve essere rimaneggiato di continuo allo scopo di massimizzare il valore per gli azionisti. L’impresa, e le sue forze di lavoro, sono diventate, in linea di principio, oggetti a perdere […]
Aziende che hanno impiegato decenni a diventare concentrazioni di know-how tecnologico e organizzativo vengono degradate a contenitori senz’anima, smembrabili a piacimento, come degli «spezzatini» che in caso di crisi possono essere offerti ai compratori a’ la carte, boccone dopo boccone, da agenzie specializzate. I guadagni relativi vengono conseguiti a spese degli interessi degli altri stakeholders dell’impresa: lavoratori, tecnici, fornitori, comunità locali, enti pubblici.

Info:
https://www.interris.it/news/esteri/chi-sono-i-padroni-della-finanza-mondiale/
https://www.edizionipolis.it/magazine/2019/03/29/economia-e-finanza-mondiale-arlacchi-il-neoliberalismo-oggi-vive-una-profonda-crisi/

Finanziarizzazione/Arlacchi

Pino Arlacchi – I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia e i contromovimenti che lo combattono – Chiarelettere (2018)

Nel 2004 la divisione finanziaria della General Motors ha generato da sola l’80 per cento del reddito totale dell’azienda madre, mentre le divisioni produttive realizzavano grandi perdite.
Non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa e nel resto dell’Occidente capitalistico, a partire dagli anni Ottanta le imprese industriali si sono arrese al capitale-denaro perche’ si sono rese conto che […] produrre denaro per mezzo di denaro rende di piu’ rispetto ad applicare […] il non trascurabile passaggio dal mondo delle merci.
E’ per questo che le imprese, soprattutto le piu’ grandi, si sono convertite in banche, che non finanziano solo l’acquisto o il leasing dei beni che producono, ma forniscono la stessa serie disparata di prestiti che viene offerta dalle banche vere e proprie: dai prestiti per la ristrutturazione delle case ai mutui immobiliari, alle carte di credito, alla consulenza per investire minimizzando le tasse e passare per i paradisi fiscali.

Info:
https://www.interris.it/news/esteri/chi-sono-i-padroni-della-finanza-mondiale/
https://www.edizionipolis.it/magazine/2019/03/29/economia-e-finanza-mondiale-arlacchi-il-neoliberalismo-oggi-vive-una-profonda-crisi/

Lavoro/Silver

Beverly J. Silver – Le forze del lavoro. Movimenti operai e globalizzazione dal 1870 – Bruno Mondadori (2008)

L’ampio ventaglio di proposte keynesiane presupponeva una tregua nel conflitto tra capitale e lavoro, fondata sullo scambio trilaterale tra governi, sindacati e imprese: i governi e le grandi aziende avrebbero accettato il sindacalismo come elemento stabile, mentre, dal canto loro, i sindacati avrebbero riconosciuto il diritto dell’impresa di modificare l’organizzazione della produzione per aumentare la produttivita’ […]
I governi, inoltre, si impegnavano a usare gli strumenti macroeconomici di cui disponevano per promuovere la piena occupazione, e le imprese a ridistribuire una parte dei maggiori profitti dovuti all’aumento di produttivita’ sotto forma di aumenti salariali, innescando cosi’ un meccanismo che assicurava un mercato di massa per i prodotti dell’industria e offriva molteplici possibilita’ di innovazione del prodotto.
A sua volta, la crescita dei salari reali aiutava a lenire e depoliticizzare il conflitto tra lavoro e capitale grazie alle promesse di “alti standard di consumo”.

Info:
https://www.anobii.com/books/Le_forze_del_lavoro/9788861592117/013ceb1c2bb826dec4
https://www.lacittafutura.it/economia-e-lavoro/lavoratori-di-tutto-il-mondo-intervista-a-beverly-silver-parte-i