Societa’/Streeck

Globalismo e democrazia. L’economia politica del tardo neoliberismo – Wolfgang Streeck – Feltrinelli (2024)


 La democrazia quale sistema sociale di istituzioni interno al capitalismo ha fino ad oggi offerto una possibilita’ di riconoscimento agli interessi di classi popolari svantaggiate dal mercato e dalla societa’ capitalista attraverso la mobilitazione di maggioranze politiche.
Il suo modus operandi fu sempre quello della lotta, della prova di forza tra schieramenti sociali piu’ o meno ben organizzati e diretti, rappresentati da partiti e associazioni; il suo fine era il compromesso, ulteriormente ampliabile, rivedibile, ritirabile o sostituibile, che riconosceva e manteneva intatto sempre un pluralismo di interessi articolati essenzialmente sull’asse di capitale e lavoro, ma anche e per questo in modi molto diversi, sul rapporto tra conservazione e progresso […]
Nell’immagine, invece, che la democrazia come sistema di valori della societa’ civile produce di se’, i rapporti di potere politico-economico propri del capitalismo trovano sostituzione ora nel controllo tecnocratico, ora in un’economia di mercato lasciata libera al suo corso.
La democrazia cosi’ intesa richiede un’elite depositaria di significati che interpretino in termini normativi i valori vincolanti del sistema; essa non e’ popolare, ma elitaria e meritocratica; i suoi “valori” sono stabiliti da esperti in diritto per via deliberativa, e non da cittadini in lotta tra loro; essi sono costituzionali, sottratti cioe’ ai processi maggioritari, cosi’ da proteggerli dal cattivo uso che gli elettori potrebbero fare della democrazia, venendo a decisioni improvvide; gli interessi sono regolati dal diritto e come tali soggetti alla giustizia; la politica da attivita’ di lotta si fa discorso, non piu’ popolare ma elitario, e l’interpretazione giuridica dei dotti sostituisce la prova di forza politica.
Anziche’ rappresentati dalla democrazia, i cittadini sono ora educati a essa, da altri, loro pari, che chiariscono cosa essa sia; quel che si prospetta al termine di ogni “discorso”, se tutto va bene, e’ un accordo privo di vincoli e autorita’ che si lascia alle spalle il compromesso conquistato con la forza, ritenuto come superato nel processo di civilizzazione […]
L’involuzione della socialdemocrazia perseguita dalla nuova classe media nella democrazia liberale intacca in due modi questa premessa che e’ alla base di una critica alla societa’ organizzata in classi e strati. Il primo e’ negando alla sua “democrazia” – ossia alla maggioranza dei cittadini che la compongono – la capacita’ di far fronte in modo competente a “problemi complessi”, pretendendo cosi’ di sottrarre loro l’onere delle decisioni per affidarlo a un’espertocrazia colta e superiore e come tale certificata nel circolo dei piu’ dotti. Il secondo e’ impegnandosi a proteggere i valori morali della “democrazia”, ora costituzionalizzati, dalla potenziale maggioranza di cittadini il cui senso morale sia da essi giudicato immaturo e come tale da condannare.
Il dibattito sulla natura e portata della democrazia si trasforma cosi’ in una lotta culturale condotta da “democratici” contro “populisti”, che mira all’esclusione intellettuale e morale di questi ultimi. Il risentimento di fronte a un tentativo di screditare la cittadinanza, per un’incompetenza pratica o morale, rappresenta probabilmente una delle ragioni per cui i contromovimenti “populisti” da destra attraggono non solo una classe operaia materialmente in discesa, ma anche una piccola borghesia economicamente piu’ o meno agiata, che nella critica alla democrazia del nuovo centro borghese intellettuale trova negata la propria richiesta a un uguale riconoscimento di competenza e dignita’ civica.

Info:
https://www.fondazionedivittorio.it/lezione-streeck-limiti-potenzialita-della-ue-egemonie-planetarie-popoli-crisi
https://www.doppiozero.com/wolfgang-streeck-neoliberalismo-e-poi

https://www.corriere.it/la-lettura/24_giugno_21/come-sonnambuli-la-guerra-la-lettura-anteprima-nell-app-1af31e72-2fe1-11ef-8a97-996e27b017a2.shtml
https://ilmanifesto.it/uneuropa-svizzera

Capitalismo/Streeck

Globalismo e democrazia – Wolfgang Streeck – Feltrinelli (2024)


 Con l’avanzare del modello di crescita neoliberale ebbe inizio, parallelamente, anche una lenta erosione del modello standard di democrazia stabilito nel dopoguerra.
A partire dalla fine degli anni settanta, la partecipazione della popolazione a elezioni di qualunque tipo diminui’ in modo considerevole e costante in tutte le democrazie a economia capitalista, soprattutto nelle fasce piu’ basse di distribuzione del reddito e di opportunita’, tra coloro cioe’ che piu’ di tutti, di fatto, dipendono da politiche redistributive di tutela. Tutti i partiti, al contempo, senza distinzione quanto al loro orientamento istituzionale, hanno conosciuto un crollo dei propri iscritti. Lo stesso dicasi per i sindacati, che dalla fine degli anni ottanta solo raramente hanno potuto avvalersi del diritto di sciopero con qualche prospettiva di successo.
Quanto al sistema dei partiti, […] i partiti di centro, tradizionali sostenitori dello stato, hanno via via abbandonato la comunita’ dei propri elettori per ritirarsi negli apparati di quest’ultimo […]
Come gia’ i sindacati, che per preservare il posto di lavoro dei propri iscritti dovettero quantomeno moderare le richieste di cui erano portatori, anche i partiti, se volevano governare stati ormai inseriti in un mercato mondiale, si videro costretti a non poter piu’ dare ascolto alla propria base, sacrificando […], la “capacità di risposta” (responsiveness) in nome della “responsabilità” (responsibility)[…]
Con l’adesione al fronte unitario della globalizzazione, centro-destra e centro-sinistra hanno perduto entrambi la propria identita’ politica, per quanto definita solo in modo vago.
Nel processo di adattamento al mercato mondiale, la politica democratica del dopoguerra e’ passata dall’essere un progetto a lungo termine per il perseguimento di modelli ideali di societa’ differenti – in modo particolare, di uno gerarchico-paternalista, da un lato, e uno egualitario e non classista, dall’altro – a un insieme di reazioni pragmatiche a breve termine, a fronte di condizioni contestuali e di mercato in costante e imprevedibile mutamento.
Come mai prima, la politica si e’ svuotata di ideologia e, in senso stretto, di prospettive, divenendo indistinguibile nelle sue versioni. La democrazia ha cosi’ potuto compiere il passaggio a una postdemocrazia: da un lato, forma d’intrattenimento che riduce gli elettori a spettatori, dall’altro, mostra di reazioni sconnesse ed estemporanee a eventi inattesi, coordinata da spin doctor ed esperti di comunicazione.
Anche il comportamento elettorale, di conseguenza, e’ cambiato, per gli strateghi della politica come per gli elettori, non piu’ orientati a un ideale sociale collettivo, a un futuro comune cui tendere, ma guidati da reazioni istintive, svincolate da posizioni e ideologie di classe e prive di alcuna tensione a un obiettivo.
La fluttuazione dell’elettorato da un partito all’altro e’ cresciuta allora in maniera esponenziale e i vecchi partiti del modello standard si sono ritrovati con una base sempre meno stabile e duratura di sostenitori su cui poter contare.

Info:
https://www.fondazionedivittorio.it/lezione-streeck-limiti-potenzialita-della-ue-egemonie-planetarie-popoli-crisi
https://www.doppiozero.com/wolfgang-streeck-neoliberalismo-e-poi

https://www.corriere.it/la-lettura/24_giugno_21/come-sonnambuli-la-guerra-la-lettura-anteprima-nell-app-1af31e72-2fe1-11ef-8a97-996e27b017a2.shtml
https://ilmanifesto.it/uneuropa-svizzera

Societa’/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razio- nalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dardot , Christian Laval – DeriveApprodi (2019)

Neoliberismo e securitarismo di Stato vanno ora a braccetto.
L’indebolimento delle liberta’ pubbliche dello Stato di diritto e la concomitante estensione dei poteri di polizia si sono via via accentuati con la «guerra alla delinquenza» e la «guerra alla droga» a partire dagli anni Settanta. Ma dacche’ e’ stata dichiarata una «guerra globale contro il terrorismo», all’indomani dell’11 settembre 2001, abbiamo visto dispiegarsi un insieme di misure e di dispositivi che violano apertamente le regole di protezione delle liberta’ della democrazia liberale, fino ad arrivare alla legittimazione giuridica della sorveglianza di massa della popolazione, alla legalizzazione della detenzione senza passare per i tribunali o all’uso sistematico della tortura […]
Oggi, la «contro-rivoluzione in assenza di rivoluzione», come la chiama Harcourt, mira a ridurre con qualunque mezzo un nemico interno ed esterno onnipresente, che ha certamente il volto del terrorista islamico ma puo’ assumere anche altre identita’ (studenti, ecologisti, contadini, giovani neri americani o giovani francesi delle banlieues, e soprattutto migranti clandestini, di preferenza musulmani).
E per portare a buon fine questa guerra contro il nemico, occorre che il potere da un lato militarizzi la polizia e dall’altro accumuli una massa di informazioni sull’insieme della popolazione per poter scongiurare qualunque possibile ribellione.
Insomma, il terrorismo di Stato torna in piena espansione.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Societa’/Todd

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd – Fazi (2024)

Se considero la capacita’ di leggere e scrivere il fondamento della democrazia, cio’ non e’ dovuto semplicemente al fatto che l’alfabetizzazione consente di decifrare i giornali e di scegliere la propria scheda elettorale, ma al fatto che essa alimenta un sentimento di uguaglianza quasi metafisica tra tutti i cittadini.
La lettura e la scrittura, un tempo appannaggio esclusivo dei sacerdoti, adesso appartengono a tutti.
Eppure, all’inizio del terzo millennio, questo sentimento di uguaglianza democratica basilare sembra essersi esaurito. Lo sviluppo dell’istruzione superiore ha finito per dare al 30 o 40 per cento di una generazione la sensazione di essere veramente superiore: un’elite di massa, un ossimoro che ben introduce la stranezza della situazione.
Prima della guerra in Ucraina, dunque, gli osservatori vedevano le democrazie occidentali minate da un malessere che andava peggiorando. Questo male pone l’una di fronte all’altra due grandi categorie ideologiche e mentali: l’elitismo e il populismo.
Le elite denunciano una deriva dei popoli verso le destre xenofobe, mentre i popoli sospettano le elite di voler sprofondare in un “globalismo” delirante.
Se il popolo e l’elite non riescono piu’ ad accordarsi per lavorare insieme, il concetto di democrazia rappresentativa perde ogni suo significato: si finisce con l’avere una elite che non vuole piu’ rappresentare il popolo e un popolo che non e’ piu’ rappresentato.
Secondo i sondaggi d’opinione, il politico e il giornalista sono le due professioni meno rispettate nella maggior parte delle “democrazie occidentali”, mentre si va diffondendo il complottismo, una patologia propria di un sistema sociale strutturato dal binomio elitismo/populismo, nonche’ dalla sfiducia sociale.

Info:
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-fatto-quotidiano.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-riformista.pdf?

https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-manifesto.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-giornale.pdf?
https://contropiano.org/interventi/2024/11/11/la-sconfitta-delloccidente-oligarchico-e-nichilista-0177418
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/emmanuel-todd-gli-oligarchi-e-il-nichilismo-hanno-distrutto-le-democrazie-e-la-sconfitta-delloccidente-fd56b6be
https://www.repubblica.it/venerdi/2024/09/28/news/emmanuel_todd_sconfitta_occidente_ultimo_libro-423521727/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29325-gian-marco-martignoni-la-sconfitta-dell-occidente.html

Societa’/Armao

Capitalismo di sangue – Fabio Armao – Laterza (2024)

Che la democrazia non stia passando un buon momento lo dimostrano alcuni dati: il numero delle liberal-democrazie e’ tornato ai valori del 1989 e ospita soltanto il 13 percento della popolazione mondiale, le autocrazie elettorali contano per il 44 percento e le autocrazie in senso stretto per il 26 percento.
Il declino della democrazia riguarda soprattutto l’America Latina e l’Asia, ma anche il 20 percento degli stati membri dell’Unione Europea ha gia’ manifestato una chiara propensione ad «autocratizzarsi» […]
Democrazie e autocrazie, in altri termini, si rivelano entrambe funzionali a un nuovo totalitarismo generato dalla globalizzazione neoliberista, che rappresenta l’antitesi del libero mercato, ridotto a una ben misera foglia di fico per i governanti (o gli economisti) che avessero ancora il coraggio di evocarlo.
Il capitalismo, dopo secoli di convivenza e di scambi di reciproca utilita’ con lo stato, ha preso il sopravvento sulla politica, al punto da imporre il blocco della redistribuzione delle ricchezze; costringendo sempre piu’ famiglie a redditi di mera sussistenza e distruggendo quei ceti medi cui aveva affidato le proprie fortune ai tempi dell’industrializzazione e dei consumi di massa.

Info:
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/IL_FATTO_QUOTIDIANO_27012024.pdf
https://www.micromega.net/author/fabio-armao/ 

https://www.globalist.it/culture/2024/03/25/capitalismo-di-sangue-analisi-su-conflitti-globali-e-crisi-economica/

Stato/Parsi

Titanic. Naufragio o cambio di rotta per l’ordine liberale – Vittorio Emanuele Parsi – il Mulino (2022) 


La riuscita della democrazia dipende dalla capacita’ di isolare la sfera politica da qualsivoglia disuguaglianza materiale esistente.
La democrazia puo’ formarsi e conservarsi nella misura in cui la sfera politica stessa non si divide nettamente lungo i confini delle disuguaglianze di categoria.
Al contrario, quando i diritti politici, i doveri e la partecipazione riflettono tali divisioni, allora costituiscono una minaccia per la democrazia e ostacolano la democratizzazione. La democrazia fiorisce quando non c’e’ sovrapposizione tra le disuguaglianze quotidiane e quelle che caratterizzano le relazioni Stato-cittadino.
Detto in altri termini, anche se la disuguaglianza economico-sociale viene accettata come una conseguenza naturale delle diverse abilita’ individuali (e come, secondo alcuni, una molla allo stesso meccanismo di creazione della ricchezza), tale disuguaglianza non deve riflettersi in termini di disuguaglianza politica.
E’ possibile ritrovare qui l’impostazione rawlsiana della giustizia, per cui una societa’ e’ giusta quando le liberta’ fondamentali sono distribuite in maniera equa (principio di uguale liberta’), quando le possibilita’ di accesso alle diverse funzioni e posizioni sono distribuite altrettanto equamente (principio di uguaglianza di eque opportunita’), e quando – infine – la distribuzione degli altri beni primari – principalmente quelli connessi al reddito, alla ricchezza e allo status sociale – e’ tale da massimizzare la parte che spetta ai piu’ sfavoriti (principio di differenza).

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/titanic-naufragio-ordine-liberale-parsi/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/14/titanic-il-sistema-liberale-di-fronte-a-una-scelta-combattere-le-disuguaglianze-o-fallire-il-nuovo-libro-di-vittorio-emanuele-parsi/6590356/
https://www.idiavoli.com/it/article/titanic-naufragio-occidente-ordine-liberale
https://www.marxismo-oggi.it/recensioni/libri/253-stato-mercato-e-democrazia-note-a-margine-di-titanic-il-naufragio-dell-ordine-liberale

Societa’/Lasch

La rivolta delle élite. Il tradimento della democrazia – Cristopher Lasch – Neri Pozza (2017)


Quanto alla pretesa secondo cui la rivoluzione dell’informazione avrebbe innalzato il livello dell’intelligenza pubblica, non e’ un mistero per nessuno che, oggi, sugli affari pubblici si sa molto meno di una volta […]
Invece di dare la colpa di questa spaventosa ignoranza alla scuola, come si fa di solito, forse dovremmo cercare altrove una spiegazione piu’ convincente, tenendo presente che la gente acquisisce conoscenze tanto piu’ prontamente quanto piu’ ne puo’ fare buon uso.
Visto che il pubblico non partecipa piu’ a dibattiti sui problemi nazionali, non ha alcuna ragione d’informarsi sugli aspetti della cultura civica.
E’ la decadenza del dibattito pubblico, non il sistema scolastico (per quanto male esso funzioni) che fa si che la gente sia male informata, nonostante le meraviglie dell’era dell’informazione. Quando il dibattito diventa un’arte perduta, l’informazione, per quanto rapidamente acquisibile, non fa impressione a nessuno.
La democrazia ha bisogno di un vigoroso dibattito pubblico, non di informazione.
Naturalmente anche l’informazione serve, ma soltanto quel tipo d’informazione che si origina dal dibattito.
Noi non sappiamo cosa dobbiamo sapere finche’ non facciamo le domande giuste, e possiamo individuare le domande giuste soltanto sottoponendo le nostre idee sul mondo all’esame del dibattito pubblico.
L’informazione, che di solito si considera la precondizione del dibattito, in realta’ e’ un suo prodotto.
Quando ci infervoriamo in una discussione che focalizza tutta la nostra attenzione, ci scopriamo avidi ricercatori della relativa informazione. Altrimenti ci limitiamo ad assorbire informazione passivamente, se mai lo facciamo.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/gli-stati-uniti-e-la-ribellione-delle-elite/
https://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/8661-la-rivolta-delle-elite
https://www.pensalibero.it/la-rivolta-delle-elite-tradimento-della-democrazia-christopher-lasch/

Capitalismo/Brown

Il disfacimento del demos – Wendy Brown – Luiss University Press (2023)

Una riflessione teorica sui modi in cui il neoliberismo, una forma peculiare di ragione che configura tutti gli aspetti dell’esistenza in termini economici, stia disfacendo elementi basilari della democrazia.
Tra essi troviamo lessici, principi di giustizia, culture politiche, abitudini di cittadinanza, pratiche di governo e soprattutto immaginari democratici.
La mia tesi non e’ soltanto che i mercati e i soldi stanno corrompendo o degradando la democrazia, che le istituzioni e gli esiti politici sono sempre piu’ dominati dalla finanza e dal capitale delle corporation, ne’ che la democrazia e’ stata rimpiazzata dalla plutocrazia, il governo dei e per i ricchi. Piuttosto, la ragione neoliberista, oggi onnipresente nell’arte di governo e nei luoghi di lavoro, nel diritto, nell’istruzione, nella cultura e in una vasta gamma di attivita’ quotidiane, sta convertendo il carattere, il significato e il funzionamento degli elementi costitutivi della democrazia, chiaramente politici, in aspetti economici.

Info:
https://www.equilibrielmas.it/2023/11/29/wendy-brown-il-disfacimento-del-demos-la-rivoluzione-silenziosa-del-neoliberismo-luiss-university-press-roma-2023/
https://www.dinamopress.it/news/wendy-brown-lo-svuotamento-silenzioso-della-democrazia/
https://www.ilmanifestoinrete.it/2023/07/01/per-farla-finita-con-lhomo-oeconomicus/
https://www.sinistrainrete.info/politica/27901-pierluigi-fagan-democrazia-o-barbarie.html
https://pierluigifagan.com/2024/04/16/democrazia-o-barbarie/

Geoeconomia/Krastev

La rivolta antiliberale. Come l’Occidente sta perdendo la battaglia per la democrazia – Ivan Krastev, Stephen Holmes – Mondadori (2020)


La svolta antiamericana delle autorita’ russe che hanno liberamente preso in prestito gli espedienti e le astuzie dei consulenti politici statunitensi e’ un triste esempio di quello che Hannah Arendt ha definito l’«effetto del boomerang».
I consulenti politici americani hanno aiutato i tecnologi della politica russi a imparare quelle manovre tortuose, rafforzando cosi’ la legittimazione popolare del potere del Cremlino che viene ora esercitato con evidente successo contro la stessa democrazia americana.
Avendo appreso dai professionisti americani i trucchi mentali del marketing politico, i russi che architettano operazioni segrete per influenzare le elezioni negli Stati Uniti sono probabilmente indifferenti all’accusa di violare la sacra integrita’ della democrazia americana.
Si e’ tentati di concludere che la democrazia imitativa, o quella che il Cremlino definiva «democrazia gestita», non fosse altro che un cinico complotto delle elite postcomuniste finalizzato a privare il popolo della rappresentanza politica […]
L’Occidente puo’ essere imitato anche su un piano non politico.
Per capire l’importanza della distinzione tra l’imitazione dei fini e l’imitazione dei mezzi e’ sufficiente esaminare la risposta di Deng ai manifestanti in piazza Tienanmen. Mentre gli studenti volevano imitare i valori occidentali, Deng presiedeva all’imitazione della crescita economica occidentale. In questo progetto fu aiutato, va detto, dalle imprese occidentali che ripresero a fare affari nel paese poco dopo i fatti di piazza Tienanmen. Evitando le controversie sulla riforma politica, potevano concentrarsi esclusivamente sulle attività lucrative e sulle opportunita’ di investimento.
Il partito aveva seppellito gli aspiranti imitatori del liberalismo e della democrazia occidentali, ma il paese era ancora pronto a fare affari, incluso carpire le tecnologie occidentali e adattare i metodi di produzione industriale dell’Occidente. Tutto questo non ha niente a che fare con il senso di responsabilita’ democratica.

Info:
https://www.internazionale.it/notizie/andrea-pipino/2024/12/23/futuro-democrazia-krastev
https://alterthink.it/imperialismo-e-collettivismo-lhitlerizzazione-di-putin/

https://lavocedinewyork.com/arts/libri/2020/10/14/liberalismo-dellimitazione-giovani-migranti-e-identita-delleuropa-centrale/

Geoeconomia/Molinari

La nuova guerra contro le democrazie. Cosi’ le autocrazie vogliono stravolgere l’ordine internazionale – Maurizio Molinari – Rizzoli (2024)


Le ingerenze russe in Europa occidentale fotografano l’estensione di un’offensiva ibrida per indebolire dal di dentro le democrazie europee sostenendo gli attori politico-sociali e movimenti antisistema, capaci di mettere in crisi il funzionamento delle istituzioni e soprattutto di far implodere Ue e Nato.
E’ una campagna che ha colto nel 2016 il primo importante successo, con la Brexit britannica, e continua con il sostegno a partiti di estrema destra e sinistra diversi in tutto tranne che nell’ostilita’ nei confronti della democrazia rappresentativa, nel fascino per l’uomo forte e nella contrarieta’ agli aiuti militari per l’Ucraina.
Nei Balcani il partner di ferro e’ la Serbia, come in Europa e’ l’Ungheria.
Una rete cosi’ estesa di operazioni di influenza lascia intendere quali entita’ di risorse Mosca dedichi alla guerra d’attrito condotta con metodologie ibride: dai social network ai club sportivi fino ai partiti politici.
E’ la prima volta che una guerra d’attrito viene condotta con tattiche ibride – che sommano piu’ dimensioni – ma e’ proprio questa caratteristica che piu’ mette in difficolta’ i Paesi europei.

Info:
https://www.fulm.org/blog/a-colloquio-con-maurizio-molinari-sul-suo-ultimo-libro-la-nuova-guerra-contro-le-democrazie/
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/la-nuova-guerra-contro-le-4bd5fff0

https://formiche.net/2025/02/nella-guerra-ibrida-contro-le-democrazie-si-gioca-il-futuro-delloccidente-il-libro-di-molinari/#content