Al di là di come ce la siamo raccontata, vediamo allora meglio nelle sue forme reali la strategia adattiva degli occidentali messa in piedi nell’Era moderna, scoprendo che essa si e’ basata su quattro diverse forme di semplice dominio: il dominio geopolitico, il dominio sulla natura, il dominio di classe e il dominio di una certa precisa immagine di mondo […]
Dominio sul mondo […]
Cosi’ si e’ sviluppato tra colonie e imperi ancora fino al Novecento inoltrato, e quanta resistenza ostinata hanno opposto le potenze e gli Stati europei ai vari processi di decolonizzazione del secondo dopoguerra […]
Con una rincorsa iniziata gia’ a fine XIX secolo e poi soprattutto nel XX secolo, il cuore del sistema moderno occidentale non e’ piu’ europeo, e’ americano.
Dopo lo sterminio dei nativi, gli statunitensi sono stati in Corea, Vietnam, Repubblica Domenicana, Cambogia, Laos, Grenada, Iraq, Panama, Bosnia, Kosovo, Libia, Afghanistan, di nuovo Iraq, Yemen, Somalia, Siria le principali guerre mosse in questi ultimi settant’anni per mettere (dis)ordine al mondo e sovralimentare il proprio agio economico interno, lo “stile di vita” americano […]
Dominio sulla natura […]
Il saccheggio naturale continuato di legno, carbone, petrolio, alimenti di mare, di aria e di terra, il sovrasfruttamento dei campi con disordinamento del ciclo globale dell’azoto, gli eccessi di prelievo delle acque dolci di superficie e perfino quelle fossili, l’immissione di anidride carbonica nell’aria oltre piombo, monossido di carbonio, anidride solforosa, ossido di azoto, arsenico e mercurio che poi tornano indietro come piogge acide assorbite dal terreno, la riduzione indiscriminata di biodiversita’ che mina strutturalmente la resilienza delle ecologie, la produzione e immissione nell’ambiente di chimica sintetica estranea a cicli biologici, attivita’ di pesca industriale che non rispetta i cicli di ripopolamento, l’acidificazione degli oceani e molto altro sono stati a lungo correlati strutturali del nostro modo moderno di stare al mondo.
Dominio di classe […]
Nelle societa’ moderne massive, la classe bassa non si sogna minimamente di sovvertire il sistema, sogna di diventare classe media, la media sogna la medio-alta, la medio-alta sogna di accedere all’attico sociale delle elite, le elite cercano di tenere tutte le altre a distanza […]
A partire da meta’ anni Settanta, con le teorizzazioni sulla necessita’ di frenare gli slanci democratici e il contro lancio delle teorie neoliberali in economia […] le elite cominciano a rompere il contratto sociale e si incamminano lungo la fase che portera’ a globalizzazione e finanziarizzazione potenziate dall’informatizzazione […] Tale movimento si potrebbe leggere proprio come una strategia adattiva delle sole elite alle nuove condizioni del mondo. Le elite scelgono di abbandonare i veicoli adattivi sociali al loro destino di contrazione strutturale, riservandosi nuovi ambiti in una sorta di utilitarismo ristretto del “maggior benessere per il minor numero” […]
[Dominio di una certa immagine di mondo]
Tutta la nostra storia recente si e’ sviluppata, nei fatti concreti come nelle immagini di mondo, in assenza di tre concetti.
Il primo e’ la nozione di entropia, proveniente dalla fisica termodinamica di fine XIX secolo.
La nozione dice che in un sistema chiuso, ovvero che non scambia energia e materia con l’esterno, l’ordine molecolare, il cui opposto disordine molecolare e’ detto appunto entropia, tende a crescere irreversibilmente, cioe’ va sempre avanti e mai indietro.
La nozione e’ sconosciuta all’interno del nostro impianto economico, nessuna teoria economica tra quelle dominanti si e’ mai preoccupata di questo consumo dell’ordine che produce irreversibile disordine.
Il secondo concetto e’ quella di ecosistema.
Solo a partire dagli anni Sessanta ci si e’ resi conto del fatto che pesci, piante, aria, acqua, rocce e tutto il resto fanno parte di un unico sistema a base bio-fisico-chimica e, come in tutti i sistemi, le parti sono tra loro collegate e in equilibrio dinamico, ogni colpo inferto in un punto si risente nel sistema generale […]
Il terzo concetto e’ una nozione filosofica ed e’ in definitiva la piu’ importante, nonche’ derivabile di logica dalle altre due: il limite […]
Nel nostro passato non abbiamo incontrato mai la nozione di limite inaggirabile: l’intero modo di stare al mondo del moderno occidentale e’ un continuo trascendimento dei limiti, attraverso conquiste, superamenti, esplorazioni, emancipazione dai vincoli territoriali e naturali, domini. Un lungo delirio di onnipotenza di apprendisti demiurghi, novelli prometei.
Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html
https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/
