Geoeconomia/Zizek

Punto zero – Slavoj Žižek – il Saggiatore (2026)

All’inizio dell’Ottocento, la Cina proibi’ l’importazione dell’oppio dall’India (all’epoca, sotto il dominio britannico) e tutte le grandi potenze occidentali (piu’ il Giappone) la attaccarono sostenendo che un paese che limitava il libero scambio si stava autoescludendo dalla societa’ civilizzata.
Inoltre, un posto del genere andava ricondotto alla civilta’, anche se cio’ avrebbe comportato un intervento militare. Il risultato fu un’incredibile devastazione socio-economica della Cina che, nel giro di vent’anni, perse piu’ della meta’ della sua produzione interna.
E oggi l’Occidente sviluppato sta imponendo i suoi dazi alla Cina, un’iniziativa disperata di nazioni piu’ arretrate per proteggere le proprie industrie obsolete.
Importare dalla Cina andava bene finche’ le fabbriche del paese si limitavano ad assemblare componenti che erano stati progettati nell’Occidente industrializzato (ricordiamoci cosa fa Foxconn per Apple). Ma quando l’industria cinese e’ diventata ingegnosa e creativa, spesso superando i suoi corrispettivi in America ed Europa, l’Occidente ha riscoperto qual era l’aspetto che piu’ ne disprezzava in passato.

Info:
https://www.liminarivista.it/comma-22/slavoj-zizek-punto-zero-macerie-populismo-neofeudalesimo-digitale/
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/2026_05_03-Lettura-Zizek.pdf
https://archivista.info/index.php/2026/06/24/slavoj-zizek-punto-zero/
https://rocca.cittadella.org/rubrica/recensioni/slavoj-zizek-punto-zero/

Societa’/Bremmer

Il potere della crisi. Come tre minacce e la nostra risposta cambieranno il mondo – 
Ian Bremmer – Egea (2022)

Chiunque affermi che i valori e la leadership occidentali sono il fondamento essenziale di un futuro sicuro, equo e prospero deve fare i conti con la realta’: la leadership occidentale ha contribuito a portarci nell’attuale caos globale, in cui la crisi e’ sempre dietro l’angolo.
Le divergenze di vedute tra Europa e Stati Uniti – e la polarizzazione sempre piu’ aspra in molti paesi occidentali – sono davanti agli occhi di tutti.
La crisi finanziaria globale […] e’ degli Stati Uniti, poiche’ l’incapacita’ di Washington di regolamentare adeguatamente i prestiti ha innescato una reazione a catena nel settore bancario globale che ha inferto danni gravissimi in tutto il mondo.
Chi sostiene che il commercio transfrontaliero sarebbe in grado di creare una prosperita’ diffusa deve riconoscere che e’ la Cina, non l’America, a essere diventata una potenza del commercio globale […]
I paesi occidentali sono in disaccordo su come combattere il cambiamento climatico, su come regolamentare le nuove tecnologie, su come gestire i confini, su come mediare con la Russia e su come rispondere all’ascesa della Cina.
E non illudiamoci che l’intervento militare americano produca sempre stabilita’ […]
Dalla fine della Guerra fredda l’esercito statunitense e’ intervenuto a piu’ riprese, anche militarmente, in paesi esteri, talvolta insieme alla NATO o ad altri alleati. Gli esempi piu’ lampanti sono Panama, Haiti, Somalia, la ex Iugoslavia, l’Iraq (per ben due volte) e l’Afghanistan. Gli obiettivi dichiarati erano di volta in volta diversi: arrestare un criminale, bloccare una catastrofe umanitaria, impedire la pulizia etnica, punire l’invasione di una nazione confinante, bloccare la produzione di armi pericolose o combattere il terrorismo. Alcune di queste imprese – Panama e la ex Iugoslavia e la prima guerra del Golfo – hanno raggiunto, almeno in parte, gli obiettivi dichiarati. Altre, come l’intervento in Somalia e ad Haiti, la seconda guerra del Golfo e l’Afghanistan – sono state un fallimento.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-potere-della-crisi-dal-nuovo-libro-di-ian-bremmer/
https://www.agi.it/cultura/news/2022-07-17/libri-bremmer-potere-crisi-scelte-future-17449689/
https://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=24613
https://www.linkiesta.it/2022/07/ian-bremmer-il-potere-della-crisi-estratto/
https://fuoricollana.it/il-potere-della-crisi-la-crisi-del-potere/3/
https://www.repubblica.it/cultura/2022/09/28/news/ian_bremmer_politilogo_ucraina_russia_putin-367707969/

Geoeconomia/Pieranni

Red Mirror. Il nostro futuro si scrive in Cina – Simone Pieranni – Laterza (2020)


Partendo dalla guerra commerciale tra Cina e Usa […] alcuni analisti americani hanno ricordato all’attuale presidente Donald Trump (e piu’ in generale a chiunque siedera’ in futuro nello studio ovale della Casa Bianca) che il vero svantaggio degli americani rispetto alla Cina e’ che gli Usa hanno rinunciato, negli anni ’80, a fare quanto avevano fatto a partire dagli anni ’50, cioe’ investire in innovazione, istruzione, ricerca […]
La base del sogno americano fu, insomma, l’ingente sforzo economico statale per finanziare la ricerca, le universita’, e la conseguente e costante produzione di innovazione.
E’ questo che gli Stati Uniti hanno smesso di fare, ed e’ in questa mancanza che va cercato il gap che oggi sembra esserci tra Occidente e Oriente.
All’inizio degli anni ’80 inizia un lento declino: la spesa pubblica per ricerca e sviluppo scivola all’1,2 per cento del Pil; nel 2017 scende allo 0,6 per cento. Oggi, se utilizziamo come dato base la percentuale del Pil dedicata alla ricerca, ben nove paesi superano gli Stati Uniti.

Info:
https://it.gariwo.net/libri-and-co/libri/cina/red-mirror-il-nostro-futuro-si-scrive-in-cina-22726.html
https://www.pandorarivista.it/articoli/red-mirror-di-simone-pieranni/
https://www.iltascabile.com/linguaggi/specchio-rosso/
https://www.fondazionebassetti.org/archi_vivo/2021/07/red_mirror_il_nostro_futuro_si

Geoeconomia/Roubini

La grande catastrofe. Dieci minacce per il nostro futuro e le strategie per sopravvivere – Nouriel Roubini – Feltrinelli (2023)

Graham Allison, docente di Harvard, ha messo alla prova questa antica tesi nel suo libro Destinati alla guerra. Possono l’America e la Cina sfuggire alla trappola di Tucidide? […]
Tenetevi stretti. Se la nuova Guerra fredda fra Stati Uniti e Cina rimodella la realta’ globale economica e geopolitica, potrebbe essere una Cina autoritaria a dettare nuove regole.
E in questa Guerra fredda ogni parte si affidera’ agli alleati per affrontare l’altra potenza. Gli Stati Uniti hanno gli alleati NATO in Europa e altri in Asia come Giappone, Corea del Sud, Australia e ora, sempre di piu’, l’India che teme l’ascesa della Cina.
Da parte sua Pechino ha alcuni alleati de facto: Russia, Iran e Corea del Nord, nonche’ il Pakistan e altre nazioni, tutte potenze revisioniste che stanno cercando di sfidare l’ordine globale economico, finanziario e geopolitico creato da Stati Uniti e Occidente dopo la Seconda guerra mondiale.
Insomma, si sta rapidamente sviluppando una piu’ ampia Guerra fredda tra Occidente e Cina (piu’ alleati), e la brutale invasione russa dell’Ucraina e’ una delle prime salve di cannone di una Guerra fredda che probabilmente diventera’ calda in qualche momento dei prossimi due decenni.

Info:
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?docid=alma9939922439006046&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI
https://www.pandorarivista.it/articoli/convivere-con-la-catastrofe-di-pablo-servigne-e-raphael-stevens/

https://businessweekly.it/la-grande-catastrofe/

Societa’/Roubini

La grande catastrofe. Dieci minacce per il nostro futuro e le strategie per sopravvivere – Nouriel Roubini – Feltrinelli (2023)


 La tecnologia diventera’ l’ancella dell’autocrate. I social media e i big del tecnologico aiutano gli attuali autocrati e dittatori a rimanere al potere.
L’idea che la tecnologia avrebbe portato alla sbarra i dittatori e difeso la democrazia sembra oggi ingenua.
La Cina usa il Grande firewall e altri strumenti social per controllare la popolazione in pretto stile orwelliano. Un “sistema di credito sociale” limita l’accesso ai servizi finanziari e punisce in senso sociale e politico ogni comportamento “deviante”. E adesso Pechino sta esportando queste tecnologie nei regimi vassalli, rafforzando gli autocrati in altri paesi.
La computerizzazione sfrenata fara’ sparire i posti di lavoro, e non solo quelli ripetitivi e automatici.
L’intelligenza artificiale che avanza alla velocita’ della luce rendera’ obsoleti i lavoratori cognitivi, dagli autisti di Uber, paralegali e revisori dei conti fino addirittura ai neurochirurghi. I robot invaderanno anche i lavori creativi una volta che saremo arrivati al punto in cui le macchine supereranno intellettualmente le persone. Persino i programmatori troveranno un giorno la propria scrivania occupata da un robot.
Il licenziamento permanente degli operai e dei colletti bianchi propiziato dalla tecnologia allunghera’ le file all’ufficio di collocamento, aumentando la pressione sulla gia’ logora rete di protezione sociale.
Aggiungendo la beffa al danno, i robot stanno gia’ gestendo le risorse umane e tra poco gestiranno anche gli uffici di collocamento.
Chi controlla l’IA ne trarra’ un enorme potere economico, finanziario e geopolitico. Ecco perche’ Stati Uniti e Cina si battono per dominare i settori del futuro. E se entreranno mai in guerra, quella vera, le loro rispettive tecnologie IA potrebbero decidere tra la vittoria e la sconfitta.

Info:
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?docid=alma9939922439006046&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI
https://www.pandorarivista.it/articoli/convivere-con-la-catastrofe-di-pablo-servigne-e-raphael-stevens/

https://businessweekly.it/la-grande-catastrofe/

Capitalismo/Milanovic

Capitalismo contro capitalismo – Branko Milanovic – Laterza (2020)


Il dominio del mondo da parte del capitalismo si esprime in due diverse versioni di questo sistema economico-sociale: il capitalismo liberal-meritocratico che si e’ sviluppato gradualmente in Occidente negli ultimi duecento anni […] e il capitalismo politico, o autoritario, guidato dallo Stato che e’ esemplificato dalla Cina, ma esiste anche in altre parti dell’Asia (Singapore, Vietnam, Myanmar), dell’Europa e dell’Africa (Russia e paesi del Caucaso, Asia centrale, Etiopia, Algeria, Ruanda)[…]
Come spesso e’ accaduto nella storia dell’umanita’, all’ascesa e all’apparente trionfo di un sistema o di una religione segue presto una sorta di scisma tra varianti dello stesso credo. Dopo essersi imposto nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente, il cristianesimo visse feroci dispute ideologiche e divisioni (la maggiore quella fra ortodossia e arianesimo) per approdare infine al primo Grande Scisma tra la Chiesa

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/capitalismo-contro-capitalismo-di-branko-milanovic/
https://www.doppiozero.com/branko-milanovic-capitalismo-contro-capitalismo
https://it.linkedin.com/pulse/recensione-di-capitalismo-contro-branko-milanovic-nicola-lensi

https://www.radiopopolare.it/la-solitudine-del-capitalismo-diviso-tra-oriente-e-occidente-intervista-alleconomista-branko-milanovic
https://jacobinitalia.it/non-ce-nessuna-eta-delloro-del-capitalismo/

Geoeconomia/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Le monarchie continentali erano un retaggio dell’aristocrazia medioevale, la ricerca di potenza era diretta alla gloria della dinastia e del suo codazzo di casate, il tutto con dimensioni clanico-famigliare-parentali, al massimo feudali, con territori limitati a quella limitata dimensione.
Gran parte dell’aristocrazia inglese di tradizione anglosassone, invece, e’ assai piu’ pragmatica, da sempre diffidente della centralizzazione monarchica sin dalle rivolte del Duecento (si ricordi la Magna Charta), del tutto affine agli interessi della nuova borghesia cittadina che vuole trafficare e commerciare, portando di suo terre, pascoli, pecore e lana ed entusiasta di lasciare i cavalli per le navi, con cui scorrazzare e depredare nei sette mari […]
Si potrebbe dire che gli inglesi, come modello, svilupparono in grande quello che gia’ avevano cominciato a fare gli olandesi, che a loro volta avevano ripreso il modello veneziano sostituendo aristocratici con mercanti e banchieri, cosi’ come poi gli americani replicheranno su scala maggiore quello che avevano fatto i britannici e oggi si preoccupano, giustamente, del fatto che i cinesi potranno fare ancora piu’ in grande quello che hanno fatto loro, con la direzione politica in mano non ai rappresentanti parlamentari degli interessi economici ma all’elite di un partito con tradizione confuciano-comunista, che cosi’ intende assolvere il proprio concetto di benessere comune per 1,4 miliardi di cinesi.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Europa/Piga

L’interregno. Una terza via per l’Italia e l’Europa – Gustavo Piga – Hoepli (2020)


Per come gli economisti raccontano tipicamente la storia, ecco quello che e’ successo: la disuguaglianza mondiale e’ diminuita – Cina e India convergendo verso i Paesi piu’ ricchi –, la disuguaglianza nazionale – all’interno dei Paesi occidentali – e’ aumentata, perche’ i lavori “italiani”, affidati fino a poco tempo fa a una classe medio-bassa interna, sono stati trasferiti a un ceto basso mondiale, sempre piu’ “cinese” quanto a salari e condizioni lavorative.
In realta’ questa disuguaglianza nazionale e’ anche aumentata perche’ i responsabili politici italiani non hanno risposto al dolore di quei loro cittadini che hanno sofferto della globalizzazione, rallentandone o arrestandone gli effetti piu’ devastanti, con provvedimenti espliciti di protezione, prima ancora che di protezionismo.
Un dolore reso dieci volte peggiore dalla recessione del 2008 e, ancora una volta, dalla mancata risposta dei responsabili politici: globalizzazione e austerita’ si’, democrazia no.
Di fronte a due problemi, uno iniziale e strutturale – la globalizzazione – e uno successivo e contingente – la recessione – abbiamo assistito a un’assenza di risposta da parte dei politici […]
Perche’ la politica ha sentito il bisogno di non rispondere al dolore di chi stava soffrendo?
Cercare di rispondere a questa domanda porta all’identificazione di tre possibili colpevoli, che vanno, forse, a braccetto l’uno dell’altro.
Primo colpevole: una governance globale. Le istituzioni globali, per definizione, si prendono cura dei problemi e delle minacce globali, i problemi locali sono lasciati in secondo piano […]
Un secondo colpevole: una serie di istituzioni dominanti, incluso il Parlamento europeo, al loro debutto, rette o dirette dai ricchi cosmopoliti e globalisti, la cui azione e’ stata ricondotta spesso alla protezione delle grandi imprese e delle grandi banche e non dei piu’ deboli. Difficile che queste istituzioni possano essersi interessate alla cura di coloro che soffrivano, nel bel mezzo di una crisi che colpiva, soprattutto, gli appartenenti ai ceti piu’ deboli […]
Un ultimo punto. La diversita’, per non scindere mai il legame a doppio filo che lega politica ed economia, non e’ tra l’altro questione esclusivamente riservata alla dimensione politica. Per un economista, la diversita’ consente la condivisione del rischio e l’assicurazione di chi viene colpito da uno shock avverso: una forma implicita di solidarieta’.

Info:
https://www.questionegiustizia.it/articolo/recensione-a-l-interregno-una-terza-via-per-l-europa
https://www.promopa.it/senza-categoria/interregno-gustavo-piga/
https://www.laciviltacattolica.it/recensione/linterregno/

https://eticaeconomia.it/linterregno-e-la-possibilita-di-una-strada-europea-verso-lunificazione-fiscale/

Geoeconomia/Maronta

Deglobalizzazione. Se il tramonto dell’America lascia il mondo senza centro-Fabrizio Maronta – Hoepli (2024)

Nel febbraio 2023 la Cina ha pubblicato due rapporti.
Il primo, dal graffiante titolo US hegemony and its perils (L’egemonia statunitense e i suoi rischi), e’ un j’accuse all’America, cui si imputa di perseguire «l’egemonia politica colpendo a destra e a manca», «l’egemonia militare [attraverso] un uso smaccato della forza», «l’egemonia economica [mediante] il saccheggio e lo sfruttamento», «l’egemonia tecnologica [con] il monopolio e la soppressione [della concorrenza]», «l’egemonia culturale diffondendo false narrazioni».
Il secondo e’ il suddetto manifesto della Global Security Initiative, in cui si rimarca l’impegno cinese a cooperare con Asia, Africa e America Latina su basi eque e paritarie, in implicita ma chiara alternativa alle muscolari pratiche egemoniche di Washington […]
Fulcro dei documenti e delle iniziative che sottendono e’ l’idea, forte e risolutamente veicolata, che gli Stati Uniti siano ormai incapaci di garantire un ordine mondiale confacente alle esigenze dei piu’ e che, nel tentativo di puntellare un primato al tramonto, facciano danni.
Come? Pregiudicando la sicurezza e il benessere dei soggetti piu’ deboli, di cui Pechino si erge a campione, ma anche dei piu’ forti tra quanti – Cina inclusa – contestano l’assetto americanocentrico.
La scelta di campo e’ netta.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/deglobalizzazione-intervista-a-fabrizio-maronta/
https://www.letture.org/deglobalizzazione-fabrizio-maronta

 

Geoeconomia/Dian

La Cina, gli Stati Uniti e il futuro dell’ordine internazionale – Matteo Dian – il Mulino (2021)

La critica dell’eurocentrismo e la contestazione degli assunti realisti e liberali ha costituito un terreno fertile per la costruzione di prospettive teoriche alternative.
Tra queste c’è la «scuola cinese» delle relazioni internazionali.
L’intuizione chiave della scuola cinese e’ quella di costruire una nuova teoria relazioni internazionali su idee provenienti dal pensiero antico cinese, attingendo da autori classici quali Confucio, Laozi e Mencio.
L’idea centrale e’ la rivalutazione dell’ordine internazionale che caratterizzava l’Asia pre-coloniale.
Secondo questi studiosi, prima della colonizzazione da parte dell’imperialismo occidentale, l’ordine regionale in Asia orientale era gerarchico e «Sino-centrico».
L’Impero cinese sarebbe stato il baricentro di un ordine stabile, legittimo e «armonioso». Il concetto di armonia (hexie) corrisponde alla possibilita’ e alla necessita’ di trovare un accordo tra posizioni e valori diversi, senza ricorrere a conflitti e violenza. La condizione di armonia non implica omogeneita’, ma la possibilita’ di coesistenza tra differenze […]
Le differenze ideologiche e politiche con l’Occidente non porterebbero necessariamente al confronto nel caso in cui entrambe le parti siano pronte a trovare un percorso di convivenza e conciliazione.
L’ascesa della Cina e’ quindi considerata come un elemento di stabilita’ e prosperita’ per l’intera comunita’ internazionale.

Info:
https://sinosfere.com/2022/04/08/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dellordine-internazionale-di-matteo-dian-recensione-di-silvia-menegazzi/
letture.org/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dell-ordine-internazionale-matteo-dian
https://www.marx21.it/cultura/libri/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dellordine-internazionale-matteo-dian/
https://secondotempo.cattolicanews.it/news-il-sottile-equilibrio-cina-usa-nel-nuovo-ordine-internazionale