Europa/Gori

L’Europa più grande. Allargare l’Unione Europea dai Balcani occidentali all’Ucraina – Luca Gori, Nicola Pontara – Luiss (2024) 


Partiamo da una premessa. Molto spesso la scelta di un Paese di candidarsi alla UE e’ stata lo sbocco naturale del passaggio da un regime autoritario a uno democratico.
Dopo il primo allargamento del 1973 a Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, le successive adesioni seguirono in molte circostanze tale schema: dalla Grecia uscita dal regime dei colonnelli, alla Spagna del dopo-Franco sino al Portogallo post-Salazar.
La prospettiva europea come strumento di transizione verso la democrazia e’ stata cruciale anche per i Paesi dell’Est liberatisi del giogo comunista o per quelli nati dalla dissoluzione della Jugoslavia.
Nel caso di Kiev il discorso tuttavia e’ diverso. Allargare la UE all’Ucraina non significa, come in passato, integrare un Paese in transito verso la democrazia liberale, ma accogliere uno Stato che e’ in guerra per difendere il suo diritto a farlo. L’aggressione russa mira proprio a impedire che Kiev si svincoli dalla presa ideologica e militare di Mosca per collocarsi nel campo occidentale. L’Ucraina ci pone quindi un problema di sicurezza prima ancora che di trasformazione politica, economica e istituzionale […]
L’Ucraina post-bellica da integrare nella UE sara’ pertanto un Paese con una forte impronta etnico-nazionalista e con un alto tasso di militarizzazione.
Uno nuovo Stato membro quindi non facilmente adattabile.

Info:
https://diplosor.wordpress.com/tag/luca-gori/https://www.giornalediplomatico.it/libro-amb-luca-gori-e-nicola-pontara-su-allargamento-unione-europea.htm
https://www.linkiesta.it/2026/02/direzione-pd-intervento-gori-difesa-europa/
https://www.ilriformista.it/gori-non-esclude-il-bazooka-europa-non-ti-disunire-sconfortante-latteggiamento-a-sinistra-sulliran-cosi-come-la-poca-passione-nel-sostenere-la-resistenza-ucraina-497148/

Europa/Gori

L’Europa più grande. Allargare l’Unione Europea dai Balcani occidentali all’Ucraina – Luca Gori, Nicola Pontara – Luiss (2024) 


 L’integrazione dell’Ucraina potrebbe offrire un prezioso valore aggiunto al rafforzamento dell’autonomia dell’economia europea.
In primis, sullo sfondo del declino demografico europeo, un aumento dell’immigrazione proveniente dall’Ucraina (prevista tra i 3 e i 6 milioni di unita’ all’orizzonte 2050), potrebbe contribuire a rendere meno pressante la carenza cronica di manodopera.
In seconda battuta, l’entrata dell’Ucraina in Europa potrebbe portare ulteriori benefici attraverso maggiori flussi di investimento e commercio. Secondo alcune stime, le importazioni ucraine dall’UE potrebbero aumentare tra il 40 percento (scenario pessimista) e il 140 percento (scenario ottimista), tra il 2030 e il 2040.
Sul fronte delle risorse naturali, inoltre, Kiev detiene le maggiori riserve di gas in Europa dopo la Norvegia. Riserve che rimangono in gran parte non sfruttate.
In uno scenario auspicabilmente pacificato, premessa indispensabile di ogni ragionamento, l’Ucraina potrebbe pertanto svolgere un ruolo non secondario per la sicurezza energetica dell’Europa, contribuendo alla graduale eliminazione dei combustibili fossili.
Oltre al gas Kiev possiede infatti un grande potenziale anche in campo nucleare e delle rinnovabili e sarebbe in grado di assicurare alla UE importanti volumi di elettricita’ a basso contenuto di carbonio e di idrogeno verde e blu.

 

 

Societa’/Colombo

Il suicidio della pace. Perche’ l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024) – Colombo A. – Raffaello Cortina (2025)

Le due guerre in Ucraina e a Gaza hanno non soltanto confermato, ma messo impietosamente allo scoperto la crescente irrilevanza delle organizzazioni internazionali, del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario.
E lo hanno fatto non ignorando, ma facendo letteralmente a pezzi la residua efficacia e credibilita’ delle convenzioni sulla guerra.
Il primo dei due conflitti, l’aggressione russa all’Ucraina del febbraio 2022, ha costituito una violazione clamorosa della Carta delle Nazioni Unite, sebbene giustificata come di consueto dalla Russia con il richiamo ai presunti “precedenti” dell’intervento della nato in Kosovo nel 1999 e dell’invasione anglo-americana dell’Iraq nel 2003. Anche nella conduzione successiva della guerra, i russi hanno commesso numerose violazioni del diritto umanitario […]
Gli eccessi della guerra russa in Ucraina sono impalliditi, tuttavia, di fronte a quelli dell’operazione militare israeliana a Gaza e, piu’ tardi, in Libano di un anno e mezzo dopo. L’operazione, scattata poche settimane dopo l’attentato terroristico del 7 ottobre 2023 – un attentato di dimensioni spaventose, costato la vita a quasi 800 civili e a 370 membri delle forze di sicurezza, oltre al sequestro di altri 250 tra civili e militari israeliani –, ha oltrepassato qualunque criterio anche minimo di proporzionalita’ della risposta.
Fra ottobre 2023 e dicembre 2024, sono stati uccisi piu’ di 45.000 palestinesi, nella stragrande maggioranza civili; altri 110.000 sono rimasti feriti; un numero imprecisato risulta disperso; piu’ di 1.500.000, stando alle stime delle agenzie umanitarie, sono stati costretti a lasciare le proprie case; piu’ del 70% delle infrastrutture civili (tra le quali scuole e ospedali) e’ stato distrutto […]
A giustificazione del massacro, Israele non ha dovuto fare altro che portare sino in fondo le spinte disgregative gia’ in opera dall’epoca della “guerra globale al terrore” – nell’indifferenza o, peggio, con il consenso anche di molti di coloro che, solo in questa occasione, le hanno condannate: la criminalizzazione e la deumanizzazione del nemico, al quale non e’ riconosciuto neppure il bene minimo della razionalita’ strategica e della motivazione politica […]
A differenza della guerra contemporanea in Ucraina, dove sia russi sia ucraini hanno subito (e accettato di subire) un numero altissimo di perdite, la guerra a Gaza ha riprodotto il modello di guerra (“chirurgica”) tipico degli anni Novanta e del decennio successivo: una guerra la cui combattibilita’ dipende come prima cosa dalla condizione che le vittime siano quasi tutte concentrate da una sola parte.
Dall’inizio di quella che Israele definisce “operazione terrestre”, a fronte delle 45.000 vittime palestinesi sono rimasti uccisi meno di 400 soldati israeliani: una condizione di fronte alla quale occorrerebbe chiedersi se abbia ancora senso parlare di “guerra”

Info:
https://veripa.org/il-suicidio-della-pace-capire-il-crollo-dellordine-internazionale/
https://www.barbadillo.it/120664-nel-suicidio-della-pace-lautopsia-delloccidente-neocoloniale/

https://www.esodoassociazione.it/site/index.php/i-nostri-temi/segnalazioni-editoriali/835-il-suicidio-della-pace
https://www.ilgiornale.it/news/alessandro-colombo-spiega-lotta-terrore-abbia-causato-fine-2460103.html
https://www.lafionda.org/2025/04/13/dopo-la-disunita-del-mondo-colombo-su-guerra-e-disordine-internazionale/

Geoeconomia/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ superare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)

Nella mente del Cremlino, l’Europa e’ viziata, debole e corrotta, non sceglierebbe mai di sopportare alcun dolore, tantomeno per il bene di un Paese – l’Ucraina – che secondo il presidente russo e’ al massimo una finzione dell’immaginazione.
Insieme alla vacuita’ dell’Ucraina come nazione, al controllo di Mosca sulla Bielorussia e alla debolezza degli Stati Uniti – come dimostrato dal caotico ritiro dall’Afghanistan –, la mancanza di resilienza dell’Europa, unita alla sua dipendenza energetica dalla Russia, avrebbe reso la guerra del Cremlino una passeggiata.
Senza dubbio, questa era la scommessa di Putin […]
Cosi’ come militarmente le cose non sono andate secondo i piani di Putin, anche politicamente la strategia del Cremlino, incentrata sul ricatto energetico, non ha ottenuto i risultati sperati.
Per ora, se e’ vero che le sanzioni occidentali non hanno ancora alterato il comportamento di Mosca, e’ altrettanto vero che Putin ha perso la sua scommessa energetica con l’Europa […]
Punto di fondo e’ che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica europea, Italia inclusa, continua a sostenere l’Ucraina, cosi’ come unanime in tal senso e’ il sostegno dei governi europei.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Geoeconomia/ISPI

L’Europa nell’età dell’insicurezza. Le sfide di un continente fragile – ISPI – Mondadori (2024)


Ulteriori aspetti da considerare per valutare gli effetti dell’invasione russa dell’Ucraina.
Di fronte al tentativo dell’Occidente di isolarla economicamente e politicamente, oltre al legame sempre piu’ stretto con la Cina e l’India, Mosca ha intensificato i rapporti con la rete di alleanze e organizzazioni (in particolare Shanghai Cooperation Organisation e BRICS) che si e’ costruita negli ultimi decenni nel contesto asiatico e globale. L’attivismo politico della Russia si rivolge in particolare ai paesi asiatici, africani e sudamericani del cosiddetto «Sud Globale» […]
Pur senza schierarsi accanto alla Russia, molti paesi del Sud Globale – dall’India al Sudafrica, al Brasile – hanno manifestato una posizione non appiattita su quella dell’Occidente a guida statunitense. In particolare, all’Assemblea generale dell’ONU
molti Stati si sono astenuti o hanno votato contro le risoluzioni di condanna della Russia per l’invasione dell’Ucraina.
In effetti e’ molto importante comprendere che se l’Occidente ha condannato in maniera pressoche’ univoca la Russia, molti altri paesi si sono comportati altrimenti. Alcuni sono rimasti neutrali; altri, pur denunciando l’invasione, hanno in realta’ rafforzato i legami economici con Mosca. Nonostante le minacce occidentali di ritorsioni economiche, la Cina, l’India, praticamente tutta l’Asia (eccetto Giappone, Corea del Sud e Taiwan), tutta l’Africa e tutta l’America Latina continuano a commerciare (direttamente o tramite intermediari) con la Russia. Un atteggiamento che non puo’ essere ridotto soltanto agli interessi economici.

Info:
https://www.mondadori.it/approfondimenti/unione-europea-le-sfide-di-un-continente-fragile-nell-eta-dell-insicurezza/

Europa/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ superare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)

La guerra russo-ucraina e’ multidimensionale: e’ combattuta militarmente in Ucraina, economicamente tra Occidente e Russia, in termini di sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo, ed economicamente e tecnologicamente a livello globale.
Nella sua dimensione energetica, la si combatte principalmente in Europa.
Questo e’ dovuto al fatto che in una relazione fossile interdipendente come quella tra Ue e Russia, i prezzi sono fondamentali per determinare il potere contrattuale delle parti in gioco. Quando questi sono bassi, come e’ avvenuto tra il 2014 e il 2021, gli acquirenti hanno una maggiore influenza […]
Quando i prezzi sono aumentati alla fine del ’21, Putin ha poi deliberatamente alimentato questa tendenza facendo ridurre alla societa’ energetica russa Gazprom i livelli di stoccaggio in Europa e trattenendo ulteriori volumi di gas sui mercati spot. Cio’ ha contribuito a riempire le casse di Mosca e ad aumentare l’influenza russa sull’Europa in preparazione della guerra.
Putin deve essere stato sicuro che, di fronte ai prezzi elevati e alla dipendenza dalla Russia per il gas, l’Europa avrebbe ancora una volta abbaiato senza avere il coraggio di mordere. Non diversamente dal 2008, quando la Russia invase la Georgia.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Geoeconomia/Todd

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd – Fazi (2024)

Nella cronaca dell’attualita’ e’ stata alimentata l’idea assurda che l’invasione della Russia in Ucraina avesse indispettito la Cina e che questa addirittura esitasse tra il sostegno e la punizione.
Questo scollamento dalla realta’ richiederebbe piu’ che altro l’intervento di uno psichiatra, magari un geopsichiatra.
Da almeno un decennio, gli Stati Uniti hanno individuato nella Cina il loro principale avversario, prima ancora della Russia. I leader del Partito Comunista Cinese sanno perfettamente che se cadesse la Russia toccherebbe a loro.
Che in un simile contesto il piccolo mondo della NATO abbia ipotizzato l’adesione della Cina e’, a dirla tutta, sconcertante.
Questo delirio (e’ il termine tecnico appropriato) presuppone due condizioni. Innanzitutto, l’assenza spaventosa di un minimo di intelligenza geopolitica da parte dei nostri dirigenti e dei giornalisti; in secondo luogo, una presunzione talmente colossale da sospettarla di razzismo. Aspettarsi che la Cina si allinei con l’Occidente contro la Russia presuppone che Xi Jinping e il suo entourage siano solo degli sprovveduti e implica, ancora una volta, che l’uomo bianco sia ovviamente un essere superiore.

Info:
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-fatto-quotidiano.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-riformista.pdf?

https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-manifesto.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-giornale.pdf?https://contropiano.org/interventi/2024/11/11/la-sconfitta-delloccidente-oligarchico-e-nichilista-0177418
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/emmanuel-todd-gli-oligarchi-e-il-nichilismo-hanno-distrutto-le-democrazie-e-la-sconfitta-delloccidente-fd56b6be
https://www.repubblica.it/venerdi/2024/09/28/news/emmanuel_todd_sconfitta_occidente_ultimo_libro-423521727/

https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29325-gian-marco-martignoni-la-sconfitta-dell-occidente.html

Geoeconomia/Ispi

L’Europa nell’età dell’insicurezza. Le sfide di un continente fragile – ISPI – Mondadori (2024)


Lo scoppio della guerra aperta a Gaza, meno di due anni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, conferma che la crisi irreversibile dell’ordine internazionale liberale, gia’ in atto almeno dalla seconda meta’ degli anni Dieci del XXI secolo, ha raggiunto lo stadio della piena militarizzazione: il collasso dell’ordine non genera piu’, genericamente, crisi, ma vere e proprie guerre.
La natura di questi conflitti armati, come sempre nella storia, riflette la natura della convivenza internazionale circostante: i suoi rapporti di potere, la sua configurazione geopolitica, il suo ordinamento istituzionale e persino i suoi linguaggi […]
Non soltanto l’eventualita’ della guerra non ha affatto smesso di contrassegnare la politica internazionale e di orientare la politica estera dei singoli attori – come provano l’aumento generalizzato delle spese militari e il varo o il rilancio delle alleanze militari, a cominciare dalla NATO –, ma, contravvenendo al mantra liberale ed economicista del «mondo senza confini», le guerre continuano a essere combattute proprio per impadronirsi di spazi o difendere confini; anzi, dove uno Stato, come a Gaza e in Cisgiordania, non c’e’, regrediscono alla forma primordiale della lotta per la nuda terra.

Info:
https://www.mondadori.it/approfondimenti/unione-europea-le-sfide-di-un-continente-fragile-nell-eta-dell-insicurezza/

Geoeconomia/Streeck

Globalismo e democrazia. L’economia politica del tardo neoliberismo – Wolfgang Streeck – Feltrinelli (2024)

La guerra in Ucraina e la conseguente ristrutturazione delle relazioni internazionali non porranno fine al processo di deglobalizzazione gia’ in atto almeno dal 2008, ma continueranno a portarlo avanti, conferendogli una nuova forma politica ed economica.
Cio’ avverra’ soprattutto per effetto di un’altra forza trainante che verra’ ad aggiungersi alle altre, quella degli interessi delle superpotenze globali e regionali alla propria difesa militare e al mantenimento della propria liberta’ d’azione.
Il cooperare di questi fattori determinera’ i confini delle nuove e piu’ brevi catene del commercio e del valore aggiunto, ossia la disposizione dei centri del nuovo multipolarismo, l’estensione dei rispettivi bacini di utenza, l’interazione tra di essi all’esterno e la loro struttura all’interno.
Quello di una “globalizzazione tra amici” e’ uno slogan che si e’ sentito spesso dall’inizio della guerra, cosi’ come il termine friendshoring (rifornimento da paesi amici) come nuova forma e ulteriore sviluppo del reshoring (rientro della produzione).
Si trattera’, in tal senso, di una militarizzazione dell’economia mondiale, conformemente regionalizzata o persino rinazionalizzata di conseguenza, e nella quale la sicurezza militare, come “sicurezza nazionale”, verra’ ad aggiungersi a quella economica, all’affidabilita’ delle relazioni di fornitura, quale ulteriore principio cangiante.
Nel processo di declino del neoliberismo, stati e imperi diverranno ancor piu’ importanti e visibili di quanto non lo siano stati fin qui, per esempio con l’imposizione di sanzioni reciproche , e si faranno avanti con i propri stessi interessi ancestrali in termini di tutela ed esercizio del potere […]
L’uscita dal mondo unico del neoliberismo richiedera’, via via in forma adattata, politiche industriali e strutturali, interventi normativi, divieti e incentivi, aiuti e sussidi, ma anche relazioni commerciali selettive, nelle importazioni come nelle esportazioni, mediante l’intervento dello stato nella proclamata liberta’ dei mercati neoliberali, cosi’ da evitare qualunque forma di dipendenza economica e politica.

Info:
https://www.fondazionedivittorio.it/lezione-streeck-limiti-potenzialita-della-ue-egemonie-planetarie-popoli-crisi
https://www.doppiozero.com/wolfgang-streeck-neoliberalismo-e-poi

https://www.corriere.it/la-lettura/24_giugno_21/come-sonnambuli-la-guerra-la-lettura-anteprima-nell-app-1af31e72-2fe1-11ef-8a97-996e27b017a2.shtml
https://ilmanifesto.it/uneuropa-svizzera

Stato/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


Le crisi possono mettere in moto processi di apprendimento a lungo termine e da quella generata dalla pandemia del Covid-19 si possono trarre alcuni importanti insegnamenti.
In primis, e’ stato dimostrato che gli Stati, se vogliono, sono in grado, molto rapidamente, di agire e di prendere decisioni di ampia portata che riguardano la societa’, compresi ingenti interventi nell’economia e persino in materia di assetti proprietari.
Per decenni le richieste di misure efficaci in materia di protezione climatica sono state respinte affermando che non si poteva o non si doveva intervenire sulle “forze del libero mercato”. Vietare i voli a corto raggio? Impossibile! Vietare i SUV nei centri urbani? Impensabile! Eliminare gradualmente i combustibili fossili entro il 2030? Mette in pericolo i posti di lavoro! Ridurre il consumo di carne? Eco-dittatura! Convertire le aziende automobilistiche per la costruzione di trasporti pubblici? Comunismo! Un programma di investimenti pubblici del valore di miliardi per la ristrutturazione socio-ecologica? Troppo costoso!
Ma di fronte al virus improvvisamente quasi tutto era possibile. Il traffico aereo, ad esempio, e’ stato semplicemente chiuso per decreto. Il denaro che si supponeva non ci fosse mai stato per la ristrutturazione socio-ecologica e’ fluito improvvisamente in quantita’ quasi illimitata. Il forte aumento del debito nazionale, che inevitabilmente ne deriva, improvvisamente non era piu’ un problema mentre prima il dogma dell’austerita’ sembrava essere intoccabile.
La guerra in Ucraina ha ripetuto questa esperienza. Praticamente da un giorno all’altro il governo tedesco ha deciso di mettere a disposizione dell’esercito altri cento miliardi di euro, anche in questo caso, risorse finanziarie che si supponeva non fossero mai state disponibili per la protezione del clima, l’istruzione e la salute.
Nelle recenti crisi il mito dello Stato debole e incapace di agire e’ finalmente crollato e uno dei compiti piu’ urgenti per i movimenti per il cambiamento globale consiste nel tradurre questa consapevolezza in azione politica.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/