Europa/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Agli europei converrebbe indubbiamente fare un grande e permanente “piano Marshall” per l’Africa, rimanendo all’interno di un’onesta logica di reciproca convenienza senza appetiti coloniali.
Non fosse altro perche’ tra trent’anni avremo un intero continente di eta’ media sotto i vent’anni, con quasi quattro volte la nostra popolazione, gia’ oggi la piu’ anziana del mondo.
Loro con il reddito pro capite piu’ basso del mondo e noi con quello piu’ alto, a un tiro di barca; noi in una fascia ecoclimatica ancora vivibile, loro alle prese con gli effetti piu’ negativi dell’innalzamento delle temperature.
Parliamo non di migliaia di persone su cui oggi dibattiamo quanto integrabili o meno siano, con accesi conflitti d’opinione su un fenomeno di peso quantitativo semplicemente ridicolo, ma di milioni.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Green New Deal/Doda

Onnipotenti. Chi sono, cosa vogliono e in che modo i tecnofascisti stanno plasmando il nostro futuro – Irene Doda – Fuoriscena (2026) 

Viviamo in un periodo storico in cui il tema della sopravvivenza della nostra specie (e non solo) e’ diventato centrale.
Piu’ di quanto siamo a nostro agio ad ammettere.
Ogni giorno ci troviamo di fronte a cambiamenti piu’ o meno evidenti del nostro ambiente: un’estate piu’ calda, un evento climatico estremo a cui non siamo abituati, la dichiarazione di un gruppo di scienziati che parla di modifiche irreversibili al nostro ecosistema.
Anche se non sempre in modo cosciente, siamo esposti di continuo al pensiero dell’estinzione.
Il trauma collettivo della pandemia di Covid-19 ha avuto, in questo senso, un ruolo di primo piano: siamo stati messi brutalmente di fronte alla nostra fragilita’. Una fragilita’ che ha toccato anche le societa’ occidentali ricche e industrializzate, quelle che ancora oggi si considerano schermate (e in una certa misura lo sono) dalle catastrofi.
Le politiche pubbliche sui cambiamenti climatici sembrano troppo poco lungimiranti. Se l’attivismo ambientalista spesso mostra una postura reattiva, volta molto piu’ a puntare il dito contro il problema che a cercare soluzioni concrete, dai governi le emergenze climatiche sono sempre poste in secondo piano, non riconosciute e non chiamate con il loro nome.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/politica/33071-paolo-lago-attenzione-ai-fascisti-hi-tech.html?utm_source=newsletter_2556&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-sinistrainrete
https://www.progettometi.org/analisi/i-tecnofascisti-tra-liberta-individuale-e-tentazione-autocratica-qualche-spunto-a-partire-da-onnipotenti-di-irene-doda/?srsltid=AfmBOoq0IV8M3g9ecwmlDs4lwGs9N1khp2NyIeOwTBjff4MckFvLHivC
https://www.linkiesta.it/2026/03/i-tecnomiliardari-odiano-lo-stato-nazione-ma-poi-fanno-affari-con-la-casa-bianca/
https://www.carmillaonline.com/2026/05/24/attenzione-ai-fascisti-hi-tech/

Green New Deal/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Cosa concretamente comporta il problema di emissioni di CO2?
Cambiamento climatico, riscaldamento, innalzamento mari (porti, ferrovie, trattamento acque, aeroporti, ferrovie, strade, elettricita’, telefoni, sistemi a rete), eventi estremi, perdita di sicurezza alimentare e biodiversita’, rischi sulla salute, migrazioni, conflitti, perdita di integrita’ e autoregolazione della biosfera […]
In termini di complessita’, molte di queste dinamiche ambientali sono soggette al tipping point, ovvero il punto di svolta, critico, di non ritorno, il valico oltre il quale si accendono retroazioni autoamplificanti non lineari. Le situazioni ambientali piu’ vicine al tipping point sono il permafrost, la barriera corallina, i ghiacci dell’Antartide orientale, il capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (Amoc) responsabile della “corrente del Golfo”, la calotta polare, la foresta amazzonica e boreale.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Geoeconomia/Mattei

Fuga dal capitalismo. Un libro che apre gli occhi finalmente – Clara E. Mattei – Fuoriscena (2026)


I Paesi del Sud globale sono incastrati in un baratro senza fine. Si sentono dire che i capitali e gli investimenti dall’estero sono la via per uscire dalla poverta’, ma di fatto gli uni e gli altri non fanno che approfondire il solco.
Il capitale straniero non ha il minimo incentivo a rischiare i suoi fondi in progetti di sviluppo a lungo termine, preferendo investire in settori come l’estrazione di risorse e l’edilizia, che generano plusvalore sfruttando la manodopera a basso costo.
La pressione ad attirare il capitale straniero o quantomeno a prevenire la fuga di capitali induce le autorita’ monetarie dei Paesi periferici a conservare alto il tasso di interesse, cosi’ da rassicurare gli investitori stranieri sulla tenuta della valuta locale.
Nello sforzo di restare integrati nel sistema capitalista globale, questi Paesi perdono ogni autonomia decisionale sulle proprie politiche economiche. In questo modo, le politiche di austerita’ non sono soltanto imposte da agenti esterni come il Fondo monetario internazionale; sono incorporate nella struttura stessa dei mercati finanziari e nel processo di accumulazione del capitale […]
Aggiungendo la beffa al danno, i perdenti nella partita dei rapporti di capitale globali pagano anche il prezzo piu’ alto della catastrofe climatica in atto. L’inondazione del Rio Grande do Sul nel 2024 ha lasciato sul campo 1000 vittime tra morti e feriti e almeno 150.000 persone senza casa. Lo stesso anno, l’Africa meridionale ha vissuto la peggiore siccita’ del secolo, con perdite dei raccolti che hanno ridotto 21 milioni di bambini alla denutrizione.
Questi disastri climatici sono una tragedia per chi e’ minacciato da carestia e distruzione ma, come osservato dal filosofo Kohei Saito, la costante estrazione di risorse su cui poggia l’economia capitalista resta perlopiu’ invisibile ai cittadini del Nord globale.
I capitalisti internazionali ci hanno persino trovato un risvolto positivo. Gli sforzi dei governi africani e latinoamericani per mitigare gli effetti climatici rappresentano altrettante nuove opportunita’ di mercato da sfruttare per le imprese straniere.

Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/

https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei

Green New Deal/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Non c’e’ dubbio che il triplice aumento degli individui sul pianeta, ma anche l’aumento delle istituzioni come gli Stati, le organizzazioni mondiali, internazionali e regionali, private e pubbliche, nazionali e multinazionali, le culture e molto altro hanno rappresentato una vera e propria inflazione di complessita’ varietale.
Quanto alle interrelazioni, non vi e’ altrettanto dubbio che l’evoluzione dei moderni mezzi di trasporto e telecomunicazioni, affari e interessi comuni, tecnologie e migrazioni, turismo d’affari o di tempo libero, scambi commerciali e finanziari abbia segnato una pari inflazione di complessita’ delle interrelazioni in tempi recenti, e anche ben prima della fatidica “globalizzazione”.
Altresi’ e’ aumentato volume e intreccio tra i vari sistemi naturali e umani nel comune strato dell’essere planetario.
Questo esteso ed intenso mondo umano ha cominciato da tempo a premere sull’equilibrio stesso del suo contenitore, il contesto, in termini di risorse, manipolazioni ambientali, clima, e oggi cominciamo a ricevere i feedback di questa pressione impetuosa e disordinata sotto forma di disordine climatico e ambientale, diminuzione della biodiversita’, nonche’ varie sregolazioni del complesso naturale tra cui epidemie che facilmente si trasformano in pandemie e molto altro di un processo di cui siamo solo all’inizio.
Altresi’ va complicandosi la convivenza tra sfere di civilta’ e singoli Paesi, soprattutto le potenze.
Infine, tutto questo, come piu’ volte sottolineato all’inizio, si e’ manifestato in un tratto di tempo storico davvero molto breve, un fenomeno dal grande volume, intensita’, effetti e controeffetti, sviluppatosi in appena sette decenni o anche meno. Un inedito storico.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Green New Deal/Brancaccio

Libercomunismo. Scienza dell’utopia – Emiliano Brancaccio – Feltrinelli (2026)


 A proposito di tendenze storiche: la crescita dell’inquinamento, il cambiamento climatico, la distruzione della biodiversita’ sono i tre fattori costitutivi di quella che le Nazioni Unite definiscono “tripla crisi planetaria”.
La rilevanza degli impatti e’ fuori discussione. La rivista “Lancet” ha stimato che le varie forme di inquinamento d’aria, acqua, suolo, ambientale e lavorativo causano nel complesso circa 9 milioni di morti ogni anno. E i costi dei danni provocati dal mutamento climatico equivalgono, annualmente, al prodotto interno lordo di un paese come l’Italia. Quanto alle forme di vita a rischio, allo stato attuale sono circa un milione, con effetti imprevedibili sulla riproducibilita’ dell’ecosistema globale. Infine, tra le previsioni del Panel intergovernativo dell’ONU sul cambiamento climatico, sono ritenuti possibili eventi futuri di portata “catastrofica”: come il “capovolgimento meridionale della circolazione atlantica”, che potrebbe sconvolgere le condizioni di abitabilita’ di ampie regioni dell’Europa e del mondo.
Quanto alle cause di queste tendenze, la ricerca scientifica e’ giunta a risultati univoci, pure riguardo al tema controverso della crisi climatica. Il Panel dell’ONU e gli altri rapporti ufficiali indicano che la parte preponderante del cambiamento climatico successivo alla rivoluzione industriale e’ stata causata “dall’attività umana”. Sarebbe piu’ appropriato dire: dalla forza dirompente del capitalismo.

Info:
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2026/03/Emiliano-Brancaccio-Libercomunismo–32ee2769-e26f-444c-ae82-62c0b1660ff9.html
https://ilmanifesto.it/come-mobilitare-lintelligenza-collettiva

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/02/libercomunismo-economia-di-piano-e-liberta-come-sconfiggere-il-capitale/8276470/
https://contropiano.org/news/cultura-news/2026/02/27/solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio-0192301
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32465-francesco-bugli-solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio.html

Green New Deal/Zielonka

Democrazia miope. Il tempo, lo spazio e la crisi della politica – Jan Zielonka – Laterza (2023)


 Nella governance del cambiamento climatico mancano meccanismi capaci di tenere insieme politica, istituzioni ed economia.
Queste sfere, o teatri, occupano spazi differenti, sono mosse da attori diversi, richiedono orizzonti temporali diversi e lavorano con logiche diverse.
Fino ad ora, le politiche che si sono svolte in ognuna di queste sfere hanno finito per indebolire, anziche’ sostenere, le altre. Nella sfera politica, il primo obiettivo e’ il potere, nella sfera economica il profitto; l’obiettivo istituzionale della sfera ambientale e’ la sopravvivenza.
Il teatro economico ha sia una dimensione regionale che una dimensione globale, mentre il teatro politico e’ limitato ai confini nazionali, all’interno dei quali si svolgono le elezioni. Il teatro istituzionale e’ controllato dagli Stati-nazione, influenzato dalle tendenze economiche globali e dipendente da come le decisioni vengono implementate a livello locale.
Ognuno di questi teatri ha una sua logica temporale. I mercati perseguono ricavi immediati, il ciclo elettorale dei politici dura solitamente quattro anni, le istituzioni che si occupano di cambiamento climatico devono ottenere un risultato misurato in decenni.
Non abbiamo un meccanismo capace di armonizzare queste diverse temporalit’ e di generare politiche che possano arrestare se non invertire il cambiamento climatico.

Info:
https://www.thewatcherpost.it/politica/democrazia-miope/
https://www.micromega.net/pangloss-nella-compressione-spazio-temporale-zielonka-e-harvey
https://www.thedotcultura.it/spazio-tempo-e-velocita-la-rifondazione-della-democrazia/

 

Geoeconomia/Beck

Come il cambiamento climatico potrebbe salvare il mondo – Ulrich Beck – Castelvecchi (2024)

Se guardiamo agli eventi e alle tendenze cruciali degli ultimi decenni – mi riferisco al disastro di Cernobyl’, al crollo dell’Unione Sovietica, agli attacchi terroristici dell’11 settembre al World Trade Center, al cambiamento climatico, alla contrazione del credito e alla crisi dell’euro – scopriamo che condividono due caratteristiche.
Innanzitutto, prima che accadessero ed emergessero erano inconcepibili; in secondo luogo, sono globali sia in se’ che nelle loro conseguenze.
Sono letteralmente eventi “mondiali” e ci permettono di percepire la rete sempre piu’ fitta di interconnessioni che legano le vite e le azioni delle persone e di acquisire la consapevolezza che queste interconnessioni non possano piu’ essere comprese con gli strumenti e le categorie proprie dello Stato-nazione.
Questi eventi non solo erano inconcepibili in termini pratici all’interno del paradigma dello Stato-nazione e della sua riproduzione, ma si collocano completamente al di fuori del quadro nazionale e, in questo modo, lo mettono in discussione.

Info:
https://www.doppiozero.com/ulrich-beck-la-catastrofe-ci-salvera
https://pragsia.sociologia.unimib.it/2024/05/20/825/

https://ilmanifesto.it/una-crisi-ambientale-per-cambiare-il-mondo

Green New Deal/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


Nel 2022 le emissioni globali totali di anidride carbonica hanno raggiunto i 40,5 miliardi di tonnellate.
Di queste, 36,6 miliardi di tonnellate, ovvero il 90% di tutte le emissioni, sono state generate bruciando petrolio, carbone e gas naturale per produrre energia. I restanti 3,9 miliardi, pari al 10% del totale, sono stati generati da cambi nella destinazione d’uso della terra, in particolare dalla deforestazione finalizzata all’agricoltura industriale e all’estrazione mineraria.
Nel 2022 il totale delle emissioni globali e’ stato leggermente inferiore al picco del 2019, ovvero l’anno precedente al covid. Le emissioni globali sono diminuite nel 2020 per via della pandemia, ma solo del 6%, per poi risalire nel 2021, quando l’economia globale e’ uscita dal lockdown.
Da quel rapporto del 2018 l’ipcc ha cominciato a insistere maggiormente sul fatto che, per avere una chance di stabilizzare la temperatura media globale a 1,5 gradi in piu’ rispetto ai livelli preindustriali, le emissioni devono essere ridotte piu’ o meno della meta’, a 20 miliardi di tonnellate, a partire dal 2030, per poi raggiungere le emissioni «zero nette» entro il 2050 […]
Espressione «zero netto» apre scenari in cui le emissioni rimarranno sopra lo zero al 2050, vale a dire che bruceremo ancora petrolio, carbone e gas naturale per produrre energia e raderemo ancora al suolo le aree boschive, compresa la foresta amazzonica.
Per raggiungere le emissioni zero nette in questi scenari dovremmo teoricamente estrarre la co2 dall’atmosfera mediante tecnologie che rientrano nell’espressione «cattura del carbonio».
Che cosa e’ la «cattura del carbonio»? A oggi una, e una sola, tecnologia si e’ dimostrata efficace e sicura in questo senso: piantare alberi.

Info:
https://www.carocci.it/wp-content/uploads/2024/10/12-04-2025-10-lanotizia.pdf?srsltid=AfmBOoq8IYMCOrvVnlDHmAvNSzrOQuX4KTjC-56DkO_bsmUMJ3RfjrzU
https://www.anapia.it/2025/04/30/un-altro-futuro-e-possibile/

https://mowmag.com/culture/come-si-combatte-il-neofascismo-abbiamo-letto-un-altro-futuro-e-possibile-di-noam-chomsky-l-intellettuale-piu-citato-al-mondo-per-capirlo-dalla-crisi-climatica-alla-guerra-nucleare-e-sull-intelligenza-artificiale

Green New Deal/Keen

L’economia nuova. Moneta ambiente complessita’. Pensare l’alternativa al collasso ecologico e sociale – Steve Keen – Meltemi (2023)

La crescita delle nostre economie implica una crescita del nostro impiego di energia.
Una crescita continua non puo’ non tradursi in un’alterazione significativa del nostro pianeta, e la nostra economia, in ultima analisi, finirebbe per distruggere la vita sul pianeta Terra – e questo non ha niente a che fare con il riscaldamento climatico: e’ una conseguenza delle leggi della termodinamica.
In virtu’ della seconda legge della termodinamica, il ricorso all’energia per svolgere lavoro implica la generazione di una quantita’ prevedibile di dissipazione o di scarto. A un ritmo di crescita economica globale sostenuto, come il 2,3% annuo attuale – un tasso di crescita peraltro ritenuto al giorno d’oggi troppo basso, in quanto porterebbe a una crescita continua della disoccupazione – l’energia dissipata aumenterebbe la temperatura sulla superficie della Terra di 100°C per il venticinquesimo secolo.
A un tasso di crescita globale del 2,3% (scelto convenientemente perche’ rappresenti un aumento di ordine 10 ogni secolo), raggiungeremmo la temperatura a cui l’acqua bolle in circa quattrocento anni da oggi […]
Non credo sia necessario specificare che la vita sulla Terra per allora sarebbe scomparsa del tutto – e il capitalismo ben prima.
L’unico modo in cui la crescita possa essere sostenuta per piu’ di due secoli da oggi richiederebbe che l’umanita’ diventi una “specie multi-planetaria”, per citare Elon Musk. Questo potrebbe effettivamente succedere prima che le leggi della termodinamica ci portino all’estinzione. Tuttavia, il riscaldamento globale non ci concede il lusso dei secoli: abbiamo a stento qualche decennio.

Info:
https://kriticaeconomica.com/letture-kritiche/economia-nuova-steve-keen/
https://che-fare.com/almanacco/politiche/declino-italiano-e-cambiamento-climatico/
https://jacobinitalia.it/salvare-leconomia-da-se-stessa/
https://www.carmillaonline.com/2023/10/18/il-morbo-neoclassico/
https://www.micromega.net/baruffe-tra-economisti-la-questione-climate-change/
https://generazioneliberale.com/2023/03/05/keen-galbraith-ha-portato-la-realta-nelleconomia-e-per-questo-e-stato-dimenticato/