Lavoro/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)

Attraverso un controllo sempre piu’ meticoloso dello spazio, del tempo e del movimento, il lavoro salariato divenne uno strumento disciplinare altrettanto imperativo quanto l’esercito e la scuola.
Le persone vennero sottoposte a una «dittatura del tempo astratto» una tirannia dell’efficienza: la vita non era piu’ modellata dai ritmi della comunita’, dai cicli della natura o dal tempo proprio dell’essere umano attivo, ma dal battito uniforme di sveglie, orologi a tempo e campanelli di segnalazione.
La complessa struttura di significato delle relazioni su cui si basa la vita comunitaria venne sostituita da catene automatiche di comando e obbedienza.
Il punto di fuga di questo sviluppo e’ una societa’ il cui unico obiettivo e’ l’aumento infinito della produzione di beni e che, nel farlo, elimina tutto cio’ che non serve a questo scopo. 

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Societa’/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


La crisi legata al Covid-19 e il blocco sociale conseguente potrebbero essere un’anticipazione del modo in cui i governi del futuro cercheranno di controllare un sistema sempre piu’ fragile: facendo ricorso a una modalita’ di crisi che sospende la democrazia, prima per un certo periodo di tempo e alla fine in modo permanente.
Togliere ai cittadini quei diritti democratici faticosamente conquistati richiede una forte legittimazione e la migliore giustificazione e’ sempre uno schiacciante nemico esterno che deve essere combattuto con ogni mezzo. A partire dal 2001 la “guerra al terrorismo” e’ servita a questo scopo.
Sebbene ogni anno nell’Unione Europea muoia un numero di persone circa mille volte superiore a causa di incidenti stradali o di agenti patogeni ospedalieri multiresistenti piuttosto che a causa di attentati, alcuni politici e giornalisti sono riusciti a stilizzare il terrorismo, soprattutto se imputato agli “islamisti”, come la piu’ grande minaccia alla civilta’.
Siamo stati regolarmente esortati a difendere “i nostri valori occidentali” con ogni mezzo, anche con la guerra e la limitazione dei nostri diritti civili. Cio’ ha reso possibile l’approvazione di leggi sulla sorveglianza, l’aumento dei bilanci militari e la militarizzazione della polizia e, non da ultimo, l’ulteriore smantellamento del sistema di protezione dei rifugiati […]
Non si tratta di mettere in dubbio che gli Stati debbano adottare misure di protezione di fronte a una pandemia come quella del Covid-19, ma e’ chiaro che, al di la’ di sensate strategie di prevenzione dal contagio, la crisi e’ stata utilizzata da molti governi per consolidare la tendenza, gia’ evidente, verso strutture autoritarie. Le misure adottate nel 2020 hanno reso inequivocabilmente chiaro a tutti i cittadini che i loro diritti democratici possono essere rapidamente sottratti dal potere statale.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Lavoro/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


L’instabilita’ del sistema economico globale e’ a tutti piu’ che evidente dopo la crisi finanziaria del 2008 […]
La causa di questa crescente instabilita’ non risiede, come spesso si crede, nella spregiudicatezza di alcuni banchieri di alto livello, ma nel fatto che l’accumulazione di capitale attraverso il ciclo di produzione, vendita, profitto e reinvestimento ha subito una battuta d’arresto a livello globale. La ragione piu’ importante e’ che il rollback neoliberale e’ stato molto redditizio per una piccola categoria, ma allo stesso tempo ha indebolito significativamente la domanda attraverso il dumping salariale e la precarizzazione del mondo del lavoro. Semplicemente, le persone non hanno più i soldi in tasca per acquistare a un prezzo vantaggioso la produzione globale, che nella logica del sistema deve continuare a crescere.
Questo problema relativo alla domanda e’ aggravato dal fatto che sempre piu’ persone fuoriescono dal sistema produttivo a causa del taglio dei posti di lavoro in nome della razionalizzazione e digitalizzazione, e di conseguenza non ricevono piu’ salari con i quali potrebbero comprare qualcosa.
Il sistema soffoca a causa della sua stessa produttivita’.
Dopo che gran parte della forza lavoro in agricoltura e nell’industria e’ gia’ stata sostituita dalla tecnologia negli ultimi cento anni, questa tendenza all’informatizzazione si sta estendendo alle classi medie e al settore dei servizi.
Il risultato e’ una disoccupazione di massa strutturale che sta peggiorando sempre di piu’ in tutto il mondo, seppur coperta dalla manipolazione delle statistiche governative.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/
https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Lavoro/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


L’instabilita’ del sistema economico globale e’ a tutti piu’ che evidente dopo la crisi finanziaria del 2008 […]
La causa di questa crescente instabilita’ non risiede, come spesso si crede, nella spregiudicatezza di alcuni banchieri di alto livello, ma nel fatto che l’accumulazione di capitale attraverso il ciclo di produzione, vendita, profitto e reinvestimento ha subito una battuta d’arresto a livello globale.
La ragione piu’ importante e’ che il rollback neoliberale e’ stato molto redditizio per una piccola categoria, ma allo stesso tempo ha indebolito significativamente la domanda attraverso il dumping salariale e la precarizzazione del mondo del lavoro.
Semplicemente, le persone non hanno piu’ i soldi in tasca per acquistare a un prezzo vantaggioso la produzione globale, che nella logica del sistema deve continuare a crescere […]
Il risultato e’ una disoccupazione di massa strutturale che sta peggiorando sempre di piu’ in tutto il mondo, seppur coperta dalla manipolazione delle statistiche governative. Se negli anni Ottanta si parlava di una “societa’ dei due terzi” in cui un terzo era rimasto in modo permanente fuori dal mondo del lavoro, oggi ci stiamo muovendo, a livello globale, verso la “societa’ di un quinto” in cui solo il 20% della popolazione e’ ancora necessario per la produzione.
Nessuno sa quale posto occupera’ il restante 80% e come saranno possibili in queste condizioni la pace sociale e la stabilita’ politica […]
Questa crisi sistemica e’ stata nascosta per decenni da una rapida crescita del debito da parte di tutti i soggetti, imprese, Stati e consumatori. Ma le bolle del debito possiedono la sgradevole proprieta’, a un certo punto, di scoppiare. Nel 2008 gli Stati hanno assorbito il quasi collasso del sistema finanziario globale facendo ricadere su se stessi e sui propri cittadini la maggior parte dei costi della crisi. Ma se saranno in grado di farlo nuovamente e’ alquanto dubbio.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Capitalismo/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)

Secondo gli insegnamenti del ginevrino Giovanni Calvino, gli esseri umani erano stati divisi da Dio in eletti e dannati in eterno gia’ prima della creazione del mondo.
Secondo Calvino, nessun essere umano poteva cambiare questo destino predeterminato, ne’ con le buone azioni ne’ con la fede. Tuttavia, le persone non potevano mai sapere con certezza a quale gruppo appartenevano, pertanto era necessario cercare dei segni, e il segno piu’ evidente dell’appartenenza agli eletti, secondo Calvino, era il successo economico.
L’insegnamento di Calvino combina la tradizione apocalittica con il progetto capitalista: la divisione dell’umanita’ in eletti e dannati, proclamata nell’Apocalisse di Giovanni, viene proiettata sugli eventi economici; l’ordine divino e la logica del mercato diventano un tutt’uno.
In una radicale inversione di tendenza rispetto ai Vangeli, i poveri appaiono ora come i rifiutati da Dio, irrimediabilmente destinati all’inferno, mentre i ricchi scivolano nel ruolo degli eletti.
Nessun potere terreno e’ responsabile di questa divisione dell’umanita’, ma lo e’ l’indiscutibile parere di Dio prima dell’inizio dei tempi. Pertanto, fare qualcosa contro questo ordine non solo e’ inutile, ma e’ anche blasfemo.
Il fatto che questa dottrina si sia diffusa cosi’ rapidamente nei centri di trasformazione economica e’ dovuto all’importante scopo che si prefiggeva: legittimare la divisione sociale e rimuoverla dal dibattito pubblico.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Lavoro/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


La produzione industriale, alimentata dai combustibili fossili e dalla logica della moltiplicazione del denaro, necessitava non solo di un mercato per il suo output, ma anche di un mercato per i suoi input: le materie prime, le macchine, il denaro e soprattutto il lavoro umano.
Cio’ che oggi sembra cosi’ ovvio all’inizio dell’industrializzazione era ancora qualcosa di mostruoso: che ci fosse un mercato per il lavoro umano non significava altro che l’essere umano stesso dovesse diventare merce. Doveva essere sempre disponibile in quanto input come una balla di cotone o un vagone pieno di carbone […]
E come merce da scambiare liberamente sul mercato, l’essere umano doveva essere totalmente disponibile, e non poteva mantenere alcun legame con luoghi, persone o culture che limitassero la sua disponibilita’.
Affinche’ i grandi investimenti in macchinari fossero redditizi, questi dovevano funzionare costantemente e per questo la fornitura di forza lavoro non poteva essere interrotta. Fino a quando le persone potevano scegliere se lavorare nelle fabbriche e nelle miniere oppure nutrirsi con i frutti della propria terra, questa fornitura non poteva essere garantita […]
Per avviare e mantenere la produzione industriale le persone dovevano, quindi, essere private di questa scelta, dovevano essere costrette in un modo o nell’altro a essere disponibili per il mercato.
C’erano e ci sono due metodi per farlo: la violenza fisica diretta, come quella che imperava nella schiavitu’ e nel lavoro forzato, e la violenza strutturale del “libero mercato del lavoro”.
Un mercato del lavoro non e’, come spesso si presume, un’istituzione “naturale”. I mercati del lavoro non si formano da soli, ma vengono creati.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Stato/ Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)

Dagli anni Novanta in poi sempre piu’ Stati, inizialmente quelli alla periferia del sistema mondiale, stanno collassando e non sono piu’ in grado di controllare i propri territori.
Nel frattempo, si e’ formato “un corridoio” di circa diecimila chilometri di “Stati falliti” che si estende dal Congo al Mali, alla Libia, al Sudan e alla Somalia, fino alla Siria, all’Iraq e all’Afghanistan.
Dalla crisi finanziaria globale del 2008 il fallimento degli Stati si e’ fatto strada anche fino ai margini dell’Europa. Sebbene la classificazione di failed State sia in parte arbitraria e spesso utilizzata per giustificare interventi “antiterrorismo”, il fenomeno che la sottende e’ reale. Una parte significativa degli Stati in fallimento puo’ essere ricondotta alla crisi del debito degli anni Ottanta e Novanta […]
Lo Stato, ritirandosi dalla fornitura di infrastrutture e servizi sociali, sta regredendo a cio’ che era all’inizio: una pura macchina militare e repressiva […]
Mentre ampie fasce della popolazione sprofondano nella poverta’ e lottano per sopravvivere in un’infrastruttura disastrata, il governo si concentra sull’espansione dei sistemi di sorveglianza, delle prigioni e degli apparati militari.
Una conseguenza e’ che la lealta’ dei cittadini nei confronti dello Stato, faticosamente costruita a partire dal XIX secolo, sta diminuendo. Con l’abbandono del compromesso storico tra capitale e lavoro, culminato nei welfare State dei Trente glorieuses, le possibilita’ di governare ancora il sistema nel quadro di una “democrazia controllata” si stanno riducendo.
I cittadini si allontanano dalla politica consolidata, le opzioni diventano piu’ radicali e il sistema ancora piu’ instabile.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Economia di mercato/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


Risulta evidente nelle culture non di mercato che le persone regolano le loro relazioni materiali e sociali attraverso doni, regali e gesti simbolici, ma non attraverso lo scambio.
Se lo scambio avviene e’ con estranei con i quali non si mantengono ne’ si desiderano relazioni piu’ strette.
Il passaggio a un’economia generale di scambio e di denaro e’ avvenuto nella Storia solo quando entrarono in scena gli Stati e con essi la violenza fisica organizzata.
Questo vale sia per le prime economie proto-mercantili della storia mondiale, come quella della Grecia classica, sia per la nascita e la diffusione del sistema di mercato in epoca moderna.
Il motivo per cui la storia di un naturale sviluppo dell’economia di mercato viene comunque ancora raccontata e’ ovvio: rende invisibile la violenza strutturale e fisica che e’ stata effettivamente connessa alla creazione dei mercati e dell’economia monetaria in tutti i casi storicamente documentati.
Questa storia racconta di un meraviglioso paese delle favole in cui le persone perseguono le loro inclinazioni naturali, aumentando cosi’ la prosperita’ di tutti; narra di un innocente e pacifico regno del commercio e dello scambio che nulla ha a che fare con gli efferati crimini dei potentati statali, le loro guerre e altre mostruosita’.
Su questa storia si fonda l’immagine del “libero mercato” come forza di contrasto al dispotismo dello Stato. Ancora oggi, questa favola e’ alla base del potere ideologico con cui la violenza dei mercati e del denaro viene legittimata.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Green New Deal/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


L’uso industriale del carbone fossile inauguro’ una nuova era nella storia del pianeta Terra chiamata da alcuni geologi Antropocene.
In soli duecento anni le attivita’ umane, con un impatto migliaia di volte superiore al passato dovuto allo sfruttamento delle energie fossili, hanno radicalmente rimodellato la crosta terrestre, la biosfera e l’atmosfera.
Nel corso di questo processo non solo e’ stato messo in moto un enorme aumento della produzione di beni, ma, contestualmente, e’ stata innescata una delle piu’ grandi estinzioni di massa nella storia della Terra.
Mai, dai tempi delle prime alghe verdi-azzurre, piu’ di tre miliardi di anni fa, una singola specie ha cambiato la forma del pianeta in modo cosi’ profondo come l’Homo carbonicus. Mentre le alghe verdi-azzurre hanno reso possibile la diffusione della vita sulla Terra con l’invenzione della fotosintesi, la societa’ umana del carbonio e’ in procinto di spazzare via di nuovo gran parte dell’evoluzione […]
Ha piu’ senso chiamare la nuova era “Capitalocene” piuttosto che “Antropocene”, perche’ non e’ stato l’uomo in quanto tale a guidare questo sviluppo, ma la dinamica della messa a profitto infinita di capitale.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/

https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Economia di mercato/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)

Si dice spesso che la speculazione e’ sostanzialmente un gioco a somma zero per quanto riguarda la totalita’ degli speculatori; ma nella pratica le cose vanno diversamente.
Infatti, mentre i profitti confluiscono nelle mani dei privati durante la fase di espansione di una bolla speculativa, non appena questa scoppia, le casse pubbliche sono solitamente pronte a compensare gran parte delle perdite e a scaricarle sulla societa’ in generale.
Un esempio tipico e’ la grande crisi bancaria e immobiliare degli Stati Uniti del 1982, nota come “Savings and Loan Crisis”: dopo lo scoppio della bolla, il settore pubblico si e’ assunto la responsabilita’ dei costi per ben 124 miliardi di dollari, mentre le societa’ private hanno dovuto coprire perdite per soli 29 miliardi.
Questo schema si e’ ripetuto dall’inizio degli anni Ottanta nelle innumerevoli crisi bancarie e finanziarie, fino alla crisi finanziaria globale del 2008 e alla successiva “crisi dell’euro”.
Per rendere la speculazione redditizia in modo duraturo, pertanto, non solo e’ necessario abolire le norme ostruzionistiche, ma anche garantire che le perdite speculative non siano sostenute dagli stessi speculatori. Sebbene questo principio sia incompatibile con l’ideologia neoliberista, esso ha ricoperto fin dall’inizio un ruolo cruciale nella pratica.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/