Europa/Gori

L’Europa più grande. Allargare l’Unione Europea dai Balcani occidentali all’Ucraina – Luca Gori, Nicola Pontara – Luiss (2024)

 Guardando al passato, secondo la Commissione gli allargamenti del 2004, del 2007 e del 2013 sono stati un successo che e’ andato a vantaggio di tutti.
Non solo perche’ hanno permesso di rilevare – in controluce – quali sarebbero stati i costi di una mancata integrazione: maggiore instabilita’ in Europa, spinta al nazionalismo e ricostruzione delle sfere di influenza. Ma soprattutto per il maggiore benessere che hanno prodotto in tutto il vecchio continente. Quei processi hanno aggiunto oltre 100 milioni di cittadini alla UE, generando benefici per il mercato unico (prezzi piu’ bassi, maggiore scelta sui prodotti, lavori di qualita’ e standard piu’ elevati a protezione dei consumatori) e facendo aumentare in modo significativo il reddito dell’Unione.
Il Big Bang, in particolare, avrebbe prodotto vantaggi evidenti. In 20 anni – dal 2004 a oggi – l’economia europea e’ cresciuta del 27%. I dieci Paesi diventati Stati membri hanno visto i salari reali raddoppiare, la poverta’ ridursi significativamente, l’occupazione aumentare e il Pil crescere: le economie di Polonia e Malta sono piu’ che raddoppiate. Quella slovacca e’ cresciuta dell’80%. Il Pil pro capite dei nuovi Stati membri e’ passato dal 59% della media UE nel 2004 all’81% nel 2022. Anche i vecchi Stati membri hanno tratto giovamento dal Big Bang: le esportazioni spagnole verso l’Europa centro-orientale sono raddoppiate, quelle italiane sono cresciute del 77%.

Info:
https://diplosor.wordpress.com/tag/luca-gori/
https://www.giornalediplomatico.it/libro-amb-luca-gori-e-nicola-pontara-su-allargamento-unione-europea.htm
https://www.linkiesta.it/2026/02/direzione-pd-intervento-gori-difesa-europa/
https://www.ilriformista.it/gori-non-esclude-il-bazooka-europa-non-ti-disunire-sconfortante-latteggiamento-a-sinistra-sulliran-cosi-come-la-poca-passione-nel-sostenere-la-resistenza-ucraina-497148/

 

 

 

Societa’/Bremmer

Il potere della crisi. Come tre minacce e la nostra risposta cambieranno il mondo – 
Ian Bremmer – Egea (2022)

Chiunque affermi che i valori e la leadership occidentali sono il fondamento essenziale di un futuro sicuro, equo e prospero deve fare i conti con la realta’: la leadership occidentale ha contribuito a portarci nell’attuale caos globale, in cui la crisi e’ sempre dietro l’angolo.
Le divergenze di vedute tra Europa e Stati Uniti – e la polarizzazione sempre piu’ aspra in molti paesi occidentali – sono davanti agli occhi di tutti.
La crisi finanziaria globale […] e’ degli Stati Uniti, poiche’ l’incapacita’ di Washington di regolamentare adeguatamente i prestiti ha innescato una reazione a catena nel settore bancario globale che ha inferto danni gravissimi in tutto il mondo.
Chi sostiene che il commercio transfrontaliero sarebbe in grado di creare una prosperita’ diffusa deve riconoscere che e’ la Cina, non l’America, a essere diventata una potenza del commercio globale […]
I paesi occidentali sono in disaccordo su come combattere il cambiamento climatico, su come regolamentare le nuove tecnologie, su come gestire i confini, su come mediare con la Russia e su come rispondere all’ascesa della Cina.
E non illudiamoci che l’intervento militare americano produca sempre stabilita’ […]
Dalla fine della Guerra fredda l’esercito statunitense e’ intervenuto a piu’ riprese, anche militarmente, in paesi esteri, talvolta insieme alla NATO o ad altri alleati. Gli esempi piu’ lampanti sono Panama, Haiti, Somalia, la ex Iugoslavia, l’Iraq (per ben due volte) e l’Afghanistan. Gli obiettivi dichiarati erano di volta in volta diversi: arrestare un criminale, bloccare una catastrofe umanitaria, impedire la pulizia etnica, punire l’invasione di una nazione confinante, bloccare la produzione di armi pericolose o combattere il terrorismo. Alcune di queste imprese – Panama e la ex Iugoslavia e la prima guerra del Golfo – hanno raggiunto, almeno in parte, gli obiettivi dichiarati. Altre, come l’intervento in Somalia e ad Haiti, la seconda guerra del Golfo e l’Afghanistan – sono state un fallimento.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-potere-della-crisi-dal-nuovo-libro-di-ian-bremmer/
https://www.agi.it/cultura/news/2022-07-17/libri-bremmer-potere-crisi-scelte-future-17449689/
https://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=24613
https://www.linkiesta.it/2022/07/ian-bremmer-il-potere-della-crisi-estratto/
https://fuoricollana.it/il-potere-della-crisi-la-crisi-del-potere/3/
https://www.repubblica.it/cultura/2022/09/28/news/ian_bremmer_politilogo_ucraina_russia_putin-367707969/

Geoeconomia/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Il cosiddetto “resto del mondo” e’ rimasto generalmente sbigottito dall’estrema violenza e mortalita’ del modo di fare la guerra europeo.
Questo perche’ fuori dall’Europa l’esito dei conflitti non era tanto votato a prendere altrui territori, ma schiavi.
Va da se’ che se l’obiettivo e’ soggiogare altri uomini non vale certo ammazzarli. Diversamente, gli europei sembravano animati da un inestinguibile fame di spazio e controllo, spazzando quindi via senza ritegno ogni cosa o persona si frapponesse alle proprie mire.
Queste diverse “logiche” spiegherebbero anche il difficile assorbimento delle forme della rivoluzione militare europea nel resto del mondo: si potevano assumere o copiare, ma mai interpretare con la stessa convinzione, poiche’ i fini erano diversi.
Cio’ ha portato gli europei a usare i fatti militari come componente decisiva del proprio sviluppo di potenza, il resto del mondo no, o molto meno, o comunque in altra modalita’.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Europa/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Agli europei converrebbe indubbiamente fare un grande e permanente “piano Marshall” per l’Africa, rimanendo all’interno di un’onesta logica di reciproca convenienza senza appetiti coloniali.
Non fosse altro perche’ tra trent’anni avremo un intero continente di eta’ media sotto i vent’anni, con quasi quattro volte la nostra popolazione, gia’ oggi la piu’ anziana del mondo.
Loro con il reddito pro capite piu’ basso del mondo e noi con quello piu’ alto, a un tiro di barca; noi in una fascia ecoclimatica ancora vivibile, loro alle prese con gli effetti piu’ negativi dell’innalzamento delle temperature.
Parliamo non di migliaia di persone su cui oggi dibattiamo quanto integrabili o meno siano, con accesi conflitti d’opinione su un fenomeno di peso quantitativo semplicemente ridicolo, ma di milioni.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Europa/Guzzi

Eurosuicidio. Come l’Unione Europea soffocato l’Italia e come possiamo salvarci – Gabriele Guzzi – Fazi (2025)


Non si puo’ negare che l’adesione all’euro e all’ue fa ormai parte delle esistenze di centinaia di migliaia di rappresentanti della classe dirigente continentale.
A livello europeo, essa e’ diventata la ragion d’essere di un’elefantiaca e articolata burocrazia.
Questa gente, comprensibilmente, fa dell’integrazione europea il faro e la guida di molte delle sue considerazioni teoriche, scientifiche, politiche e culturali. E cio’ vale anche in Italia.
L’euro si e’ ormai intrecciato al tessuto biografico di tantissime persone. Fare un’onesta revisione vorrebbe dire mettere in discussione l’impianto simbolico e materiale che ha dato forza, legittimita’ e vigore a molti aspetti delle loro esistenze. E’ ovvio che questo comporti grandi costi e un’autoanalisi che non tutti sono disposti a compiere.

Info:
https://www.lindipendente.online/2026/01/17/eurosuicidio-il-tabu-europeo-e-il-declino-italiano-un-libro-di-gabriele-guzzi/
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2025/12/Gabriele-Guzzi-Eurosuicidio-46322ab1-1085-47e5-8e31-018eb0c44dbc.html
https://www.lafionda.org/2026/02/04/perche-e-necessario-parlare-di-eurosuicidio/
https://www.tag24.it/1379222-eurosuicidio-allarme-gabriele-guzzi-come-si-fa-a-salvare-litalia

Europa/Guzzi

Eurosuicidio. Come l’Unione Europea soffocato l’Italia e come possiamo salvarci – Gabriele Guzzi – Fazi (2025)


Nell’euro, il potere monetario e’ stato ceduto a un ente [la Bce] che non e’ chiamato a garantire nessun debito pubblico, non risponde ad alcun organo statuale, non fornisce alcuna protezione finanziaria e, soprattutto, esercita un’indebita e pressante forma di potere indiretto verso i parlamenti e i governi democraticamente eletti.
Dalla possibilita’ di gestire la valuta con cui i mercati operano, e quindi da una posizione di superiorita’ rispetto agli agenti finanziari, gli Stati europei si sono ritrovati in una condizione di totale subalternita’.
Il tradizionale equilibrio di potere tra politica e finanza e’ stato radicalmente spostato a favore della seconda.
Soggetti privati internazionali possono privare i poteri pubblici delle risorse finanziarie necessarie al loro stesso funzionamento. Siamo in un totale ribaltamento degli usuali rapporti di forza tra poteri pubblici e privati, dove i primi sono stati messi in una condizione di vulnerabilita’, dipendenza e fragilita’ rispetto ai secondi.
D’altronde, e’ oramai evidente che i parlamenti e i governi sono spesso ridotti a passacarte di decisioni prese altrove che, se non rispettate e “implementate”, porterebbero ad attacchi speculativi che non sarebbero contrastati, ma anzi spesso incentivati, dalla stessa autorita’ monetaria.

Info:
https://www.lindipendente.online/2026/01/17/eurosuicidio-il-tabu-europeo-e-il-declino-italiano-un-libro-di-gabriele-guzzi/
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2025/12/Gabriele-Guzzi-Eurosuicidio-46322ab1-1085-47e5-8e31-018eb0c44dbc.html
https://www.lafionda.org/2026/02/04/perche-e-necessario-parlare-di-eurosuicidio/
https://www.tag24.it/1379222-eurosuicidio-allarme-gabriele-guzzi-come-si-fa-a-salvare-litalia

Europa/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025

Per cio’ che ci riguarda piu’ direttamente come italiani, un’eventuale Unione latino-mediterranea (Portogallo-Spagna-Francia-Italia-Grecia) potrebbe pesare circa 200 milioni di persone, terza economia al mondo, con indubbio rilievo geopolitico a partire dal seggio nel Consiglio di sicurezza e la necessaria dotazione atomica (entrambi francese). C’e’ una storia e una geografia, una cultura alta e bassa, una religione – per quanto oggi poco praticata ma pur sempre influente ai livelli piu’ profondi delle immagini di mondo–, forme economiche, di diritto e politiche, financo un ceppo linguistico comune su cui poter far base.
Per immaginare un processo di progressiva fusione, per quanto non certo semplice, ci sono le fatidiche “condizioni di possibilità”, che nella logica dell’Europa-mercato mancano del tutto. Portogallo e Spagna potrebbero attrarre relazioni biunivoche con il Centro e Sud America, Francia e Italia hanno una loro storica presenza in Nord Africa, la Grecia aiuterebbe a intermediare col mondo ortodosso orientale.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Europa/Gori

L’Europa più grande. Allargare l’Unione Europea dai Balcani occidentali all’Ucraina – Luca Gori, Nicola Pontara – Luiss (2024)

La UE e’ un prodotto dell’ordine liberale internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale.
Una comunita’ di valori fondata su democrazia, diritti umani, liberta’ degli scambi, societa’ aperta e cooperazione multilaterale.
Per questo a Bruxelles ha sempre prevalso un concetto di soft power e soft security. La pace e la sicurezza sono stati costruiti sulla capacita’ di dialogare, di conciliare interessi divergenti, di capire le ragioni dell’altro senza imporre con la forza le proprie, di assumere impegni reciproci accettati democraticamente.
Questa cultura post-moderna della potenza e della sicurezza si scontra oggi con il ritorno della guerra in Europa ed esige un inevitabile aggiornamento. Le ragioni geopolitiche che oggi prospettano la possibilita’ di un nuovo allargamento possono essere funzionali al conseguimento di questo obiettivo. Anzitutto, dando alla UE una dimensione effettiva di hard security, attraverso progressi sostanziali nella costruzione della Difesa europea e nello sviluppo di adeguate capacita’ militari. Quindi, eliminando le “zone grigie” che nei Balcani occidentali e lungo il confine orientale caratterizzano un’area importante del vecchio continente e che oggi – in quanto aree cuscinetto tra Occidente e Russia – rischiano di trasformarsi in nuovi focolai di crisi. Infine, lavorando per garantire alla UE il massimo dell’autonomia economica, riducendo le varie forme di dipendenza di cui e’ afflitta. In altri termini, mutuando Adam Smith, riconoscendo che la “difesa” e’ piu’ importante della “ricchezza” e che le ragioni del mercato devono trovare un limite in quelle della sicurezza.

Info:
https://diplosor.wordpress.com/tag/luca-gori/
https://www.giornalediplomatico.it/libro-amb-luca-gori-e-nicola-pontara-su-allargamento-unione-europea.htm
https://www.linkiesta.it/2026/02/direzione-pd-intervento-gori-difesa-europa/
https://www.ilriformista.it/gori-non-esclude-il-bazooka-europa-non-ti-disunire-sconfortante-latteggiamento-a-sinistra-sulliran-cosi-come-la-poca-passione-nel-sostenere-la-resistenza-ucraina-497148/

Economia di mercato/Guzzi

Eurosuicidio. Come l’Unione Europea soffocato l’Italia e come possiamosalvarci – Gabriele Guzzi – Fazi (2025)


[Il] processo di precarizzazione ha avuto effetti dirompenti sull’economia italiana creando un incentivo per gli imprenditori a investire in settori labour-intensive, puntando cioe’ le loro strategie di profitto su bassi salari, piuttosto che nei settori capital-intensive, che richiedono invece ingenti investimenti in tecnologia e formazione del personale.
E’ questa una delle cause dell’arretratezza tecnologica che stiamo scontando, come ormai anche l’ue, sia rispetto agli usa che alla Cina.
Ci siamo trasformati quasi in un’economia in via di sviluppo che, invece di puntare sul mercato interno e sui settori ad alto valore aggiunto, ha basato il suo modello di crescita sulle esportazioni, sui bassi salari e sui settori tradizionali dell’industria del xx secolo.[…]
Puntare non tanto sugli investimenti quanto sulla deflazione salariale, alla lunga, ti rende meno capace di innovare e di essere alla frontiera della tecnologia […]
Anche sul piano della liberalizzazione del mercato dei prodotti, d’altronde, l’Italia ha superato tutti gli altri grandi paesi europei. All’inizio degli anni Novanta, il mercato italiano era tra i piu’ regolati al mondo. Successivamente, il paese ha attraversato «il piu’ profondo processo di deregolamentazione tra i paesi europei» […]
Ancora peggio, per certi versi, e’ stata la dinamica delle privatizzazioni. Una quota importante dello straordinario sviluppo economico che ha vissuto il nostro paese dopo la seconda guerra mondiale, infatti, va ricercata nel sostegno e nel rilancio della grande industria di Stato. L’euro e l’ue hanno implicato la vendita, o meglio la svendita, di moltissimi di questi asset industriali pubblici. […]
E tutto cio’ e’ stato realizzato con l’esplicito obiettivo di entrare nell’euro: i proventi delle privatizzazioni dovevano servire a ridurre il debito e a rispettare i criteri di contenimento fiscale presenti nelle regole europee. Il fine di entrare nella moneta unica giustificava qualunque mezzo, persino la rinuncia alla politica industriale nazionale.[…]
La vendita di queste aziende pubbliche ha provocato a catena una serie di effetti dirompenti. Innanzitutto, ha prodotto nicchie di rendita in cui sono stati assicurati alti rendimenti in cambio di pochissimi investimenti. Si creo’ cioe’ un disincentivo all’innovazione: il capitalismo italiano preferi’ spesso accaparrarsi, magari a debito, pezzi dell’industria di Stato piuttosto che investire in nuovi progetti industriali. Poco dopo, infatti, queste stesse aziende potevano essere rivendute generando facili plusvalenze. Il capitalismo privato si dimostro’ spesso piu’ pigro, autoreferenziale e avido rispetto a come aveva agito lo Stato italiano in decenni di industria pubblica.

Info:
https://www.lindipendente.online/2026/01/17/eurosuicidio-il-tabu-europeo-e-il-declino-italiano-un-libro-di-gabriele-guzzi/
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2025/12/Gabriele-Guzzi-Eurosuicidio-46322ab1-1085-47e5-8e31-018eb0c44dbc.html
https://www.lafionda.org/2026/02/04/perche-e-necessario-parlare-di-eurosuicidio/
https://www.tag24.it/1379222-eurosuicidio-allarme-gabriele-guzzi-come-si-fa-a-salvare-litalia

Europa/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Se la logica indica cosa va fatto, non dice come farlo o se lo si potra’ fare.
Il come poterlo fare dipende, ad esempio, anche dall’obiettiva disomogeneita’ storico-culturale delle entita’ europee: un insieme eterogeneo con decine di lingue di almeno otto diversi ceppi linguistici e almeno cinque religioni principali, piu’ i non credenti (quindi diverse etiche); terre di mare, di costa, di pianura, di montagna, in contesti geopolitici ben diversi tra Stati che guardano al Mediterraneo e all’Africa e stati nordici che guardano al Baltico e all’Artico; Stati atlantici e Stati euroasiatici, Stati piccoli, medi e relativamente grandi, dagli ottanta milioni di tedeschi ai quattrocentomila maltesi; forme economiche strutturalmente molto diverse, sistemi giuridici differenti, molti con una longeva tradizione di antipatia col vicino, per altro ricambiata; antipatia non solo culturale, ma poggiata su cicatrici storiche difficili da dimenticare, per non parlare della diversa vita materiale e di cultura sociale […]
L’Unione Europea e’, nei fatti, una confederazione economica dove in comune e’ messo il mercato e le entita’ confederate, gli Stati, rimangono distinti e con nessuna intenzione di fondersi in alcunche’, rimanendo reciprocamente concorrenti e assai eterogenei per interessi e intenzioni […]
Si tenga conto che lo Stato moderno, prima ancora che del trattato di Westfalia (1648), e’ figlio del Cinquecento. Che mondo c’era allora? A cosa era adatta quell’idea di Stato, a quale contesto? A quel tempo l’intero mondo era l’8 per cento di oggi per popolazione, l’intera Europa era il 29 per cento dell’intero mondo, stante che non c’era alcuna vera dipendenza funzionale tra Europa e mondo. Oggi il mondo e’ non solo dodici volte piu’ voluminoso di allora, ma l’Europa non ne e’ piu’ quasi un terzo, ma solo un decimo, e l’interdipendenza reciproca ha creato un sistema-mondo che non possiamo eludere e che fa da contesto principale a cui adattarsi, ci piaccia o meno.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/