Geoeconomia/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ superare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)

Nella mente del Cremlino, l’Europa e’ viziata, debole e corrotta, non sceglierebbe mai di sopportare alcun dolore, tantomeno per il bene di un Paese – l’Ucraina – che secondo il presidente russo e’ al massimo una finzione dell’immaginazione.
Insieme alla vacuita’ dell’Ucraina come nazione, al controllo di Mosca sulla Bielorussia e alla debolezza degli Stati Uniti – come dimostrato dal caotico ritiro dall’Afghanistan –, la mancanza di resilienza dell’Europa, unita alla sua dipendenza energetica dalla Russia, avrebbe reso la guerra del Cremlino una passeggiata.
Senza dubbio, questa era la scommessa di Putin […]
Cosi’ come militarmente le cose non sono andate secondo i piani di Putin, anche politicamente la strategia del Cremlino, incentrata sul ricatto energetico, non ha ottenuto i risultati sperati.
Per ora, se e’ vero che le sanzioni occidentali non hanno ancora alterato il comportamento di Mosca, e’ altrettanto vero che Putin ha perso la sua scommessa energetica con l’Europa […]
Punto di fondo e’ che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica europea, Italia inclusa, continua a sostenere l’Ucraina, cosi’ come unanime in tal senso e’ il sostegno dei governi europei.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Europa/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ superare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)

La guerra russo-ucraina e’ multidimensionale: e’ combattuta militarmente in Ucraina, economicamente tra Occidente e Russia, in termini di sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo, ed economicamente e tecnologicamente a livello globale.
Nella sua dimensione energetica, la si combatte principalmente in Europa.
Questo e’ dovuto al fatto che in una relazione fossile interdipendente come quella tra Ue e Russia, i prezzi sono fondamentali per determinare il potere contrattuale delle parti in gioco. Quando questi sono bassi, come e’ avvenuto tra il 2014 e il 2021, gli acquirenti hanno una maggiore influenza […]
Quando i prezzi sono aumentati alla fine del ’21, Putin ha poi deliberatamente alimentato questa tendenza facendo ridurre alla societa’ energetica russa Gazprom i livelli di stoccaggio in Europa e trattenendo ulteriori volumi di gas sui mercati spot. Cio’ ha contribuito a riempire le casse di Mosca e ad aumentare l’influenza russa sull’Europa in preparazione della guerra.
Putin deve essere stato sicuro che, di fronte ai prezzi elevati e alla dipendenza dalla Russia per il gas, l’Europa avrebbe ancora una volta abbaiato senza avere il coraggio di mordere. Non diversamente dal 2008, quando la Russia invase la Georgia.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Geoeconomia/Tocci

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale – Nathalie Tocci – Mondadori (2024)


Il nostro mondo e’ tornato a essere politicamente bipolare.
Non c’e’ dubbio che le due potenze piu’ grandi dal punto di vista militare ed economico siano Usa e Cina.
Cosi’ come non ci sono dubbi riguardo al fatto che rappresentino sistemi politici del tutto diversi.
Gli Usa sono il cuore della democrazia liberale. E’ vero che sono un paese drammaticamente polarizzato, che il sistema elettorale e’ fortemente distorto,e che l’indipendenza di quello giudiziario, a partire dalla Corte Suprema, e’ stata erosa e, soprattutto, che Donald Trump rappresenta la piu’ grande minaccia alla sopravvivenza della democrazia in America (e non solo). Ma cio’ non toglie che oggi gli Stati Uniti, nel bene e nel male, incarnino il simbolo della democrazia nel mondo.
La Cina, per contro, e’ chiaramente un paese autoritario. E’ vero che anche un’autocrazia non puo’ del tutto prescindere dal consenso interno e che la Repubblica popolare cinese, che ruota attorno al Partito comunista, non e’ un monolite ma un sistema complesso in cui anche criteri come la meritocrazia hanno un peso. Ma e’ indubbio che la Cina sia un’autocrazia, senza elezioni, separazione dei poteri e liberta’ politiche individuali.
Cosi’ come e’ evidente che […] il mondo e’ interconnesso e interdipendente, eppure e’ sempre piu’ frammentato, con spinte crescenti verso il nazionalismo, il protezionismo e il sovranismo.
Le grandi sfide del nostro secolo come clima, cibo, salute, migrazioni, tecnologie digitali e proliferazione nucleare sono tutte transnazionali. Lo abbiamo toccato con mano durante la pandemia, quando nell’arco di poche settimane il virus si e’ sparso a macchia d’olio da Wuhan a ogni angolo della terra, senza alcun riguardo per le frontiere nazionali. Nessuna pandemia nella storia ha avuto un’estensione geografica cosi’ ampia e una diffusione cosi’ veloce come il Covid-19, e questo e’ dovuto all’intensita’ senza precedenti dei contatti umani tra paesi.
Il rischio, anzi la certezza, e’ che al netto della contagiosita’ intrinseca di un virus, le future pandemie saranno altrettanto se non addirittura piu’ rapide ed estese, e forse ancora piu’ letali, seguendo l’accelerazione delle trasformazioni nel nostro villaggio globale. Stesso ragionamento vale per il clima.

Info:
https:formiche.net/2024/10/grande-incertezza-libro-nathalie-tocci/#content

 

Geoeconomia/Tocci

Il sistema unipolare del post-guerra fredda dominato dagli Stati Uniti, che svettavano non solo sul piano militare, ma anche su quello economico, politico e del soft power, non esiste piu’.
Eppure l’attuale sistema internazionale mantiene alcuni tratti distintivi del mondo unipolare del passato.
Militarmente, per esempio, lo stacco tra gli Stati Uniti e le altre grandi potenze continua a essere enorme […] la spesa militare statunitense nel 2023 era circa tre volte quella della Cina, ossia 916 miliardi di dollari contro i 296 cinesi. Russia e India spendevano circa un decimo degli Usa (rispettivamente 109 e 83,6 miliardi). Poi c’è l’Europa, che presa collettivamente spende circa 588 miliardi di dollari per la difesa (inclusi paesi non Ue come Regno Unito e Norvegia), ma purtroppo lo fa perlopiu’ in ordine sparso e su base nazionale, facendo si’ che le spese militari dei piu’ grandi paesi europei come Germania, Francia e Italia rappresentino solo una piccola parte della spesa militare americana (rispettivamente, 67, 61 e 35,5 miliardi di dollari nel 2023). In sintesi, se prendiamo come parametro del potere la spesa militare, continuiamo a vivere in un mondo unipolare dominato dagli Stati Uniti […]
Se poi passiamo alle altre dimensioni del potere, come quella economica, lo scenario diventa ancora piu’ frammentato. Gli Stati Uniti continuano a rappresentare la prima economia mondiale, con un Pil nominale pari a circa 25 trilioni di dollari. Ma lo stacco non e’ abissale rispetto alla Cina, che si assesta a circa 18 trilioni, e alla Ue a 16 trilioni. Se questa dimensione economica viene declinata in termini tecnologici, gli Usa rimangono all’avanguardia nelle tecnologie digitali come l’intelligenza artificiale, le biotecnologie e il quantum computing, ma sulla transizione verde sono Cina ed Europa a essere in testa. L’India e’ ancora molto lontana, con un Pil pari a 3 trilioni di dollari. Ma essendo diventato il paese piu’ popoloso al mondo e con un tasso di crescita di oltre il 7 per cento, anche Delhi e’ in forte ascesa.
In termini economici, insomma, il mondo e’ gia’ multipolare. Quindi, nonostante la rilevanza del G7, e’ il G20 il formato multilaterale con piu’ potenziale di influire sull’economia globale. Il G20 e’, per molti versi, il volto multilaterale di un mondo economicamente multipolare […]
Se a questo aggiungiamo la dimensione politica, il quadro si complica ancora di piu’ […] immaginare una distinzione netta tra democrazie e autocrazie e’ impossibile. Così come e’ impossibile tracciare una chiara demarcazione tra paesi filo- e anti-occidentali.

Info:
https://formiche.net/2024/10/grande-incertezza-libro-nathalie-tocci/#content

Populismo/Tocci

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale – Nathalie Tocci – Mondadori (2024)


Le migrazioni sono sempre esistite. Basti pensare a quanti italiani sono emigrati in Europa e nelle Americhe nei secoli scorsi.
Senza la migrazione, gli Stati Uniti, per citare il caso piu’ emblematico, non esisterebbero.
Cio’ detto, e’ indubbio che le migrazioni sono cresciute e continueranno a farlo. Da un lato, sono state agevolate e indotte dallo sviluppo. La crescita, il potenziamento delle infrastrutture e dei trasporti, e la connettivita’ digitale, che ha reso il mondo alla portata di tutti – facendo conoscere opportunita’ a chiunque, negli angoli piu’ remoti del pianeta –, hanno aumentato esponenzialmente la mobilita’. Dall’altro lato, disparita’ socio-economiche, repressione politica, guerre, insicurezza alimentare, desertificazione e innalzamento dei mari hanno generato spinte senza precedenti alle migrazioni.
Si calcola che fino a tre dei nove miliardi di persone che vivranno nel 2050 si troveranno in zone dove le temperature supereranno il range in cui la civilta’ umana si e’ sviluppata nel corso degli ultimi sei millenni.
La stragrande maggioranza di queste persone oggi vive nel Sud del mondo, soprattutto in Africa, che, in aggiunta, e’ l’unico continente in cui proseguira’ un’espansione, anzi, un’esplosione demografica.
Naturalmente, non tutte queste persone migreranno, e la maggior parte delle migrazioni continuera’ a riguardare spostamenti Sud-Sud, cosi’ come accade oggi. Ma e’ chiaro che una parte si spostera’ verso Nord, dove, specie in Europa, il declino demografico generera’ una domanda crescente di lavoratori, in settori meno ma anche piu’ qualificati. Immaginare di poter bloccare la migrazione, ma anche solo di ridurla significativamente, e’ un’illusione.

Info:
https://formiche.net/2024/10/grande-incertezza-libro-nathalie-tocci/#content

Green New Deal/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa può suoerare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)


Le scoperte tecnologiche, abbinate alle scelte contingenziali conseguenti, hanno sempre dovuto affrontare potenti resistenze al cambiamento, il che spiega la durata e la natura irregolare delle transizioni vissute in passato.
Le dimensioni degli investimenti, la forza degli interessi acquisiti degli operatori tradizionali, l’esistenza di reti e di catene del valore consolidate, i modelli comportamentali ostinati e la disparita’ di condizioni tra i potenziali perdenti e vincitori, con i primi di solito piu’ motivati a resistere al cambiamento di quanto non lo siano i secondi a promuoverlo, hanno sempre contribuito a rallentare la transizione da un sistema energetico a un altro nel corso della storia […]
Con la maggiore disponibilita’ e il calo dei costi delle tecnologie pulite, la decarbonizzazione avra’, economicamente parlando, sempre piu’ senso negli anni a venire.
La nostra transizione si compira’ dunque, proprio come le altre sono avvenute in passato. E come le precedenti, anche questa sara’ cumulativa e non sostitutiva per molto tempo.
In altre parole, il mondo si decarbonizzera’ progressivamente, con una crescente penetrazione delle fonti rinnovabili e delle tecnologie decarbonizzate, mentre continueremo a consumare gli idrocarburi.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

 

Europa/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ suoerare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)


L’Europa, e in particolare l’Unione europea, giocheranno probabilmente un ruolo fondamentalmente diverso nell’odierna competizione globale rispetto a quanto visto durante la Guerra fredda.
Nel XX secolo, l’Europa rappresentava per gli Stati Uniti e per l’Urss un’importante fetta della torta da spartirsi, tanto che la Guerra fredda inizio’ appunto in Europa, quando il nostro continente venne diviso in due parti alla fine della Seconda guerra mondiale.
L’odierna rivalita’ strategica tra Stati Uniti e Cina si svolge invece principalmente in ambito economico e tecnologico, piu’ che territoriale. In questo contesto l’Ue non e’ piu’ sul tavolo, ma ha piuttosto un posto a tavola, una tavola economica e tecnologica alla quale si giochera’ alternando di volta in volta rivalita’, competizione e cooperazione.
A questo gioco globale, un’Europa alla ricerca di sicurezza e transizione dovra’ rafforzare la propria autonomia e affrontare scelte difficili che riguardano i rapporti transatlantici e le relazioni con Pechino.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Europa/Tocci

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale – Nathalie Tocci – Mondadori (2024)

Per potersi difendere in un mondo conflittuale, bisogna investire sulla difesa. Ma se e’ vero che «quanto» si spende e’ importante, lo e’ altrettanto il «come».
Negli anni dell’ordine liberale internazionale non solo diminuirono le spese militari ma cambio’ anche lo scopo della difesa nei paesi occidentali. In Europa, la necessita’ percepita di una difesa territoriale del continente calo’ sensibilmente, mentre prese quota l’idea che le forze armate servissero per operazioni cosiddette «di spedizione», ossia mirate a gestire e stabilizzare crisi – spesso guerre civili – negli angoli più remoti del globo […]
In tutti questi casi, che in gergo Nato venivano definiti «fuori area» (ossia fuori dall’area geografica in cui si applica la difesa collettiva della Nato), serviva certamente la forza militare, ma si trattava di capacita’ specifiche, in prevalenza nell’ambito aeronautico e marittimo, cosi’ come nelle forze speciali e di antiterrorismo.
Inoltre, non dovendosi realmente preparare alla protezione del territorio, l’industria della difesa europea si e’ concentrata sulla produzione di pochi, selezionati sistemi d’arma tecnologicamente avanzati, piu’ che sulla produzione in massa di assets a basso o medio contenuto tecnologico.
Questo ha portato al consolidamento nel settore, con la dismissione di fabbriche di armi nella ricerca di maggiore efficienza, e la cessazione di produzione di segmenti poco profittevoli come quello delle munizioni.
Ora lo scenario strategico si e’ capovolto.
La priorita’ non e’ piu’ quella di partecipare a missioni in giro per il mondo, ancor meno a operazioni mirate al cambio di regime in paesi autoritari. La priorita’ e’ tornata a essere la difesa nel senso piu’ tradizionale del termine: il continente europeo e’ in guerra e la sua sicurezza territoriale minacciata.
D’un tratto gli eserciti hanno ripreso a essere rilevanti e ci sono paesi europei che considerano di introdurre nuovamente la leva.
In quanto a capacita’ militari, non servono solo qualche nave e caccia ad alto contenuto tecnologico, ma molti carri armati, sistemi di difesa aerea, missili, munizioni e pezzi di ricambio, in alcuni casi dotazioni che credevamo appartenenti al passato. Questo perche’ la guerra in Ucraina manifesta caratteristiche tanto da XX quanto da XXI secolo.
Per certi versi e’ una guerra di ieri, fatta di centinaia di migliaia di soldati in trincea, di carri e di artiglieria pesante. Per altri versi e’ una guerra di domani, fatta di droni, satelliti e attacchi cibernetici.
Per combattere una guerra vecchia e nuova al tempo stesso, serve tanto di tutto.

Info:
https://formiche.net/2024/10/grande-incertezza-libro-nathalie-tocci/#content

 

Europa/Tocci

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale – Nathalie Tocci – Mondadori (2024)

Nell’eta’ dell’insicurezza, l’Europa non puo’ fare a meno di un bilancio comune adeguato per affrontare le sfide epocali in corso.
Il modello economico europeo che si basava sulla dipendenza dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per l’industria e’ a soqquadro. Questo significa da un lato ridurre drammaticamente le attuali voci di spesa del bilancio comunitario che riflettono un’era passata: oggi il 30 per cento del bilancio europeo e’ destinato all’agricoltura, un’aberrazione se si pensa alle priorita’ del XXI secolo.
Dall’altro, significa fare un balzo in avanti nell’integrazione europea verso un’unione fiscale, necessaria per assicurare gli investimenti nei beni pubblici europei, come la difesa, il clima e l’energia, la salute pubblica e la tecnologia.
Ma per renderla possibile serve che paesi reticenti come la Germania gettino il cuore oltre l’ostacolo, rendendo programmi quali Next Generation EU strutturali, ma anche che paesi come l’Italia dimostrino serieta’ nel perseguire le riforme necessarie per rimettere i conti pubblici in ordine.
D’altronde non si puo’ pretendere che la Germania paghi di piu’ se l’Italia, che ne beneficerebbe, non dimostra responsabilita’ ed efficienza nella spesa pubblica.
Detto questo, non tutto si riduce alla spesa pubblica.
L’aumento della produzione industriale europea richiede in primo luogo investimenti privati, che fioriscono quando sono presenti altre condizioni essenziali.
Sono fondamentali l’ammodernamento delle infrastrutture, la semplificazione burocratica, la formazione professionale e un sistema di immigrazione che possa compensare il declino demografico del continente e attrarre manodopera ed eccellenze globali.

Info:
https://formiche.net/2024/10/grande-incertezza-libro-nathalie-tocci/#content

Geoeconomia/Tocci

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale – Nathalie Tocci – Mondadori (2024)

L’invasione dell’Iraq, giustificata dalla menzogna delle armi di distruzione di massa e in violazione del diritto internazionale, rappresento’ l’apice dell’egemonia statunitense, la manifestazione piu’ eclatante dell’hybris imperiale e, di conseguenza, l’inizio del suo declino. In quel momento non era chiaro che il potere relativo degli Stati Uniti fosse sul punto di diminuire.
Per quanto Washington avesse dichiarato guerra globale al terrorismo, e’ sempre stato evidente che le organizzazioni terroristiche, a partire da al-Qaeda, non rappresentavano una reale minaccia al potere americano […]
Al-Qaeda non ha mai avuto la capacita’, ne’ in fondo l’ambizione, di rappresentare una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti o di competere da pari con la superpotenza statunitense.
Che il potere relativo di Usa ed Europa fosse in declino relativo si capi’ qualche anno piu’ tardi. A partire dal 2005-06, scoppio’ la bolla del mercato immobiliare americano. Con il crollo dei prezzi degli immobili, i proprietari iniziarono ad abbandonare i loro mutui, causando un collasso dei titoli garantiti da ipoteca e, conseguentemente, innescando la bancarotta o il ricorso al salvataggio di diverse banche, a partire da Lehman Brothers nel settembre 2008. La bancarotta di Lehman Brothers, e la sottostante crisi finanziaria, sfocio’ nella Grande Recessione che duro’ fino all’estate del 2009.

Info:
https://formiche.net/2024/10/grande-incertezza-libro-nathalie-tocci/#content