Il progetto di un reddito di base universale e incondizionato – basic income – sembra segnare una certa continuita’ con il welfare liberal-keynesiano, riconoscendo allo Stato la funzione di creatore di beni pubblici.
Implica che lo Stato produca un reddito redistributivo oppure aggiuntivo per garantire condizioni di sicurezza esistenziali attraverso una dotazione monetaria, in maniera illimitata nel tempo e senza condizioni, tale da consentire a tutti gli individui di superare l’emarginazione economica e di decidere liberamente della propria esistenza. Il diritto dell’uomo ad una esistenza dignitosa si affianca in questo modo agli altri diritti borghesi che definiscono la sfera individuale […]
La proposta del reddito universale era emersa negli anni in cui l’assetto sociale fordista si disgregava, e con questa soluzione la crisi dell’occupazione si apriva a quelle possibilita’ di emancipazione dal lavoro che gia’ Keynes aveva enunciato.
Le politiche degli ultimi decenni hanno pero’ ossessivamente cercato di combattere la disoccupazione mediante l’aumento della produttivita’ e la crescita economica.
Sul loro fallimento il reddito di base e’ riemerso come strumento per sanare le contraddizioni che nel frattempo si sono approfondite, e per prevenire gli effetti di quelle che ancora si verificheranno in conseguenza della diffusione delle tecnologie dell’intelligenza artificiale e della robotizzazione […]
I molti modi di presentare, sostenere, e giustificare il reddito universale incondizionato incontrano altrettante obiezioni, cosi’ che, in definitiva, sembrerebbe necessario fare delle scelte.
Due suoi eminenti sostenitori, dopo aver attentamente, persino pedantemente, passato in rassegna i pro e i contro, retoricamente si sono chiesti: “E’ un’idea giusta?”. Ed hanno risposto: “Se la giustizia e’, al tempo stesso, una questione di eguaglianza e liberta’, e’ difficile non prestare attenzione all’idea di versare a ognuno un uguale reddito incondizionato che gli conferisca un minimo di liberta’ economica. Tuttavia per difendere questa supposizione dalle molteplici obiezioni che le possono essere rivolte, e’ importante sia sondare a fondo l’esatta natura dell’ideale di riferimento, sia esplicitare le ipotesi fattuali che rendono il reddito minimo universale quello strumento di lotta alla poverta’ e alla disoccupazione che tale ideale richiama.
Lavoro/Comisso
Reddito di cittadinanza. Emancipazione dal lavoro o lavoro coatto? – Giuliana Comisso, Giordano Sivini – Asterios (2017)
