Il tramonto della democrazia. Il fallimento della politica e il fascino dell’autoritarismo – Anne Applebaum – Mondadori (2021)
Oggi, un dibattito comune non esiste, e tanto meno una narrazione comune.
Le persone hanno sempre avuto opinioni diverse. Ora hanno fatti diversi.
Nello stesso tempo, in una sfera dell’informazione in cui non esistono autorita’, politiche, culturali, morali, ne’ fonti affidabili, non c’e’ un modo semplice per distinguere fra teorie del complotto e verita’. Narrazioni false, tendenziose e spesso deliberatamente fuorvianti si propagano come incendi digitali, valanghe di menzogne che precipitano a valle troppo velocemente perche’ chi e’ dedito a verificare i fatti possa tenere il passo. E anche se potesse farlo, non avrebbe importanza: una parte del pubblico non leggera’ ne’ vedra’ mai i siti web di verifica dei fatti, e se invece lo fara’ non dara’ a essi nessun credito […].
Gli stessi algoritmi dei social media promuovono false percezioni del mondo. Si clicca sulle notizie che si vogliono sentire; al che Facebook, YouTube e Google mostrano di piu’ di qualunque cosa gia’ si preferiva, che si tratti di una marca di saponetta o di una particolare forma di politica.
Gli algoritmi, inoltre, radicalizzano. Se si clicca su canali YouTube antimmigrazione perfettamente legittimi, per esempio, ci si puo’ trovare rapidamente, in pochi altri clic, su siti di nazionalisti bianchi e, di li’ a poco, su siti xenofobi violenti.
Essendo progettati per tenere la gente online, infine, gli algoritmi prediligono le emozioni, soprattutto rabbia e paura. E poiche’ i siti creano dipendenza, influenzano le persone in modi per esse inaspettati. La rabbia diviene cosi’ un’abitudine, e la divisivita’ normale.[…]
La polarizzazione si e’ trasferita dal mondo online alla realta’.
Il risultato e’ un’iperfaziosita’ che va ad aggiungersi alla sfiducia nei confronti della politica «normale», dei politici dell’establishment, degli «esperti» derisi e delle istituzioni «tradizionali», comprese giustizia, polizia e amministrazione pubblica […]
Le istituzioni democratiche moderne, costruite per un’epoca in cui la tecnologia dell’informazione era ben diversa, offrono poco conforto a quanti la dissonanza rende rabbiosi.
Votazioni, campagne elettorali, coalizioni: tutto cio’ sembra antiquato in un mondo in cui altre cose accadono tanto in fretta. Per comprare un paio di scarpe basta premere un pulsante del telefono, mentre per formare una coalizione di governo in Svezia possono volerci mesi. Per scaricare un film basta un solo rapido gesto, mentre per discutere un problema nel Parlamento canadese occorrono anni. E a livello internazionale va molto peggio: per istituzioni multinazionali come la UE o la NATO e’ estremamente difficile prendere decisioni o realizzare grandi cambiamenti in tempi rapidi. Non sorprende che la gente abbia paura dei mutamenti che la tecnologia innesca e contemporaneamente tema, con buone ragioni, che i suoi leader politici non siano all’altezza di affrontarli.
Info:
https://immoderati.it/riflessioni-sul-tramonto-della-democrazia/
https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/tramonto_democrazia.html
https://lavocedinewyork.com/arts/libri/2021/11/13/anne-applebaum-e-quellestremismo-che-distrugge-lamicizia-e-la-democrazia/
https://www.linkiesta.it/2020/07/brexit-trump-democrazia-applebaum/