Guardando al passato, secondo la Commissione gli allargamenti del 2004, del 2007 e del 2013 sono stati un successo che e’ andato a vantaggio di tutti.
Non solo perche’ hanno permesso di rilevare – in controluce – quali sarebbero stati i costi di una mancata integrazione: maggiore instabilita’ in Europa, spinta al nazionalismo e ricostruzione delle sfere di influenza. Ma soprattutto per il maggiore benessere che hanno prodotto in tutto il vecchio continente. Quei processi hanno aggiunto oltre 100 milioni di cittadini alla UE, generando benefici per il mercato unico (prezzi piu’ bassi, maggiore scelta sui prodotti, lavori di qualita’ e standard piu’ elevati a protezione dei consumatori) e facendo aumentare in modo significativo il reddito dell’Unione.
Il Big Bang, in particolare, avrebbe prodotto vantaggi evidenti. In 20 anni – dal 2004 a oggi – l’economia europea e’ cresciuta del 27%. I dieci Paesi diventati Stati membri hanno visto i salari reali raddoppiare, la poverta’ ridursi significativamente, l’occupazione aumentare e il Pil crescere: le economie di Polonia e Malta sono piu’ che raddoppiate. Quella slovacca e’ cresciuta dell’80%. Il Pil pro capite dei nuovi Stati membri e’ passato dal 59% della media UE nel 2004 all’81% nel 2022. Anche i vecchi Stati membri hanno tratto giovamento dal Big Bang: le esportazioni spagnole verso l’Europa centro-orientale sono raddoppiate, quelle italiane sono cresciute del 77%.
Info:
https://diplosor.wordpress.com/tag/luca-gori/
https://www.giornalediplomatico.it/libro-amb-luca-gori-e-nicola-pontara-su-allargamento-unione-europea.htm
https://www.linkiesta.it/2026/02/direzione-pd-intervento-gori-difesa-europa/
https://www.ilriformista.it/gori-non-esclude-il-bazooka-europa-non-ti-disunire-sconfortante-latteggiamento-a-sinistra-sulliran-cosi-come-la-poca-passione-nel-sostenere-la-resistenza-ucraina-497148/
