Capitalismo/Harvey

Marx e la follia del capitale – David Harvey – Feltrinelli (2018)

Quel che mi piace in questo modello e’ che raffigura l’H2O che passa per forme e stati diversi a velocita’ diverse prima di tornare negli oceani e iniziare di nuovo tutto il ciclo: cio’ e’ molto simile a come si muove il capitale. Inizia sotto forma di denaro prima di assumere la forma di merce, passando attraverso i sistemi di produzione ed emergendone come nuove merci da vendere (monetizzare) sul mercato e distribuire in forme diverse ai diversi pretendenti (nelle forme di salari, interessi, rendite, tasse, profitti) prima di tornare nuovamente al ruolo di denaro.
Esiste pero’ una differenza molto significativa fra il ciclo dell’acqua e la circolazione del capitale: la forza che alimenta il primo e’ l’energia fornita dal Sole, e questa e’ abbastanza costante (per quanto oscilli un po) […]
Il volume totale di acqua equivalente che circola rimane sostanzialmente costante o muta lentamente (misurato in tempi storici anziche’ geologici) con la fusione delle calotte glaciali e l’esaurimento delle falde sotterranee a causa dello sfruttamento umano.
Nel caso del capitale, le fonti di energia, come vedremo, sono piu’ varie e il volume del capitale in movimento si espande costantemente a un tasso composto, in conseguenza di un requisito della crescita.
Il ciclo dell’acqua e’ piu’ vicino a un vero cerchio (anche se ci sono segnali di accelerazione dovuta al riscaldamento globale), mentre la circolazione del capitale, per motivi che spiegheremo presto, e’ una spirale in costante espansione […]
La loro contraddizione puo’ essersi acuita nel tempo.
Se gli investitori cercano guadagni speculativi in mercati che determinano il prezzo per beni che non hanno valore (per esempio oggetti d’arte o future su valute e carbonio) anziche’ investire nella creazione di valore e plusvalore, questo indica un canale attraverso il quale il valore puo’ defluire dalla circolazione generale del capitale per circolare come denaro in mercati fittizi in cui non si ha produzione diretta di valore (in quanto opposta all’appropriazione).
Quando i segnali di prezzo tradiscono i valori che dovrebbero rappresentare, gli investitori finiscono inevitabilmente per prendere decisioni sbagliate. Se il saggio monetario di profitto e’ piu’ elevato nei mercati immobiliari o in altre forme di speculazione, un capitalista razionale collochera’ li’ il proprio denaro, e non nella sfera dell’attivita’ produttiva.

Info:
http://www.comunismoecomunita.org/?p=5757
https://www.circolorossellimilano.org/MaterialePDF/tradotto_il_libro_di_david_harvey_su_marx_e_la_follia_del_capitale.pdf

https://www.avantionline.it/david-harvey-la-follia-della-ragione-economica-del-capitale-secondo-marx/

Capitalismo/Harvey

David Harvey – L’enigma del capitale e il prezzo della sua sopravvivenza – David Harvey – Feltrinelli (2011)

Il socialismo mira a gestire e a regolare democraticamente il capitalismo in modo da placarne gli eccessi e ridistribuirne i benefici per il bene comune; il suo obiettivo e’ distribuire la ricchezza per mezzo di un’imposizione fiscale progressiva, mentre le necessita’ di base – come l’istruzione, la sanita’ e persino l’abitazione – vengono soddisfatte dallo Stato al di fuori del sistema di mercato.
Molte delle conquiste fondamentali del socialismo distributivo nel periodo successivo al 1945, in Europa e non solo, sono diventate cosi’ profondamente radicate nella societa’ da essere immuni dall’assalto neoliberista.
Persino negli Stati Uniti, la previdenza sociale e Medicare sono programmi estremamente popolari, che le forze di destra trovano quasi impossibile scalzare.
I seguaci della Thatcher, in Gran Bretagna, non sono riusciti a intaccare il servizio sanitario nazionale se non in misura marginale.
Nei paesi scandinavi e nella maggior parte dell’Europa occidentale le prestazioni sociali sembrano un fondamento incrollabile dell’ordine sociale.
In un sistema socialista la produzione di eccedenza viene gestita attraverso l’intervento attivo nel mercato o la nazionalizzazione dei cosiddetti “vertici” dell’economia (energia, trasporti, acciaio, persino automobili).
La geografia del flusso di capitale viene controllata dall’intervento pubblico, anche laddove gli scambi internazionali prosperano tranquillamente attraverso gli accordi commerciali.
I diritti dei lavoratori, nel posto di lavoro come nel mercato, vengono rinforzati.
Questi ultimi elementi di socialismo sono stati smantellati un po’ ovunque a partire dagli anni ottanta; in effetti, la rivoluzione neoliberista e’ riuscita a privatizzare la produzione dell’eccedenza, liberando i produttori capitalisti da molti vincoli (anche quelli geografici) e indebolendo nel processo il carattere redistributivo in senso progressivo delle funzioni statali.
Si e’ prodotto cosi’ un rapido aumento della disuguaglianza sociale.

Info:
https://www.ibs.it/enigma-del-capitale-prezzo-della-libro-david-harvey/e/9788807104701
https://ilcristo.it/index.php/antropologia/economia/32-harvey-lenigma-del-capitale
http://www.spazioterzomondo.com/2012/05/recensione-david-harvey-l%E2%80%99enigma-del-capitale-e-il-prezzo-della-sua-sopravvivenza-feltrinelli/

Economia di mercato/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

Pensate a una cosa come Internet, la cui storia e’ molto interessante.
Quello che era nato in ambito militare si e’ trasformato in un sistema creativo artistico e paritetico che favoriva ogni tipo di innovazione, alimentato da individui creativi spesso in partnership o in conversazione l’uno con l’altro.
A quel tempo, Internet sembrava potesse essere il veicolo per un vero avanzamento sociale, per la comunicazione sociale, la produzione sociale, in qualche caso addirittura per la rivoluzione sociale.
Nel giro di pochi anni, pero’, quel processo e’ stato monopolizzato e sempre piu’ gestito come un modello di business. Il modello di business capitalista ha preso il sopravvento e cosi’ ci siamo ritrovati i vari Facebook, Google, Amazon, che sostanzialmente monopolizzano tutti gli aspetti qualitativi della vita quotidiana e inducono ogni tipo e forma di consumismo, che mi sembra del tutto privo di anima.

Economia di mercato/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

I capitalisti sono destinati a incontrare difficolta’ nel mercato perche’ pagano sempre meno i lavoratori, e il mercato si riduce sempre piu’.
Questa e’ una delle contraddizioni centrali dell’era neoliberista, cioe’: “Da dove arrivera’ il tuo mercato?”
Le risposte possono essere varie.
Una si basa sull’espansione geografica: l’ingresso di Cina, Russia e dei paesi dell’ex Impero sovietico dell’Europa orientale nel sistema capitalistico globale ha aperto nuovi enormi mercati e grandi possibilita’.
Esistono molti altri modi di formulare una risposta al problema, ma la piu’ importante e’ stata dare alle persone carte di credito.
Lasciamo che si indebitino. Spingiamole a indebitarsi.
Creiamo livelli sempre piu’ alti di debito.
In altre parole, se i lavoratori non hanno abbastanza denaro per acquistare una casa, si presta loro il denaro per comprarla.

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste
https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
https://www.doppiozero.com/materiali/david-harvey-laccumulazione-come-spoliazione

 

Geoeconomia/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

L’ascesa di Bolsonaro e’ un’espressione politica della crisi del capitalismo e dello stato neoliberista; una crisi in cui il sistema non e’ in grado di continuare ad andare avanti nello stesso modo del passato.
La crisi, […] e’ “caratterizzata dalla messa in questione dell’essenza del modo capitalistico di produzione, ora egemonizzato dal capitale finanziario e dalle grandi imprese internazionali” che controllano la produzione globale […]
Il capitale, in altre parole, non puo’ garantire l’accumulazione illimitata di ricchezza e al contempo soddisfare i bisogni della maggioranza impoverita; non ha alcun programma per il popolo o per il paese.
Il governo Bolsonaro rappresenta un’alleanza precaria tra i finanzieri della Scuola di Chicago, i fondamentalisti cristiano-evangelici e i settori piu’ conservatori dell’esercito. Questi promuovono soluzioni cosiddette “di libero mercato” ai problemi, con il pesante appoggio della repressione di stato e della criminalizzazione delle proteste.

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste
https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
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Stato/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

Con lo spostamento del potere verso le grandi aziende e una mobilita’ geografica sempre piu’ agevole, le piccole differenze geografiche sono diventate ancora piu’ importanti di prima nella corsa a massimizzare i profitti.
Le grandi aziende cercano i vantaggi derivanti dall’avere sede in un luogo invece che in un altro; persino un piccolo vantaggio fiscale tra un posto e l’altro puo’ diventare decisivo.
Questo significa che i governi locali o addirittura intere nazioni (l’Irlanda e’ molto brava in questo) hanno disposto facilitazioni fiscali per offrire i massimi vantaggi possibili alle aziende private.
Ne nasce un’accesa concorrenza fra citta’ e regioni e a livello internazionale fra gli stati che cercano di attrarre investimenti dall’estero. E’ uno dei grandi obiettivi del potere statale in questo momento.
Il risultato: il potere dello stato diventa subordinato al capitale privato. Cosi’, se il controllo non e’ nelle mani degli obbligazionisti, e’ in quelle delle grandi aziende monopolistiche.
Non era cosi’, negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, negli stati capitalisti avanzati perche’ lo stato, in quel momento, era molto piu’ socialdemocratico e molto piu’ potente rispetto al capitale. Parte della missione dello stato era garantire il benessere alla massa della sua popolazione.

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste
https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
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Stato/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

Il progetto neoliberista non avrebbe potuto sopravvivere senza uno stato forte.
Dal punto di vista ideologico questo e’ abbastanza complicato, perche’ la retorica del neoliberismo proclama: “Buttiamo fuori lo stato. Liberiamoci dello stato. Lo stato e’ un problema, percio’ dobbiamo liberarci degli interventi statali”.
Una frase famosa di Ronald Reagan e’ proprio: “Il governo non e’ la soluzione… Il governo e’ il problema”.
Lo stato pero’ non e’ scomparso.
La sua funzione e’ cambiata: dal sostenere le persone creando strutture di welfare, come assistenza sanitaria, istruzione e un’ampia gamma di servizi sociali, e’ passato a sostenere il capitale. Lo stato e’ diventato un agente attivo nel sostenere, o addirittura nel sovvenzionare, il capitale.
Dagli anni ottanta in poi abbiamo visto lo stato impegnarsi in operazioni di ogni tipo a sostegno del capitale […] Lo stato non sostiene piu’ i suoi cittadini ma sostiene le grandi imprese con tutti i mezzi possibili: facilitazioni fiscali, sussidi diretti, infrastrutture, deroghe ai vincoli di legge. Perche’ questo possa accadere e’ necessario uno stato forte.

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste
https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
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Green New Deal/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

Penso che dobbiamo affrontare il problema del consumismo in una prospettiva totalmente diversa.
La sindrome della crescita illimitata e composta del consumismo contemporaneo, parallela all’accumulazione illimitata del capitale, richiede una valutazione e una risposta critiche.
Dobbiamo, per esempio, pensare in modo piu’ creativo a diminuire e controllare la massa delle risorse che stiamo estraendo dalle viscere della Terra per alimentare il consumismo compensatorio contemporaneo, che e’ cosi’ determinante per l’accumulazione illimitata del capitale.
Questo e’ uno dei grandi compiti sociali e politici che abbiamo davanti.
Come molti sottolineano oggi nel caso del clima, e’ facile rendersi conto che le cose, quando raggiungono una certa massa, diventano difficili, se non impossibili da controllare.
Il vero punto importante pero’ poi e’ che pensare in termini di controllo del tasso di emissioni di carbonio diventa sempre meno rilevante, perche’ la massa e’ gia’ abbastanza grande da produrre danni straordinari.

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste
https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
https://www.doppiozero.com/materiali/david-harvey-laccumulazione-come-spoliazione

Societa’/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

Non voglio dire che una mossa di questo tipo sia inevitabile, ma dico che esistono segni premonitori che il progetto neoliberista sia in pericolo e stia perdendo legittimazione, e che quelli che perseguono il progetto neoliberista, all’interno della comunita’ degli affari, stiano cercando meccanismi di supporto popolare.
L’oligarchia globale al governo e’ estremamente concentrata e molto piccola. Dall’ultimo rapporto di Oxfam sulla distribuzione della ricchezza, per esempio, risulta che otto persone controllano una ricchezza pari a quella del 50 per cento piu’ povero della popolazione mondiale. Vent’anni fa, quel livello di ricchezza e di potere era appannaggio di 340 individui.
In un certo senso, il progetto neoliberista ha avuto fin troppo successo nel perseguire il suo obiettivo di una crescente concentrazione della ricchezza e del potere nella classe capitalista.
Come questa concentrazione della ricchezza venga giustificata e legittimata e come verra’ conservata sono le grandi domande con cui dobbiamo confrontarci.
Abbiamo intenzione di tollerare questa presunta alleanza fra economia neoliberista e forme politiche neofasciste?
Alleanze del genere stanno gia’ iniziando a emergere in tutto il mondo, in modi preoccupanti. Il fenomeno Bolsonaro in Brasile e’ reale. Vediamo Duterte nelle Filippine, Erdogan in Turchia, Orban in Ungheria e Modi in India. Consideriamo tutte queste persone e vediamo una situazione palesemente pericolosa.

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste
https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
https://www.doppiozero.com/materiali/david-harvey-laccumulazione-come-spoliazione

Lavoro/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

Nell’epoca precapitalista, diciamo nel Quindicesimo, Sedicesimo secolo, il lavoratore in generale aveva il controllo dei mezzi di produzione (i suoi utensili) e diventava esperto nel loro uso.
Il lavoratore esperto diventava un monopolista di un certo tipo di conoscenza e di un certo tipo di comprensione, che, nota Marx, erano sempre considerati un’arte.
Quando pero’ si arriva al sistema di fabbrica e, ancora di piu’, quando si arriva al mondo contemporaneo, le cose non vanno piu’ cosi’. Le competenze tradizionali dei lavoratori sono rese superflue, perche’ tecnologia e scienza prendono il predominio e tecnologia, scienza e nuove forme di conoscenza sono incorporate nella macchina.
L’arte scompare […] le nuove tecnologie e la nuova conoscenza vengono incorporate nella macchina; non sono piu’ nel cervello del lavoratore, che viene messo da parte e diventa un’appendice della macchina, la sua semplice balia.
Tutta l’intelligenza e tutta la conoscenza, che un tempo appartenevano ai lavoratori e davano loro un certo potere monopolistico nei confronti del capitale, scompaiono. Il capitalista, che prima aveva bisogno delle competenze del lavoratore, e’ affrancato da quel vincolo e la competenza ora e’ incorporata nella macchina. La conoscenza prodotta da scienza e tecnologia fluisce nella macchina e la macchina diventa “l’anima” del dinamismo capitalista […]
Il dinamismo di una societa’ capitalista, quindi, viene a dipendere in modo determinante dalle innovazioni perpetue alimentate dalla mobilitazione di scienza e tecnologia attraverso il business delle innovazioni perpetue.

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste
https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
https://www.doppiozero.com/materiali/david-harvey-laccumulazione-come-spoliazione