Stato/Franzini

Disuguaglianze. Quante sono, come combatterle – Maurizio Franzini, Mario Pianta – Laterza (2016)


Per distribuire in modo piu’ equilibrato tra pubblico e privato i guadagni permessi dall’innovazione tecnologica e’ stato proposto di assegnare una quota maggiore di tali vantaggi agli organismi pubblici che hanno favorito la nascita delle nuove tecnologie e ai lavoratori coinvolti.
Gli strumenti utilizzabili includono l’attribuzione a soggetti pubblici di azioni delle imprese ad alta tecnologia che beneficiano della ricerca pubblica; la creazione e l’espansione di banche di investimento pubbliche che potrebbero finanziare progetti rischiosi e ottenere profitti nel caso in cui l’iniziativa abbia successo; la revisione delle norme che regolano la proprieta’ intellettuale anche allo scopo di riconoscere il ruolo svolto dal pubblico nella creazione della conoscenza attraverso il finanziamento della spesa per ricerca e sviluppo.
L’afflusso di maggiori risorse a soggetti pubblici potrebbe da un lato limitare la tendenza dei redditi piu’ alti a crescere ancora e, dall’altro, fornire nuove risorse da destinare alla ricerca di base attualmente sottofinanziata e all’istruzione pubblica, cioe’ a due attivita’ essenziali per sostenere il processo di innovazione.

Info:
https://www.circolidossetti.it/le-radici-economiche-della-disuguaglianza-maurizio-franzini/
https://eticaeconomia.it/autore/maurizio-franzini/
https://www.ilperiodista.it/post/disuguaglianze-cause-e-soluzioni-intervista-a-maurizio-franzini
https://sbilanciamoci.info/disuguaglianze-unanteprima-dal-libro-di-m-pianta-e-m-franzini/

Lavoro/Benanav

Automazione. Disuguaglianze, occupazione, povertà e la fine del lavoro come lo conosciamo – Aaron Benanav – Luiss (2022 )


Denaro gratuito” (UBI/Rbi) Il dibattito sull’automazione si regge su quattro principi fondamentali.
Il primo sostiene che i lavoratori sono gia’ stati soppiantati da macchine sempre piu’ progredite, dando luogo cosi’ a una crescita sempre piu’ considerevole di “disoccupazione tecnologica”.
Secondo, questa sostituzione e’ un segnale indiscusso del fatto che siamo vicini a raggiungere una societa’ in buona parte automatizzata, nella quale quasi tutto il lavoro sara’ eseguito da macchine semoventi e da computer intelligenti.
Terzo, anche se l’automazione dovesse comportare la liberazione collettiva del genere umano dalla fatica fisica del lavoro, viviamo in una societa’ nella quale la maggior parte delle persone deve lavorare per vivere, il che significa che il sogno potrebbe benissimo trasformarsi in un incubo.
Quarto, di conseguenza l’unico modo per scongiurare la catastrofe di una disoccupazione di massa – come quella in corso negli Stati Uniti nel 2020, sebbene per motivi assai diversi – e’ istituire il reddito universale incondizionato (Ubi, Universal basic income), spezzando una volta per tutte il rapporto diretto tra entita’ dei redditi percepiti dalle persone e quantita’ di lavoro che svolgono.

Info:
https://effimera.org/capitalismo-in-declino-lautomazione-in-uneconomia-stagnante-di-alexis-moraitis-e-jack-copley/
https://www.malacoda.it/n-3-2023/il-futuro-del-lavoro-di-fronte-alla-robotica-serviranno-i-migranti/

https://newleftreview.org/issues/ii120/articles/aaron-benanav-automation-and-the-future-of-work-2
https://futura.news/lautomazione-mette-a-rischio-il-mercato-del-lavoro/

Economia di mercato/Guerrieri

Partita a tre. Dove va l’economia del mondo – Paolo Guerrieri – il Mulino (2021)


Ci si chiede da tempo quali possano essere i fattori alla base del pronunciato aumento delle disuguaglianze e divergenze economico-sociali dei paesi avanzati.
Le risposte hanno evidenziato una molteplicita’ di cause. In primo piano figurano le grandi trasformazioni economiche e produttive […].
A partire dal consolidarsi del processo di globalizzazione e della delocalizzazione dei processi produttivi nell’area emergente, che hanno finito per distruggere posti di lavoro e penalizzare i lavoratori meno qualificati negli Stati Uniti e in Europa […]
Un altro contributo all’aumento delle disuguaglianze, altrettanto significativo, e secondo molti addirittura superiore, e’ venuto dalla diffusione delle nuove tecnologie (in particolare quelle legate alle tecnologie digitali) e dai fenomeni di automazione e riorganizzazione delle imprese che ne sono conseguiti […]
Tra le altre cause, va citata, inoltre, la travolgente finanziarizzazione dell’economia avvenuta in questi ultimi decenni. La finanza, nel generare mercati sempre piu’ aperti e interdipendenti a livello mondiale, caratterizzati da forte mobilita’ dei capitali, ha favorito in molti paesi una maggiore concentrazione del reddito e della ricchezza, accentuando ulteriormente le disuguaglianze e marginalizzando fasce crescenti di lavoratori e cittadini.

Info:
https://www.letture.org/partita-a-tre-dove-va-l-economia-del-mondo-paolo-guerrieri
https://archivio.blitzquotidiano.it/libri/italia-che-fine-fara-paolo-guerrieri-scruta-il-futuro-partita-a-tre-dove-va-leconomia-del-mondo-3407568/

 

Geoeconomia/Krastev

La rivolta antiliberale. Come l’Occidente sta perdendo la battaglia per la democrazia – Ivan Krastev, Stephen Holmes – Mondadori (2020)


I cinesi sono imitatori implacabili e consumati dell’Occidente per quanto riguarda la tecnologia, la moda, l’architettura e via dicendo, ma hanno espressamente respinto l’idea di imitare la liberaldemocrazia occidentale prediletta dagli ingenui manifestanti di piazza Tienanmen.
Prendono in prestito con esuberanza, ma rifiutano di convertirsi.
A differenza di Mosca, non hanno avvertito la necessita’ di simulare la democrazia occidentale o di svelare l’ipocrisia americana rispecchiando la spudorata violazione delle norme internazionali da parte degli Stati Uniti. Prendendo in prestito o rubando la tecnologia si diventa comunque piu’ ricchi, mentre imitando i valori morali si mette a rischio la propria identita’, e simulare la democrazia o smascherare l’ipocrisia sembra del tutto inutile.
Dopo il 1989, al contrario degli aspiranti convertiti alla democrazia liberale dell’Europa centrale, i cinesi hanno sviluppato la propria societa’ senza mettere a rischio la propria identita’ culturale e quindi senza mai sentirsi degli impostori e simulatori culturali […]
Le maniere forti usate dalla Cina suscitano risentimento, ma questo non viene esacerbato dall’ulteriore irritazione per lezioni moralistiche in stile americano.
I rappresentanti della Cina all’estero non sono interessati a vendere il modello cinese di organizzazione politica ed economica interna. I prestiti cinesi, pertanto, non prevedono alcun vincolo ideologico. E, inutile dirlo, i funzionari e le ONG cinesi non associano mai ai progetti di sviluppo lezioni in materia di diritti umani, elezioni libere ed eque, trasparenza, stato di diritto e mali della corruzione. Tantomeno decantano le virtu’ del mercantilismo cinese, vanno in cerca di convertiti alla civilta’ cinese o idealizzano gli esecutivi a vita in stati monopartitici […]
A differenza dell’Occidente, la Cina espande la propria influenza globale senza mirare a trasformare le societa’ sulle quali cerca di esercitare il proprio controllo. Alla Cina non interessa la struttura degli altri governi e nemmeno quale fazione interna li controlli. L’unica cosa che le preme e’ la propensione di tali governi a adattarsi agli interessi cinesi e a riservare alla Cina un trattamento favorevole.

Info:
https://www.internazionale.it/notizie/andrea-pipino/2024/12/23/futuro-democrazia-krastev
https://alterthink.it/imperialismo-e-collettivismo-lhitlerizzazione-di-putin/

https://lavocedinewyork.com/arts/libri/2020/10/14/liberalismo-dellimitazione-giovani-migranti-e-identita-delleuropa-centrale/

Lavoro/Benanav

Automazione. Disuguaglianze, occupazione, povertà e la fine del lavoro come lo conosciamo – Aaron Benanav – Luiss (2022 )


Anche se non porra’ del tutto fine al lavoro, il cambiamento tecnologico porta a intervalli regolari una devastante distruzione di posti di lavoro in alcuni settori.
In qualche caso cio’ dipende dal fatto che le tecnologie consentono la piena automazione di un particolare processo lavorativo. Piu’ spesso, dipende dal fatto che le innovazioni tecnologiche consentono alle aziende di superare ostacoli presenti da tempo e di aumentare la produttivita’ della manodopera in specifici settori industriali.
Quello agricolo, per esempio, e’ stato uno dei primi settori a essere completamente rivoluzionato dai moderni metodi di produzione: nelle campagne inglesi del Quindicesimo e Sedicesimo secolo, nuove forme di allevamento di animali in fattorie recintate furono abbinate alla rotazione delle colture per aumentare le rese. Nonostante cio’, l’agricoltura rimase difficile da meccanizzare, a causa del terreno irregolare dei campi e dei cicli stagionali, e per secoli ha continuato a essere il principale bacino per l’occupazione.
Negli anni Quaranta, i progressi nei fertilizzanti sintetici, nell’ibridazione delle colture, nella meccanizzazione dei macchinari agricoli e nello sviluppo dei pesticidi hanno reso finalmente possibile mettere a punto forme industrializzate di produzione agricola e di allevamento animale, e cio’ ha determinato un cambiamento della logistica operativa.
La produttivita’ del lavoro decollo’ e le fattorie iniziarono a sembrare fabbriche a cielo aperto.
Tenuto conto dei limiti alla crescita della domanda di capacita’ produttiva agricola, il settore comincio’ a licenziare i lavoratori a un ritmo incredibile. Non più tardi della fine degli anni Cinquanta, l’agricoltura dava lavoro al 24 per cento della forza lavoro in Germania ovest, al 25 in Francia, al 42 in Giappone e al 47 in Italia; nel 2010, tutte le percentuali di questi Paesi non superavano il 5 per cento.

Info:
https://effimera.org/capitalismo-in-declino-lautomazione-in-uneconomia-stagnante-di-alexis-moraitis-e-jack-copley/
https://www.malacoda.it/n-3-2023/il-futuro-del-lavoro-di-fronte-alla-robotica-serviranno-i-migranti/

https://newleftreview.org/issues/ii120/articles/aaron-benanav-automation-and-the-future-of-work-2
https://futura.news/lautomazione-mette-a-rischio-il-mercato-del-lavoro/

Lavoro/Mattei

L’economia è politica – Clara E. Mattei – Fuoriscena (2023)

Parliamo qui, tecnicamente, del cosiddetto plusvalore relativo.
Il plusvalore relativo puo’ essere generato in modalita’ differenti. Il caso piu’ ovvio, e oggi sempre piu’ diffuso, prevede che i capitalisti taglino direttamente i salari, anche e paradossalmente al di sotto del livello di sussistenza. Basti pensare che in Italia, dove i salari sono in declino da decenni e il costo della vita e’ in aumento, intere famiglie di lavoratori sono ormai piombate nella poverta’ assoluta (1,9 milioni di famiglie nel 2021 secondo l’Istat, e i nuovi dati si preannunciano in crescita), e vi e’ addirittura un’opposizione feroce a introdurre un salario minimo di 9 euro all’ora […]
La dinamicita’ del sistema economico e’ stata assicurata principalmente dall’innovazione tecnologica, volta ad aumentare la produttivita’ del lavoro e dunque ad alimentare la crescita del plusvalore relativo. Aumentare la produttivita’ del lavoro significa che, nello stesso lasso di tempo, ciascun lavoratore produce piu’ valore […]
L’aumento della produttivita’ produce un aumento dell’intensita’, che costituisce la terza strategia per aumentare il plusvalore relativo. Aumento di pro- duttivita’ e aumento di intensita’ sono concettualmente distinguibili ma storicamente quasi inscindibili.
Con aumento della produttivita’ s’intende che il lavoratore produce di piu’, non perche’ sta spendendo piu’ energia muscolare ma perche’ sta lavorando con macchine migliori; con aumento dell’intensita’ invece s’intende che con gli stessi strumenti si lavora piu’ velocemente.
Con il passare degli anni, le aziende hanno investito capitali enormi per affinare le tecniche di supervisione e di monitoraggio dei lavoratori assicurando cosi’ un’alta intensita’ di lavoro. Oggi il colosso di Amazon rappresenta un’avanguardia potentissima sotto questo aspetto […]
Le preoccupazioni per la salute e la sicurezza dei lavoratori non fanno parte della logica dell’accu- mulazione di capitale.

Info:
https://www.pde.it/un-libro-al-giorno/leconomia-e-politica-clara-mattei-fuoriscena/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/15/davvero-le-scelte-economiche-sono-neutrali-e-inevitabili-no-e-un-luogo-comune-il-libro-di-clara-mattei-spiega-che-in-realta-e-tutta-politica/7354313/
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/11/13/leconomia-e-politica-parole-antiche-per-conflitti-del-futuro/7351420
https://www.sinistrainrete.info/politica-economica/28826-francesco-tucci-ripoliticizzare-l-economia.html

Lavoro/Aloisi

Il tuo capo e’ un algoritmo. Contro il lavoro disumano – Antonio Aloisi, Valerio De Stefano – Laterza (2020)

La tecnologia ha un ruolo tutt’altro che neutrale poiche’ puo’ determinare un logoramento lento, profondo e pressoche’ invisibile a danno dei salari.
Puo’ succedere che, proprio agendo come forza che immiserisce il contenuto delle attivita’ umane (accrescendo le potenzialita’ invasive dei sistemi di sorveglianza, parcellizzando le mansioni per favorirne l’esternalizzazione, adottando selvaggiamente processi decisionali automatizzati), lo sviluppo digitale finisca per accelerare il processo di sostituzione robotica di ruoli e mansioni e, alla lunga, segni l’estinzione definitiva di un particolare tipo di lavoro: quello di qualita’.
Il guaio, tra l’altro, e’ che la trasformazione assunta a piccole dosi sembra avere effetti paralizzanti sulle risposte dei governi e delle parti sociali nei confronti di ultimi, penultimi e vulnerabili.
Precarizzazione, ribasso e automazione rischiano cosi’ di diventare le tappe forzate di un viaggio lento al termine del lavoro dignitoso.
Contemporaneamente, l’impoverimento contrattuale, il caos normativo e la debolezza dei meccanismi di controllo stanno spianando la strada alla non convenienza del lavoro sicuro, dignitoso e distintivo, e quindi alla sua potenziale sostituzione con infinite opzioni low cost.

Info:
https://www.laterza.it/images/stories/pdf/9788858141298_ALOISI%202.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/ALOISI-8.pdf

https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/ALOISI-10.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/ALOISI-10.pdf
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-tuo-capo-e-un-algoritmo-di-antonio-aloisi-e-valerio-de-stefano/

Green New Deal/Mason

Paul Mason – Postcapitalismo – Paul Mason – il Saggiatore (2016)

Gli obiettivi primari di un progetto postcapitalista dovrebbero essere:
1. Ridurre rapidamente le emissioni di anidride carbonica per limitare l’aumento della temperatura a 2 gradi centigradi entro il 2050, prevenire una crisi energetica e mitigare il caos prodotto dagli eventi climatici.
2. Stabilizzare il sistema finanziario entro il 2050 socializzandolo, per evitare il rischio che l’invecchiamento della popolazione, i cambiamenti climatici e l’accumulo di debito si combinino fra loro fino a innescare un nuovo ciclo di espansione-contrazione e a distruggere l’economia mondiale.
3. Offrire livelli elevati di prosperita’ materiale e benessere alla maggioranza delle persone, puntando soprattutto su tecnologie ad alto contenuto informativo per risolvere gravi problemi sociali come malattie, dipendenza dal welfare, sfruttamento sessuale e scarsa istruzione.
4. Utilizzare la tecnologia per ridurre il lavoro necessario e promuovere una rapida transizione verso un’economia automatizzata. Alla fine, il lavoro diventera’ volontario, i prodotti e i servizi pubblici di base saranno gratuiti e la gestione economica diventera’ soprattutto una questione di energia e risorse, anziche’ di capitale e lavoro.
Se fosse un gioco, queste sarebbero le «condizioni di vittoria». Forse non riusciremo a soddisfarle tutte ma, come sanno tutti i giocatori, si puo’ ottenere molto anche senza riportare una vittoria totale.

Info:
https://www.eunews.it/2017/05/13/il-postcapitalismo-secondo-paul-mason/
https://www.idiavoli.com/it/article/il-capitalismo-e-morto-anzi-no
https://www.pandorarivista.it/pandora-piu/postcapitalismo-di-paul-mason/
https://ilmanifesto.it/paul-mason-nelle-spire-del-postcapitalismo
https://tempofertile.blogspot.com/2016/07/paul-mason-postcapitalismo-una-guida-al.html

Stato/Magatti

Chiara Giaccardi; Mauro, Magatti – Supersocieta’ – il Mulino (2022)

Nei mesi dell’emergenza, lo Stato ha svolto un ruolo indispensabile per contrastare la diffusione del virus.
Chiusura dei confini, quarantene e limitazione della mobilita’, riorganizzazione del sistema sanitario; tracciamento del contagio; sostegno economico alle imprese, coprifuoco, interventi a sostegno delle filiere produttive, indebitamento pubblico e molto altro.
E, poi a partire dal 2021, la massiccia campagna vaccinale.
Dopo decenni in cui non si e’ parlato d’altro che di liberalizzazioni, lo Stato si e’ cosi’ preso una clamorosa rivincita dimostrando che, in un mondo come quello in cui viviamo, e’ difficile affrontare la complessita’ e operare efficacemente senza il suo contributo.
Nessuno oggi puo’ realisticamente pensare di poter fare a meno della politica e della pubblica amministrazione per governare l’intreccio dei rapporti tra i diversi sistemi di interesse incapsulati dentro le comunita’ politiche, eppure interconnessi nell’interdipendenza planetaria. Al tempo stesso, il Covid ha confermato il fatto che il mondo contemporaneo non puo’ fare a meno del sistema tecnoscientifico.
Nei mesi del lockdown, abbiamo continuato a lavorare grazie ai computer, a consumare grazie alla logistica e all’e-commerce, a curare grazie agli ospedali e all’industria sanitaria. Ma soprattutto, la soluzione alla pandemia e’ venuta dalla tecnoscienza, che ha trovato un antidoto efficace al virus. In gran parte della popolazione, la fiducia nella ricerca e nell’innovazione e’ cresciuta.

Info:
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/siamo-entrati-nella-supersociet-diventeremo-stupidi-o-pi-liberi
https://www.bioeticanews.it/il-libro-supersocieta-di-c-giaccardi-e-m-magatti/
https://www.pandorarivista.it/pandora-piu/liberta-nella-supersocieta/
https://www.c3dem.it/supersocieta-un-libro-di-magatti-e-giaccardi/
https://www.recensionedilibri.it/2022/06/16/giaccardi-magatti-supersocieta-ha-ancora-senso-scommettere-sulla-liberta/
https://ildomaniditalia.eu/la-super-societa-e-la-scommessa-sulla-liberta-in-un-saggio-di-chiara-giaccardi-e-mauro-magatti-recensione-sullosservatore-romano/

Societa’/Magatti

Chiara Giaccardi; Mauro Magatti – Supersocieta’ – il Mulino (2022)

Nei mesi dell’emergenza, lo Stato ha svolto un ruolo indispensabile per contrastare la diffusione del virus.
Chiusura dei confini, quarantene e limitazione della mobilita’, riorganizzazione del sistema sanitario; tracciamento del contagio; sostegno economico alle imprese, coprifuoco, interventi a sostegno delle filiere produttive, indebitamento pubblico e molto altro. E, poi a partire dal 2021, la massiccia campagna vaccinale.
Dopo decenni in cui non si e’ parlato d’altro che di liberalizzazioni, lo Stato si e’ cosi’ preso una clamorosa rivincita dimostrando che, in un mondo come quello in cui viviamo, e’ difficile affrontare la complessita’ e operare efficacemente senza il suo contributo.
Nessuno oggi puo’ realisticamente pensare di poter fare a meno della politica e della pubblica amministrazione per governare l’intreccio dei rapporti tra i diversi sistemi di interesse incapsulati dentro le comunita’ politiche, eppure interconnessi nell’interdipendenza planetaria.
Al tempo stesso, il Covid ha confermato il fatto che il mondo contemporaneo non puo’ fare a meno del sistema tecnoscientifico.
Nei mesi del lockdown, abbiamo continuato a lavorare grazie ai computer, a consumare grazie alla logistica e all’e-commerce, a curare grazie agli ospedali e all’industria sanitaria. Ma soprattutto, la soluzione alla pandemia e’ venuta dalla tecnoscienza, che ha trovato un antidoto efficace al virus.
In gran parte della popolazione, la fiducia nella ricerca e nell’innovazione e’ cresciuta.

Info:
https://ildomaniditalia.eu/la-super-societa-e-la-scommessa-sulla-liberta-in-un-saggio-di-chiara-giaccardi-e-mauro-magatti-recensione-sullosservatore-romano/
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/siamo-entrati-nella-supersociet-diventeremo-stupidi-o-pi-liberi