Green New Deal/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Non c’e’ dubbio che il triplice aumento degli individui sul pianeta, ma anche l’aumento delle istituzioni come gli Stati, le organizzazioni mondiali, internazionali e regionali, private e pubbliche, nazionali e multinazionali, le culture e molto altro hanno rappresentato una vera e propria inflazione di complessita’ varietale.
Quanto alle interrelazioni, non vi e’ altrettanto dubbio che l’evoluzione dei moderni mezzi di trasporto e telecomunicazioni, affari e interessi comuni, tecnologie e migrazioni, turismo d’affari o di tempo libero, scambi commerciali e finanziari abbia segnato una pari inflazione di complessita’ delle interrelazioni in tempi recenti, e anche ben prima della fatidica “globalizzazione”.
Altresi’ e’ aumentato volume e intreccio tra i vari sistemi naturali e umani nel comune strato dell’essere planetario.
Questo esteso ed intenso mondo umano ha cominciato da tempo a premere sull’equilibrio stesso del suo contenitore, il contesto, in termini di risorse, manipolazioni ambientali, clima, e oggi cominciamo a ricevere i feedback di questa pressione impetuosa e disordinata sotto forma di disordine climatico e ambientale, diminuzione della biodiversita’, nonche’ varie sregolazioni del complesso naturale tra cui epidemie che facilmente si trasformano in pandemie e molto altro di un processo di cui siamo solo all’inizio.
Altresi’ va complicandosi la convivenza tra sfere di civilta’ e singoli Paesi, soprattutto le potenze.
Infine, tutto questo, come piu’ volte sottolineato all’inizio, si e’ manifestato in un tratto di tempo storico davvero molto breve, un fenomeno dal grande volume, intensita’, effetti e controeffetti, sviluppatosi in appena sette decenni o anche meno. Un inedito storico.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Green New Deal/Brancaccio

Libercomunismo. Scienza dell’utopia – Emiliano Brancaccio – Feltrinelli (2026)


 A proposito di tendenze storiche: la crescita dell’inquinamento, il cambiamento climatico, la distruzione della biodiversita’ sono i tre fattori costitutivi di quella che le Nazioni Unite definiscono “tripla crisi planetaria”.
La rilevanza degli impatti e’ fuori discussione. La rivista “Lancet” ha stimato che le varie forme di inquinamento d’aria, acqua, suolo, ambientale e lavorativo causano nel complesso circa 9 milioni di morti ogni anno. E i costi dei danni provocati dal mutamento climatico equivalgono, annualmente, al prodotto interno lordo di un paese come l’Italia. Quanto alle forme di vita a rischio, allo stato attuale sono circa un milione, con effetti imprevedibili sulla riproducibilita’ dell’ecosistema globale. Infine, tra le previsioni del Panel intergovernativo dell’ONU sul cambiamento climatico, sono ritenuti possibili eventi futuri di portata “catastrofica”: come il “capovolgimento meridionale della circolazione atlantica”, che potrebbe sconvolgere le condizioni di abitabilita’ di ampie regioni dell’Europa e del mondo.
Quanto alle cause di queste tendenze, la ricerca scientifica e’ giunta a risultati univoci, pure riguardo al tema controverso della crisi climatica. Il Panel dell’ONU e gli altri rapporti ufficiali indicano che la parte preponderante del cambiamento climatico successivo alla rivoluzione industriale e’ stata causata “dall’attività umana”. Sarebbe piu’ appropriato dire: dalla forza dirompente del capitalismo.

Info:
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2026/03/Emiliano-Brancaccio-Libercomunismo–32ee2769-e26f-444c-ae82-62c0b1660ff9.html
https://ilmanifesto.it/come-mobilitare-lintelligenza-collettiva

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/02/libercomunismo-economia-di-piano-e-liberta-come-sconfiggere-il-capitale/8276470/
https://contropiano.org/news/cultura-news/2026/02/27/solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio-0192301
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32465-francesco-bugli-solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio.html

Green New Deal/Saito

Il capitale nell’Antropocene – Kohei Saito – Einaudi (2024)


In un sistema capitalista il cui obiettivo e’ l’accumulo di capitale e la crescita economica, il valore come merce e’ il piu’ importante. Infatti, la priorita’ del capitalismo e’ la creazione di valore, e il primo obiettivo del capitalismo e’ accrescerlo.
Estremizzando: basta che si venda, del resto nulla ci importa. Di conseguenza, il valore d’uso (l’utilita’) della merce, la sua qualita’ e l’impatto ambientale non interessano. Per di piu’, una volta venduta, la merce potrebbe benissimo essere gettata via li’ su due piedi.
Il problema e’ che l’aumento di produzione finalizzata solo all’incremento di valore, in un’ottica piu’ estesa, ha portato a numerose contraddizioni. Ad esempio, la riduzione dei costi grazie alla meccanizzazione ha stimolato la domanda e permesso di vendere grandi quantita’ di merci, in un processo che pero’ ha violentemente infierito sull’ambiente.
Inoltre, l’aumento di produzione porta alla nascita di un gran numero di articoli, ma, in un sistema capitalista che da’ priorita’ al solo valore come merce, la produzione si concentra soprattutto su cio’ che vende bene, al di la’ della sua effettiva utilita’ per la riproduzione sociale. Al contrario, cio’ che per la riproduzione sociale sarebbe veramente necessario viene trascurato […]
In un’epoca di crisi climatica, una produzione disinteressata al valore d’uso e concentrata solo su quanto da’ accesso a una posizione sociale, sui beni di lusso, la pubblicita’ e il branding diventa letale.
C’e’ molto da fare in termini di garanzia di accesso universale ai generi alimentari, all’acqua, all’energia, all’abitazione e ai mezzi di trasporto, di protezione dalle inondazioni e dall’innalzamento dei mari e nel preservare gli ecosistemi. Occorre pertanto dare priorita’ non al valore di scambio, ma a cio’ che ci e’ necessario per venire incontro alla crisi.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/marxismo/29907-city-strike-genova-saito-1-vs-saito-2-ecologismi-a-confronto.html
https://www.einaudi.it/approfondimenti/intervista-saito-kohei/

https://www.cdscultura.com/2024/02/il-capitale-nellantropocene/
https://businessweekly.it/recensioni-libri-business/il-capitale-nellantropocene-il-capitalismo-e-responsabile-della-crisi-climatica/

https://www.micromega.net/il-capitale-antropocene-marx
https://naufraghi.ch/dinosauro-non-e-marx-ma-il-capitalismo/
https://www.antropocene.org/index.php/321-saito
https://journals.openedition.org/anuac/484?lang=it

Green New Deal/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Gli impatti ambientali dei consumi dei ricchi non sono quelli dei poveri: una ricerca Oxfam-Stockholm Environment Institute del 2020 stimava che le emissioni di carbonio del solo 1 per cento piu’ ricco del pianeta sono piu’ del doppio del 50 per cento piu’ povero del mondo, una sproporzione clamorosa.
I consumi degli occidentali sono oggi a chilometri di distanza da dove si produce fattivamente, e gli occidentali non percepiscono gli effetti del loro stile di vita in diretta. Se si calcolasse, nelle statistiche di inquinamento atmosferico, non solo le emissioni proprie ma quelle incorporate nei prodotti e servizi creati altrove ma utilizzati qui, l’Europa vedrebbe un maggior carico del 40 per cento.
L’impronta ecologica, che e’ una metrica introdotta nei primi anni Novanta per render subito chiara la dimensione del problema del rapporto tra eccesso di consumo di tutti i fattori terrestri e il nostro modo di stare al mondo quanto a stile vita e consumo, dice che nel 2019, se tutta la popolazione terrestre avesse vissuto come gli abitanti dell’India, la Terra sarebbe bastata e avanzata. Ne sarebbero state necessarie 2,7, invece, se tutti avessero adottato lo stile di vita italiano, tre con quello tedesco. Ma se tutti vivessero come gli americani, ce ne vorrebbero cinque di Terre.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Green New Deal/Zielonka

Democrazia miope. Il tempo, lo spazio e la crisi della politica – Jan Zielonka – Laterza (2023)


 Nella governance del cambiamento climatico mancano meccanismi capaci di tenere insieme politica, istituzioni ed economia.
Queste sfere, o teatri, occupano spazi differenti, sono mosse da attori diversi, richiedono orizzonti temporali diversi e lavorano con logiche diverse.
Fino ad ora, le politiche che si sono svolte in ognuna di queste sfere hanno finito per indebolire, anziche’ sostenere, le altre. Nella sfera politica, il primo obiettivo e’ il potere, nella sfera economica il profitto; l’obiettivo istituzionale della sfera ambientale e’ la sopravvivenza.
Il teatro economico ha sia una dimensione regionale che una dimensione globale, mentre il teatro politico e’ limitato ai confini nazionali, all’interno dei quali si svolgono le elezioni. Il teatro istituzionale e’ controllato dagli Stati-nazione, influenzato dalle tendenze economiche globali e dipendente da come le decisioni vengono implementate a livello locale.
Ognuno di questi teatri ha una sua logica temporale. I mercati perseguono ricavi immediati, il ciclo elettorale dei politici dura solitamente quattro anni, le istituzioni che si occupano di cambiamento climatico devono ottenere un risultato misurato in decenni.
Non abbiamo un meccanismo capace di armonizzare queste diverse temporalit’ e di generare politiche che possano arrestare se non invertire il cambiamento climatico.

Info:
https://www.thewatcherpost.it/politica/democrazia-miope/
https://www.micromega.net/pangloss-nella-compressione-spazio-temporale-zielonka-e-harvey
https://www.thedotcultura.it/spazio-tempo-e-velocita-la-rifondazione-della-democrazia/

 

Green New Deal/Napoleoni

Tecnocapitalismo. L’ascesa dei nuovi oligarchi e la lotta per il bene comune – Loretta Napoleoni – Meltemi (2025)


Il maggior produttore mondiale di cobalto e’ la Repubblica Democratica del Congo, dove spesso i bambini estraggono il minerale a mani nude in vecchie miniere, un processo di estrazione assai pericoloso eseguito senza ricorrere alle moderne tecnologie.
Dalla Repubblica Democratica del Congo il cobalto arriva in Finlandia, sede della piu’ grande raffineria d’Europa. Dalla Finlandia viaggia poi verso la Cina, dove viene prodotta la maggior parte dei catodi delle batterie. Dalla Cina, i catodi proseguono il loro itinerario raggiungendo gli Stati Uniti, per esempio approdano nel Nevada, dove vengono prodotte e assemblate le batterie per le auto Tesla. Una volta approntate, le batterie compiono il loro ultimo viaggio verso una catena di montaggio di automobili elettriche, in California o altrove.
Prima che un acquirente apponga l’adesivo “emissioni zero” sul cofano della sua auto elettrica, il cobalto all’interno delle batterie ha percorso piu’ di trentamila chilometri, lasciandosi dietro una fitta scia di anidride carbonica.

Info:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/10/loretta-napoleoni-noi-non-controlliamo-la-tecnologia-sono-i-tecnocapitalisti-a-controllare-noi/8019809/
https://www.retisolidali.it/tecnocapitalismo-loretta-napoleoni-intervista/
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/alice-scaglioni-7-corriere-della-sera-lai-e-il-nostro-alunno-ma-ci-lasciamo-sfruttare-su-tecnocapitalismo-di-loretta-napoleoni-meltemi.pdf

Green New Deal/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


Secondo le stime piu’ elevate, per costruire un’infrastruttura globale di energia pulita che soppianti quella attuale basata sui combustibili fossili servira’ una spesa media per investimenti nell’economia mondiale pari a circa il 2,5% del pil globale annuo, pari a circa 2 mila miliardi di dollari oggi e una media di circa 4.500 miliardi di dollari l’anno da qui al 2050.
Si tratta ovviamente di un sacco di soldi ma, come percentuale del pil annuale, e’ circa un decimo di quello che Stati Uniti e altri paesi ad alto reddito hanno speso per prevenire il tracollo economico durante il lockdown.
Questi investimenti dovrebbero concentrarsi su due aspetti: 1) migliorare drasticamente l’efficienza energetica di edifici, automobili, sistemi di trasporto pubblico e processi di produzione industriale; 2) espandere in modo altrettanto decisivo le fonti di energia rinnovabile – principalmente solare ed eolica – in tutti i settori e in tutte le regioni del pianeta, a prezzi competitivi rispetto ai combustibili fossili.
Questi investimenti sono il fulcro del Green New Deal globale.
Essi, peraltro, costituiranno anche una nuova fonte di creazione di posti di lavoro in tutte le aree del pianeta.
Questo perche’ per costruire una nuova infrastruttura energetica globale ciascuno deve svolgere il proprio lavoro: tutti i tipi di mestieri, a tutti i livelli, dai conciatetti agli idraulici, ai camionisti, macchinisti, contabili, capiufficio, ingegneri ferroviari, ricercatori e avvocati.
Costruire un’infrastruttura siffatta richiede il doppio o il triplo di persone impiegate nell’infrastruttura energetica basata sul fossile.
La transizione energetica globale fornira’ anche energia meno costosa.

Info:
https://www.carocci.it/wp-content/uploads/2024/10/12-04-2025-10-lanotizia.pdf?srsltid=AfmBOoq8IYMCOrvVnlDHmAvNSzrOQuX4KTjC-56DkO_bsmUMJ3RfjrzU
https://www.anapia.it/2025/04/30/un-altro-futuro-e-possibile/

https://mowmag.com/culture/come-si-combatte-il-neofascismo-abbiamo-letto-un-altro-futuro-e-possibile-di-noam-chomsky-l-intellettuale-piu-citato-al-mondo-per-capirlo-dalla-crisi-climatica-alla-guerra-nucleare-e-sull-intelligenza-artificiale

Green New Deal/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


Nel 2022 le emissioni globali totali di anidride carbonica hanno raggiunto i 40,5 miliardi di tonnellate.
Di queste, 36,6 miliardi di tonnellate, ovvero il 90% di tutte le emissioni, sono state generate bruciando petrolio, carbone e gas naturale per produrre energia. I restanti 3,9 miliardi, pari al 10% del totale, sono stati generati da cambi nella destinazione d’uso della terra, in particolare dalla deforestazione finalizzata all’agricoltura industriale e all’estrazione mineraria.
Nel 2022 il totale delle emissioni globali e’ stato leggermente inferiore al picco del 2019, ovvero l’anno precedente al covid. Le emissioni globali sono diminuite nel 2020 per via della pandemia, ma solo del 6%, per poi risalire nel 2021, quando l’economia globale e’ uscita dal lockdown.
Da quel rapporto del 2018 l’ipcc ha cominciato a insistere maggiormente sul fatto che, per avere una chance di stabilizzare la temperatura media globale a 1,5 gradi in piu’ rispetto ai livelli preindustriali, le emissioni devono essere ridotte piu’ o meno della meta’, a 20 miliardi di tonnellate, a partire dal 2030, per poi raggiungere le emissioni «zero nette» entro il 2050 […]
Espressione «zero netto» apre scenari in cui le emissioni rimarranno sopra lo zero al 2050, vale a dire che bruceremo ancora petrolio, carbone e gas naturale per produrre energia e raderemo ancora al suolo le aree boschive, compresa la foresta amazzonica.
Per raggiungere le emissioni zero nette in questi scenari dovremmo teoricamente estrarre la co2 dall’atmosfera mediante tecnologie che rientrano nell’espressione «cattura del carbonio».
Che cosa e’ la «cattura del carbonio»? A oggi una, e una sola, tecnologia si e’ dimostrata efficace e sicura in questo senso: piantare alberi.

Info:
https://www.carocci.it/wp-content/uploads/2024/10/12-04-2025-10-lanotizia.pdf?srsltid=AfmBOoq8IYMCOrvVnlDHmAvNSzrOQuX4KTjC-56DkO_bsmUMJ3RfjrzU
https://www.anapia.it/2025/04/30/un-altro-futuro-e-possibile/

https://mowmag.com/culture/come-si-combatte-il-neofascismo-abbiamo-letto-un-altro-futuro-e-possibile-di-noam-chomsky-l-intellettuale-piu-citato-al-mondo-per-capirlo-dalla-crisi-climatica-alla-guerra-nucleare-e-sull-intelligenza-artificiale

Green New Deal/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa può suoerare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)


Le scoperte tecnologiche, abbinate alle scelte contingenziali conseguenti, hanno sempre dovuto affrontare potenti resistenze al cambiamento, il che spiega la durata e la natura irregolare delle transizioni vissute in passato.
Le dimensioni degli investimenti, la forza degli interessi acquisiti degli operatori tradizionali, l’esistenza di reti e di catene del valore consolidate, i modelli comportamentali ostinati e la disparita’ di condizioni tra i potenziali perdenti e vincitori, con i primi di solito piu’ motivati a resistere al cambiamento di quanto non lo siano i secondi a promuoverlo, hanno sempre contribuito a rallentare la transizione da un sistema energetico a un altro nel corso della storia […]
Con la maggiore disponibilita’ e il calo dei costi delle tecnologie pulite, la decarbonizzazione avra’, economicamente parlando, sempre piu’ senso negli anni a venire.
La nostra transizione si compira’ dunque, proprio come le altre sono avvenute in passato. E come le precedenti, anche questa sara’ cumulativa e non sostitutiva per molto tempo.
In altre parole, il mondo si decarbonizzera’ progressivamente, con una crescente penetrazione delle fonti rinnovabili e delle tecnologie decarbonizzate, mentre continueremo a consumare gli idrocarburi.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

 

Green New Deal/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


L’uso industriale del carbone fossile inauguro’ una nuova era nella storia del pianeta Terra chiamata da alcuni geologi Antropocene.
In soli duecento anni le attivita’ umane, con un impatto migliaia di volte superiore al passato dovuto allo sfruttamento delle energie fossili, hanno radicalmente rimodellato la crosta terrestre, la biosfera e l’atmosfera.
Nel corso di questo processo non solo e’ stato messo in moto un enorme aumento della produzione di beni, ma, contestualmente, e’ stata innescata una delle piu’ grandi estinzioni di massa nella storia della Terra.
Mai, dai tempi delle prime alghe verdi-azzurre, piu’ di tre miliardi di anni fa, una singola specie ha cambiato la forma del pianeta in modo cosi’ profondo come l’Homo carbonicus. Mentre le alghe verdi-azzurre hanno reso possibile la diffusione della vita sulla Terra con l’invenzione della fotosintesi, la societa’ umana del carbonio e’ in procinto di spazzare via di nuovo gran parte dell’evoluzione […]
Ha piu’ senso chiamare la nuova era “Capitalocene” piuttosto che “Antropocene”, perche’ non e’ stato l’uomo in quanto tale a guidare questo sviluppo, ma la dinamica della messa a profitto infinita di capitale.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/

https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/