Stato/Fazi

Thomas Fazi – Una civiltà possibile. La lezione dimenticata di Federico Caffe’ – Meltemi (2022)

Un regime economico caratterizzato da austerita’ fiscale e compressione salariale permanenti, dalla deregolamentazione e precarizzazione del mercato del lavoro, da una carenza cronica di domanda interna, da un tasso di cambio sopravvalutato e dallo smantellamento e la privatizzazione di buona parte dell’apparato industriale pubblico. Inutile dire che le politiche degli ultimi anni – in particolare quelle del governo Draghi – non hanno fatto che peggiorare la situazione.
Sul piano politico-democratico, l’“oligarchizzazione” della struttura economica del paese, caratterizzata dal trasferimento di quote crescenti di proprieta’ e di controllo della stessa da soggetti pubblici e nazionali a soggetti privati e internazionali/sovranazionali, non poteva che riflettersi nella parallela oligarchizzazione della forma di governo e della stessa forma Stato del paese, cioe’ nel rafforzamento dei poteri esecutivi e tecnocratici a tutti i livelli (spicca il caso del capo dello Stato, con le presidenze di Napolitano e di Mattarella), nella progressiva e ormai totale marginalizzazione del Parlamento, anche attraverso l’uso/abuso della legislazione d’emergenza (esploso poi durante la pandemia), nel ricorso sempre piu’ frequente ai cosiddetti “governi tecnici” e piu’ in generale nella disarticolazione di qualunque processo democratico.
Una naturale conseguenza dello svuotamento di sovranita’ (e dunque di democrazia) conseguente a Maastricht.
Tutto cio’ ha preparato il terreno per l’inquietante deriva tecnoautoritaria delle istituzioni e del potere politico emersa sull’onda della pandemia, attraverso l’instaurazione di un regime de facto di emergenzialismo permanente

Info:
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/daniele-archibugi-il-manifesto-25-giugno-2022-federico-caffe-leresia-economica-del-benessere-su-una-civilta-possibile-di-thomas-fazi-meltemi.pdf
https://www.micromega.net/invece-dellagenda-draghi/
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/daniele-archibugi-capital-5-maggio-2022-rileggendo-federico-caffe-su-una-civilta-possibile-di-t.-fazi-meltemi.pdf
https://www.flaneri.com/2023/01/09/civilta-possibile-fazi/

Capitalismo/Chomsky

Noam Chomsky – Precipizio. Il capitale all’attacco della democrazia e il dovere di cambiare rotta – Ponte alle Grazie (2021)

Gli scienziati da molto tempo avevano previsto il rischio di pandemie, soprattutto a partire dalla SARS del 2003, provocata da un ceppo del coronavirus simile a quello del COVID-19.
Essi prevedono inoltre che ci saranno altre, e forse peggiori pandemie. Se vogliamo prevenire le prossime, dobbiamo quindi domandarci come tutto questo sia potuto accadere […]
I fattori fondamentali sono piuttosto chiari.
Il male affonda le radici in un colossale fallimento del mercato, esacerbato dal capitalismo dell’era neoliberista […]
Il virus responsabile della SARS fu identificato in breve tempo; furono sviluppati dei vaccini, ma la fase della sperimentazione non fu poi portata avanti. Le compagnie farmaceutiche mostrarono scarso interesse: esse reagiscono ai segnali del mercato, e non c’e’ grande profitto nel destinare risorse per prevenire una catastrofe annunciata […]
Fin qui, rientra tutto nella solita logica capitalista.
A quel punto, pero’, la patologia neoliberista si e’ manifestata ancora una volta. Il governo sarebbe potuto intervenire, ma questo e’ assolutamente vietato dalla dottrina dominante enunciata a suo tempo da Ronald Reagan: il governo e’ il problema, non la soluzione. Dunque, non si e’ potuto fare nulla.
Vale la pena soffermarci un momento sul significato di quel precetto. In pratica, significa che il governo non e’ la soluzione quando e’ in gioco il benessere della popolazione, mentre invece e’ certamente la soluzione quando il problema coinvolge la ricchezza privata e il potere societario.
Gli esempi sono innumerevoli, da Reagan in poi, e non c’e’ bisogno di elencarli. Il mantra del «governo malvagio» e’ affine a quello del tanto decantato «libero mercato», che viene puntualmente distorto per adeguarlo alle pretese del capitale.

Info:
https://www.illibraio.it/news/saggistica/precipizio-libro-chomsky-1410524/
https://www.ponteallegrazie.it/libro/precipizio-noam-chomsky-9788833316413.html
https://www.altraparolarivista.it/2022/04/13/circuiti-monetari-alternativi-e-politiche-innovative-di-welfare-locale-di-andrea-fumagalli/

Lavoro/Undiemi

La lotta di classe nel XXI secolo. La nuova offensiva del capitale contro i lavoratori: il quadro mondiale del conflitto e la possibile reazione democratica – Lidia Undiemi – Ponte alle Grazie (2021)

Quella che sembra essersi smarrita e’ l’identita’ dei lavoratori nella societa’ democratica, assediati dalla propaganda neoliberista che, sovvertendo il valore costituzionale e democratico del lavoro, spinge a farli apparire quasi come destinatari di un atto di beneficenza dell’imprenditore, o un problema da risolvere per i politici, che devono soddisfare a tutti i costi le richieste degli «investitori stranieri».
Le persone diventano numeri, costi, fattori della produzione, elementi di grafici ed equazioni, e le leggi vengono plasmate in base agli obiettivi fissati dalla ragioneria del potere.
Cosi’, governi ed esperti si affannano a censire il numero degli occupati e dei disoccupati, di cio’ che bisogna fare per aumentare le unita’ di lavoratori che possono vantare un impiego. Non importa poi se si tratta di lavori temporanei e malpagati, di lavori che mai e poi mai qualcuno avrebbe svolto se non per arrivare a fine mese, magari dopo aver passato anni di sacrifici a studiare per inseguire il lavoro dei propri sogni […]
Il lavoro viene cosi’ ridotto a un mezzo di sussistenza, di soddisfacimento delle esigenze di consumo.
Pian piano ci si abitua all’idea che un lavoro vale l’altro, l’importante e’ sopravvivere […]
«riducendo il lavoro a una forza, poi a un’unita’ di misura astratta e infine al suo costo […] il capitale ha reso i lavoratori insensibili al contenuto stesso del lavoro» […]
Se il lavoro diviene nel linguaggio comune un mero mezzo di produzione, allora l’espressione «mercato del lavoro» – alla stregua di un qualsiasi mercato di beni e servizi – puo’ essere condivisa senza esitazione, nonostante evochi l’idea che un lavoratore equivalga a una merce.
Le parole sono importanti, il linguaggio economico non puo’ essere trasposto cosi’ com’e’ nel campo delle relazioni sociali, per cui si dovrebbe preferire l’espressione «mondo del lavoro»

Info:
https://www.lidiaundiemi.it/libri/la-lotta-di-classe-nel-xxi-secolo
https://www.lacittafutura.it/recensioni/la-lotta-di-classe-nel-xxi-secolo
https://www.sinistrainrete.info/politica/23735-lidia-undiemi-reagire-e-non-aspettare-il-manifesto-della-lotta-di-classe-nel-xxi-secolo.html
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lidia_undiemi__reagire_e_non_aspettare_il_manifesto_della_lotta_di_classe_nel_xxi_secolo/39130_47187/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/05/undiemi-la-pace-sociale-e-una-trappola-per-i-lavoratori-serve-una-ripresa-della-conflittualita-dal-governo-mi-attendo-nuova-riforma-lavoro/6120731/

Europa/Undiemi

Lidia Undiemi – La lotta di classe nel XXI secolo. La nuova offensiva del capitale contro i lavoratori: il quadro mondiale del conflitto e la possibile reazione democratica – Ponte alle Grazie (2021)

Il mercato unico deve sopravvivere a tutti i costi, e per garantirlo e’ necessario attuare riforme neoliberiste.
Se i popoli non sono d’accordo, allora bisogna convincere i loro rappresentanti politici ad agire sempre e comunque nell’interesse del mercato.
In questo passaggio e’ possibile scorgere la profonda distanza che intercorre tra le costituzioni democratiche degli Stati membri e quella che appare come una sofisticata forma di autoritarismo europeo.
I sistemi democratici interni agli Stati sono progettati in modo tale che il popolo possa decidere se far prevalere un’ideologia, ovvero un programma, rispetto a un’altra, mediante un parlamento rappresentativo non originariamente schierato. L’UE ha invece un’indiscussa anima neoliberista, ed e’ per questo che, in tal senso, il suo rapporto con la democrazia s’inceppa nella sovrapposizione tra ideologia politica e ragion d’essere delle sue istituzioni rappresentative

Info:
https://www.lidiaundiemi.it/libri/la-lotta-di-classe-nel-xxi-secolo
https://www.lacittafutura.it/recensioni/la-lotta-di-classe-nel-xxi-secolo
https://www.sinistrainrete.info/politica/23735-lidia-undiemi-reagire-e-non-aspettare-il-manifesto-della-lotta-di-classe-nel-xxi-secolo.html
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lidia_undiemi__reagire_e_non_aspettare_il_manifesto_della_lotta_di_classe_nel_xxi_secolo/39130_47187/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/05/undiemi-la-pace-sociale-e-una-trappola-per-i-lavoratori-serve-una-ripresa-della-conflittualita-dal-governo-mi-attendo-nuova-riforma-lavoro/6120731/

Economia di mercato/Chomsky

Noam Chomsky – Le dieci leggi del potere. Requiem per il sogno americano – Ponte alle Grazie (2017)

In un’epoca come la nostra, in cui il denaro ha un peso maggiore nella politica e gli interessi privati sono piu’ strutturati, i gruppi economici e le classi facoltose hanno conquistato un potere spropositato rispetto al ceto medio.
Cio’ consente ai vincitori dell’economia di produrre e incrementare la crescita condizionando le politiche del governo invece che innovando all’interno del mercato.
Tali attivita’ impoveriscono gli americani e indeboliscono il nostro sistema politico […]
Le grosse societa’ fanno donazioni, assoldano costosi lobbisti (spesso ex funzionari pubblici con i loro staff) e organizzano dispendiose campagne fintamente popolari a sostegno delle politiche a loro gradite. Le porte girevoli, a Washington, si muovono piu’ veloci che mai, tra ambienti che sono sempre piu’ distanti dal resto della popolazione per prebende e privilegi […]
La spesa ufficiale per le attivita’ di lobby a livello federale – sicuramente inferiore a quella effettiva – e’ aumentata da 460 milioni a oltre tre miliardi di dollari.
Le aziende e i ricchi non investono soltanto nel settore privato per riceverne un tornaconto, ma anche nella politica; solo che quel tornaconto arriva a danno dell’economia in generale, dei contribuenti e della democrazia […]
Gli equilibri, a Washington, sono saltati. Stando a quanto risulta, le corporation oggi spendono circa 2,6 miliardi di dollari l’anno in attivita’ di lobby, piu’ dei due miliardi di dollari destinati alla Camera (1,18 miliardi) e al Senato (860 milioni) messi insieme […] ci sono oltre cento lobbisti in rappresentanza delle grosse societa’, che riescono cosi’ a essere presenti dovunque, in qualsiasi momento.
Per ogni dollaro speso in attivita’ di lobby dai sindacati e dai gruppi d’interesse pubblico messi insieme, le corporation e le loro consorterie ne spendono trentaquattro.

Info:
http://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/8738-le-dieci-leggi-del-potere
https://www.parliamodisocialismo.it/2021/12/08/le-dieci-leggi-del-potere-requiem-per-il-sogno-americano/
https://www.anobii.com/books/le-dieci-leggi-del-potere.-requiem-per-il-sogno-americano/9788833311272/0221bd0ebc7778df6c/reviews

Economia di mercato/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

I capitalisti sono destinati a incontrare difficolta’ nel mercato perche’ pagano sempre meno i lavoratori, e il mercato si riduce sempre piu’.
Questa e’ una delle contraddizioni centrali dell’era neoliberista, cioe’: “Da dove arrivera’ il tuo mercato?”
Le risposte possono essere varie.
Una si basa sull’espansione geografica: l’ingresso di Cina, Russia e dei paesi dell’ex Impero sovietico dell’Europa orientale nel sistema capitalistico globale ha aperto nuovi enormi mercati e grandi possibilita’.
Esistono molti altri modi di formulare una risposta al problema, ma la piu’ importante e’ stata dare alle persone carte di credito.
Lasciamo che si indebitino. Spingiamole a indebitarsi.
Creiamo livelli sempre piu’ alti di debito.
In altre parole, se i lavoratori non hanno abbastanza denaro per acquistare una casa, si presta loro il denaro per comprarla.

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste
https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
https://www.doppiozero.com/materiali/david-harvey-laccumulazione-come-spoliazione

 

Stato/Brancaccio

Emiliano Brancaccio – Democrazia sotto assedio. La politica economica del nuovo capitalismo oligarchico – Piemme (2022)

Oggi, dopo la grande recessione del 2008 e la crisi pandemica del 2020, e a seguito di numerose critiche rivolte all’attuale regime di accumulazione del capitale basato sul libero mercato e sulla finanza privata, di tanto in tanto riaffiorano le discussioni sulla ricerca di possibili alternative.
A tal proposito, i difensori dell’attuale sistema di mercato insistono sull’idea che sistemi alternativi fondati sulla pianificazione pubblica si baserebbero su una burocrazia statale caratterizzata da decisioni opache, lente e farraginose, e sulla pretesa impossibile di assegnare a un unico organo centrale dello stato il compito di determinare i prezzi del sistema economico.
Cio’ darebbe luogo a tutta una serie di inefficienze e di errori, solitamente definiti “fallimenti dello stato”.
Inoltre, i critici della pianificazione sono anche convinti che le liberta’ individuali, civili e politiche, non sarebbero adeguatamente tutelate in un sistema in cui lo stato accentra i principali poteri economici.
I fautori di un recupero in chiave moderna del tema della pianificazione, invece, sostengono che i “fallimenti del mercato” possono risultare anche piu’ gravi e piu’ pervasivi di quelli che sono imputati agli organi statali.
In questa diversa ottica, il libero mercato capitalistico genera piu’ facilmente disoccupazione e sottoutilizzo di capacita’ produttiva, crisi ricorrenti, disuguaglianze, sprechi di risorse naturali, esternalita’ negative irrisolte come ad esempio le emergenze climatiche, e piu’ in generale causa problemi di coordinamento delle decisioni.
Inoltre, solo in apparenza il mercato sarebbe caratterizzato dalle libere decisioni di una molteplicita’ di soggetti privati decentrati e indipendenti tra loro.
La tendenza verso la centralizzazione dei capitali fa si’ che esso in realta’ sia sempre piu’ dominato da “giganti economici”, vale a dire moderni oligarchi che concentrano presso di se’ le decisioni prevalenti.
In questo senso, anche in un sistema capitalistico di mercato c’e’ il rischio che il potere economico, e quindi anche politico, si coaguli in cosi’ poche mani da mettere a rischio pure la democrazia e i diritti di liberta’ individuali. Col risultato di preservare in fin dei conti una sola forma della liberta’: quella dei possessori di capitale.

Info:
https://www.emilianobrancaccio.it/2022/01/03/democrazia-sotto-assedio/
https://www.ilponterivista.com/blog/2021/06/24/democrazia-sotto-assedio/
https://www.micromega.net/brancaccio-capitalismo/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/22123-sandor-kopacsi-su-democrazia-sotto-assedio-di-brancaccio.html
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/democrazia-sotto-assedio-29606

Populismo/Montanari

Tomaso Montanari – Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c’e’ – Chiarelettere (2020)

La sinistra divenuta di destra ha permesso al mondo (all’Europa e all’Italia, in particolare) di diventare ancora piu’ ingiusto, piu’ diseguale, piu’ sbagliato.
E il suo silenzio ha lasciato a chi aveva il monopolio della forza anche il monopolio della verita’, per parafrasare Bobbio.
Non solo abbiamo consentito di sfigurare il mondo, ma abbiamo anche smesso di dire quale faccia dovrebbe avere. Abbiamo smesso di credere che un mondo piu’ giusto di questo sia possibile. Abbiamo smesso di provare a diffondere la letizia – si’, l’allegria – di chi lotta dalla parte giusta. Di chi sogna: non per evadere dalla realta’, ma per cambiarla con piu’ forza. Come sognava Martin Luther King. Abbiamo detto che bisognava essere realisti, e che a questo mondo ingiusto no, non c’era alternativa. Abbiamo ripetuto per anni «There Is No Alternative» – Tina, il motto inventato dalla signora Thatcher.
Un bel giorno, pero’, l’alternativa e’ arrivata: ed e’ stata la peggiore possibile. Quella della destra xenofoba e razzista, e della sua egemonia culturale, cresciuta nel deserto di opzioni al pensiero unico del dio mercato. E oggi la rabbia dei poveri (poveri di soldi e di conoscenza) viene messa a reddito dagli imprenditori della paura: i soli rimasti a parlare con loro.

Info:
https://www.carmillaonline.com/2020/02/25/dalla-parte-del-torto/
https://www.forchecaudine.com/dalla-parte-del-torto-a-proposito-dellultimo-libro-di-tomaso-montanari/
https://www.pressenza.com/it/2020/08/la-sinistra-che-non-ce-dalla-parte-del-torto-di-tomaso-montanari/
https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2020/01/23/dalla-parte-del-torto-per-la-sinistra-che-non-ce/

 

Economia di mercato/Boitani

Andrea Boitani – L’illusione liberista. Critica dell’ideologia di mercato – Laterza (2021)

In una societa’ di mercato, «dove il denaro e’ la misura della maggior parte delle cose», il merito finisce per coincidere con la produzione di valore monetario e, in particolare, di valore per gli azionisti e di redditivita’ per gli investitori.
Aveva ragione Hayek: inutile cercare l’approvazione morale legata alla meritocrazia […]
Discutiamo dunque se tanta disuguaglianza di reddito e di ricchezza sia giusta, ragionevole, efficiente, accettabile, senza tirare in ballo la meritocrazia […]
Le rendite guadagnate nella finanza e grazie al potere di mercato consentono di pagare lobbisti abili, capaci di convincere governi e parlamenti a ridurre le tasse ai ricchi, a non combattere le barriere all’entrata sui mercati, a deregolamentare la finanza, ecc. Per tutte queste vie le rendite si rafforzano e il “top 10%” continua ad arricchirsi, mentre il resto della societa’, ceto medio compreso, avanza a stento o arretra.
Ma non e’ tutto. Il potere del denaro e della ricchezza sta anche nella capacita’ di creare il suo stesso mito e nel generare stima e onore per chi e’ ricco o si e’ arricchito (non importa poi troppo come) da parte di chi e’ rimasto indietro o e’ addirittura precipitato in basso.
Il fatto che dei miliardari come Berlusconi in Italia, Trump e Bloomberg negli Usa, Thaksin Shinawatra in Thailandia, Pinera in Cile, Macri in Argentina, ecc. siano stati eletti anche con tanti voti dei poveri dimostra il consenso che, bene o male, i ricchi trovano negli strati sociali disagiati. E spiega, almeno in parte, perche’ l’ineguaglianza sociale persiste.[…]
Nel mercato il potere e’ dato dal denaro, indipendentemente dal numero di mani in cui si trova. Nella democrazia politica – dove tutti hanno gli stessi diritti – il potere e’ dato dai numeri (teste) e dalle idee. Cioe’ sia dagli argomenti di chi ha i numeri che dai numeri di chi ha gli argomenti. La democrazia e’ in pericolo quando il potere economico concentrato in maniera arbitrariamente disuguale travalica e corrode gli uguali diritti dei cittadini, conferendo il potere politico non alle teste e agli argomenti ma al denaro e a tutto cio’ che di lecito (e di illecito) esso puo’ comprare.
Per molti decenni democrazia e mercato si sono sostenuti a vicenda, correggendo l’un l’altro i propri eccessi. Ma quando la disuguaglianza economica – trainata dalla finanza e dal potere dei giganti – diventa troppo grande, la democrazia e’ sotto minaccia.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21400-andrea-boitani-l-illusione-liberista.html
https://www.lavoce.info/archives/91181/l-illusione-liberista/
https://www.eticaeconomia.it/lillusione-liberista/

Capitalismo/Harvey

David Harvey – Cronache anticapitaliste. Guida alla lotta di classe per il XXI secolo – Feltrinelli (2021)

La generazione del Sessantotto, se vogliamo chiamarla cosi’, era antagonista a tutto cio’ che era il capitale e la risposta del capitale e’ stata: “Vi diamo la liberta’ individuale e anche noi la apprezziamo, e struttureremo tutto in base alla liberta’ individuale, in particolare sul mercato, in modo che abbiate una grande liberta’ di scelta nel mercato. In cambio voi vi scordate della giustizia sociale”.
Questo e’ stato il patto col diavolo offerto alla generazione del Sessantotto da Reagan e Thatcher negli anni settanta e ottanta, fino all’era Clinton negli anni novanta.
Arrivati agli anni novanta, molti hanno cominciato ad accettare che, se avessero finito per avere dei problemi, la colpa sarebbe stata loro. Quel sistema, in effetti, funzionava benissimo. Funzionava benissimo per gli ultraricchi e per gli imprenditori di successo. Gli ultraricchi diventavano piu’ ricchi, piu’ ricchi e sempre piu’ ricchi. Il divario fra quel che guadagnavano i Ceo e quel che guadagnavano i singoli dipendenti si allargava e diventava piu’ ampio, e ancora piu’ ampio.
Poi siamo arrivati al 2007-2008 e alla grande crisi.
Sembrava che il sistema fosse fallito […]
Quello che sostengo e’ che il neoliberismo non e’ finito nel 2007-2008. Ha perso la sua legittimazione, in particolare la legittimazione politica.
Il malcontento nei confronti del sistema c’era, ed e’ diventato piu’ profondo, piu’ profondo e ancora piu’ profondo. In altre parole, le persone hanno cominciato ad alienarsi dal sistema economico in cui si erano trovate.
Al contempo, pero’, il sistema in se’ non stava cambiando. In effetti, dal 2007-2008 i ricchi hanno tratto vantaggio piu’ di chiunque altro. Hanno applicato la dottrina del “mai lasciare che una buona crisi vada sprecata” e l’hanno effettivamente usata a proprio beneficio. Se esaminate i dati relativi a Regno Unito e Stati Uniti, troverete che il primo 1 per cento ha accresciuto la propria ricchezza e il proprio potere del 14, 15 o addirittura del 20 per cento, mentre la ricchezza e il potere degli altri sono stagnati o diminuiti, dopo il 2008. Il progetto neoliberista non è arrivato al capolinea; e’ andato avanti. Ma e’ andato avanti in una situazione in cui non era piu’ legittimato come in precedenza

Info:
https://www.idiavoli.com/it/article/cronache-anticapitaliste https://www.kulturjam.it/editoria-narrazioni/david-harvey-cronache-anticapitaliste/
https://www.marxist.com/david-harvey-contro-la-rivoluzione-la-bancarotta-del-marxismo-accademico.htm
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21563-guido-maria-brera-cronache-anticapitaliste.html
https://www.doppiozero.com/materiali/david-harvey-laccumulazione-come-spoliazione