Geoeconomia/Chomsky

Lotta o declino. Perche’ dobbiamo ribellarci contro i padroni dell’umanita’ – Noam Chomsky – Ponte alle Grazie (2021)

In passato l’imperialismo esercitava la violenza diretta per assoggettare quanti piu’ paesi possibile.
Non e’ certo un segreto; e’ cosi’ che sono andate le cose.
I predatori, ossia i colonialisti, ripartirono il mondo mediante trattati internazionali sempre a loro vantaggio, riservando ai popoli conquistati un trattamento brutale e razzista.
Un’altra caratteristica del vecchio imperialismo fu il colonialismo insediativo, che porto’ al massacro o all’espulsione delle popolazioni indigene e alla loro sostituzione con il popolo prediletto, la «razza mi- gliore». Era una specialita’ britannica, che fu poi adottata anche dagli americani.
L’attuale politica estera statunitense non persegue tali ambiziosi obiettivi. Prima della Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti non erano la prima potenza globale. A quel tempo questo primato era riservato alla Gran Bretagna e, in misura minore, alla Francia.
Le cose cambiarono con la guerra, che garanti’ agli Stati Uniti un potere enorme, un livello di sicurezza senza precedenti e numerosi altri vantaggi.
Il sistema globale emerso a quell’epoca era l’ideale per gli Stati Uniti perche’ rappresentava uno strumento indiretto con cui destabilizzare l’economia ed esercitare il controllo politico.

Societa’/Dardot

La scelta della guerra civile. Un’altra storia del neoliberalismo – Dardot Pierre, Haud Gueguen, Christian Lavak, Pierre Sauvetre – Meltemi (2023)

E’ stata questa destra reazionaria, nel vero senso del termine – tradizionalista, nazionalista, spesso bigotta e almeno implicitamente razzista – a guidare questa controrivoluzione culturale negli Stati Uniti, in Europa e in molte altre parti del mondo, prendendo di mira tutti i diritti civili, culturali e sociali che sono emersi dal movimento democratico degli anni Sessanta e Settanta.
Questa controrivoluzione culturale assume indubbiamente una delle sue forme piu’ esplicite nell’alt-right, che capovolge il discorso contro le discriminazioni denunciando l’“oppressione” subita dalle maggioranze e dalle identita’ tradizionali da parte degli “invasori” musulmani, dei neri e delle femministe, il tutto sullo sfondo di una narrazione apocalittica in cui la civilta’ bianca e’ minacciata di estinzione dall’ideologia dell’uguaglianza, vista come una “rivolta contro natura”.
Contro le teorie della costruzione sociale del genere e della razza, questi libertari di destra rivendicano “una nuova contro-cultura”, difendendo un “realismo sessuale” e un “realismo razziale” fondati sull’affermazione della differenza biologica tra i sessi e le razze […]
Questa rabbia prende la forma della ‘libertà’ di essere razzisti, sessisti, omofobi o islamofobici, e di respingere la ‘tirannia’ della sinistra che cerca di proibirlo”. Ridefinite come “libertà” e “diritti”, queste identita’ portatrici d’odio si appellano alla violenza legittima di uno Stato autoritario o alla legittima difesa.
Ma questa rivolta reazionaria ha assunto anche la forma di vere e proprie “crociate morali” che hanno preso di mira in particolare i diritti delle donne e mobilitato le folle per rifiutare il matrimonio omosessuale.
L’offensiva contro il diritto all’aborto, alla contraccezione e alla liberta’ sessuale e’ diventata addirittura un fenomeno mondiale, e questo fino ai giorni nostri.
Quando sono al potere, la destra cristiana e l’estrema destra sfidano la legislazione che autorizza l’aborto in un gran numero di paesi, e con un certo successo, come in Polonia, dove nell’ottobre 2020 la Corte Suprema e’ arrivata a vietare l’aborto nei casi di malformazione del feto.
La stessa affermazione dell’uguaglianza di genere e la lotta contro la violenza sulle donne sono accusate di minare l’ordine patriarcale, ed e’ talvolta persino il diritto al divorzio a essere messo in discussione dalla destra al potere, come in Italia quando la Lega era al governo nel 2018.

Info:
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/massimiliano-guareschi-il-manifesto-12-febbraio-2024-quel-neoliberismo-autoritario-su-la-scelta-della-guerra-civile-aa.-vv.-meltemi.pdf
https://www.carmillaonline.com/2024/01/24/una-guerra-civile-strisciante-e-costante/
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/27174-christian-laval-haud-gueguen-pierre-dardot-pierre-sauvetre-la-scelta-della-guerra-civile.html
https://ilmanifesto.it/pierre-dardot-un-abbraccio-mortale-per-la-gauche
https://ilmanifesto.it/il-neoliberismo-autoritario
https://www.pandorarivista.it/articoli/per-una-prassi-istituente-recensione-a-del-comune-o-della-rivoluzione-nel-xxi-secolo/

Populismo/Benerjee

Una buona economia per i tempi difficili – Benerjee A, Duflo E. – Laterza (2020)

L’allarmismo razzista, alimentato dalla paura di un mescolamento delle razze e dal mito della purezza, non si cura dei fatti.
Un’indagine condotta presso un campione di 22.500 autoctoni in sei paesi dove l’immigrazione rappresenta una questione politica di primo piano (Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Svezia) ha rivelato l’esistenza di percezioni enormemente errate riguardo al numero e alla provenienza degli immigrati.
Per esempio, in Italia, la percentuale effettiva degli immigrati sul totale della popolazione e’ del 10 per cento, ma la percezione media e’ che sia il 26 per cento.
I partecipanti al sondaggio sovrastimano drasticamente la quota di immigrati musulmani, e anche la quota di immigrati provenienti da Medio Oriente e Nordafrica […]
I politici gettano benzina sul fuoco di queste paure distorcendo i fatti. Durante la campagna elettorale per le presidenziali francesi del 2017, Marine Le Pen ha affermato piu’ volte che il 99 per cento degli immigrati era composto da maschi adulti (in realta’ la percentuale era il 58 per cento) e che il 95 per cento dei migranti che si erano stabiliti in Francia erano «a carico della nazione», perche’ non lavoravano (in realta’, il 55 per cento lavorava).

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/una-buona-economia-per-tempi-difficili-di-abhijit-v-banerjee-e-esther-duflo/
https://www.lindiceonline.com/osservatorio/abhijit-v-banerje-ed-esther-duflo-buona-economia-tempi-difficili/
https://www.doppiozero.com/una-buona-economia-per-questi-tempi-difficili

Populismo/Piketty

Il socialismo del futuro – Thomas Piketty – Baldini+Castoldi (2024)

La strategia di Trump e’ quella classica: fa capire ai piccoli bianchi massacrati dalla globalizzazione che il loro nemico e’ il piccolo negro, l’immigrato, il messicano, il musulmano, e che tutto andra’ meglio se il grande miliardario bianco liberera’ il Paese dalla loro presenza.
Trump esaspera il conflitto razziale e identitario per evitare il conflitto di classe, di cui rischierebbe di fare le spese.
L’accento posto sulle fratture etniche ha svolto un ruolo centrale nell’intera storia degli Stati Uniti, e spiega in buona parte l’esilita’ della solidarieta’ e dello Stato sociale americano. Trump si limita a portare al parossismo la sua strategia, con – peraltro – alcune importanti novita’.
La prima. Fa leva su un’ideologia, quella della fortuna meritata, della sacralizzazione del mercato e della proprieta’ privata, che negli Stati Uniti, negli ultimi decenni, ha raggiunto livelli inediti, elevatissimi.
La seconda. La struttura del conflitto politico tende oggi a ramificarsi nel resto del mondo, specialmente in Europa. Un po’ ovunque, si vede crescere negli elettorati popolari un misto di tentazione xenofoba e di accettazione rassegnata delle leggi del capitalismo globalizzato. Dal momento che e’ illusorio aspettarsi grandi cose dalla regolazione della finanza e delle multinazionali, allora picchiamo duro sugli immigrati e sugli stranieri – se la cosa non ci fara’ forse del bene, ci fara’ comunque meno male.
Molti elettori di Trump o di Le Pen coltivano in fondo una convinzione assai semplice: e’ piu’ facile prendersela con gli immigrati che con il capitalismo finanziario, o immaginare un sistema economico diverso […]
La lezione principale, per l’Europa e il mondo, e’ chiara: e’ urgente riorientare la globalizzazione dalle fondamenta.
Le massime sfide del nostro tempo sono la crescita delle disuguaglianze e il riscaldamento climatico. Occorre metter mano a trattati internazionali che aiutino a rispondere a queste sfide e a promuovere un modello di sviluppo equo e duraturo. Si tratta di accordi di tipo nuovo, che possono contenere, se necessario, misure intese a facilitare gli scambi. Al cui centro, in ogni caso, non va posto il tema della liberalizzazione del commercio, la quale deve tornare a essere cio’ che non ha mai cessato di essere: uno strumento al servizio di obiettivi piu’ elevati.
In concreto, bisogna smettere di firmare accordi internazionali finalizzati alla riduzione dei diritti di dogana e di altre barriere commerciali senza includere nei trattati medesimi, fin dai primi capitoli, regole con tanto di stime, e regole vincolanti, tali da concorrere alla lotta contro il dumping fiscale e climatico: tipo tassi minimi comuni d’imposta sui profitti delle societa’ e target verificabili e sanzionabili di emissione di CO2. Non e’ piu’ possibile negoziare trattati di libero scambio in cambio di niente.

Info:
https://www.linkiesta.it/2023/05/thomas-piketty-ezra-klein-socialismo-partecipativo/
https://riccardosorrentino.blog.ilsole24ore.com/2021/08/27/piketty-un-sovranista-illiberale-sinistra/?refresh_ce=1

https://www.pandorarivista.it/articoli/capitale-e-ideologia-di-thomas-piketty/ 
https://www.micromega.net/piketty-stiglitz-capitalismo-socialismo
https://www.rivistailmulino.it/a/un-futuro-per-la-socialdemocrazia

https://lespresso.it/c/idee/2020/11/1/piketty-per-salvare-il-futuro-diamo-a-tutti-i-giovani-uneredita-di-cittadinanza/45519

Geoeconomia/Chomsky

Noam Chomsky – Lotta o declino. Perche’ dobbiamo ribellarci contro i padroni dell’umanita’ – Ponte alle Grazie (2021)

La percezione tra gli inglesi, anche nella sinistra, e’ che la Brexit li liberera’ dalle politiche reazionarie di Bruxelles, ma e’ una convinzione errata.
In primo luogo, perche’ e’ stato proprio il Regno Unito uno dei fautori di quelle politiche, non e’ stata l’UE a imporgliele. Sono stati gli inglesi a promuoverle e portarle avanti.
In secondo luogo, perche’ quanto e’ accaduto nel paese, prima con Margaret Thatcher e poi con Tony Blair e David Cameron, non e’ stato provocato dalle politiche dell’Unione europea ma e’ venuto dall’interno. Di conseguenza, separarsi dall’UE e dalla burocrazia di Bruxelles non risolvera’ i problemi interni. Anzi, potrebbe aggravarli; potrebbe lasciare il Regno Unito, ancora piu’ di adesso, in balia dell’influenza statunitense.
Quanto all’ascesa dei partiti di destra in Europa, e’ molto preoccupante. L’Europa e’ sempre stata molto piu’ razzista degli Stati Uniti. Finora il razzismo non si e’ palesato perche’ i popoli erano piu’ omogenei, ma via via che l’assetto demografico cambia, il razzismo viene allo scoperto.
L’ascesa dei partiti di destra e’ il risultato delle cattive scelte dei partiti centristi, compresi i socialdemocratici, i quali hanno avallato politiche economiche e sociali che si sono rivelate devastanti. Le misure di austerita’ imposte dalla troika sono state deleterie, e tutto lascia pensare che siano state progettate apposta per minare lo stato sociale […]
Scopo dell’austerita’ non era lo sviluppo economico; al contrario, essa e’ nociva allo sviluppo. Il vero obiettivo era lo smantellamento dei programmi di welfare state: pensioni, condizioni di lavoro dignitose, norme sui diritti dei lavoratori e così via.

Info:
https://luciano.defalcoalfano.it/blog/show/la_recensione_di_lotta_o_declino

Populismo/Fraser

Nancy Fraser – Capitalismo cannibale. Come il sistema sta divorando la democrazia, il nostro senso di comunita’ e il pianeta – Laterza (2023)

In molti paesi le popolazioni hanno abbandonato i partiti centristi al potere, promotori della finanziarizzazione, per delle nuove formazioni populiste che sostenevano di opporvisi.
Allo stesso tempo i populisti di destra hanno corteggiato con successo gli elettori dell’etnia maggioritaria appartenenti alla classe lavoratrice promettendo di «liberare» i loro paesi dal capitale globale, dagli immigrati «invasori» e dalle minoranze razziali o religiose.
Le loro controparti di sinistra, sebbene abbiano avuto meno successo sul piano elettorale (tranne che in America Latina e nell’Europa meridionale), hanno guadagnato consensi nella societa’ civile, militando per «il 99%» o per le «famiglie lavoratrici», definite in modo inclusivo, e contro un sistema «truccato» per favorire la «classe dei miliardari».
Certo, queste formazioni politiche differiscono notevolmente l’una dall’altra e le loro rispettive fortune hanno avuto alti e bassi nel corso degli anni. Ma nel complesso, la loro comparsa ha segnato un importante cambiamento del vento politico.
Avendo squarciato il velo del senso comune neoliberista e smontato la narrazione romantica del mercato, l’ondata populista ha incoraggiato molti a pensare fuori dagli schemi.

Info:
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/fraser_rep.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/fraser_lalettura.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/fraser_corsera.pdf
https://jacobinitalia.it/#facebook
https://jacobinitalia.it/il-capitalismo-cannibale/

Populismo/Mason

Paul Mason – Il futuro migliore. In difesa dell’essere umano. Manifesto per un ottimismo radicale – il Saggiatore (2019)

C’erano 2,4 miliardi di persone sul pianeta quando venne firmata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, nel 1949: un quarto di loro viveva in paesi sviluppati e democratici, con elite sociali plasmate dalle tradizioni dell’Illuminismo.
Oggi ci sono 7,5 miliardi di persone nel mondo e la maggioranza di loro vive al di fuori di sistemi democratici stabili, in societa’ dove i diritti umani sono negati.
Peggio ancora, le ideologie ufficiali di questi Stati sono totalmente antiumanistiche, per esempio la miscela di confucianesimo e scienza contabile che viene spacciata per «marxismo» in Cina, lo sciovinismo indu’ del regime di Modi in India e il nazionalismo da Grande Russia che anima Putin […]
Non meno importante, c’e’ l’attacco all’umanesimo portato avanti negli ultimi quattro decenni in nome delle teorie economiche del libero mercato. Imponendoci nuove routine, costringendoci ad adottare nuovi comportamenti e valori unicamente per sopravvivere, riducendoci a entita’ economiche bidimensionali, il modello economico noto come neoliberismo ha spazzato via le nostre difese comportamentali e intellettuali contro le varie forme di antiumanesimo da cui siamo bersagliati in questo inizio di xxi secolo.
Il punto di svolta, che ha materializzato tutti questi pericoli e li ha accelerati, e’ stata la vittoria di Trump, e l’ondata mondiale di populismo di destra che ha contribuito a scatenare […]
Trump ha vinto, in altre parole, perche’ un gran numero di americani possedeva riserve non sfruttate e non avversate di razzismo, crudelta’ e misoginia. E identificare nel razzismo e nella misoginia i fattori chiave che hanno spinto gli elettori bianchi a votare Trump ci permette di capire cosa lega il loro progetto a quello di miliardari come Bannon, Mercer e i Koch […]
Ed e’ qui che iniziamo a comprendere la natura storica della vittoria di Trump.
Ognuna di queste ideologie – il neoliberismo nazionalista di Trump, il suprematismo bianco e la misoginia dei suoi sostenitori – si fonda su una tesi biologica riguardo alla natura umana: che i neri siano inferiori ai bianchi, che le donne siano nate per servire gli uomini e provvedere alla riproduzione, che tutti gli abitanti della terra siano geneticamente inclini a competere, a massimizzare la propria ricchezza e a pugnalarsi l’un l’altro alle spalle per riuscirci […]
Insomma, Trump rappresenta qualcosa di piu’ di una scalata al governo federale da parte di una fazione del capitale statunitense consacrata al protezionismo e all’antistatalismo. Rappresenta il trionfo di una teoria reazionaria della natura umana in cui la disuguaglianza – di razza, sesso e condizione economica – e’ determinata dai nostri geni.

Info:
https://saggiatore.s3.eu-south-1.amazonaws.com/media/rassegne/2019/2019_05_30-manifesto-Mason-1.pdf
https://saggiatore.s3.eu-south-1.amazonaws.com/media/rassegne/2019/2019_10_01-Avvenire-Mason.pdf
https://saggiatore.s3.eu-south-1.amazonaws.com/media/rassegne/2019/2019_07_01-Fatto_Quotidiano-Mason-1.pdf

Populismo/Montanari

Tomaso Montanari – Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c’e’ – Chiarelettere (2020)

La sinistra divenuta di destra ha permesso al mondo (all’Europa e all’Italia, in particolare) di diventare ancora piu’ ingiusto, piu’ diseguale, piu’ sbagliato.
E il suo silenzio ha lasciato a chi aveva il monopolio della forza anche il monopolio della verita’, per parafrasare Bobbio.
Non solo abbiamo consentito di sfigurare il mondo, ma abbiamo anche smesso di dire quale faccia dovrebbe avere. Abbiamo smesso di credere che un mondo piu’ giusto di questo sia possibile. Abbiamo smesso di provare a diffondere la letizia – si’, l’allegria – di chi lotta dalla parte giusta. Di chi sogna: non per evadere dalla realta’, ma per cambiarla con piu’ forza. Come sognava Martin Luther King. Abbiamo detto che bisognava essere realisti, e che a questo mondo ingiusto no, non c’era alternativa. Abbiamo ripetuto per anni «There Is No Alternative» – Tina, il motto inventato dalla signora Thatcher.
Un bel giorno, pero’, l’alternativa e’ arrivata: ed e’ stata la peggiore possibile. Quella della destra xenofoba e razzista, e della sua egemonia culturale, cresciuta nel deserto di opzioni al pensiero unico del dio mercato. E oggi la rabbia dei poveri (poveri di soldi e di conoscenza) viene messa a reddito dagli imprenditori della paura: i soli rimasti a parlare con loro.

Info:
https://www.carmillaonline.com/2020/02/25/dalla-parte-del-torto/
https://www.forchecaudine.com/dalla-parte-del-torto-a-proposito-dellultimo-libro-di-tomaso-montanari/
https://www.pressenza.com/it/2020/08/la-sinistra-che-non-ce-dalla-parte-del-torto-di-tomaso-montanari/
https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2020/01/23/dalla-parte-del-torto-per-la-sinistra-che-non-ce/

 

Populismo/Montanari

Tomaso Montanari – Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c’e’ – Chiarelettere (2020)

C’e’ anche la totale inconsapevolezza del ruolo dell’Occidente nell’innesco delle migrazioni: perche’ sono il nostro colonialismo, il nostro schiavismo (circa dodici milioni di neri africani rapiti e venduti come schiavi lungo tre secoli), la nostra predazione delle loro risorse, la nostra industria delle armi e le guerre che essa alimenta, la nostra distruzione dell’ambiente e del clima che hanno trasformato la loro casa in un inferno; sono tutte queste nostre azioni che li fanno fuggire da casa loro.
Le loro migrazioni sono causate dalla nostra ingiustizia, e poi si scontrano con il muro della nostra avarizia.
La rimozione, la negazione di tutto questo cancella ogni traccia della cultura di sinistra: anzi, contribuisce in modo decisivo a costruire l’egemonia di un pensiero unico. Di destra […]
L’umiliazione del corpo delle donne sfocia in una reificazione cosi’ insistita e disumanizzante da costituire il contesto culturale in cui vanno letti e interpretati i dati mostruosi del femminicidio: se il corpo della donna e’ un oggetto da guardare e usare, si puo’ anche rompere, gettare via, spegnere come un gioco elettronico.
La privazione della dignita’ della persona come anticamera della distruzione: e’ questo il paradigma della riduzione a cose (e dunque della marginalizzazione e, nei casi estremi, dell’eliminazione fisica) dei corpi dei carcerati, dei disabili, dei malati, dei poveri e dei migranti.
E, in prospettiva, di noi tutti, sudditi del neofeudalesimo del mercato.

Info:
https://www.carmillaonline.com/2020/02/25/dalla-parte-del-torto/
https://www.forchecaudine.com/dalla-parte-del-torto-a-proposito-dellultimo-libro-di-tomaso-montanari/
https://www.pressenza.com/it/2020/08/la-sinistra-che-non-ce-dalla-parte-del-torto-di-tomaso-montanari/
https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2020/01/23/dalla-parte-del-torto-per-la-sinistra-che-non-ce/

Geoeconomia/Chomsky

Noam Chomsky – Precipizio. Il capitale all’attacco della democrazia e il dovere di cambiare rotta – Ponte alle Grazie (2021)

Israele e’ consapevole di perdere consenso tra le fasce dell’opinione pubblica mondiale che hanno un po’ di considerazione per i diritti umani e civili.
Per questo cerca di espandere la sua base di consenso a Oriente, innanzitutto alla Cina e all’India, quest’ultima essendo un alleato naturale per diverse ragioni, tra cui la deriva in entrambe le societa’ verso l’ultranazionalismo, una politica interna reazionaria e l’odio verso l’Islam.
Sta anche consolidando quelle che finora sono state tacite alleanze con gli Stati arabi piu’ reazionari e brutali, l’Arabia Saudita e gli Emirati arabi uniti, cui si unisce ora l’Egitto e la sua dura dittatura militare.
La nuova legge sulla nazionalita’ dichiara che Israele e’ lo Stato-nazione del popolo ebraico, ridimensiona lo status degli arabi e autorizza ufficialmente le comunita’ esclusivamente ebraiche.
Di sicuro ha una portata innovatrice, ma nemmeno poi tanto. La vera novita’ e’ soprattutto l’aver elevato questi principi razzisti al rango costituzionale, nella Legge fondamentale.

Info:
https://www.illibraio.it/news/saggistica/precipizio-libro-chomsky-1410524/
https://www.ponteallegrazie.it/libro/precipizio-noam-chomsky-9788833316413.html
https://www.altraparolarivista.it/2022/04/13/circuiti-monetari-alternativi-e-politiche-innovative-di-welfare-locale-di-andrea-fumagalli/