Geoeconomia/Krastev

La rivolta antiliberale. Come l’Occidente sta perdendo la battaglia per la democrazia – Ivan Krastev, Stephen Holmes – Mondadori (2020)


La svolta antiamericana delle autorita’ russe che hanno liberamente preso in prestito gli espedienti e le astuzie dei consulenti politici statunitensi e’ un triste esempio di quello che Hannah Arendt ha definito l’«effetto del boomerang».
I consulenti politici americani hanno aiutato i tecnologi della politica russi a imparare quelle manovre tortuose, rafforzando cosi’ la legittimazione popolare del potere del Cremlino che viene ora esercitato con evidente successo contro la stessa democrazia americana.
Avendo appreso dai professionisti americani i trucchi mentali del marketing politico, i russi che architettano operazioni segrete per influenzare le elezioni negli Stati Uniti sono probabilmente indifferenti all’accusa di violare la sacra integrita’ della democrazia americana.
Si e’ tentati di concludere che la democrazia imitativa, o quella che il Cremlino definiva «democrazia gestita», non fosse altro che un cinico complotto delle elite postcomuniste finalizzato a privare il popolo della rappresentanza politica […]
L’Occidente puo’ essere imitato anche su un piano non politico.
Per capire l’importanza della distinzione tra l’imitazione dei fini e l’imitazione dei mezzi e’ sufficiente esaminare la risposta di Deng ai manifestanti in piazza Tienanmen. Mentre gli studenti volevano imitare i valori occidentali, Deng presiedeva all’imitazione della crescita economica occidentale. In questo progetto fu aiutato, va detto, dalle imprese occidentali che ripresero a fare affari nel paese poco dopo i fatti di piazza Tienanmen. Evitando le controversie sulla riforma politica, potevano concentrarsi esclusivamente sulle attività lucrative e sulle opportunita’ di investimento.
Il partito aveva seppellito gli aspiranti imitatori del liberalismo e della democrazia occidentali, ma il paese era ancora pronto a fare affari, incluso carpire le tecnologie occidentali e adattare i metodi di produzione industriale dell’Occidente. Tutto questo non ha niente a che fare con il senso di responsabilita’ democratica.

Info:
https://www.internazionale.it/notizie/andrea-pipino/2024/12/23/futuro-democrazia-krastev
https://alterthink.it/imperialismo-e-collettivismo-lhitlerizzazione-di-putin/

https://lavocedinewyork.com/arts/libri/2020/10/14/liberalismo-dellimitazione-giovani-migranti-e-identita-delleuropa-centrale/

Geoeconomia/Molinari

La nuova guerra contro le democrazie. Cosi’ le autocrazie vogliono stravolgere l’ordine internazionale – Maurizio Molinari – Rizzoli (2024)


Le ingerenze russe in Europa occidentale fotografano l’estensione di un’offensiva ibrida per indebolire dal di dentro le democrazie europee sostenendo gli attori politico-sociali e movimenti antisistema, capaci di mettere in crisi il funzionamento delle istituzioni e soprattutto di far implodere Ue e Nato.
E’ una campagna che ha colto nel 2016 il primo importante successo, con la Brexit britannica, e continua con il sostegno a partiti di estrema destra e sinistra diversi in tutto tranne che nell’ostilita’ nei confronti della democrazia rappresentativa, nel fascino per l’uomo forte e nella contrarieta’ agli aiuti militari per l’Ucraina.
Nei Balcani il partner di ferro e’ la Serbia, come in Europa e’ l’Ungheria.
Una rete cosi’ estesa di operazioni di influenza lascia intendere quali entita’ di risorse Mosca dedichi alla guerra d’attrito condotta con metodologie ibride: dai social network ai club sportivi fino ai partiti politici.
E’ la prima volta che una guerra d’attrito viene condotta con tattiche ibride – che sommano piu’ dimensioni – ma e’ proprio questa caratteristica che piu’ mette in difficolta’ i Paesi europei.

Info:
https://www.fulm.org/blog/a-colloquio-con-maurizio-molinari-sul-suo-ultimo-libro-la-nuova-guerra-contro-le-democrazie/
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/la-nuova-guerra-contro-le-4bd5fff0

https://formiche.net/2025/02/nella-guerra-ibrida-contro-le-democrazie-si-gioca-il-futuro-delloccidente-il-libro-di-molinari/#content

Geoeconomia/ISPI

L’Europa nell’età dell’insicurezza. Le sfide di un continente fragile – ISPI – Mondadori (2024)


Ulteriori aspetti da considerare per valutare gli effetti dell’invasione russa dell’Ucraina.
Di fronte al tentativo dell’Occidente di isolarla economicamente e politicamente, oltre al legame sempre piu’ stretto con la Cina e l’India, Mosca ha intensificato i rapporti con la rete di alleanze e organizzazioni (in particolare Shanghai Cooperation Organisation e BRICS) che si e’ costruita negli ultimi decenni nel contesto asiatico e globale. L’attivismo politico della Russia si rivolge in particolare ai paesi asiatici, africani e sudamericani del cosiddetto «Sud Globale» […]
Pur senza schierarsi accanto alla Russia, molti paesi del Sud Globale – dall’India al Sudafrica, al Brasile – hanno manifestato una posizione non appiattita su quella dell’Occidente a guida statunitense. In particolare, all’Assemblea generale dell’ONU
molti Stati si sono astenuti o hanno votato contro le risoluzioni di condanna della Russia per l’invasione dell’Ucraina.
In effetti e’ molto importante comprendere che se l’Occidente ha condannato in maniera pressoche’ univoca la Russia, molti altri paesi si sono comportati altrimenti. Alcuni sono rimasti neutrali; altri, pur denunciando l’invasione, hanno in realta’ rafforzato i legami economici con Mosca. Nonostante le minacce occidentali di ritorsioni economiche, la Cina, l’India, praticamente tutta l’Asia (eccetto Giappone, Corea del Sud e Taiwan), tutta l’Africa e tutta l’America Latina continuano a commerciare (direttamente o tramite intermediari) con la Russia. Un atteggiamento che non puo’ essere ridotto soltanto agli interessi economici.

Info:
https://www.mondadori.it/approfondimenti/unione-europea-le-sfide-di-un-continente-fragile-nell-eta-dell-insicurezza/

Europa/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ superare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)

La guerra russo-ucraina e’ multidimensionale: e’ combattuta militarmente in Ucraina, economicamente tra Occidente e Russia, in termini di sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo, ed economicamente e tecnologicamente a livello globale.
Nella sua dimensione energetica, la si combatte principalmente in Europa.
Questo e’ dovuto al fatto che in una relazione fossile interdipendente come quella tra Ue e Russia, i prezzi sono fondamentali per determinare il potere contrattuale delle parti in gioco. Quando questi sono bassi, come e’ avvenuto tra il 2014 e il 2021, gli acquirenti hanno una maggiore influenza […]
Quando i prezzi sono aumentati alla fine del ’21, Putin ha poi deliberatamente alimentato questa tendenza facendo ridurre alla societa’ energetica russa Gazprom i livelli di stoccaggio in Europa e trattenendo ulteriori volumi di gas sui mercati spot. Cio’ ha contribuito a riempire le casse di Mosca e ad aumentare l’influenza russa sull’Europa in preparazione della guerra.
Putin deve essere stato sicuro che, di fronte ai prezzi elevati e alla dipendenza dalla Russia per il gas, l’Europa avrebbe ancora una volta abbaiato senza avere il coraggio di mordere. Non diversamente dal 2008, quando la Russia invase la Georgia.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Geoeconomia/Ispi

L’Europa nell’età dell’insicurezza. Le sfide di un continente fragile – ISPI – Mondadori (2024)


Sapevamo gia’ da molti anni di stare attraversando una sorta di «crisi costituente» della societa’ internazionale.
Una crisi spinta dall’inevitabile invecchiamento del disegno istituzionale concepito tra la meta’ e gli ultimi decenni del Novecento (e sedimentato in organizzazioni quali le Nazioni Unite, la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e, piu’ recentemente, il G7); alimentata, piu’ in profondita’, dal declino della centralita’ dell’Occidente e dal conseguente riflusso dell’impatto occidentale sul resto del mondo; resa ancora piu’ insidiosa dall’apparente e almeno parziale cedimento dell’impalcatura «vestfaliana» della convivenza internazionale come, essenzialmente, politica interstatale […]
La polemica senza fine sui «doppi standard» […] e’ potuta apparire come una tensione, se non un’aperta contraddizione, tra la condanna giuridica e morale dell’aggressione russa all’Ucraina e la totale impunita’ per l’aggressione anglo-americana all’Iraq di solo vent’anni prima; tra il sostegno di fatto a cinquantacinque anni di occupazione israeliana dei Territori palestinesi e la mobilitazione anche militare contro l’occupazione russa della Crimea e del Donbass; per non parlare della solidarieta’ o dell’indulgenza nei confronti dello spaventoso massacro della popolazione civile di Gaza da parte degli stessi paesi che, per molto meno, non avevano esitato a intervenire anche militarmente in Kosovo nel 1999 e in Libia nel 2011.
Dietro le polemiche sui doppi standard, poi,
non e’ difficile intravedere uno scontro ancora piu’ profondo su chi abbia diritto di parlare a nome di tutti,
dichiarando quando una cosa riguardi la comunita’ internazionale e quando no, definendo e ridefinendo il significato delle parole (aggressione, occupazione, terrorismo, violenze di massa)

Info:
https://www.mondadori.it/approfondimenti/unione-europea-le-sfide-di-un-continente-fragile-nell-eta-dell-insicurezza/

Economia di mercato/Stiglitz

La strada per la libertà – Joseph E. Stiglitz – Einaudi (2024) 


[Il] fatto che i mercati totalmente privi di regole, oppure regolamentati in maniera inadeguata, portino a risultati socialmente indesiderabili dovrebbe essere ovvio a chiunque sia vissuto nell’ultima parte del XX secolo o nei primi anni del nuovo millennio.
Si pensi alla crisi degli oppioidi, creata in non piccola parte dalle case farmaceutiche e dalle farmacie pronte a sfruttare le persone in condizioni di sofferenza fisica; si pensi ai produttori di sigarette, creatori di prodotti mortali e che provocano dipendenza; si pensi alle molteplici truffe che defraudano gli anziani e altre categorie di persone; si pensi alle aziende del settore alimenti e bevande, capaci di pubblicizzare i propri prodotti nocivi per la salute in forma cosi’ aggressiva e per un periodo cosi’ lungo che il Paese si trova ad affrontare un’epidemia di diabete infantile; e si pensi anche alle compagnie petrolifere e carbonifere che incassano miliardi di dollari mentre mettono a repentaglio il pianeta.
E’ difficile pensare a un angolo del nostro sistema capitalistico in cui non avvenga una qualche forma di truffa o di sfruttamento […]
Le conseguenze del progetto neoliberista nel resto del mondo non sono migliori.
In Africa, le politiche del Washington Consensus hanno condotto a un processo di deindustrializzazione e a un quarto di secolo di crescita quasi zero del reddito pro capite.
Negli anni Ottanta l’America Latina ha vissuto quello che da piu’ parti viene definito il Decennio perduto.
In molti Paesi, il rapido afflusso e l’altrettanto rapido deflusso di capitale durante le politiche di liberalizzazione del mercato dei capitali e di quello finanziario hanno portato a una crisi dopo l’altra: piu’ di un centinaio in tutto il mondo.
Le disuguaglianze che contraddistinguevano gli Stati Uniti non erano che l’ombra di quanto accadeva altrove. Imposte ai Paesi dell’ex Unione Sovietica, le politiche del Washington Consensus portarono alla deindustrializzazione anche li’. La Russia, un tempo potente, venne ridotta per la gran parte a un’economia dipendente dalle risorse naturali, delle dimensioni all’incirca di quella della Spagna.

 

Geoeconomia/Todd

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd – Fazi (2024)

Nella cronaca dell’attualita’ e’ stata alimentata l’idea assurda che l’invasione della Russia in Ucraina avesse indispettito la Cina e che questa addirittura esitasse tra il sostegno e la punizione.
Questo scollamento dalla realta’ richiederebbe piu’ che altro l’intervento di uno psichiatra, magari un geopsichiatra.
Da almeno un decennio, gli Stati Uniti hanno individuato nella Cina il loro principale avversario, prima ancora della Russia. I leader del Partito Comunista Cinese sanno perfettamente che se cadesse la Russia toccherebbe a loro.
Che in un simile contesto il piccolo mondo della NATO abbia ipotizzato l’adesione della Cina e’, a dirla tutta, sconcertante.
Questo delirio (e’ il termine tecnico appropriato) presuppone due condizioni. Innanzitutto, l’assenza spaventosa di un minimo di intelligenza geopolitica da parte dei nostri dirigenti e dei giornalisti; in secondo luogo, una presunzione talmente colossale da sospettarla di razzismo. Aspettarsi che la Cina si allinei con l’Occidente contro la Russia presuppone che Xi Jinping e il suo entourage siano solo degli sprovveduti e implica, ancora una volta, che l’uomo bianco sia ovviamente un essere superiore.

Info:
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-fatto-quotidiano.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-riformista.pdf?

https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-manifesto.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-giornale.pdf?https://contropiano.org/interventi/2024/11/11/la-sconfitta-delloccidente-oligarchico-e-nichilista-0177418
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/emmanuel-todd-gli-oligarchi-e-il-nichilismo-hanno-distrutto-le-democrazie-e-la-sconfitta-delloccidente-fd56b6be
https://www.repubblica.it/venerdi/2024/09/28/news/emmanuel_todd_sconfitta_occidente_ultimo_libro-423521727/

https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29325-gian-marco-martignoni-la-sconfitta-dell-occidente.html

Europa/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ suoerare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)


L’Europa, e in particolare l’Unione europea, giocheranno probabilmente un ruolo fondamentalmente diverso nell’odierna competizione globale rispetto a quanto visto durante la Guerra fredda.
Nel XX secolo, l’Europa rappresentava per gli Stati Uniti e per l’Urss un’importante fetta della torta da spartirsi, tanto che la Guerra fredda inizio’ appunto in Europa, quando il nostro continente venne diviso in due parti alla fine della Seconda guerra mondiale.
L’odierna rivalita’ strategica tra Stati Uniti e Cina si svolge invece principalmente in ambito economico e tecnologico, piu’ che territoriale. In questo contesto l’Ue non e’ piu’ sul tavolo, ma ha piuttosto un posto a tavola, una tavola economica e tecnologica alla quale si giochera’ alternando di volta in volta rivalita’, competizione e cooperazione.
A questo gioco globale, un’Europa alla ricerca di sicurezza e transizione dovra’ rafforzare la propria autonomia e affrontare scelte difficili che riguardano i rapporti transatlantici e le relazioni con Pechino.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Geoeconomia/Massolo

Realpolitik. Il disordine mondiale e le minacce per l’Italia – Giampiero Massolo, Francesco Bechis – Solferino (2024)


Lo stare al mondo si traduce ancora prevalentemente nella difesa coriacea e a tratti un po’ dogmatica dei singoli interessi nazionali.
Ora che il disimpegno americano e le sfide di Russia e Cina imporrebbero all’Europa di proiettare potenza e di assumere un ruolo come blocco, di rafforzare l’autonomia strategica in settori chiave come la difesa, l’innovazione e il digitale, l’energia, succede l’opposto.
Sono piuttosto gli Stati membri, alcuni piu’ di altri, a servirsi dell’Unione per aumentare il loro peso nazionale e la loro proiezione esterna, in sostanza a sovrapporre il proprio interesse nazionale all’interesse europeo. Il risultato e’ lo stallo.
Il rischio concreto, spesso confermato dai fatti, e’ l’irrilevanza dell’Europa nel suo complesso sullo scenario globale.
Questa visione riduttiva, molto identitaria ed eccessivamente pragmatica finisce per muovere tutti i grandi Paesi europei […]
E’ un metodo che persiste, nonostante tutto, favorito anche dalla bolla nella quale per molto tempo si e’ cullata l’Europa. Quel triplice sogno dell’era merkeliana, gia’ piu’ volte ricordato e ormai tramontato, di garantire la resilienza del continente, delegando la sicurezza agli americani, le forniture energetiche ai russi, i mercati ai cinesi.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/realpolitik-di-giampiero-massolo-e-francesco-bechis/
https://www.agi.it/estero/news/2024-05-30/libri-realpolitik-massolo-attrezzarsi-per-un-mondo-anarchico-26583006/

https://www.ilmessaggero.it/libri/realpolitik_il_libro_che_mette_ordine_al_disordine_mondiale-8109413.html
https://formiche.net/2024/06/recensione-di-realpolitik-massolo-bechis/#content
https://blog.ilgiornale.it/franza/2024/06/15/realpolitik-il-disordine-mondiale-e-le-minacce-per-litalia-il-libro-dellambasciatore-massolo-e-del-giornalista-bechis/

Geoeconomia/Massolo

Realpolitik. Il disordine mondiale e le minacce per l’Italia – Giampiero Massolo & Francesco Bechis – Solferino (2024)


La sfida revisionista di Russia e Cina all’ordine mondiale a guida americana trova infatti nell’Italia uno dei piu’ avvincenti campi di battaglia, perche’ essa e’ insieme il crocevia tra l’Europa settentrionale e quella centrorientale e il perno strategico del fianco sud della Nato, Paese chiave nelle geometrie del Mediterraneo.
Se l’obiettivo delle due potenze e’ simile, le sfide sono diverse.
La Cina lavora sul lungo periodo: non vuole destabilizzare l’attuale ordine mondiale, ma sostituirlo con un ordine alternativo di cui si immagina egemone, e quindi utilizza l’intelligence per ridurre piu’ in fretta il gap tecnologico e industriale che la separa dall’Occidente e per proiettarsi in aree geopolitiche dov’era assente (si pensi al Medio Oriente).
Alla Russia questa egemonia e’ e restera’ preclusa, sicche’ Putin non ha interesse a creare un nuovo ordine. La «sua» Russia prospera piuttosto sulla destabilizzazione dell’ordine attuale.
Da noi, quest’ambizione dello zar si traduce in una sottile ma pervicace opera di influenza politica, soprattutto nel tentativo costantemente riproposto – e finora fortunatamente fallito – di manovrare i meccanismi del consenso, d’influire sull’opinione pubblica.
La promozione di un terzaforzismo che faccia leva sulle crepe e le incongruenze del blocco euro-atlantico viene perseguita nella convinzione che il nostro Paese sia particolarmente permeabile a questi messaggi. In effetti parlano da se’ i sondaggi sulla guerra in Ucraina: se la stanchezza dell’Occidente per il sostegno alla resistenza di Kiev si fa sentire ovunque, e’ da noi che per prima ha fatto breccia. E con essa si incunea con piu’ facilita’ la propaganda russa: corre nella bolla social, rimbalza sul web e i media, trova posto nei salotti dei talk show.
L’Italia non e’ dunque un campo neutrale nello scontro di interessi e ambizioni che vede contrapposti l’Occidente e i suoi rivali […]
Serve considerare con realismo la politica internazionale, per muoversi in questo caos, e con realismo definire il proprio interesse nazionale, partendo da una collocazione chiara. Per l’Italia la scelta occidentale non ha alternative: siamo con l’Europa, con gli Stati Uniti, con la Nato.
L’ambiguita’ ha un prezzo troppo alto. Attenzione, fare questa scelta di fondo non significa rifiutarsi di cooperare con gli altri: non abbiamo bisogno, e per fortuna il rischio e’ remoto, di quello «scontro tra civilta’» preconizzato quasi trent’anni fa dal politologo Samuel Huntington. Ben vengano gli scambi commerciali con la Cina, le interlocuzioni con il Sud del mondo, restino aperti i canali con chi milita in campi avversi, purche’ non si confondano i piani e sia chiaro il punto di fondo della nostra appartenenza.
Con gli alleati si puo’ essere in disaccordo su singole questioni, ma si condividono i valori fondamentali; con i competitor si possono condividere singole iniziative e opportunita’, ma i principi restano diversi […]
Scegliere il campo, distinguere la sicurezza dalla convenienza, alzare la guardia contro le minacce. Ecco i presupposti per promuovere e difendere il proprio interesse nazionale in un mondo sospeso e turbolento, segnato dal ritorno alla great power competition, la competizione tra grandi potenze.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/realpolitik-di-giampiero-massolo-e-francesco-bechis/
https://www.agi.it/estero/news/2024-05-30/libri-realpolitik-massolo-attrezzarsi-per-un-mondo-anarchico-26583006/

https://www.ilmessaggero.it/libri/realpolitik_il_libro_che_mette_ordine_al_disordine_mondiale-8109413.html
https://formiche.net/2024/06/recensione-di-realpolitik-massolo-bechis/#content
https://blog.ilgiornale.it/franza/2024/06/15/realpolitik-il-disordine-mondiale-e-le-minacce-per-litalia-il-libro-dellambasciatore-
massolo-e-del-giornalista-bechis/