Geoeconomia/Zizek

Punto zero – Slavoj Žižek – il Saggiatore (2026)

All’inizio dell’Ottocento, la Cina proibi’ l’importazione dell’oppio dall’India (all’epoca, sotto il dominio britannico) e tutte le grandi potenze occidentali (piu’ il Giappone) la attaccarono sostenendo che un paese che limitava il libero scambio si stava autoescludendo dalla societa’ civilizzata.
Inoltre, un posto del genere andava ricondotto alla civilta’, anche se cio’ avrebbe comportato un intervento militare. Il risultato fu un’incredibile devastazione socio-economica della Cina che, nel giro di vent’anni, perse piu’ della meta’ della sua produzione interna.
E oggi l’Occidente sviluppato sta imponendo i suoi dazi alla Cina, un’iniziativa disperata di nazioni piu’ arretrate per proteggere le proprie industrie obsolete.
Importare dalla Cina andava bene finche’ le fabbriche del paese si limitavano ad assemblare componenti che erano stati progettati nell’Occidente industrializzato (ricordiamoci cosa fa Foxconn per Apple). Ma quando l’industria cinese e’ diventata ingegnosa e creativa, spesso superando i suoi corrispettivi in America ed Europa, l’Occidente ha riscoperto qual era l’aspetto che piu’ ne disprezzava in passato.

Info:
https://www.liminarivista.it/comma-22/slavoj-zizek-punto-zero-macerie-populismo-neofeudalesimo-digitale/
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/2026_05_03-Lettura-Zizek.pdf
https://archivista.info/index.php/2026/06/24/slavoj-zizek-punto-zero/
https://rocca.cittadella.org/rubrica/recensioni/slavoj-zizek-punto-zero/

Geoeconomia/Roubini

La grande catastrofe. Dieci minacce per il nostro futuro e le strategie per sopravvivere – Nouriel Roubini – Feltrinelli (2023)

Graham Allison, docente di Harvard, ha messo alla prova questa antica tesi nel suo libro Destinati alla guerra. Possono l’America e la Cina sfuggire alla trappola di Tucidide? […]
Tenetevi stretti. Se la nuova Guerra fredda fra Stati Uniti e Cina rimodella la realta’ globale economica e geopolitica, potrebbe essere una Cina autoritaria a dettare nuove regole.
E in questa Guerra fredda ogni parte si affidera’ agli alleati per affrontare l’altra potenza. Gli Stati Uniti hanno gli alleati NATO in Europa e altri in Asia come Giappone, Corea del Sud, Australia e ora, sempre di piu’, l’India che teme l’ascesa della Cina.
Da parte sua Pechino ha alcuni alleati de facto: Russia, Iran e Corea del Nord, nonche’ il Pakistan e altre nazioni, tutte potenze revisioniste che stanno cercando di sfidare l’ordine globale economico, finanziario e geopolitico creato da Stati Uniti e Occidente dopo la Seconda guerra mondiale.
Insomma, si sta rapidamente sviluppando una piu’ ampia Guerra fredda tra Occidente e Cina (piu’ alleati), e la brutale invasione russa dell’Ucraina e’ una delle prime salve di cannone di una Guerra fredda che probabilmente diventera’ calda in qualche momento dei prossimi due decenni.

Info:
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?docid=alma9939922439006046&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI
https://www.pandorarivista.it/articoli/convivere-con-la-catastrofe-di-pablo-servigne-e-raphael-stevens/

https://businessweekly.it/la-grande-catastrofe/

Populismo/Dardot

La scelta della guerra civile. Un’altra storia del neoliberalismo – Dardot Pierre, Haud Gueguen, Christian Laval, Pierre Sauvetre – Meltemi (2023)

Non comprenderemmo la rabbia nazionalista dagli accenti populisti che si e’ impossessata di questa destra reazionaria se non la legassimo all’idealizzazione di una liberta’ che sarebbe la caratteristica propria dell’Occidente cristiano, esso stesso ridotto alla sua popolazione bianca.
Difendere i confini della civilta’, erigere muri contro l’invasione degli stranieri, ridisegnare i confini di un popolo “originario” e lavorare per ridefinire l’identita’ nazionale sono tutte attivita’ che vanno di pari passo.
Tutto cio’ passa in modo particolare attraverso la stigmatizzazione dei nuovi nemici: i messicani per Trump, i migranti in Italia e in Ungheria, i musulmani un po’ dappertutto.
Questi nemici esterni si aggiungono e si mischiano ai nemici politici e culturali in patria: il Partito dei lavoratori in Brasile, l’Unione Europea per la destra britannica e i leader ungheresi e polacchi, gli “islamo-gauchi- stes” per il governo di Macron e la destra francese.
Il suprematismo bianco, razzista e colonialista visto negli Stati Uniti e in alcuni paesi dell’America Latina rappresenta la forma esacerbata di questo odio per tutti i barbari nemici della“societa’ libera”.
Questo modo di governare attraverso i valori funziona demonizzando i “corpi estranei”, al fine di garantire l’omogeneita’ immaginaria del gruppo. Consiste nel mantenere il panico morale facendo credere che l’identita’ della comunita’ nazionale sia in pericolo, che la sua integrita’ sia minacciata dal pericolo migratorio, dalla perversione intellettuale delle elite, dal globalismo e dal multiculturalismo.
Ridisegnate in questo modo, “dall’alto”, e in opposizione alle elite malvagie, questo popolo possiede ovviamente ogni attributo positivo immaginabile, che sia in termini di fede, di famiglia, di orientamento sessuale o di patriottismo.
E’ in nome di questo “vero popolo” che lo Stato si concede il diritto di esercitare tutte le forme di coercizione contro le minoranze dannose che non gli appartengono […]
Questi esponenti della destra neoliberale e reazionaria stanno riscrivendo un romanzo nazionale fondato sul risentimento.

Info:
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/massimiliano-guareschi-il-manifesto-12-febbraio-2024-quel-neoliberismo-autoritario-su-la-scelta-della-guerra-civile-aa.-vv.-meltemi.pdf
https://www.carmillaonline.com/2024/01/24/una-guerra-civile-strisciante-e-costante/
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/27174-christian-laval-haud-gueguen-pierre-dardot-pierre-sauvetre-la-scelta-della-guerra-civile.html
https://ilmanifesto.it/pierre-dardot-un-abbraccio-mortale-per-la-gauche
https://ilmanifesto.it/il-neoliberismo-autoritario
https://www.pandorarivista.it/articoli/per-una-prassi-istituente-recensione-a-del-comune-o-della-rivoluzione-nel-xxi-secolo/

Capitalismo/Milanovic

Capitalismo contro capitalismo – Branko Milanovic – Laterza (2020)


Il dominio del mondo da parte del capitalismo si esprime in due diverse versioni di questo sistema economico-sociale: il capitalismo liberal-meritocratico che si e’ sviluppato gradualmente in Occidente negli ultimi duecento anni […] e il capitalismo politico, o autoritario, guidato dallo Stato che e’ esemplificato dalla Cina, ma esiste anche in altre parti dell’Asia (Singapore, Vietnam, Myanmar), dell’Europa e dell’Africa (Russia e paesi del Caucaso, Asia centrale, Etiopia, Algeria, Ruanda)[…]
Come spesso e’ accaduto nella storia dell’umanita’, all’ascesa e all’apparente trionfo di un sistema o di una religione segue presto una sorta di scisma tra varianti dello stesso credo. Dopo essersi imposto nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente, il cristianesimo visse feroci dispute ideologiche e divisioni (la maggiore quella fra ortodossia e arianesimo) per approdare infine al primo Grande Scisma tra la Chiesa

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/capitalismo-contro-capitalismo-di-branko-milanovic/
https://www.doppiozero.com/branko-milanovic-capitalismo-contro-capitalismo
https://it.linkedin.com/pulse/recensione-di-capitalismo-contro-branko-milanovic-nicola-lensi

https://www.radiopopolare.it/la-solitudine-del-capitalismo-diviso-tra-oriente-e-occidente-intervista-alleconomista-branko-milanovic
https://jacobinitalia.it/non-ce-nessuna-eta-delloro-del-capitalismo/

Geoeconomia/Dian

La Cina, gli Stati Uniti e il futuro dell’ordine internazionale – Matteo Dian – il Mulino (2021)


I teorici critici e post-coloniali hanno messo in evidenza la necessita’ di superare l’idea che la politica internazionale contemporanea sia fondata su un’unica modernita’, vestfaliana e capitalista, sviluppatasi in Europa per essere esportata in altre aree del mondo.
Cio’ comporta due conseguenze fondamentali, sul piano analitico e sul piano politico.
Analiticamente, sarebbe quindi sbagliato cercare di comprendere la politica internazionale del mondo non occidentale attraverso le «leggi» derivate dallo studio dell’Occidente e della sua storia. Di conseguenza, viene respinta con forza l’idea che l’ascesa cinese possa essere comparata a quella delle potenze europee del XIX e XX secolo.
Dal punto di vista politico, si rifiuta l’idea che gli stati non occidentali debbano semplicemente compiere un processo di socializzazione e inclusione nell’ordine internazionale creato e dominato da potenze occidentali. Al contrario, la Cina e gli altri stati non occidentali sono considerati in grado di contribuire all’ordine internazionale con le loro idee e preferenze, considerate legittime quanto quelle liberal democratiche occidentali.

Info:
https://sinosfere.com/2022/04/08/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dellordine-internazionale-di-matteo-dian-recensione-di-silvia-menegazzi/
letture.org/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dell-ordine-internazionale-matteo-dian
https://www.marx21.it/cultura/libri/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dellordine-internazionale-matteo-dian/
https://secondotempo.cattolicanews.it/news-il-sottile-equilibrio-cina-usa-nel-nuovo-ordine-internazionale

Geoeconomia/Maronta

Deglobalizzazione. Se il tramonto dell’America lascia il mondo senza centro – Fabrizio Maronta – Hoepli (2024)

La storia della «nostra» globalizzazione e’, in nuce, la storia di un doppio e convergente movimento.
Da un lato la definitiva affermazione del modello capitalistico statunitense, cui il crollo del blocco sovietico a economia pianificata toglie l’unico residuo antemurale; dall’altro lato, specie a partire dagli anni novanta del Novecento, l’adozione di quel modello su scala enorme, inedita, da parte delle economie asiatiche.
Su tutte la Cina, che ne fa il motore della propria rincorsa alla modernita’.
Una modernizzazione concepita non come fine in se’, ma come mezzo di affrancamento dalla subalternita’ a un Occidente di cui la dirigenza del partito-Stato riprende tecnica e a volte stilemi, ma non la meccanicistica subordinazione della politica all’economia. Quest’ultima resta infatti uno strumento sovrano a servizio di un fine diverso da quello prettamente economico e commerciale.
Il fine e’, a un tempo, politico e geopolitico.
E’ politico nella misura in cui persegue il «glorioso arricchimento» dei singoli come mezzo di pacificazione sociale, coesione nazionale e preservazione del Partito comunista cinese quale unico soggetto titolato a detenere il potere e a incarnare lo Stato. E’ geopolitico in quanto usa la ritrovata salienza per proiettare all’esterno la potenza nazionale, in modo da consolidare i traguardi interni, riscattare la lunga fase di declino (rispetto al glorioso passato imperiale) e rivendicare al paese un «giusto rango» nella gerarchia mondiale.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/deglobalizzazione-intervista-a-fabrizio-maronta/
https://www.letture.org/deglobalizzazione-fabrizio-maronta

Geoeconomia/ISPI

L’Europa nell’età dell’insicurezza. Le sfide di un continente fragile – ISPI – Mondadori (2024)


Ulteriori aspetti da considerare per valutare gli effetti dell’invasione russa dell’Ucraina.
Di fronte al tentativo dell’Occidente di isolarla economicamente e politicamente, oltre al legame sempre piu’ stretto con la Cina e l’India, Mosca ha intensificato i rapporti con la rete di alleanze e organizzazioni (in particolare Shanghai Cooperation Organisation e BRICS) che si e’ costruita negli ultimi decenni nel contesto asiatico e globale. L’attivismo politico della Russia si rivolge in particolare ai paesi asiatici, africani e sudamericani del cosiddetto «Sud Globale» […]
Pur senza schierarsi accanto alla Russia, molti paesi del Sud Globale – dall’India al Sudafrica, al Brasile – hanno manifestato una posizione non appiattita su quella dell’Occidente a guida statunitense. In particolare, all’Assemblea generale dell’ONU
molti Stati si sono astenuti o hanno votato contro le risoluzioni di condanna della Russia per l’invasione dell’Ucraina.
In effetti e’ molto importante comprendere che se l’Occidente ha condannato in maniera pressoche’ univoca la Russia, molti altri paesi si sono comportati altrimenti. Alcuni sono rimasti neutrali; altri, pur denunciando l’invasione, hanno in realta’ rafforzato i legami economici con Mosca. Nonostante le minacce occidentali di ritorsioni economiche, la Cina, l’India, praticamente tutta l’Asia (eccetto Giappone, Corea del Sud e Taiwan), tutta l’Africa e tutta l’America Latina continuano a commerciare (direttamente o tramite intermediari) con la Russia. Un atteggiamento che non puo’ essere ridotto soltanto agli interessi economici.

Info:
https://www.mondadori.it/approfondimenti/unione-europea-le-sfide-di-un-continente-fragile-nell-eta-dell-insicurezza/

Geoeconomia/Ispi

L’Europa nell’età dell’insicurezza. Le sfide di un continente fragile – ISPI – Mondadori (2024)


Sapevamo gia’ da molti anni di stare attraversando una sorta di «crisi costituente» della societa’ internazionale.
Una crisi spinta dall’inevitabile invecchiamento del disegno istituzionale concepito tra la meta’ e gli ultimi decenni del Novecento (e sedimentato in organizzazioni quali le Nazioni Unite, la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e, piu’ recentemente, il G7); alimentata, piu’ in profondita’, dal declino della centralita’ dell’Occidente e dal conseguente riflusso dell’impatto occidentale sul resto del mondo; resa ancora piu’ insidiosa dall’apparente e almeno parziale cedimento dell’impalcatura «vestfaliana» della convivenza internazionale come, essenzialmente, politica interstatale […]
La polemica senza fine sui «doppi standard» […] e’ potuta apparire come una tensione, se non un’aperta contraddizione, tra la condanna giuridica e morale dell’aggressione russa all’Ucraina e la totale impunita’ per l’aggressione anglo-americana all’Iraq di solo vent’anni prima; tra il sostegno di fatto a cinquantacinque anni di occupazione israeliana dei Territori palestinesi e la mobilitazione anche militare contro l’occupazione russa della Crimea e del Donbass; per non parlare della solidarieta’ o dell’indulgenza nei confronti dello spaventoso massacro della popolazione civile di Gaza da parte degli stessi paesi che, per molto meno, non avevano esitato a intervenire anche militarmente in Kosovo nel 1999 e in Libia nel 2011.
Dietro le polemiche sui doppi standard, poi,
non e’ difficile intravedere uno scontro ancora piu’ profondo su chi abbia diritto di parlare a nome di tutti,
dichiarando quando una cosa riguardi la comunita’ internazionale e quando no, definendo e ridefinendo il significato delle parole (aggressione, occupazione, terrorismo, violenze di massa)

Info:
https://www.mondadori.it/approfondimenti/unione-europea-le-sfide-di-un-continente-fragile-nell-eta-dell-insicurezza/

Societa’/Todd

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd – Fazi (2024)

Sul piano delle concezioni sociali, l’intero mondo protestante condivideva, in una misura o nell’altra, l’idea, ereditata dalla dottrina della predestinazione, secondo cui alcuni sono eletti e altri dannati, per cui gli uomini non sono tutti uguali.
Si trattava di una disuguaglianza netta in Germania e attenuata nei Paesi Bassi, in Inghilterra e in America, ma che in tutti i casi si opponeva all’idea cattolica (e ortodossa) dell’uguaglianza fondamentale di tutti gli uomini, mondati dal peccato originale attraverso il battesimo.
Non sorprende, dunque, che le due forme piu’ potenti o durevoli di razzismo siano emerse nei paesi protestanti. Il nazismo si e’ radicato nelle regioni luterane della Germania: la mappa del voto nazista nel 1932 rispecchia quella del protestantesimo. Quanto alla fissazione americana per i neri, ha anch’essa molto a che vedere con il protestantesimo. Infine, non vanno dimenticate l’eugenetica e le sterilizzazioni forzate, in particolare nella Germania nazista, in Svezia tra il 1935 e il 1976 e negli Stati Uniti tra il 1907 e il 1981: sono il logico risultato di un ambiente protestante che non riconosce tutti i diritti fondamentali a ogni singolo individuo.
Pertanto, il protestantesimo e’ doppiamente al centro della storia dell’Occidente, nel bene con il fiorire dell’istruzione e successivamente dell’economia, e nel male con l’idea che gli esseri umani non siano tutti uguali.
E’ stato anche il motore principale dello sviluppo degli Stati nazionali […] Effettivamente, esigendo la traduzione della Bibbia in lingua volgare, Lutero e i suoi seguaci hanno contribuito in maniera determinante alla formazione di culture nazionali e di Stati potenti, bellicosi e consapevoli di se’: l’Inghilterra di Cromwell, la Svezia di Gustavo Adolfo e la Prussia di Federico II. Il protestantesimo ha dato origine a dei popoli che, a furia di leggere troppo la Bibbia, hanno finito con il credersi gli eletti di Dio.

Info:
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-fatto-quotidiano.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-riformista.pdf?

https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-manifesto.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-giornale.pdf?https://contropiano.org/interventi/2024/11/11/la-sconfitta-delloccidente-oligarchico-e-nichilista-0177418
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/emmanuel-todd-gli-oligarchi-e-il-nichilismo-hanno-distrutto-le-democrazie-e-la-sconfitta-delloccidente-fd56b6be
https://www.repubblica.it/venerdi/2024/09/28/news/emmanuel_todd_sconfitta_occidente_ultimo_libro-423521727/

https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29325-gian-marco-martignoni-la-sconfitta-dell-occidente.html

Societa’/Todd

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd – Fazi (2024)

L’aggettivo “liberale”, qui aggiunto a “democrazia”, serve a esprimere la tutela delle minoranze che modera la forza del principio maggioritario.
Nel caso della Russia, invece, in cui il governo viene votato e sostenuto, malgrado le imperfezioni che imbavagliano le minoranze, ho voluto mantenere il concetto di democrazia ma apponendovi come aggettivo qualificativo “autoritario” anziché “liberale”.
Riguardo all’Occidente, pero’, il malfunzionamento del meccanismo di rappresentanza della maggioranza rende ormai impossibile continuare a utilizzare il termine “democrazia”. Al contrario, nulla ci impedisce di mantenere il termine “liberale”, giacche’ nell’Ovest la protezione delle minoranze e’ divenuta un’ossessione. Il più delle volte pensiamo a coloro che sono oppressi, i neri o gli omosessuali, ma la minoranza meglio protetta nel mondo occidentale e’ senza dubbio quella dei ricchi, a prescindere che essi rappresentino l’1 per cento della popolazione, lo 0,1 o lo 0,01 per cento.
In Russia, invece, non sono protetti ne’ gli omosessuali ne’ gli oligarchi, percio’ le nostre democrazie liberali stanno diventando delle “oligarchie liberali”.
Tutto cio’ cambia, dunque, il significato ideologico della guerra. Annunciata dal pensiero dominante come la lotta delle democrazie liberali dell’Occidente contro l’autocrazia russa, questa diventa piuttosto un confronto tra le oligarchie liberali occidentali e la democrazia autoritaria russa […]
Possiamo gia’ individuare alcuni aspetti importanti:
– Ci troviamo effettivamente dinanzi al confronto di due sistemi ideologicamente contrapposti, anche se l’opposizione non e’ quella che ci e’ stata presentata.
E’, per cosi’ dire, sociologicamente normale che i partiti che rappresentano la classe operaia o la piccola borghesia dominante (in Francia il Rassemblement National e La France Insoumise, in Germania l’AfD, negli Stati Uniti Donald Trump) siano sospettati di simpatizzare per Putin. Le elite al potere temono che gli strati piu’ bassi della societa’ si orientino verso la Russia, i cui valori democratici autoritari ricordano un tratto caratteristico dei populismi occidentali.
– E’ facile comprendere per quale motivo le oligarchie liberali abbiano adottato le sanzioni economiche come strumento per condurre la guerra: sono infatti gli strati piu’ bassi della societa’ occidentale a patire maggiormente l’inflazione e il calo del tenore di vita.

Info:
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-fatto-quotidiano.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-riformista.pdf?

https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-manifesto.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-giornale.pdf?
https://contropiano.org/interventi/2024/11/11/la-sconfitta-delloccidente-oligarchico-e-nichilista-0177418
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/emmanuel-todd-gli-oligarchi-e-il-nichilismo-hanno-distrutto-le-democrazie-e-la-sconfitta-delloccidente-fd56b6be
https://www.repubblica.it/venerdi/2024/09/28/news/emmanuel_todd_sconfitta_occidente_ultimo_libro-423521727/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29325-gian-marco-martignoni-la-sconfitta-dell-occidente.html