Capitalismo/Chomsky

Ottimismo (malgrado tutto). Capitalismo, impero e cambiamento sociale – Noam Chomsky – Ponte alle Grazie (2018)

Ogni volta che si verifica una crisi, il contribuente e’ chiamato a salvare le banche e i principali istituti finanziari.
In un’autentica economia capitalistica questo non accadrebbe; i capitalisti che hanno fatto investimenti rischiosi e per questo sono falliti scomparirebbero. Ma i ricchi e i potenti non vogliono un sistema capitalistico; vogliono dirigere lo Stato-balia cosicche’, quando si trovano nei guai, il contribuente accorre in loro soccorso. L’espressione che lo esemplifica e’«troppo grande per fallire».
Qualche anno fa il Fondo monetario internazionale ha prodotto un interessante studio sugli utili delle grandi banche statunitensi da cui risulta che la maggior parte di essi deriva dai tanti vantaggi legati all’implicita polizza assicurativa del governo: non soltanto i salvataggi fiscali appena menzionati, ma anche l’accesso al credito a costi ridotti e altri meccanismi […]
La concentrazione della ricchezza conduce di necessita’ alla concentrazione del potere, che a sua volta si traduce in una legislazione che fa gli interessi dei ricchi e dei potenti e che di conseguenza alimenta ulteriormente la concentrazione del potere e della ricchezza.
Politiche come la fiscalita’, la deregolamentazione e le norme sulla gestione aziendale agevolano l’aumento della concentrazione della ricchezza e del potere.
E’ questo che e’ avvenuto nell’era neoliberista; ed e’ un circolo vizioso perennemente in azione. Lo Stato e’ li’ a garantire sicurezza e sostegni agli interessi dei settori privilegiati e potenti, mentre il resto della societa’ deve vedersela con la brutale realta’ del capitalismo.
Socialismo per i ricchi e capitalismo per i poveri.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/19738-sandro-moiso-pandemia-economia-e-crimini-della-guerra-sociale.html
https://pinobertelli.it/ottimismo-malgrado-tutto-capitalismo-impero-e-cambiamento-sociale/

https://www.ilroma.net/opinione/restare-ottimisti-nonostante-tutto

Capitalismo/Rodhes

Capitalismo Woke. Come la moralita’ aziendale minaccia la democrazia – Carl Rodhes – Fazi (2023)

La moderna filantropia dei miliardari e’ un esercizio del potere capitalistico, di fatto una sua estensione oltre i confini della sfera economica, che dirotta beni privati verso scopi collettivi, ma senza alcuna responsabilita’ pubblica.
Una filantropia che e’ profondamente antidemocratica e che serve a rafforzare il potere e l’influenza dei protagonisti miliardari della societa’ contemporanea.
Questi mega filantropi hanno infatti capito che, rispetto al tradizionale processo elettorale, le imprese apparentemente caritatevoli offrono loro una via di accesso ben piu’ agevole al potere politico e alla definizione delle politiche pubbliche.
Di fatto, cio’ significa che, mentre la mano destra elargisce miliardi alle cause filantropiche, la mano sinistra sottrae la speranza nella democrazia e nell’uguaglianza. E nulla cambia nel sistema che sta alla base della disuguaglianza e che la produce: l’accordo e’ che i doni dei miliardari vengano concessi a fronte della garanzia che non si realizzera’ alcuna modifica sostanziale al sistema che li ha resi straricchi.

Info:
https://www.micromega.net/capitalismo-woke/
https://maremosso.lafeltrinelli.it/interviste/capitalismo-woke-libro-carl-rhodes

https://www.centromachiavelli.com/2023/12/23/capitalismo-woke-recensione/
https://www.lafionda.org/2023/11/24/capitalismo-woke/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/12/26/capitalismo-woke-guardiamoci-bene-dalle-cause-che-trasformano-la-moralita-in-profitto/7391473/
https://www.corriere.it/economia/opinioni/23_febbraio_27/risveglio-capitalismo-filosofia-woke-che-addormenta-utili-521a9a10-b698-11ed-9695-a3af2d07bb2a.shtml
https://www.corriere.it/economia/opinioni/23_febbraio_27/risveglio-
capitalismo-filosofia-woke-che-addormenta-utili-521a9a10-b698-11ed-9695-a3af2d07bb2a.shtml

Stato/Mattei

Fuga dal capitalismo. Un libro che apre gli occhi finalmente – Clara E. Mattei – Fuoriscena (2026) 


La verita’ e’ che capitalismo e democrazia sono fondamentalmente incompatibili.
Sebbene i governi democratici, caratterizzati da libere elezioni e separazione dei poteri, siano un tratto delle societa’ capitaliste, la nostra visione della democrazia come sistema basato sui processi elettorali e’ incompleta. La vera democrazia richiede un minimo di soggettivita’ economica che nel capitalismo manca alla maggioranza delle persone […]
La legittimita’ del sistema elettorale, accompagnato dal pluralismo dei partiti, e’ un mezzo fondamentale impiegato dallo Stato capitalista per conservare il consenso: ci illude di avere voce in capitolo sull’assetto sociale. La conquista del suffragio universale da’ l’impressione di avere il potere collettivo di decidere il futuro del nostro Paese.
In fondo, possiamo votare per spodestare il governo in carica e rimpiazzarlo con un altro che ci sembri migliore e, soprattutto, diverso. La rivendicazione di differenze tra i partiti e’ senz’altro cruciale per preservare la legittimita’ del nostro sistema politico, poiche’ lascia credere che gli elettori, votando per l’uno o l’altro schieramento, stiano scegliendo tra alternative ben distinte […]
[Ma] tutti i partiti che ci governano, a prescindere dalle inclinazioni politiche, accettano il contesto capitalista in cui operano come una premessa indiscutibile. Persino il Partito comunista italiano e il Partito laburista inglese sono stati paladini di politiche di austerita’ in molte congiunture cruciali della storia. Quindi stiamo parlando di un consenso che trascende le ideologie e i partiti e viene abbracciato persino da chi e’ considerato dalla parte dei lavoratori […]
Cio’ significa che la condizione essenziale del buon governo e’ garantire le migliori condizioni generali per l’accumulazione del capitale. Anzi, il funzionamento stesso della macchina dello Stato dipende da tasse e prestiti, vale a dire i risultati dell’accumulazione di capitale.
In una societa’ capitalista, dunque, lo Stato assume un ruolo ben preciso: diventa portavoce dell’«interesse generale» – non di un capitalista specifico, ma dell’intera economia, un’economia che genera valore dallo sfruttamento della maggioranza.
E, ovviamente, una volta incatenata alla dipendenza dal mercato, anche la classe lavoratrice potra’ solo augurarsi che l’economia vada bene, per non perdere il lavoro.

Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/

https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei

Capitalismo/Mattei

Fuga dal capitalismo. Un libro che apre gli occhi finalmente – Clara E. Mattei – Fuoriscena (2026)


Occorre sottolineare un aspetto cruciale e ironico […]:
con il capitalismo emerse l’idea che tutti i cittadini godessero liberta’ politica ed economica.
Gli stessi processi che avevano privato le persone dei loro mezzi di sussistenza avrebbero tramutato gran parte degli individui in «lavoratori liberi».
Cosa significa «liberi» in questo contesto?
Il concetto racchiude l’aspetto che piu’ distingue il nostro sistema socioeconomico da quelli procedenti. Il nostro status di salariati liberi e’ davvero qualcosa di diverso: significa che siamo liberi di vendere il nostro lavoro a chiunque vogliamo.
Diversamente dagli schiavi dei tempi antichi, o dai sudditi feudali, noi siamo cittadini affrancati. Non siamo proprieta’ di nessuno; non siamo costretti a occupare il posto assegnato alla nascita nella gerarchia sociale; siamo uguali e liberi davanti alla legge.
Siamo «liberi» anche in un altro senso: siamo stati «liberati» dei nostri mezzi di sussistenza. Avendo perso il diritto di accesso alle terre, agli altri beni comuni e in generale ai nostri mezzi di produzione, adesso dobbiamo dipendere dal lavoro salariato.
Significa che economicamente non siamo piu’ liberi.
La maggioranza della popolazione vende il proprio lavoro come merce in cambio di denaro per comprare altre merci – cibo, affitto, utenze domestiche, servizi cellulari, assicurazioni, trasporti. E’ questa la struttura occulta della nostra dipendenza dal mercato, e una forma di coercizione implicita. E’ meno visibile, meno denunciabile, e dunque e’ piu’ facile spacciarla per un fatto incontestabile della vita.
Se non entriamo nel mercato del lavoro, non possiamo sopravvivere.

Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/

https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei

Capitalismo/Milanovic

Capitalismo contro capitalismo – Branko Milanovic – Laterza (2020)


Il dominio del mondo da parte del capitalismo si esprime in due diverse versioni di questo sistema economico-sociale: il capitalismo liberal-meritocratico che si e’ sviluppato gradualmente in Occidente negli ultimi duecento anni […] e il capitalismo politico, o autoritario, guidato dallo Stato che e’ esemplificato dalla Cina, ma esiste anche in altre parti dell’Asia (Singapore, Vietnam, Myanmar), dell’Europa e dell’Africa (Russia e paesi del Caucaso, Asia centrale, Etiopia, Algeria, Ruanda)[…]
Come spesso e’ accaduto nella storia dell’umanita’, all’ascesa e all’apparente trionfo di un sistema o di una religione segue presto una sorta di scisma tra varianti dello stesso credo. Dopo essersi imposto nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente, il cristianesimo visse feroci dispute ideologiche e divisioni (la maggiore quella fra ortodossia e arianesimo) per approdare infine al primo Grande Scisma tra la Chiesa

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/capitalismo-contro-capitalismo-di-branko-milanovic/
https://www.doppiozero.com/branko-milanovic-capitalismo-contro-capitalismo
https://it.linkedin.com/pulse/recensione-di-capitalismo-contro-branko-milanovic-nicola-lensi

https://www.radiopopolare.it/la-solitudine-del-capitalismo-diviso-tra-oriente-e-occidente-intervista-alleconomista-branko-milanovic
https://jacobinitalia.it/non-ce-nessuna-eta-delloro-del-capitalismo/

Societa’/Milanovic

Capitalismo contro capitalismo – Branko Milanovic – Laterza (2020)

Quello che fa il capitalismo globale e’ dare a noi come consumatori la possibilita’ di acquistare attivita’ che un tempo venivano fornite in natura dalla famiglia, dagli amici o dalla comunita’ […]
Il caso piu’ evidente e’ la mercificazione di attivita’ che un tempo si svolgevano all’interno delle famiglie estese e poi, con l’arricchimento della popolazione, all’interno delle famiglie nucleari.
La cucina si e’ trasformata in un’attivita’ esterna e spesso i componenti della famiglia non mangiano tutti insieme. Le pulizie, le riparazioni, il giardinaggio e la cura dei figli sono attivita’ piu’ commercializzate che in passato […] La crescita della cosiddetta gig economy commercializza il nostro tempo libero e i beni di cui disponiamo, che un tempo non venivano utilizzati per scopi commerciali. Uber nasce proprio dall’idea di sfruttare meglio il tempo libero […]
Ma affermare che le persone fanno molti lavori equivale a dire che non conservano impieghi individuali durevoli e che il mercato del lavoro e’ completamente «flessibile», con un ricambio molto frequente degli individui che entrano e escono dai posti di lavoro […]
Risulta quindi evidente che questi tre sviluppi sono interconnessi: (a) il mutamento nella formazione della famiglia (atomizzazione); (b) l’ampliamento della mercificazione a nuove attivita’; e (c) l’emergere di mercati del lavoro altamente flessibili con posti di lavoro temporanei. Se ce n’e’ uno, devono esserci per forza tutti e tre.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/capitalismo-contro-capitalismo-di-branko-milanovic/
https://www.doppiozero.com/branko-milanovic-capitalismo-contro-capitalismo
https://it.linkedin.com/pulse/recensione-di-capitalismo-contro-branko-milanovic-nicola-lensi

https://www.radiopopolare.it/la-solitudine-del-capitalismo-diviso-tra-oriente-e-occidente-intervista-alleconomista-branko-milanovic
https://jacobinitalia.it/non-ce-nessuna-eta-delloro-del-capitalismo/

Economia di mercato/Fornari

Cybercapitalismo. Fine del legame sociale? – Emanuela  Fornari – Bollati Boringhieri (2024)


“L’economia del debito” definisce la peculiare condizione economica dell’epoca contemporanea, che solitamente si fa risalire alla crisi del 2007-2008 […]
Noi, oggi, chiamiamo crisi del debito sovrano quella contingenza storica che ha investito l’intera Europa come diretta conseguenza della prima crisi dei subprime, ovvero la crisi del debito privato […]
Fondamento del capitalismo contemporaneo quella peculiare forma di sfruttamento rappresentata dal rapporto creditore-debitore: sistema di dominazione e assoggettamento asimmetrico diverso dalla logica di classe e giocato sul piano temporale, che fa del debito un vero e proprio dispositivo di cattura del tempo di vita del «soggetto indebitato», sempre piu’ contratto in un’alternanza spasmodica e incessante tra «insolvenza» e «solvibilita’»[…]
La peculiare natura di tale economia del debito non ha nulla a che vedere con la produzione e quasi tutto in comune con il politico […] Nella ricattatoria politica dell’austerity viene infatti attivato una sorta di double bind, ovvero un doppio imperativo: se da una parte siamo colpevolizzati e ammoniti a causa dello sfacelo economico risultante dal nostro egoismo edonistico, dall’altra il sistema stesso ci istiga a consumare sempre di piu’.
In effetti, il modo di risoluzione della crisi appare il consumo. Si pensi ai messaggi pubblicitari: «ognuno di voi e’ innocente, non avete nessuna responsabilita’ e vi meritate il paradiso della merce», ci dicono tutti i cartelloni, gli slogan e gli spot in tv. Sembra cosi’ che il nostro unico dovere sia quello di consumare in modo compulsivo. Una sorta di doppia ingiunzione viene veicolata da un unico discorso pubblico, che per un verso colpevolizza il soggetto e per l’altro lo incita a godere […]
Due morali che convivono in modo incomponibile nelle nostre societa’: da un lato una morale ascetica del lavoro e del debito – che veniva gia’ propagandata dal paradigma ordoliberista tedesco –, dall’altro una morale edonista del consumo di massa.

Info:
https://www.letture.org/cybercapitalismo-fine-del-legame-sociale-emanuela-fornari
https://www.incircolorivistafilosofica.it/recensione-a-cybercapitalismo-fine-del-legame-sociale/
https://www.doppiozero.com/cybercapitalismo-ovvero-capitalismo
https://www.linkiesta.it/2024/02/cybercapitalismo-la-metamorfosi-del-capitalismo-nellepoca-dellintelligenza-artificiale/

Geoeconomia/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

L’Italia era senz’altro il Paese europeo piu’ avanzato nel XV secolo, il centro piu’ vivo dell’Europa.
Gli studi della scuola storica francese delle «Annales» hanno per primi svelato come tutte le principali componenti del sistema che poi si affermera’ in seguito e che chiamiamo “capitalismo” nacquero in quel periodo nella Penisola. E’ in Italia, nell’Italia centro-settentrionale, che le citta’ prendono un nuovo protagonismo e centralita’, anche per via della loro densita’ territoriale relativa: Venezia, Firenze, Milano, Genova, Cremona, Mantova, Modena, Ferrara stanno in effetti in un fazzoletto e fanno a modo loro “sistema”, piu’ che non Anversa, Amsterdam o la Lega anseatica.
Come riporta Giorgio Ruffolo nel suo Il capitalismo ha i secoli contati, citando Fernand Braudel: «Banche, lettere di cambio, partita doppia, ragioneria, credito, conio di moneta, vendita a rate, cambi valute, finanze pubbliche, prestiti, colonialismo, disordini sociali, sofisticazione della forza lavoro, lotta di classe, crudelta’ sociali, atrocita’ politiche, tutto e’ gia’ in atto»[…]
L’Italia, che qui ancora e’ qualcosa di piu’ di una semplice “espressione geografica” ma qualcosa di meno di uno Stato, produce tutti gli elementi del futuro capitalismo, ma non il sistema in quanto tale.
Probabilmente, proprio perche’ non diventera’ uno Stato almeno fino al tardo Risorgimento.
Cosi’, nonostante avessimo inventato tutti gli ingredienti, non arrivammo mai in cucina a sfornare la nuova pietanza capitalistica propriamente detta.
Altresi’, questa osservazione ci dice che “capitalismo” non e’ solo una forma economica, ma il fatidico “qualcosa piu’ della somma delle parti”, ovvero un sistema complesso da cui emerge qualcos’altro.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Capitalismo/Rodhes

Capitalismo Woke. Come la moralita’ aziendale minaccia la democrazia – Carl Rodhes – Fazi (2023)

Mentre le imprese woke sono state messe alla gogna in quanto deboli, opportuniste e ipocrite, a oggi gran parte del pubblico dibattito sul “capitalismo woke” e’ stato dominato dalla critica secondo cui esso danneggerebbe il capitalismo stesso.
A detta dei suoi detrattori, infatti, poiche’ distratto da cause che non favoriscono la funzione propria delle imprese di massimizzare i profitti per gli azionisti, il capitalismo woke costituirebbe una minaccia per la prosperita’ e la crescita economica.
Secondo questi detrattori di ala conservatrice, inoltre, le aziende sono sempre piu’ attratte da questioni sociali politicamente corrette in un modo che va ben al di la’ del semplice woke washing. Il loro timore e’ che i dirigenti prendano sul serio il proprio impegno nei confronti del wokismo. Ancora peggio, questa serieta’ potrebbe indurli a perseguire cause woke a scapito di quello che dovrebbe essere il vero scopo del loro agire.
Le politiche progressiste e l’economia conservatrice sono semplicemente incompatibili e, per il bene del capitalismo, non dovrebbero essere mischiate […]
Accogliendo questa contrapposizione tra chi e’ woke e chi e’ conservatore, ci rimane ben poco spazio di manovra se vogliamo, invece, mantenere l’impegno per una politica democratica progressista e, contemporaneamente, contestare l’ingiustizia di un sistema capitalistico d’impresa che sembra non porre freno alla creazione di disuguaglianze a proprio vantaggio.
E se invece l’adozione del wokismo da parte delle imprese producesse effetti esattamente opposti a quelli condannati dai critici conservatori?
Anziche’ essere la campana a morto del capitalismo, il fatto che le imprese diventino woke non potrebbe essere piuttosto il mezzo con cui estendere il potere e la portata del capitalismo in modi estremamente problematici? […]
Se seguiamo questa linea di pensiero, i problemi per la democrazia sorgono nel momento in cui il peso considerevole delle risorse aziendali viene mobilitato per capitalizzare la moralita’ pubblica. Quando la nostra stessa moralita’ viene imbrigliata e sfruttata come risorsa aziendale, dietro c’e’ sempre all’opera l’interesse privato delle imprese. Ecco quindi che il dibattito civico e il dissenso democratico vengono sostituiti dalle campagne di marketing e di pubbliche relazioni che, con scaltro autocompiacimento, si ammantano del palese moralismo di scelte politiche farisaiche e spesso facili.

Info:
https://www.micromega.net/capitalismo-woke/
https://maremosso.lafeltrinelli.it/interviste/capitalismo-woke-libro-carl-rhodes

https://www.centromachiavelli.com/2023/12/23/capitalismo-woke-recensione/
https://www.lafionda.org/2023/11/24/capitalismo-woke/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/12/26/capitalismo-woke-guardiamoci-bene-dalle-cause-che-trasformano-la-moralita-in-profitto/7391473/https://www.corriere.it/economia/opinioni/23_febbraio_27/risveglio-capitalismo-filosofia-woke-che-addormenta-utili-521a9a10-b698-11ed-9695-a3af2d07bb2a.shtml
https://www.corriere.it/economia/opinioni/23_febbraio_27/risveglio-capitalismo-filosofia-woke-che-addormenta-utili-521a9a10-b698-11ed-9695-a3af2d07bb2a.shtml

Capitalismo/Chicchi

Manifesto per il reddito di base – Federico chicchi, Emanuele Leonardi – Laterza (2018)


Il capitalismo e’ un modo di produzione la cui finalita’ e’ la creazione di un surplus di valore, cioe’ la presenza al termine del ciclo economico di una quantita’ di denaro superiore a quella anticipata affinche’ quel ciclo si mettesse in moto.
La ricerca spasmodica del plusvalore richiede che l’organizzazione della produzione privilegi l’accumulazione di capitale a discapito del valore d’uso delle merci (cioe’ dei bisogni che esse soddisfano) […]
La societa’ industriale produceva merci e le socializzava; il capitalismo post-fordista produce la societa’ direttamente in forma di merce.
Si pensi al modo in cui i cosiddetti big data sono stati trasformati in un’immensa impresa commerciale che trasforma le persone in fornitori di informazione gratuita e continuativa (h24).

Info:
https://ilmanifesto.it/il-reddito-e-di-base
https://ilmanifesto.it/le-ragioni-del-reddito-di-cittadinanza

https://effimera.org/oltre-manifesto-reddito-base-andrea-fumagalli/