La verita’ e’ che capitalismo e democrazia sono fondamentalmente incompatibili.
Sebbene i governi democratici, caratterizzati da libere elezioni e separazione dei poteri, siano un tratto delle societa’ capitaliste, la nostra visione della democrazia come sistema basato sui processi elettorali e’ incompleta. La vera democrazia richiede un minimo di soggettivita’ economica che nel capitalismo manca alla maggioranza delle persone […]
La legittimita’ del sistema elettorale, accompagnato dal pluralismo dei partiti, e’ un mezzo fondamentale impiegato dallo Stato capitalista per conservare il consenso: ci illude di avere voce in capitolo sull’assetto sociale. La conquista del suffragio universale da’ l’impressione di avere il potere collettivo di decidere il futuro del nostro Paese.
In fondo, possiamo votare per spodestare il governo in carica e rimpiazzarlo con un altro che ci sembri migliore e, soprattutto, diverso. La rivendicazione di differenze tra i partiti e’ senz’altro cruciale per preservare la legittimita’ del nostro sistema politico, poiche’ lascia credere che gli elettori, votando per l’uno o l’altro schieramento, stiano scegliendo tra alternative ben distinte […]
[Ma] tutti i partiti che ci governano, a prescindere dalle inclinazioni politiche, accettano il contesto capitalista in cui operano come una premessa indiscutibile. Persino il Partito comunista italiano e il Partito laburista inglese sono stati paladini di politiche di austerita’ in molte congiunture cruciali della storia. Quindi stiamo parlando di un consenso che trascende le ideologie e i partiti e viene abbracciato persino da chi e’ considerato dalla parte dei lavoratori […]
Cio’ significa che la condizione essenziale del buon governo e’ garantire le migliori condizioni generali per l’accumulazione del capitale. Anzi, il funzionamento stesso della macchina dello Stato dipende da tasse e prestiti, vale a dire i risultati dell’accumulazione di capitale.
In una societa’ capitalista, dunque, lo Stato assume un ruolo ben preciso: diventa portavoce dell’«interesse generale» – non di un capitalista specifico, ma dell’intera economia, un’economia che genera valore dallo sfruttamento della maggioranza.
E, ovviamente, una volta incatenata alla dipendenza dal mercato, anche la classe lavoratrice potra’ solo augurarsi che l’economia vada bene, per non perdere il lavoro.
Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/
https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei
