Lavoro/Susskind

Un mondo senza lavoro. Come rispondere alla disoccupazione tecnologica – Daniel Susskind – Bompiani (2022) 


Per la maggior parte di noi, il lavoro e’ il nuovo oppio.
Come una droga, offre ad alcuni individui una piacevole sferzata di motivazione. Ma allo stesso tempo, intossica e disorienta, distraendoci dalla ricerca del significato in altri ambiti.
Questo rende difficile immaginare come potremmo vivere diversamente le nostre vite. Il lavoro e’ cosi’ radicato nella nostra psiche, ne siamo diventati cosi’ dipendenti che c’e’ spesso un’istintiva resistenza a prendere in considerazione un mondo in cui ve ne sia di meno, e un’incapacita’ di esprimere qualcosa di sostanziale quando lo facciamo.
La maggior parte di noi sa che cosa significhi vivere lavorando in modo redditizio; non si puo’ dire lo stesso di che cosa voglia dire abituarsi a una fruttuosa disoccupazione. Per dirla con Hannah Arendt, viviamo in una “societa’ di lavoratori […] che sta per essere liberata dalle pastoie del lavoro, ed e’ una societa’ che non conosce piu’ quelle attivita’ superiori e piu’ significative in nome delle quali tale liberta’ meriterebbe di essere conquistata”.
La preoccupazione, come ha sostenuto Keynes, e’ che “non esiste paese o popolo, a mio avviso, che possa guardare senza terrore all’era del tempo libero e dell’abbondanza. Per troppo tempo, infatti, siamo stati allenati a faticare anziche’ godere”.

Info:
https://www.ildiariodellavoro.it/un-mondo-senza-lavoro-come-rispondere-alla-disoccupazione-tecnologica-di-daniel-susskind-bompiani-editore/
https://silviazanella.com/2022/12/10/sottolineature-un-mondo-senza-lavoro/

https://sostenibilitaequitasolidarieta.it/daniel-susskind-il-modello-assunzione-carriera-pensione-e-superato-dobbiamo-pensare-a-un-mondo-senza-lavoro/
https://d.repubblica.it/culture/power/2023/09/05/news/daniel_susskind_il_modello_assunzione-carriera-pensione_e_superato_dobbiamo_pensare_a_un_mondo_senza_lavoro-424369276/

Lavoro/Acemoglu

Potere e progresso. La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperita’ – Daron Acemoglu, Simon Johnson – il Saggiatore (2023)


Se molti lavoratori si trovano in condizioni peggiori a causa dei miglioramenti tecnologici, diventa molto piu’ difficile affermare che gli incrementi della produttivita’ contribuiscono al bene comune.
Il treno ha minori probabilita’ di mettersi in moto quando i datori di lavoro godono di un potere eccessivo rispetto ai lavoratori, quando la tecnologia si muove in una direzione contraria al lavoro e quando gli incrementi della produttivita’ non si traducono in crescita dell’occupazione in altri settori.
Ma c’e’ un problema ancora piu’ fondamentale: durante gli ultimi decenni, la crescita della produttivita’ da condividere si e’ ridotta, anche se ogni giorno veniamo bombardati di nuovi prodotti e app.
Le generazioni che vivevano negli anni sessanta e settanta del xx secolo usavano lo stesso telefono (a disco combinatore) e lo stesso televisore per decenni, finche’ non si rompevano e acquistarne uno nuovo diventava inevitabile. Oggi la maggior parte delle famiglie di ceto medio acquista un nuovo cellulare, televisore o altri apparecchi elettronici una volta l’anno o al massimo ogni due: i nuovi modelli sono piu’ veloci, luccicanti e potenti grazie a una miriade di nuove funzioni.

Info:
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_20-Domenica_Sole24Ore-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_15-Foglio-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-01-C/2024_01_14-manifesto-Acemoglu-1.pdf

https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2023/2023-09-D/2023_09_20-Avvenire-Acemoglu.pdf

Lavoro/Susskind

Un mondo senza lavoro. Come rispondere alla disoccupazione tecnologica – Daniel Susskind – Bompiani (2022)


Le macchine hanno preso il posto degli esseri umani nello svolgimento di certi compiti.
Ma non li hanno solamente sostituiti; li hanno anche completati in altre mansioni che non erano state automatizzate, facendo crescere la domanda di persone per svolgere tali lavori.
Nel corso della storia, ci sono sempre state due distinte forze in gioco: la forza di sostituzione, che danneggiava i lavoratori, ma anche l’utile forza complementare, che faceva l’opposto. Questa forza utile, di cui spesso ci si dimentica, opera in tre modi differenti.
L’effetto produttivita’ […]: le nuove tecnologie, anche se rimpiazzano qualche lavoratore, spesso contribuiscono a renderne altri piu’ produttivi nei loro compiti […] un architetto che utilizza un software di progettazione computerizzata per creare edifici piu’ sofisticati o un commercialista che impiega un software per il computo delle imposte […]
L’effetto “torta più grande” […], se pensiamo di nuovo all’economia come a una torta, il progresso tecnologico l’ha resa molto piu’ grande […] Si’, alcune mansioni potrebbero essere automatizzate e perse a vantaggio delle macchine, ma, quando l’economia si espande e con essa cresce la domanda di beni e servizi, aumentera’ anche la domanda per tutti i ruoli necessari alla loro produzione […]
L’effetto “torta che cambia” […], grazie al progresso tecnologico, le economie non solo sono cresciute, ma si sono anche trasformate, dando origine a produzioni molto diverse, in maniere molto diverse, in momenti diversi della storia […] Puo’ darsi che a un certo punto alcune mansioni vengano automatizzate e quindi perse a vantaggio delle macchine, ma, dal momento che l’economia cambia con il tempo, altrove nel sistema economico aumentera’ la domanda di altre mansioni. E visto che, di nuovo, alcune di queste nuove attivita’ potrebbero non essere state automatizzate, i lavoratori possono trovare impieghi legati a tali attivita’.

Info:
https://www.ildiariodellavoro.it/un-mondo-senza-lavoro-come-rispondere-alla-disoccupazione-tecnologica-di-daniel-susskind-bompiani-editore/
https://silviazanella.com/2022/12/10/sottolineature-un-mondo-senza-lavoro/

https://sostenibilitaequitasolidarieta.it/daniel-susskind-il-modello-assunzione-carriera-pensione-e-superato-dobbiamo-pensare-a-un-mondo-senza-lavoro/
https://d.repubblica.it/culture/power/2023/09/05/news/daniel_susskind_il_modello_assunzione-carriera-pensione_e_superato_dobbiamo_pensare_a_un_mondo_senza_lavoro-424369276/

Lavoro/Acemoglu

Potere e progresso. La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperita’ – Daron Acemoglu, Simon Johnson – il Saggiatore (2023)


Ci sono molti modi per incrementare la produzione per addetto, e ci sono sempre stati […]
Alcune innovazioni potenziano il contributo dei lavoratori alla produzione, invece di automatizzare o delocalizzare il lavoro. Per esempio, nuovi strumenti software che coadiuvano le mansioni dei meccanici che riparano automobili e consentono di lavorare con maggior precisione aumentano la produttivita’ marginale del lavoratore. E’ una cosa completamente diversa dall’installare robot industriali allo scopo di sostituire i lavoratori umani.
La creazione di nuove mansioni e’ ancora piu’ importante per aumentare la produttivita’ marginale del lavoratore […]
Quando l’introduzione di nuove macchine crea nuovi impieghi per la manodopera umana, il lavoratore puo’ contribuire alla produzione in nuovi modi e la sua produttivita’ marginale aumenta […]
Molte delle professioni in piu’ rapida crescita negli ultimi decenni – radiologi per macchine per la risonanza magnetica, ingegneri di rete, operatori di macchine computerizzate, programmatori di software, addetti alla sicurezza informatica e analisti dati – ottant’anni fa non esistevano […]
In quasi tutti questi casi, le nuove mansioni sono state introdotte per effetto di avanzamenti della tecnologia e sono stati un motore importante per la crescita dell’occupazione.

Info:
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_20-Domenica_Sole24Ore-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_15-Foglio-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-01-C/2024_01_14-manifesto-Acemoglu-1.pdf

https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2023/2023-09-D/2023_09_20-Avvenire-Acemoglu.pdf

Lavoro/Jappe

Le avventure della merce – Anselm Jappe – Mimesis (2023)


Fino alle soglie del capitalismo sviluppato, il lavoro era considerato come un male necessario per raggiungere la ricchezza ed era disprezzato e detestato in quanto fatica.
Gia’ la Bibbia indica il lavoro come una maledizione imposta agli uomini.
La parola “lavoro” nel senso moderno non si ritrova nelle societa’ in cui il dispendio di forza lavoro non costituisce la forma sociale della ricchezza.
L’etimologia lo prova. In origine, “lavoro” non significa “attivita’ utile”, ma “lavoro forzato, ottenuto con la violenza”. La parola francese travailler, deriva dal latino volgare tripaliare: “Torturare con il tripalium”, uno strumento di tortura a tre pali che serviva a punire i servi che si erano rivoltati. La parola latina labor, da cui deriva l’italiano “lavoro”, significava in origine “carico (sotto il quale si vacilla)” e quindi “pena, sofferenza, fatica”. La parola tedesca Arbeit si riferisce etimologicamente a un bambino orfano costretto a eseguire lavori fisici pesanti; per lungo tempo significo’ “attivita’ indegna e sfiancante, pena” […]
Ne’ in greco ne’ in latino esisteva un termine per esprimere la nozione generale di ‘lavoro’ o il concetto di lavoro come ‘funzione sociale generale’.
La natura e le condizioni del lavoro nell’antichita’ impedivano l’emergere di simili idee generali e dell’idea stessa di una classe lavoratrice […]
Ovviamente coltivavano la terra, commerciavano, fabbricavano manufatti, sfruttavano miniere […]. Tuttavia, cio’ che non fecero fu di combinare concettualmente tali attività.

Info:
https://ilmanifesto.it/se-la-critica-di-valore-e-denaro-conta-piu-della-lotta-di-classe
https://sinistrainrete.info/marxismo/25682-anselm-jappe-alcuni-punti-essenziali-della-critica-del-valore.html
https://www.sinistrainrete.info/marxismo/29578-roswitha-scholz-critica-del-valore-alla-vecchia-maniera-commenti-sul-conservatorismo-di-sinistra-di-anselm-jappe.html

Lavoro/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Si sta formando anche un inedito e generalizzato senso di “mal di lavoro”.
La pandemia non solo ha posto, individualmente, questioni di rilevanza esistenziale profonda, ma ha anche mostrato che si puo’ lavorare, o lavorare meno, o non lavorare, diversamente.
Le 40 milioni di dimissioni nel 2021, e ben 50 milioni l’anno dopo, negli Usa non arrivano a caso. Piu’ in generale, la gig economy, la precarieta’, gli stage infiniti, nonche’ l’ampio livello di retribuzioni letteralmente da fame, hanno creato un diffuso, profondo malessere […] che conferma questa perdita di affezione e attrattivita’ del lavoro come strada per realizzare se stessi, e questo anche al netto delle sempre piu’ problematiche condizioni materiali.
Piu’ in generale, le nostre societa’ sembrano avere perso senso riconoscibile, e quindi senza una nuova cornice di senso comune e’ chiaro che ogni singola azione e impegno umano perde energia, convinzione, motivazione. Da qui anche il severo incremento di disagio psichico generalizzato.
Ma c’e’ anche una questione piu’ politica di astensione volontaria dalla macchina sociale economica basata sul lavoro […]
Bastava osservare il semplice fatto che ai vertici delle piramidi sociali di ogni configurazione storica delle societa’ gerarchiche di ogni luogo e tempo, i privilegiati sono sempre state persone impegnate nell’ozio, nel gioco, nei riti, nella socialita’ elitista, nel chiacchiericcio, nella caccia, nell’ammazzare il tempo cercando qualche divertimento eccitante, tutto tranne che “lavorare” […]
Proprio a partire da quel Cinquecento inglese in cui, tra Enrico VIII ed Elisabetta I, si sfornano le leggi per reprimere il vagabondaggio e i mendicanti che si sottraevano al lavoro coatto, frustati, marchiati a fuoco e nei casi peggiori addirittura giustiziati. Il tutto anticipato dalla regola benedettina del pregare e lavorare, la severa disciplina dei monasteri della classe religiosa serva di Dio per scelta.
Da li’ verra’ fuori la spaventosa dilatazione del lavoro, non piu’ finalizzato ai bisogni primari ma a una nuvola di secondari poi esplosi nel consumo esibitivo, nel consumismo, nell’usa e getta, attraverso pubblicita’, marketing, Hollywood e i modelli insensati di pseudo vita.
Tutto lavoro finalizzato a sostenere la riproduzione del capitale, la distribuzione verso l’alto del reddito sociale, la struttura della societa’ occupata a capo chino in modo da non avere altro orizzonte che produrre, consumare, crepare.
Un’occlusione del tempo disponibile passibile di altri impieghi come ad esempio riflettere, progettare altri modi di stare al mondo, leggere e studiare e magari emanciparsi dalla versione appena meno primitiva della sequenza che inizio’ con la schiavitu’, continuo’ con la servitu’, per finire ora con la condizione salariata obbligata dalle necessita’ di sopravvivenza per chi non ha, mentre chi ha e’ preso da importanti problemi di trigonometria relativi a mazze di ferro e palline bianche da infilare in qualche buco su un campo da golf mentre il proprio trader muove il capitale sui mercati di mezzo mondo.
Il lavoro e’ talmente e profondamente introiettato che gli stessi lavoratori diffidano dal considerare una progressiva riduzione dell’orario di lavoro. Occorre ricordare, quanta violenza fu necessaria per far accettare agli esseri umani l’aborrita fatica.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Eurosuicidio. Come l’Unione Europea soffocato l’Italia e come possiamo salvarci – Gabriele Guzzi – Fazi (2025)


Sebbene la piena occupazione sia un obiettivo tecnicamente raggiungibile, le classi dominanti vi si oppongono in quanto mina la stabilita’ dell’ordine sociale.
La piena occupazione, infatti, aumenta il potere contrattuale dei lavoratori mentre la disoccupazione mantiene i salari bassi e rafforza l’autorita’ dei possessori di ricchezza.
La disoccupazione e’ percio’ un perfetto strumento disciplinare. Il movimento dei lavoratori si indebolisce, si divide, l’individualismo sostituisce il senso collettivo di una battaglia comune e tutti cercano di accaparrarsi un lavoro a qualunque salario.
E questo e’ cio’ che e’ accaduto con l’integrazione europea: un colpo quasi mortale al mondo del lavoro, alla sua coesione, alla sua vocazione unitaria, alla speranza di combattere per uno scopo comune.
Cerchie ristrette ai vertici del capitalismo italiano hanno invece visto nella moneta unica un modo per accelerare quel processo di finanziarizzazione, estrazione di valore e incremento di potere che stava prendendo piede in tutto l’Occidente dalla fine degli anni Settanta.

Info:
https://www.lindipendente.online/2026/01/17/eurosuicidio-il-tabu-europeo-e-il-declino-italiano-un-libro-di-gabriele-guzzi/
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2025/12/Gabriele-Guzzi-Eurosuicidio-46322ab1-1085-47e5-8e31-018eb0c44dbc.html

https://www.lafionda.org/2026/02/04/perche-e-necessario-parlare-di-eurosuicidio/
https://www.tag24.it/1379222-eurosuicidio-allarme-gabriele-guzzi-come-si-fa-a-salvare-litalia

Lavoro/Acemoglu

Potere e progresso. La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperita’ – Daron Acemoglu, Simon Johnson – il Saggiatore (2023)


La posizione di mercato, le dimensioni o le competenze tecnologiche spesso consentono a una grande azienda moderna, oggi, di realizzare profitti considerevoli […]
Gli economisti definiscono questi megaprofitti «rendite economiche» (o semplicemente «rendite»), per sottolineare che vanno ben oltre il normale rendimento prevalente del capitale che gli azionisti si aspettano, considerando i rischi impliciti in un investimento di questo genere.
Quando le rendite economiche entrano nell’equazione, i salari non sono determinati semplicemente da forze di mercato esterne, ma anche dalle potenzialita’ di «condivisione della rendita», vale a dire dalla loro capacita’ di negoziare una parte di questi profitti […]
I datori di lavoro possono scegliere di condividere le rendite anche per guadagnarsi le simpatie dei dipendenti e motivarli a lavorare con piu’ impegno, oppure perche’ le norme sociali prevalenti li convincono a farlo […]
Questi esiti dipendono da scelte economiche, sociali e politiche. Le nuove tecniche e le nuove macchine non sono doni che calano dal cielo indisturbati: possono essere incentrate sull’automazione e sulla sorveglianza per ridurre il costo del lavoro, oppure possono creare nuove mansioni e dare piu’ potere ai lavoratori.
Piu’ in generale, possono generare prosperita’ condivisa oppure una disuguaglianza inarrestabile, a seconda di come vengono usate e di dove viene indirizzato lo sforzo innovativo.
In teoria, dovrebbe essere la societa’ nel suo insieme a prendere queste decisioni. Nella pratica, sono prese da imprenditori, manager, visionari e a volte leader politici, e determinano chi ci guadagnera’ e chi ci rimettera’ con il progresso tecnologico.

Info:
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_20-Domenica_Sole24Ore-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_15-Foglio-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-01-C/2024_01_14-manifesto-Acemoglu-1.pdf

https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2023/2023-09-D/2023_09_20-Avvenire-Acemoglu.pdf

Lavoro/Susskind

Un mondo senza lavoro. Come rispondere alla disoccupazione tecnologica – Daniel Susskind – Bompiani (2022)


Anziche’ guardare alle facolta’ umane e chiedersi se possano essere replicate da una macchina, un diverso approccio consiste nell’esaminare i compiti stessi per verificare se abbiano caratteristiche che li rendono piu’ facili o piu’ difficili da gestire per una macchina.
Per esempio, se ci troviamo di fronte un compito di cui e’ semplice definire l’obiettivo e dire se quell’obiettivo e’ stato realizzato, e in presenza di molti dati da cui la macchina puo’ apprendere, allora quel compito puo’ probabilmente essere automatizzato […]
Le macchine assumono in misura sempre maggiore compiti che un tempo venivano svolti dagli esseri umani, come a un’“usurpazione dei compiti”. E il modo migliore per vederla in opera e’ osservare le tre principali capacita’ cui gli esseri umani fanno ricorso nel loro lavoro: la capacita’ manuale, quella cognitiva e quella affettiva […]
Capacita’ manuali […]in cui ci si rapporta al mondo fisico, come l’esecuzione di lavoro manuale o la reazione a cio’ che vediamo intorno a noi […]
Capacita’ cognitive […] Oltre a manovrare il mondo fisico, le macchine stanno usurpando in misura sempre maggiore compiti che, finora, avevano richiesto un’abilita’ umana di pensare e ragionare […]
Capacita’ affettive […] Oltre al mondo fisico e alla sfera cognitiva, le macchine stanno usurpando anche compiti che richiedono le nostre capacita’ affettive, la nostra attitudine a provare sentimenti ed emozioni. In effetti, un intero settore dell’informatica, conosciuto come affective computing, e’ dedicato a costruire sistemi che fanno precisamente questo […]
Sempre piu’ spesso le macchine possono eseguire vari compiti senza riprodurre le particolari abilita’ usate dagli esseri umani. Etichettare le mansioni a seconda di come le eseguono le persone ci spinge erroneamente a pensare che le macchine possano eseguirle soltanto nello stesso modo. 

Info:
https://www.ildiariodellavoro.it/un-mondo-senza-lavoro-come-rispondere-alla-disoccupazione-tecnologica-di-daniel-susskind-bompiani-editore/
https://silviazanella.com/2022/12/10/sottolineature-un-mondo-senza-lavoro/

https://sostenibilitaequitasolidarieta.it/daniel-susskind-il-modello-assunzione-carriera-pensione-e-superato-dobbiamo-pensare-a-un-mondo-senza-lavoro/
https://d.repubblica.it/culture/power/2023/09/05/news/daniel_susskind_il_modello_assunzione-carriera-pensione_e_superato_dobbiamo_pensare_a_un_mondo_senza_lavoro-424369276/

Lavoro/Piga

L’interregno. Una terza via per l’Italia e l’Europa – Gustavo Piga – Hoepli (2020)  


Cosi’ pochi gli investimenti! Perche’?
Perche’ le nostre imprese non investono piu’, e’ evidente, per una combinazione perversa dei due mali che ci affliggono: il pessimismo endemico, causato dall’austerita’ europea imposta all’Italia, e la mancanza di riforma della Pubblica Amministrazione nella direzione, non tanto e non solo, di minore corruzione, ma soprattutto di maggiore competenza, premiata e riconosciuta.
Il primo male porta le imprese a non sostenere scommesse di investimento in proprio, visto che ammontano a costi da sostenere oggi con certezza, a fronte di ricavi futuri altamente incerti per la mancanza di clienti che una crisi, non gestita dall’alto, ha fatto, in quest’ultimo decennio, scomparire.
Il secondo male rende costosissimo operare in Italia a fianco di una Pubblica Amministrazione incompetente e fa prediligere la stasi, in attesa di tempi migliori, o la delocalizzazione delle attivita’ produttive.
A questa carenza di investimenti privati in Italia, ovviamente, si aggiunge quella degli investimenti pubblici; anch’essa causata, in primis, dall’austerita’ europea, con le sue restrizioni che portano a perseverare nei tagli di spesa pubblica; ma anche, in secundis, dalla carenza di riforme nella Pubblica Amministrazione, che porta l’Europa a non credere che eventuali investimenti pubblici, in Italia, genererebbero vera produzione, ma piuttosto fantomatiche cattedrali nel deserto e sprechi.

Info:
https://www.questionegiustizia.it/articolo/recensione-a-l-interregno-una-terza-via-per-l-europa
https://www.promopa.it/senza-categoria/interregno-gustavo-piga/
https://www.laciviltacattolica.it/recensione/linterregno/

https://eticaeconomia.it/linterregno-e-la-possibilita-di-una-strada-europea-verso-lunificazione-fiscale/