Green New Deal/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Non c’e’ dubbio che il triplice aumento degli individui sul pianeta, ma anche l’aumento delle istituzioni come gli Stati, le organizzazioni mondiali, internazionali e regionali, private e pubbliche, nazionali e multinazionali, le culture e molto altro hanno rappresentato una vera e propria inflazione di complessita’ varietale.
Quanto alle interrelazioni, non vi e’ altrettanto dubbio che l’evoluzione dei moderni mezzi di trasporto e telecomunicazioni, affari e interessi comuni, tecnologie e migrazioni, turismo d’affari o di tempo libero, scambi commerciali e finanziari abbia segnato una pari inflazione di complessita’ delle interrelazioni in tempi recenti, e anche ben prima della fatidica “globalizzazione”.
Altresi’ e’ aumentato volume e intreccio tra i vari sistemi naturali e umani nel comune strato dell’essere planetario.
Questo esteso ed intenso mondo umano ha cominciato da tempo a premere sull’equilibrio stesso del suo contenitore, il contesto, in termini di risorse, manipolazioni ambientali, clima, e oggi cominciamo a ricevere i feedback di questa pressione impetuosa e disordinata sotto forma di disordine climatico e ambientale, diminuzione della biodiversita’, nonche’ varie sregolazioni del complesso naturale tra cui epidemie che facilmente si trasformano in pandemie e molto altro di un processo di cui siamo solo all’inizio.
Altresi’ va complicandosi la convivenza tra sfere di civilta’ e singoli Paesi, soprattutto le potenze.
Infine, tutto questo, come piu’ volte sottolineato all’inizio, si e’ manifestato in un tratto di tempo storico davvero molto breve, un fenomeno dal grande volume, intensita’, effetti e controeffetti, sviluppatosi in appena sette decenni o anche meno. Un inedito storico.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Green New Deal/Brancaccio

Libercomunismo. Scienza dell’utopia – Emiliano Brancaccio – Feltrinelli (2026)


 A proposito di tendenze storiche: la crescita dell’inquinamento, il cambiamento climatico, la distruzione della biodiversita’ sono i tre fattori costitutivi di quella che le Nazioni Unite definiscono “tripla crisi planetaria”.
La rilevanza degli impatti e’ fuori discussione. La rivista “Lancet” ha stimato che le varie forme di inquinamento d’aria, acqua, suolo, ambientale e lavorativo causano nel complesso circa 9 milioni di morti ogni anno. E i costi dei danni provocati dal mutamento climatico equivalgono, annualmente, al prodotto interno lordo di un paese come l’Italia. Quanto alle forme di vita a rischio, allo stato attuale sono circa un milione, con effetti imprevedibili sulla riproducibilita’ dell’ecosistema globale. Infine, tra le previsioni del Panel intergovernativo dell’ONU sul cambiamento climatico, sono ritenuti possibili eventi futuri di portata “catastrofica”: come il “capovolgimento meridionale della circolazione atlantica”, che potrebbe sconvolgere le condizioni di abitabilita’ di ampie regioni dell’Europa e del mondo.
Quanto alle cause di queste tendenze, la ricerca scientifica e’ giunta a risultati univoci, pure riguardo al tema controverso della crisi climatica. Il Panel dell’ONU e gli altri rapporti ufficiali indicano che la parte preponderante del cambiamento climatico successivo alla rivoluzione industriale e’ stata causata “dall’attività umana”. Sarebbe piu’ appropriato dire: dalla forza dirompente del capitalismo.

Info:
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2026/03/Emiliano-Brancaccio-Libercomunismo–32ee2769-e26f-444c-ae82-62c0b1660ff9.html
https://ilmanifesto.it/come-mobilitare-lintelligenza-collettiva

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/02/libercomunismo-economia-di-piano-e-liberta-come-sconfiggere-il-capitale/8276470/
https://contropiano.org/news/cultura-news/2026/02/27/solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio-0192301
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32465-francesco-bugli-solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio.html

Geoeconomia/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Al di là di come ce la siamo raccontata, vediamo allora meglio nelle sue forme reali la strategia adattiva degli occidentali messa in piedi nell’Era moderna, scoprendo che essa si e’ basata su quattro diverse forme di semplice dominio: il dominio geopolitico, il dominio sulla natura, il dominio di classe e il dominio di una certa precisa immagine di mondo […]
Dominio sul mondo […]

Cosi’ si e’ sviluppato tra colonie e imperi ancora fino al Novecento inoltrato, e quanta resistenza ostinata hanno opposto le potenze e gli Stati europei ai vari processi di decolonizzazione del secondo dopoguerra […]
Con una rincorsa iniziata gia’ a fine XIX secolo e poi soprattutto nel XX secolo, il cuore del sistema moderno occidentale non e’ piu’ europeo, e’ americano.
Dopo lo sterminio dei nativi, gli statunitensi sono stati in Corea, Vietnam, Repubblica Domenicana, Cambogia, Laos, Grenada, Iraq, Panama, Bosnia, Kosovo, Libia, Afghanistan, di nuovo Iraq, Yemen, Somalia, Siria le principali guerre mosse in questi ultimi settant’anni per mettere (dis)ordine al mondo e sovralimentare il proprio agio economico interno, lo “stile di vita” americano […]
Dominio sulla natura […]
Il saccheggio naturale continuato di legno, carbone, petrolio, alimenti di mare, di aria e di terra, il sovrasfruttamento dei campi con disordinamento del ciclo globale dell’azoto, gli eccessi di prelievo delle acque dolci di superficie e perfino quelle fossili, l’immissione di anidride carbonica nell’aria oltre piombo, monossido di carbonio, anidride solforosa, ossido di azoto, arsenico e mercurio che poi tornano indietro come piogge acide assorbite dal terreno, la riduzione indiscriminata di biodiversita’ che mina strutturalmente la resilienza delle ecologie, la produzione e immissione nell’ambiente di chimica sintetica estranea a cicli biologici, attivita’ di pesca industriale che non rispetta i cicli di ripopolamento, l’acidificazione degli oceani e molto altro sono stati a lungo correlati strutturali del nostro modo moderno di stare al mondo.
Dominio di classe […]
Nelle societa’ moderne massive, la classe bassa non si sogna minimamente di sovvertire il sistema, sogna di diventare classe media, la media sogna la medio-alta, la medio-alta sogna di accedere all’attico sociale delle elite, le elite cercano di tenere tutte le altre a distanza […]
A partire da meta’ anni Settanta, con le teorizzazioni sulla necessita’ di frenare gli slanci democratici e il contro lancio delle teorie neoliberali in economia […] le elite cominciano a rompere il contratto sociale e si incamminano lungo la fase che portera’ a globalizzazione e finanziarizzazione potenziate dall’informatizzazione […] Tale movimento si potrebbe leggere proprio come una strategia adattiva delle sole elite alle nuove condizioni del mondo. Le elite scelgono di abbandonare i veicoli adattivi sociali al loro destino di contrazione strutturale, riservandosi nuovi ambiti in una sorta di utilitarismo ristretto del “maggior benessere per il minor numero” […]
[Dominio di una certa immagine di mondo]
Tutta la nostra storia recente si e’ sviluppata, nei fatti concreti come nelle immagini di mondo, in assenza di tre concetti.
Il primo e’ la nozione di entropia, proveniente dalla fisica termodinamica di fine XIX secolo.
La nozione dice che in un sistema chiuso, ovvero che non scambia energia e materia con l’esterno, l’ordine molecolare, il cui opposto disordine molecolare e’ detto appunto entropia, tende a crescere irreversibilmente, cioe’ va sempre avanti e mai indietro.
La nozione e’ sconosciuta all’interno del nostro impianto economico, nessuna teoria economica tra quelle dominanti si e’ mai preoccupata di questo consumo dell’ordine che produce irreversibile disordine.
Il secondo concetto e’ quella di ecosistema.
Solo a partire dagli anni Sessanta ci si e’ resi conto del fatto che pesci, piante, aria, acqua, rocce e tutto il resto fanno parte di un unico sistema a base bio-fisico-chimica e, come in tutti i sistemi, le parti sono tra loro collegate e in equilibrio dinamico, ogni colpo inferto in un punto si risente nel sistema generale […]
Il terzo concetto e’ una nozione filosofica ed e’ in definitiva la piu’ importante, nonche’ derivabile di logica dalle altre due: il limite […]
Nel nostro passato non abbiamo incontrato mai la nozione di limite inaggirabile: l’intero modo di stare al mondo del moderno occidentale e’ un continuo trascendimento dei limiti, attraverso conquiste, superamenti, esplorazioni, emancipazione dai vincoli territoriali e naturali, domini. Un lungo delirio di onnipotenza di apprendisti demiurghi, novelli prometei. 

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Green New Deal/Saito

Il capitale nell’Antropocene – Kohei Saito – Einaudi (2024)


In un sistema capitalista il cui obiettivo e’ l’accumulo di capitale e la crescita economica, il valore come merce e’ il piu’ importante. Infatti, la priorita’ del capitalismo e’ la creazione di valore, e il primo obiettivo del capitalismo e’ accrescerlo.
Estremizzando: basta che si venda, del resto nulla ci importa. Di conseguenza, il valore d’uso (l’utilita’) della merce, la sua qualita’ e l’impatto ambientale non interessano. Per di piu’, una volta venduta, la merce potrebbe benissimo essere gettata via li’ su due piedi.
Il problema e’ che l’aumento di produzione finalizzata solo all’incremento di valore, in un’ottica piu’ estesa, ha portato a numerose contraddizioni. Ad esempio, la riduzione dei costi grazie alla meccanizzazione ha stimolato la domanda e permesso di vendere grandi quantita’ di merci, in un processo che pero’ ha violentemente infierito sull’ambiente.
Inoltre, l’aumento di produzione porta alla nascita di un gran numero di articoli, ma, in un sistema capitalista che da’ priorita’ al solo valore come merce, la produzione si concentra soprattutto su cio’ che vende bene, al di la’ della sua effettiva utilita’ per la riproduzione sociale. Al contrario, cio’ che per la riproduzione sociale sarebbe veramente necessario viene trascurato […]
In un’epoca di crisi climatica, una produzione disinteressata al valore d’uso e concentrata solo su quanto da’ accesso a una posizione sociale, sui beni di lusso, la pubblicita’ e il branding diventa letale.
C’e’ molto da fare in termini di garanzia di accesso universale ai generi alimentari, all’acqua, all’energia, all’abitazione e ai mezzi di trasporto, di protezione dalle inondazioni e dall’innalzamento dei mari e nel preservare gli ecosistemi. Occorre pertanto dare priorita’ non al valore di scambio, ma a cio’ che ci e’ necessario per venire incontro alla crisi.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/marxismo/29907-city-strike-genova-saito-1-vs-saito-2-ecologismi-a-confronto.html
https://www.einaudi.it/approfondimenti/intervista-saito-kohei/

https://www.cdscultura.com/2024/02/il-capitale-nellantropocene/
https://businessweekly.it/recensioni-libri-business/il-capitale-nellantropocene-il-capitalismo-e-responsabile-della-crisi-climatica/

https://www.micromega.net/il-capitale-antropocene-marx
https://naufraghi.ch/dinosauro-non-e-marx-ma-il-capitalismo/
https://www.antropocene.org/index.php/321-saito
https://journals.openedition.org/anuac/484?lang=it

Green New Deal/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Gli impatti ambientali dei consumi dei ricchi non sono quelli dei poveri: una ricerca Oxfam-Stockholm Environment Institute del 2020 stimava che le emissioni di carbonio del solo 1 per cento piu’ ricco del pianeta sono piu’ del doppio del 50 per cento piu’ povero del mondo, una sproporzione clamorosa.
I consumi degli occidentali sono oggi a chilometri di distanza da dove si produce fattivamente, e gli occidentali non percepiscono gli effetti del loro stile di vita in diretta. Se si calcolasse, nelle statistiche di inquinamento atmosferico, non solo le emissioni proprie ma quelle incorporate nei prodotti e servizi creati altrove ma utilizzati qui, l’Europa vedrebbe un maggior carico del 40 per cento.
L’impronta ecologica, che e’ una metrica introdotta nei primi anni Novanta per render subito chiara la dimensione del problema del rapporto tra eccesso di consumo di tutti i fattori terrestri e il nostro modo di stare al mondo quanto a stile vita e consumo, dice che nel 2019, se tutta la popolazione terrestre avesse vissuto come gli abitanti dell’India, la Terra sarebbe bastata e avanzata. Ne sarebbero state necessarie 2,7, invece, se tutti avessero adottato lo stile di vita italiano, tre con quello tedesco. Ma se tutti vivessero come gli americani, ce ne vorrebbero cinque di Terre.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Green New Deal/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


Nel 2022 le emissioni globali totali di anidride carbonica hanno raggiunto i 40,5 miliardi di tonnellate.
Di queste, 36,6 miliardi di tonnellate, ovvero il 90% di tutte le emissioni, sono state generate bruciando petrolio, carbone e gas naturale per produrre energia. I restanti 3,9 miliardi, pari al 10% del totale, sono stati generati da cambi nella destinazione d’uso della terra, in particolare dalla deforestazione finalizzata all’agricoltura industriale e all’estrazione mineraria.
Nel 2022 il totale delle emissioni globali e’ stato leggermente inferiore al picco del 2019, ovvero l’anno precedente al covid. Le emissioni globali sono diminuite nel 2020 per via della pandemia, ma solo del 6%, per poi risalire nel 2021, quando l’economia globale e’ uscita dal lockdown.
Da quel rapporto del 2018 l’ipcc ha cominciato a insistere maggiormente sul fatto che, per avere una chance di stabilizzare la temperatura media globale a 1,5 gradi in piu’ rispetto ai livelli preindustriali, le emissioni devono essere ridotte piu’ o meno della meta’, a 20 miliardi di tonnellate, a partire dal 2030, per poi raggiungere le emissioni «zero nette» entro il 2050 […]
Espressione «zero netto» apre scenari in cui le emissioni rimarranno sopra lo zero al 2050, vale a dire che bruceremo ancora petrolio, carbone e gas naturale per produrre energia e raderemo ancora al suolo le aree boschive, compresa la foresta amazzonica.
Per raggiungere le emissioni zero nette in questi scenari dovremmo teoricamente estrarre la co2 dall’atmosfera mediante tecnologie che rientrano nell’espressione «cattura del carbonio».
Che cosa e’ la «cattura del carbonio»? A oggi una, e una sola, tecnologia si e’ dimostrata efficace e sicura in questo senso: piantare alberi.

Info:
https://www.carocci.it/wp-content/uploads/2024/10/12-04-2025-10-lanotizia.pdf?srsltid=AfmBOoq8IYMCOrvVnlDHmAvNSzrOQuX4KTjC-56DkO_bsmUMJ3RfjrzU
https://www.anapia.it/2025/04/30/un-altro-futuro-e-possibile/

https://mowmag.com/culture/come-si-combatte-il-neofascismo-abbiamo-letto-un-altro-futuro-e-possibile-di-noam-chomsky-l-intellettuale-piu-citato-al-mondo-per-capirlo-dalla-crisi-climatica-alla-guerra-nucleare-e-sull-intelligenza-artificiale

Green New Deal/Chomsky

Poteri illegittimi. Clima, guerra, nucleare: affronta le sfide del nostro tempo – Noam Chomsky – Ponte alle grazie (2023)

E’ evidente, dunque, che dobbiamo agire subito, sempre partendo dal presupposto che la crisi climatica sia una sfida che possiamo ancora vincere, cosa che non sappiamo con certezza.
Dobbiamo poi anche renderci conto che il Green New Deal globale e’ un progetto comunque vantaggioso, purche’ preveda un generoso sostegno alla transizione per i lavoratori e le comunita’ dipendenti dai combustibili fossili.
Questo perche’, in primo luogo, la trasformazione globale verso le energie pulite sara’ una grossa fonte di nuovi posti di lavoro in tutte le regioni del mondo, oltre a costruire un percorso concreto verso un’economia globale a emissioni zero. Migliorera’ inoltre notevolmente la salute pubblica riducendo l’inquinamento atmosferico, abbassera’ i costi energetici e dara’ l’opportunita’ di fornire per la prima volta energia elettrica alle aree rurali dei paesi a basso reddito.

Info:
https://sbilanciamoci.info/la-missione-suicida-del-capitalismo-e-la-scelta-delleuropa-sulla-guerra/
https://ilmanifesto.it/la-missione-suicida-del-capitalismo-e-la-scelta-delleuropa-sulla-guerra
https://www.larivistadeilibri.it/noam-chomsky/
https://www.estetica-mente.com/recensioni-libri/poteri-illegittimi-clima-guerra-nucleare-affrontare-le-sfide-del-nostro-tempo-noam-chomsky/94026/

Green New Deal/ Stiglitz

La strada per la libertà. L’economia e la societa’ giusta – Joseph E. Stiglitz – Einaudi (2024)


Le esternalita’ sono ovunque. Pur essendo state queste ultime sempre presenti e rilevanti, i cambiamenti in corso nella struttura della nostra economia e del mondo le hanno portate al centro della scena.
La gestione delle esternalita’ e’ una delle questioni fondamentali di politica economica: scoraggiare attivita’ dove ci sono esternalita’ dannose (negative) e incoraggiare attivita’ dove ci sono esternalita’ positive.
Viviamo su un pianeta piu’ affollato, la cui popolazione e’ triplicata tra il 1950 e il 2020. In questo breve lasso di tempo della storia umana il Pil globale e’ cresciuto quindici volte, spingendoci fino ai limiti del pianeta.
La manifestazione piu’ importante di tutto cio’ e’ il cambiamento climatico, una minaccia esistenziale.
Ma non e’ l’unica esternalita’ ambientale. Siamo tutti danneggiati dall’inquinamento dell’aria e dell’acqua e dalle discariche di rifiuti tossici […]
Vediamo gli effetti del cambiamento climatico tutt’intorno a noi, e il mondo ne sperimentera’ sicuramente ancor di piu’ la portata negli anni a venire.
Il cambiamento climatico non riguarda solo il riscaldamento del pianeta di qualche grado; comprende l’incremento di fenomeni atmosferici estremi. Piu’ siccita’, piu’ alluvioni, piu’ uragani, piu’ periodi di caldo estremo ed estremo freddo, innalzamento del livello dei mari e dell’acidita’ dell’oceano, con tutte le conseguenze disastrose che cio’ comporta, dai mari agonizzanti, agli incendi nelle foreste, alla perdita di vita e beni.

Info:
https://sbilanciamoci.info/stiglitz-il-neoliberalismo-e-un-fallimento/
https://ilpontedem.it/2024/06/22/joseph-e-stiglitz-la-strada-per-la-liberta-economia-e-buona-societa/

https://www.milanofinanza.it/news/la-lezione-del-nobel-joseph-e-stiglitz-un-capitalismo-progressivo-per-una-societa-giusta-202309152206147720
https://www.open.online/2024/11/22/il-premio-nobel-stiglitz-per-litalia-conseguenze-pessime-dalla-firma-del-patto-di-stabilita/

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/11/22/il-nobel-per-leconomia-stiglitz-la-ue-e-tornata-allausterita-con-donald-paghera-due-volte/7776961/

Green New Deal/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)


Negli ultimi decenni politici, imprenditori e persino molti rappresentanti di ONG nelle discussioni sui processi di crisi globale hanno parlato molto di “responsabilita’ aziendale” e di “green economy”, di strategie win-win e di strategie per la sostenibilita’ che avrebbero dovuto mettere insieme interessi commerciali, protezione dell’ambiente e giustizia sociale.
Mentre si discuteva, tuttavia, c’era un enorme elefante nella stanza che veniva nobilmente trascurato.
Il fatto evidente che il principio dell’accumulazione infinita di capitale, della moltiplicazione di denaro per amore della moltiplicazione di denaro siano la causa centrale del fatto che il nostro sistema economico si trovi in rotta di collisione con il pianeta, e’ una questione che e’ stata sottaciuta al meglio, e questo anche da parte di persone benintenzionate […]
Sempre piu’ persone si rendono conto che una seria svolta socio-ecologica e’ possibile solo se si inizia a uscire dalla logica dell’accumulazione del capitale […]
Tutti gli approcci per uscire dalla megamacchina devono prima o poi confrontarsi con il potere delle grandi societa’ per azioni che costituiscono il motore dell’economia capitalista. Il totale del bilancio delle cinquecento maggiori imprese del mondo ammonta oggi a ben il 40% del prodotto sociale mondiale. Esse dominano una parte considerevole dei processi decisionali politici, della produzione di conoscenza e dei media, e la tendenza e’ in aumento.
Nonostante il loro evidente potere, tuttavia, questi giganti hanno una debolezza che spesso viene trascurata: la maggior parte di essi non potrebbe esistere senza un sostegno da parte dello Stato.
A costoro non si e’ mai applicato il tanto invocato “libero mercato”; al contrario, il loro potere e la loro ricchezza si basano in gran parte sull’interdipendenza con lo Stato […]
Ancora oggi sono strettamente interconnessi: industrie chiave come quelle del carbone, del petrolio, dell’automobile e dell’agricoltura vengono protette e fortemente sovvenzionate da quasi tutti i governi, attraverso finanziamenti diretti, agevolazioni fiscali o privilegi commerciali. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) solo le industrie del petrolio, del gas naturale e del carbone ricevono ogni anno sovvenzioni per oltre trecento miliardi di dollari nel mondo.
Il Fondo Monetario Internazionale, con altri calcoli che tengono conto anche dei danni ambientali non pagati, arriva alla strabiliante cifra di cinquemila miliardi di dollari all’anno. A cio’ si aggiungono i costi per la protezione militare di oleodotti e altre vie di trasporto. Quindi con migliaia di miliardi di tasse stiamo sostenendo proprio le strutture che ci stanno portando verso il caos climatico.

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Green New Deal/Mancuso

Fitopolis, la città vivente – Stefano Mancuso – Laterza (2023)

In una manciata di anni, se paragonati alla vita della Terra, la specie umana e’ diventata una forza tellurica in grado di mutarne la storia.
L’avanzata della nostra specie e le sue attivita’ negli ultimi 10.000 anni hanno cambiato il metabolismo energetico del pianeta con una forza paragonabile soltanto alla colonizzazione della Terra da parte delle piante.
Gli esiti di questa rivoluzione sono al momento del tutto al di fuori delle nostre possibilita’ di previsione. La verita’ e’ che, sebbene anche il solo banale buon senso suggerisca di evitare eccessivi danni ai nostri ecosistemi, non sappiamo cosa fare per limitare il nostro impatto sul pianeta senza rallentare la crescita economica; e il fatto che sembriamo incapaci di porre un freno anche al piu’ insignificante dei consumi non pare il viatico migliore per un futuro felice.
In ogni modo, nulla si potra’ ottenere senza innovazione non solo tecnologica, ma soprattutto sociale. Abbiamo bisogno di innovare immaginando forme di governo globali che siano in grado di ridurre al minimo il consumo dei beni comuni prima che ci si avvicini a soglie critiche, le quali una volta varcate non potranno piu’ essere recuperate o lo potranno soltanto a costo di grandi sacrifici.
Escogitare un modo per realizzare tutto questo sia nella sfera sociale sia in quella tecnologica e’ la sfida del nostro futuro. Quali che siano le soluzioni che immagineremo, di una cosa possiamo essere certi: perche’ esse funzionino, dovranno avere un impatto fondamentale sul modo in cui operano le nostre citta’. Sono le citta’, infatti, il luogo della nostra aggressione all’ambiente, nonostante occupino soltanto una esigua porzione della superficie terrestre […]
Se vogliamo avere un’idea strettamente quantitativa dell’impatto delle citta’, le descrizioni non bastano piu’ e dobbiamo rivolgerci ai numeri. E i dati ci dicono che oltre il 70% del consumo mondiale di energia e il 75% del consumo di risorse naturali sono a carico delle citta’. Cosi’ come lo e’ l’emissione di circa il 75% della CO2 e la produzione del 70% di rifiuti.
Uno studio del 20211 sulle emissioni di gas serra da parte di 167 citta’ distribuite su tutto il pianeta ha dimostrato che 25 megalopoli da sole sono responsabili per la produzione del 52% delle emissioni di gas serra. Le citta’ asiatiche emettono la maggior parte dei gas a effetto serra e la maggior parte delle citta’ dei paesi sviluppati produce emissioni di gas serra pro capite significativamente piu’ elevate rispetto a quelle dei paesi in via di sviluppo.
L’energia consumata dagli edifici di qualunque tipo (residenziali, istituzionali, commerciali o industriali) contribuisce con una produzione di gas serra tra il 60% e l’80% alle emissioni totali nelle citta’ nordamericane ed europee, mentre in un terzo delle citta’ oltre il 30% delle emissioni totali deriva dal trasporto su strada.

Info:
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/mancuso_corsera.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/Robinson_mancuso_19nov23.pdf

https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/mancuso_avvenire.pdf
https://www.pandorarivista.it/articoli/fitopolis-la-citta-vivente-di-stefano-mancuso/
https://maremosso.lafeltrinelli.it/recensioni/fitopolis-la-citta-vivente-stefano-mancuso-libro