Lavoro/Floridi

La differenza fondamentale. Artificial Agency:una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale – Luciano Floridi – Mondadori (2025)

Il digitale rende stupidi i compiti, separandoli dall’intelligenza richiesta per svolgerli con successo.
Quando il digitale separa un compito dall’intelligenza, un algoritmo puo’ intervenire e sostituirci. Il risultato e’ una disoccupazione oggi rapida e diffusa, ma anche nuovi posti di lavoro domani.
Nel lungo termine l’esito potrebbe essere roseo, se solo riuscissimo a governare questa rivoluzione digitale in maniera intelligente ed etica (un grande “se”, senza dubbio). Per esempio, secondo la Banca Mondiale, entro il 2030 il mondo avra’ bisogno di 80 milioni di operatori sanitari, il doppio rispetto al 2013.
In una societa’ sempre piu’ pervasa da algoritmi e processi automatizzati, la questione e’ se e come possiamo fidarci di tecnologie senza cervello che prendono sistematicamente decisioni per noi e al posto nostro […]
Una volta rimpiazzati i colletti blu, i robot potrebbero verniciare le auto del colore sbagliato […]
I rischi sono reali e gravi. La soluzione e’ rimettere al proprio posto un po’ di intelligenza umana. Questo puo’ essere fatto in almeno quattro modi: prima, nel, sul e dopo il processo […]
Abbiamo bisogno degli esseri umani prima del processo perche’ vogliamo progettare il tipo giusto di ia ed eliminare o almeno ridurre al minimo i suoi rischi.
Gli esseri umani dovrebbero essere inclusi nel processo perche’ a volte anche la migliore ia puo’ sbagliare, essere alimentata con dati inesatti o essere usata in modo improprio.
Abbiamo bisogno di poter esercitare un controllo, in modo che alcune decisioni importanti non siano lasciate interamente a macchine senza cervello. Gli esseri umani dovrebbero avere un controllo sul processo perche’, mentre talune decisioni cruciali possono essere troppo complesse o urgenti per essere prese da un essere umano, e’ la nostra supervisione intelligente che dovrebbe controllare e gestire i processi che sono sia complessi che rapidi.
Gli esseri umani dovrebbero anche essere coinvolti dopo il processo, perche’ ci sono sempre problemi che vorremmo risolvere o correggere.

Info:
https://site.unibo.it/segnalibri/it/recensioni-1/floridi-la-differenza-fondamentale-artificial-agency-una-nuova-filosofia-dell-intelligenza-artificiale
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/04/intelligenza-artificiale-floridi-differenza-fondamentale-news/8305908/
https://investireneimegatrend.substack.com/p/libri-la-differenza-fondamentale
https://concetticontrastivi.org/2025/11/04/non-intelligenza-ma/

Capitalismo/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dardot, Christian Laval – Derive Approdi (2019)

Contrariamente alla percezione immediata e all’idea troppo semplicistica per la quale sarebbero i mercati che, dall’esterno, hanno conquistato gli Stati, dettandogli le politiche da perseguire, […] sono piuttosto gli Stati – soprattutto quelli piu’ forti – ad aver introdotto e universalizzato nell’economia, nella societa’ e finanche al proprio interno, la logica della concorrenza e del modello dell’impresa.
Non dimentichiamoci che l’espansione del mercato della finanza, come del finanziamento del debito pubblico sui mercati delle obbligazioni sono il risultato di politiche deliberate […]
La crisi che attraversiamo si manifesta allora per quella che e’: una crisi globale del neoliberalismo come modalita’ di governo delle societa’. L’attuale crisi dell’euro non e’ solo una crisi «monetaria», le crisi dei paesi del Sud dell’Europa non sono solo crisi «di bilancio», proprio come la crisi mondiale esplosa nell’autunno 2008 non e’ soltanto una crisi economica.
Presa isolatamente, la prima potrebbe sembrare una sorta di replica differita della crisi dei subprimes, una transizione tra la crisi del debito privato a quella del debito pubblico, sotto l’effetto di mercati speculativi incontrollati. Ma anche questo punto di vista e’ limitato, se non ingannevole. La crisi mondiale e’ una crisi generale della «governamentalita’ neoliberista», ovvero di una modalita’ di governo delle economie e delle societa’ basata sulla mercatizzazione e sulla concorrenza generalizzata.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Lavoro/De Romanis

L’economia della paura. Perche’ conservando si arretra –
Veronica De Romanis – Mondadori (2026)

Le prospettive per il futuro non sono incoraggianti: l’ISTAT prevede che la popolazione italiana scendera’ a 54,7 milioni entro il 2050, con una perdita complessiva di 4,3 milioni di abitanti.
Il problema non riguarda solo i numeri, ma soprattutto la composizione. Basti pensare che entro il 2050 la quota di over 65 aumentera’ di oltre 10 punti percentuali rispetto al 2024, mentre quella degli under 14 calera’ di 2 punti.
Tra venticinque anni, dunque, in Italia ci saranno tre ultrasessantacinquenni per ogni ragazzo, un rapporto destinato a incidere profondamente sulla societa’.
Si profila infatti un Paese sbilanciato, con una base della piramide demografica che si restringe e un vertice che si allarga.
Nonostante questi scenari complessi, c’e’ comunque una buona notizia: l’aspettativa di vita alla nascita continua a salire. Nel 2024 ha raggiunto 83,4 anni, tre anni in piu’ rispetto al 2005,17 con 81,4 per gli uomini e 85,5 per le donne, ben al di sopra della media europea ferma a 81,4.
Quindi, ricapitolando: gli italiani sono sempre meno, sempre piu’ anziani, ma vivono piu’ a lungo. 

Info:
https://www.libertaeguale.it/leconomia-della-paura/
https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/archivio-della-rivista/item/378-l-economia-della-paura.html
https://www.linkiesta.it/2026/03/economia-della-paura-veronica-de-romanis/
https://www.repubblica.it/economia/2026/04/20/news/de_romanis_crisi_iran_effetti_economia-425292893/
https://www.huffingtonpost.it/economia/2026/03/28/news/de_romanis_al_referendum_ha_vinto_il_no_dei_giovani_alleconomia_della_paura-21535018/

Capitalismo/Chicchi

Manifesto per il reddito di base – Federico Chicchi, Emanuele Leonardi – Laterza (2018)

Il capitalismo e’ un modo di produzione la cui finalita’ e’ la creazione di un surplus di valore, cioe’ la presenza al termine del ciclo economico di una quantita’ di denaro superiore a quella anticipata affinche’ quel ciclo si mettesse in moto.
La ricerca spasmodica del plusvalore richiede che l’organizzazione della produzione privilegi l’accumulazione di capitale a discapito del valore d’uso delle merci (cioe’ dei bisogni che esse soddisfano) […]
La societa’ industriale produceva merci e le socializzava; il capitalismo post-fordista produce la societa’ direttamente in forma di merce.
Si pensi al modo in cui i cosiddetti big data sono stati trasformati in un’immensa impresa commerciale che trasforma le persone in fornitori di informazione gratuita e continuativa (h24).

Info:
https://ilmanifesto.it/il-reddito-e-di-base
https://ilmanifesto.it/le-ragioni-del-reddito-di-cittadinanza

https://effimera.org/oltre-manifesto-reddito-base-andrea-fumagalli/

Lavoro/Floridi

La differenza fondamentale. Artificial Agency:una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale – Luciano Floridi – Mondadori (2025)


Un ampio rapporto di ricerca dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Office, ILO) ha esaminato il grado di esposizione di varie occupazioni e mansioni a questa tecnologia trasformativa [intelligenza artificiale], usando lo stesso gpt-4 per stimare il potenziale di automazione o di incremento di determinate categorie lavorative.
Si tratta di un buon punto di partenza.
Come prevedibile, il rapporto dell’ilo indica che i ruoli impiegatizi e amministrativi di routine sono quelli che corrono il maggior rischio immediato di automazione. Questi lavori comportano tipicamente compiti ripetitivi e facili da codificare, fortemente suscettibili di sostituzione algoritmica.
Tuttavia, l’analisi ha anche sottolineato che molte professioni, soprattutto quelle che richiedono processi decisionali complessi, interazioni socio-emotive e un’elevata creativita’, saranno probabilmente incrementate invece che sostituite. In questi contesti l’ia costituisce un complemento delle attivita’ umane, rimodellando ruoli e responsabilita’ anziche’ eliminarli del tutto […]
Il rapporto dell’ilo ha messo in evidenza che l’impatto dell’ia non si manifestera’ in modo uniforme nei mercati del lavoro a livello globale. Paesi con diversi livelli di reddito presentano diversi gradi di esposizione e adattabilita’ alla trasformazione in corso. Le economie a basso reddito, per esempio, potrebbero incontrare sfide peculiari a causa dei limiti delle infrastrutture tecnologiche e dei livelli piu’ bassi di capitale umano. Al contrario, i paesi a reddito piu’ elevato sono in una posizione piu’ favorevole per sfruttare l’ia generativa come leva per accrescere produttivita’ e innovazione e per creare nuovi posti di lavoro […]
Sebbene il mercato del lavoro debba senz’altro affrontare gli sconvolgimenti prodotti dall’ia generativa, l’evidenza storica, la teoria economica e le recenti ricerche empiriche suggeriscono che questi sconvolgimenti non daranno luogo a forme di disoccupazione permanente e diffusa. Al contrario, la vera sfida – come sottolineato ripetutamente da molte analisi […] – consiste nel gestire efficacemente la transizione: investendo in modo sostanziale nella formazione e nell’apprendimento continuo, potenziando le reti di sicurezza sociale, promuovendo strategie di innovazione inclusive e garantendo un accesso equo alle nuove opportunità di lavoro.
E’ puro buon senso. Le affermazioni allarmistiche sulla distruzione massiccia di posti di lavoro possono catturare l’attenzione dei media, ma trascurano fattori importanti di mitigazione e distraggono i politici dal compito costruttivo di plasmare il futuro digitale in modo umano, inclusivo e proficuo per la societa’.

Info:
https://site.unibo.it/segnalibri/it/recensioni-1/floridi-la-differenza-fondamentale-artificial-agency-una-nuova-filosofia-dell-intelligenza-artificiale
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/04/intelligenza-artificiale-floridi-differenza-fondamentale-news/8305908/https://investireneimegatrend.substack.com/p/libri-la-differenza-fondamentale
https://concetticontrastivi.org/2025/11/04/non-intelligenza-ma/

Capitalismo/Doda

Onnipotenti. Chi sono, cosa vogliono e in che modo i tecnofascisti stanno plasmando il nostro futuro – Irene Doda – Fuoriscena (2026) 

Il cambiamento sociale o la trasformazione collettiva non sono insiti nelle trasformazioni tecnologiche.
L’illusione che ci e’ stata venduta negli ultimi decenni e’, appunto, un mero inganno. Un manipolo di miliardari ci ha fatto credere che si potesse sostituire il tedioso ingranaggio democratico, fatto di discussioni infinite, macchinosi processi collettivi, sforzi per trovare compromessi e mettere d’accordo le varie anime di una societa’, con processi piu’ smart, simili a quelli aziendali, addirittura di piccole societa’ innovative o startup.
Nel mentre, siamo stati convinti che basti introdurre innovazioni «rivoluzionarie» – o, per usare un termine caro a chi popola la Silicon Valley, disruptive – per migliorare le condizioni materiali degli abitanti dell’intero pianeta.
La verita’ e’ che nessuna condizione oggettiva e’ migliorata piu’ di quella degli stessi imprenditori digitali, che hanno accumulato enormi risorse nelle loro mani e sono diventati potenti aghi della bilancia: arbitri della liberta’ di espressione, detentori del potere di influenzare elezioni politiche e far precipitare Stati-nazione nel caos.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/politica/33071-paolo-lago-attenzione-ai-fascisti-hi-tech.html?utm_source=newsletter_2556&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-sinistrainrete
https://www.progettometi.org/analisi/i-tecnofascisti-tra-liberta-individuale-e-tentazione-autocratica-qualche-spunto-a-partire-da-onnipotenti-di-irene-doda/?srsltid=AfmBOoq0IV8M3g9ecwmlDs4lwGs9N1khp2NyIeOwTBjff4MckFvLHivC
https://www.linkiesta.it/2026/03/i-tecnomiliardari-odiano-lo-stato-nazione-ma-poi-fanno-affari-con-la-casa-bianca/
https://www.carmillaonline.com/2026/05/24/attenzione-ai-fascisti-hi-tech/

 

Lavoro/Scheidler

La fine della megamacchina. Sulle tracce di una civiltà al collasso – Scheidler Fabian – Castelvecchi (2024)

Attraverso un controllo sempre piu’ meticoloso dello spazio, del tempo e del movimento, il lavoro salariato divenne uno strumento disciplinare altrettanto imperativo quanto l’esercito e la scuola.
Le persone vennero sottoposte a una «dittatura del tempo astratto» una tirannia dell’efficienza: la vita non era piu’ modellata dai ritmi della comunita’, dai cicli della natura o dal tempo proprio dell’essere umano attivo, ma dal battito uniforme di sveglie, orologi a tempo e campanelli di segnalazione.
La complessa struttura di significato delle relazioni su cui si basa la vita comunitaria venne sostituita da catene automatiche di comando e obbedienza.
Il punto di fuga di questo sviluppo e’ una societa’ il cui unico obiettivo e’ l’aumento infinito della produzione di beni e che, nel farlo, elimina tutto cio’ che non serve a questo scopo. 

Info:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?event_id=26236804
https://www.rivoluzioneanarchica.it/fine-della-megamacchina-un-libro-di-fabian-scheidler/

https://www.officinadeisaperi.it/agora/il-senso-delle-parole/cosi-la-megamacchina-neoliberista-sta-distruggendo-il-nostro-mondo-da-il-fatto/
https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-26-marzo-2024/

Lavoro/Roubini

La grande catastrofe. Dieci minacce per il nostro futuro e le strategie per sopravvivere – Nouriel Roubini – Feltrinelli (2023)


Con l’attuale livello di crescita, le proposte di reddito universale di base non sono fattibili.
Se invece la crescita nei paesi avanzati raddoppiasse o triplicasse al 5 o 6 per cento, i conti migliorerebbero sensibilmente.
Un reddito o la fornitura di servizi pubblici universali di base o una qualche combinazione delle due cose potrebbero garantire una nuova rete di sicurezza finanziaria.
La pre-distribuzione di asset ex ante piuttosto che la re-distribuzione ex post della ricchezza e’ una possibilita’ alternativa per ridurre la disparita’.
I detentori degli asset si avvantaggerebbero di ampi rientri, permettendo cosi’ a tutti di svolgere attivita’ creative, imprenditoriali o di utilita’ sociale.
La rinuncia alla “dignita’ del lavoro” potrebbe anche non suscitare proteste se le integrazioni al reddito aprissero nuove porte all’appagamento della persona.
Con il reddito di base, i lavoratori nelle economie avanzate e innovative tollererebbero le paghe piu’ basse (ma rimpolpate dai bonus) senza la rabbia che spinge gli elettori verso i populisti che tanto disprezzano la democrazia liberale progressista. 

Info:
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?docid=alma9939922439006046&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI
https://www.pandorarivista.it/articoli/convivere-con-la-catastrofe-di-pablo-servigne-e-raphael-stevens/

https://businessweekly.it/la-grande-catastrofe/

Economia di mercato/Floridi

La differenza fondamentale. Artificial Agency: una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale – Luciano Floridi – Mondadori (2025) 

Per decenni il mondo digitale e’ stato presentato come intangibile e privo di peso, enfatizzando la sua immaterialita’ e virtualita’ e trascurando ingenuamente, o forse nascondendo intenzionalmente, le risorse fisiche, il lavoro e l’impatto ambientale necessari per sostenerlo, cioe’ i sistemi e i processi analogici che stanno dietro ai beni, ai servizi e alle esperienze digitali.
Questa narrazione dematerializzata – alcuni lettori potrebbero ricordarsi della retorica che recitava “dagli atomi ai bit” nella meta’ degli anni Novanta – ha permesso alle imprese e ai poteri politici di oscurare i costi sociali ed etici delle tecnologie digitali e le relazioni di potere che regolano il controllo analogico sul digitale.
In questo contesto, la svolta hardware mette in evidenza una crescente consapevolezza delle basi materiali del mondo digitale, come l’estrazione di minerali delle terre rare, la produzione e la commercializzazione di semiconduttori, la costruzione e la gestione di data center, la disponibilita’ e la protezione di reti elettriche, satelliti e cavi sottomarini […]
Questa “ri-materializzazione” del digitale e’ diventata sempre piu’ palese con il perseguimento della sovranita’ digitale, in quanto i poteri politici ed economici riconoscono la necessita’ di controllare le infrastrutture e i processi fisici per produrre, gestire, regolare e proteggere i beni e i servizi digitali.

Info:
https://site.unibo.it/segnalibri/it/recensioni-1/floridi-la-differenza-fondamentale-artificial-agency-una-nuova-filosofia-dell-intelligenza-artificiale
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/04/intelligenza-artificiale-floridi-differenza-fondamentale-news/8305908/
https://investireneimegatrend.substack.com/p/libri-la-differenza-fondamentale
https://concetticontrastivi.org/2025/11/04/non-intelligenza-ma/

Capitalismo/Gorz

Il filo rosso dell’ecologia – André Gorz – Mimesis (2017)

La conoscenza non e’ una merce qualsiasi, e non si presta ad essere trattata come proprieta’ privata.
I suoi detentori non se ne privano nell’atto di trasmetterla. Quanto piu’ si diffonde, tanto piu’ ricca diventa la societa’.
Per sua stessa natura, la conoscenza richiede di essere trattata come un bene comune, di essere considerata a priori come il risultato di un lavoro sociale e collettivo. Privatizzarla vuol dire limitare la sua accessibilita’, il suo valore d’uso sociale […]
Cio’ appare sempre piu’ evidente, tanto che in tutto il mondo si e’ costituito un fronte anticapitalistico di lotta contro l’industria cognitiva: ad esempio l’industria chimica e farmaceutica, ma anche quella del software, e in particolare Microsoft.
Di fatto, il capitalismo cognitivo non si limita a impossessarsi della conoscenza alla quale ha dato origine, ma privatizza anche cio’ che e’ incontestabilmente bene comune, come il genoma di piante, animali e quello umano. E attinge a costo zero al patrimonio culturale comune per utilizzarlo come «capitale culturale» o «capitale umano»

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/ecologia-politica-di-andre-gorz/
https://it.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_Gorz