Quando l’amministrazione Nixon sgancio’ il dollaro Usa dalla valutazione dell’oro nel 1971, permettendo al biglietto verde di fluttuare in base alla domanda del mercato, facilito’ il finanziamento dei piu’ grossi disavanzi fiscali e commerciali alimentati dalla Guerra nel Vietnam […]
La decisione di Nixon sorti’ qualche vantaggio a breve termine, ma rischi a lungo termine.
I cinque decenni passati da allora hanno visto vicissitudini paralizzanti nelle economie avanzate (figuriamoci nei mercati emergenti): negli anni settanta la stagflazione; negli ottanta un crollo del settore immobiliare statunitense che porto’ alla crisi delle casse di risparmio savings and loans; una crisi bancaria scandinava nei primi anni novanta; una crisi valutaria del Meccanismo europeo di scambio nel 1992; la grande stagnazione e deflazione giapponese a partire dagli anni novanta dopo lo sgonfiamento della bolla immobiliare; nel 1998 il collasso della Long Term Capital Management sebbene avesse due Nobel al timone; il boom di Internet con successivo crollo e fallimenti aziendali nei primi anni del nuovo secolo; il boom-e-declino edilizio e creditizio che porto’ alla Crisi finanziaria globale iniziata nel 2007; la crisi della zona euro, all’inizio del decennio scorso; e ovviamente la pandemia Covid-19 del 2020. Ogni ciclo significava ulteriori debiti pubblici e privati.
Info:
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?docid=alma9939922439006046&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI
https://www.pandorarivista.it/articoli/convivere-con-la-catastrofe-di-pablo-servigne-e-raphael-stevens/
https://businessweekly.it/la-grande-catastrofe/
