Geoeconomia/Maronta

Deglobalizzazione. Se il tramonto dell’America lascia il mondo senza centro-Fabrizio Maronta – Hoepli (2024)

Nel febbraio 2023 la Cina ha pubblicato due rapporti.
Il primo, dal graffiante titolo US hegemony and its perils (L’egemonia statunitense e i suoi rischi), e’ un j’accuse all’America, cui si imputa di perseguire «l’egemonia politica colpendo a destra e a manca», «l’egemonia militare [attraverso] un uso smaccato della forza», «l’egemonia economica [mediante] il saccheggio e lo sfruttamento», «l’egemonia tecnologica [con] il monopolio e la soppressione [della concorrenza]», «l’egemonia culturale diffondendo false narrazioni».
Il secondo e’ il suddetto manifesto della Global Security Initiative, in cui si rimarca l’impegno cinese a cooperare con Asia, Africa e America Latina su basi eque e paritarie, in implicita ma chiara alternativa alle muscolari pratiche egemoniche di Washington […]
Fulcro dei documenti e delle iniziative che sottendono e’ l’idea, forte e risolutamente veicolata, che gli Stati Uniti siano ormai incapaci di garantire un ordine mondiale confacente alle esigenze dei piu’ e che, nel tentativo di puntellare un primato al tramonto, facciano danni.
Come? Pregiudicando la sicurezza e il benessere dei soggetti piu’ deboli, di cui Pechino si erge a campione, ma anche dei piu’ forti tra quanti – Cina inclusa – contestano l’assetto americanocentrico.
La scelta di campo e’ netta.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/deglobalizzazione-intervista-a-fabrizio-maronta/
https://www.letture.org/deglobalizzazione-fabrizio-maronta

 

Geoeconomia/Chomsky

Lotta o declino. Perche’ dobbiamo ribellarci contro i padroni dell’umanita’ – Noam Chomsky – Ponte alle Grazie (2021)

In passato l’imperialismo esercitava la violenza diretta per assoggettare quanti piu’ paesi possibile.
Non e’ certo un segreto; e’ cosi’ che sono andate le cose.
I predatori, ossia i colonialisti, ripartirono il mondo mediante trattati internazionali sempre a loro vantaggio, riservando ai popoli conquistati un trattamento brutale e razzista.
Un’altra caratteristica del vecchio imperialismo fu il colonialismo insediativo, che porto’ al massacro o all’espulsione delle popolazioni indigene e alla loro sostituzione con il popolo prediletto, la «razza mi- gliore». Era una specialita’ britannica, che fu poi adottata anche dagli americani.
L’attuale politica estera statunitense non persegue tali ambiziosi obiettivi. Prima della Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti non erano la prima potenza globale. A quel tempo questo primato era riservato alla Gran Bretagna e, in misura minore, alla Francia.
Le cose cambiarono con la guerra, che garanti’ agli Stati Uniti un potere enorme, un livello di sicurezza senza precedenti e numerosi altri vantaggi.
Il sistema globale emerso a quell’epoca era l’ideale per gli Stati Uniti perche’ rappresentava uno strumento indiretto con cui destabilizzare l’economia ed esercitare il controllo politico.

Geoeconomia/Dian

La Cina, gli Stati Uniti e il futuro dell’ordine internazionale – Matteo Dian – il Mulino (2021)


E’ importante mettere in evidenza come la strategia di Trump sia riconducibile ad un insieme di idee coerente, per quanto estraneo al mainstream della politica estera americana.
Il concetto centrale, da questo punto di vista, e’ l’ostilita’ verso l’ordine internazionale ed in particolare verso le organizzazioni internazionali che lo definiscono, quali le Nazioni Unite, l’OMC, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e i diversi trattati di libero scambio.
Questa ostilita’ e’ generata da due convinzioni.
La prima e’ l’idea che organizzazioni internazionali limitino eccessivamente il potere americano e la capacita’ degli Stati Uniti di promuovere i propri interessi.
La seconda e’ la percezione che l’ordine internazionale a guida americana sia un prodotto dell’elite wilsoniana e moralista del Nord Est, impegnata a migliorare le condizioni del resto del mondo, ma incline a ignorare i problemi del «popolo» americano, in particolare dell’America profonda.
Queste idee hanno raccolto un notevole consenso soprattutto tra i «perdenti della globalizzazione», ovvero le fasce di popolazione piu’ colpite dagli effetti negativi della globalizzazione quali la delocalizzazione e i costi della transizione verso un’economia postfordista.

Info:
https://sinosfere.com/2022/04/08/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dellordine-internazionale-di-matteo-dian-recensione-di-silvia-menegazzi/
letture.org/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dell-ordine-internazionale-matteo-dian
https://www.marx21.it/cultura/libri/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dellordine-internazionale-matteo-dian/
https://secondotempo.cattolicanews.it/news-il-sottile-equilibrio-cina-usa-nel-nuovo-ordine-internazionale

Geoeconomia/Krastev

La rivolta antiliberale. Come l’Occidente sta perdendo la battaglia per la democrazia – Ivan Krastev, Stephen Holmes – Mondadori (2020)


La svolta antiamericana delle autorita’ russe che hanno liberamente preso in prestito gli espedienti e le astuzie dei consulenti politici statunitensi e’ un triste esempio di quello che Hannah Arendt ha definito l’«effetto del boomerang».
I consulenti politici americani hanno aiutato i tecnologi della politica russi a imparare quelle manovre tortuose, rafforzando cosi’ la legittimazione popolare del potere del Cremlino che viene ora esercitato con evidente successo contro la stessa democrazia americana.
Avendo appreso dai professionisti americani i trucchi mentali del marketing politico, i russi che architettano operazioni segrete per influenzare le elezioni negli Stati Uniti sono probabilmente indifferenti all’accusa di violare la sacra integrita’ della democrazia americana.
Si e’ tentati di concludere che la democrazia imitativa, o quella che il Cremlino definiva «democrazia gestita», non fosse altro che un cinico complotto delle elite postcomuniste finalizzato a privare il popolo della rappresentanza politica […]
L’Occidente puo’ essere imitato anche su un piano non politico.
Per capire l’importanza della distinzione tra l’imitazione dei fini e l’imitazione dei mezzi e’ sufficiente esaminare la risposta di Deng ai manifestanti in piazza Tienanmen. Mentre gli studenti volevano imitare i valori occidentali, Deng presiedeva all’imitazione della crescita economica occidentale. In questo progetto fu aiutato, va detto, dalle imprese occidentali che ripresero a fare affari nel paese poco dopo i fatti di piazza Tienanmen. Evitando le controversie sulla riforma politica, potevano concentrarsi esclusivamente sulle attività lucrative e sulle opportunita’ di investimento.
Il partito aveva seppellito gli aspiranti imitatori del liberalismo e della democrazia occidentali, ma il paese era ancora pronto a fare affari, incluso carpire le tecnologie occidentali e adattare i metodi di produzione industriale dell’Occidente. Tutto questo non ha niente a che fare con il senso di responsabilita’ democratica.

Info:
https://www.internazionale.it/notizie/andrea-pipino/2024/12/23/futuro-democrazia-krastev
https://alterthink.it/imperialismo-e-collettivismo-lhitlerizzazione-di-putin/

https://lavocedinewyork.com/arts/libri/2020/10/14/liberalismo-dellimitazione-giovani-migranti-e-identita-delleuropa-centrale/

Geoeconomia/Krastev

La rivolta antiliberale. Come l’Occidente sta perdendo la battaglia per la democrazia – Ivan Krastev, Stephen Holmes – Mondadori (2020)


I cinesi sono imitatori implacabili e consumati dell’Occidente per quanto riguarda la tecnologia, la moda, l’architettura e via dicendo, ma hanno espressamente respinto l’idea di imitare la liberaldemocrazia occidentale prediletta dagli ingenui manifestanti di piazza Tienanmen.
Prendono in prestito con esuberanza, ma rifiutano di convertirsi.
A differenza di Mosca, non hanno avvertito la necessita’ di simulare la democrazia occidentale o di svelare l’ipocrisia americana rispecchiando la spudorata violazione delle norme internazionali da parte degli Stati Uniti. Prendendo in prestito o rubando la tecnologia si diventa comunque piu’ ricchi, mentre imitando i valori morali si mette a rischio la propria identita’, e simulare la democrazia o smascherare l’ipocrisia sembra del tutto inutile.
Dopo il 1989, al contrario degli aspiranti convertiti alla democrazia liberale dell’Europa centrale, i cinesi hanno sviluppato la propria societa’ senza mettere a rischio la propria identita’ culturale e quindi senza mai sentirsi degli impostori e simulatori culturali […]
Le maniere forti usate dalla Cina suscitano risentimento, ma questo non viene esacerbato dall’ulteriore irritazione per lezioni moralistiche in stile americano.
I rappresentanti della Cina all’estero non sono interessati a vendere il modello cinese di organizzazione politica ed economica interna. I prestiti cinesi, pertanto, non prevedono alcun vincolo ideologico. E, inutile dirlo, i funzionari e le ONG cinesi non associano mai ai progetti di sviluppo lezioni in materia di diritti umani, elezioni libere ed eque, trasparenza, stato di diritto e mali della corruzione. Tantomeno decantano le virtu’ del mercantilismo cinese, vanno in cerca di convertiti alla civilta’ cinese o idealizzano gli esecutivi a vita in stati monopartitici […]
A differenza dell’Occidente, la Cina espande la propria influenza globale senza mirare a trasformare le societa’ sulle quali cerca di esercitare il proprio controllo. Alla Cina non interessa la struttura degli altri governi e nemmeno quale fazione interna li controlli. L’unica cosa che le preme e’ la propensione di tali governi a adattarsi agli interessi cinesi e a riservare alla Cina un trattamento favorevole.

Info:
https://www.internazionale.it/notizie/andrea-pipino/2024/12/23/futuro-democrazia-krastev
https://alterthink.it/imperialismo-e-collettivismo-lhitlerizzazione-di-putin/

https://lavocedinewyork.com/arts/libri/2020/10/14/liberalismo-dellimitazione-giovani-migranti-e-identita-delleuropa-centrale/

Capitalismo/Undiemi

Il ricatto dei mercati. Difendere la democrazia, l’economia reale e il lavoro dall’assalto della finanza internazionale – Lidia Undiemi – Ponte alle Grazie (2014)


La supremazia delle politiche neoliberiste sull’economia generale si regge sulla capacita’ degli americani di finanziare il proprio disavanzo di conto corrente senza i limiti a cui devono invece sottostare i paesi che non emettono moneta di riserva mondiale.
In questo senso, l’economia del debito fondata sul ruolo centrale degli Stati Uniti nel mondo rappresenta il sistema economico-giuridico attraverso cui i costi del sovraconsumo americano, ovvero il deficit pubblico, vengono scaricati sul resto del mondo.
Potremmo chiamarla «la tassa dell’Impero».
Nonostante la stabilita’ del dollaro, la decadenza dell’industria americana, ossia dell’economia reale, e l’alto livello dei consumi interni hanno determinato l’aggravarsi del deficit della bilancia commerciale, finanziato dall’afflusso di capitali dall’estero.
Secondo l’FMI infatti dal 1988 gli Stati Uniti hanno assorbito circa la meta’ della domanda mondiale totale […]
Il risultato di tutto questo e’ un indebitamento interno colossale e disavanzi record nella bilancia commerciale.

Info:
https://www.antimafiaduemila.com/libri/economia/930-il-ricatto-dei-mercati.html
https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/20/libri-lidia-undiemi-vi-racconto-il-ricatto-dei-mercati-e-quello-sulleuro/303203/
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-spread_intervista_a_lidia_undiemi_autrice_del_libro_profetico_il_ricatto_dei_mercati/5496_24172/

https://www.carmillaonline.com/2024/03/29/il-salario-minimo-non-vi-salvera/
https://www.lafionda.org/2023/07/05/il-salario-minimo-non-ci-salvera-anzi/

Geoeconomia/Todd

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd – Fazi (2024)

Nella cronaca dell’attualita’ e’ stata alimentata l’idea assurda che l’invasione della Russia in Ucraina avesse indispettito la Cina e che questa addirittura esitasse tra il sostegno e la punizione.
Questo scollamento dalla realta’ richiederebbe piu’ che altro l’intervento di uno psichiatra, magari un geopsichiatra.
Da almeno un decennio, gli Stati Uniti hanno individuato nella Cina il loro principale avversario, prima ancora della Russia. I leader del Partito Comunista Cinese sanno perfettamente che se cadesse la Russia toccherebbe a loro.
Che in un simile contesto il piccolo mondo della NATO abbia ipotizzato l’adesione della Cina e’, a dirla tutta, sconcertante.
Questo delirio (e’ il termine tecnico appropriato) presuppone due condizioni. Innanzitutto, l’assenza spaventosa di un minimo di intelligenza geopolitica da parte dei nostri dirigenti e dei giornalisti; in secondo luogo, una presunzione talmente colossale da sospettarla di razzismo. Aspettarsi che la Cina si allinei con l’Occidente contro la Russia presuppone che Xi Jinping e il suo entourage siano solo degli sprovveduti e implica, ancora una volta, che l’uomo bianco sia ovviamente un essere superiore.

Info:
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-fatto-quotidiano.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-riformista.pdf?

https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-manifesto.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-giornale.pdf?https://contropiano.org/interventi/2024/11/11/la-sconfitta-delloccidente-oligarchico-e-nichilista-0177418
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/emmanuel-todd-gli-oligarchi-e-il-nichilismo-hanno-distrutto-le-democrazie-e-la-sconfitta-delloccidente-fd56b6be
https://www.repubblica.it/venerdi/2024/09/28/news/emmanuel_todd_sconfitta_occidente_ultimo_libro-423521727/

https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29325-gian-marco-martignoni-la-sconfitta-dell-occidente.html

Geoeconomia/Tocci

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale – Nathalie Tocci – Mondadori (2024)

L’invasione dell’Iraq, giustificata dalla menzogna delle armi di distruzione di massa e in violazione del diritto internazionale, rappresento’ l’apice dell’egemonia statunitense, la manifestazione piu’ eclatante dell’hybris imperiale e, di conseguenza, l’inizio del suo declino. In quel momento non era chiaro che il potere relativo degli Stati Uniti fosse sul punto di diminuire.
Per quanto Washington avesse dichiarato guerra globale al terrorismo, e’ sempre stato evidente che le organizzazioni terroristiche, a partire da al-Qaeda, non rappresentavano una reale minaccia al potere americano […]
Al-Qaeda non ha mai avuto la capacita’, ne’ in fondo l’ambizione, di rappresentare una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti o di competere da pari con la superpotenza statunitense.
Che il potere relativo di Usa ed Europa fosse in declino relativo si capi’ qualche anno piu’ tardi. A partire dal 2005-06, scoppio’ la bolla del mercato immobiliare americano. Con il crollo dei prezzi degli immobili, i proprietari iniziarono ad abbandonare i loro mutui, causando un collasso dei titoli garantiti da ipoteca e, conseguentemente, innescando la bancarotta o il ricorso al salvataggio di diverse banche, a partire da Lehman Brothers nel settembre 2008. La bancarotta di Lehman Brothers, e la sottostante crisi finanziaria, sfocio’ nella Grande Recessione che duro’ fino all’estate del 2009.

Info:
https://formiche.net/2024/10/grande-incertezza-libro-nathalie-tocci/#content

 

Geoeconomia/Massolo

Realpolitik. Il disordine mondiale e le minacce per l’Italia – Giampiero Massolo, Francesco Bechis – Solferino (2024)


Lo stare al mondo si traduce ancora prevalentemente nella difesa coriacea e a tratti un po’ dogmatica dei singoli interessi nazionali.
Ora che il disimpegno americano e le sfide di Russia e Cina imporrebbero all’Europa di proiettare potenza e di assumere un ruolo come blocco, di rafforzare l’autonomia strategica in settori chiave come la difesa, l’innovazione e il digitale, l’energia, succede l’opposto.
Sono piuttosto gli Stati membri, alcuni piu’ di altri, a servirsi dell’Unione per aumentare il loro peso nazionale e la loro proiezione esterna, in sostanza a sovrapporre il proprio interesse nazionale all’interesse europeo. Il risultato e’ lo stallo.
Il rischio concreto, spesso confermato dai fatti, e’ l’irrilevanza dell’Europa nel suo complesso sullo scenario globale.
Questa visione riduttiva, molto identitaria ed eccessivamente pragmatica finisce per muovere tutti i grandi Paesi europei […]
E’ un metodo che persiste, nonostante tutto, favorito anche dalla bolla nella quale per molto tempo si e’ cullata l’Europa. Quel triplice sogno dell’era merkeliana, gia’ piu’ volte ricordato e ormai tramontato, di garantire la resilienza del continente, delegando la sicurezza agli americani, le forniture energetiche ai russi, i mercati ai cinesi.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/realpolitik-di-giampiero-massolo-e-francesco-bechis/
https://www.agi.it/estero/news/2024-05-30/libri-realpolitik-massolo-attrezzarsi-per-un-mondo-anarchico-26583006/

https://www.ilmessaggero.it/libri/realpolitik_il_libro_che_mette_ordine_al_disordine_mondiale-8109413.html
https://formiche.net/2024/06/recensione-di-realpolitik-massolo-bechis/#content
https://blog.ilgiornale.it/franza/2024/06/15/realpolitik-il-disordine-mondiale-e-le-minacce-per-litalia-il-libro-dellambasciatore-massolo-e-del-giornalista-bechis/

Europa/Massolo

Realpolitik. Il disordine mondiale e le minacce per l’Italia – Giampiero Massolo & Francesco Bechis – Solferino (2024)

Il 24 febbraio 2022, il guastafeste Putin non ha solo imposto una battuta d’arresto ai piani di Cina e Stati Uniti. Anche l’Europa paghera’ lo scotto.
Intanto, con l’abbandono per il futuro prevedibile di ogni assetto di sicurezza condiviso e collaborativo sul continente: si prospetta invece una lunga fase di contrapposizione, una «nube tossica» difficilmente dissolvibile anche quando in Ucraina le armi dovessero a un certo punto tacere. Il conflitto condizionera’ a lungo gli scambi politici ed economici e le scelte europee […]
Tornano stringenti gli impegni presi con la Nato, il vincolo del 2 per cento del Pil in spese militari. Ora che la Russia e’ tornata a rimettere in discussione la carta geografica europea, suona come una necessita’ oggettiva e non piu’ come un’imposizione velleitaria di amministrazioni americane in ritiro dallo scenario europeo […]
La guerra impone oneri pesanti anche perche’ ha costretto l’Europa a una brusca sterzata nelle politiche energetiche. Venuto meno il «trittico» merkeliano – sicurezza appaltata all’America, mercati alla Cina, energia alla Russia –, si e’ reso necessario aprire nuove strade.
Nel breve periodo, questo e’ gia’ stato fatto con un importante colpo di reni della politica europea, che ha abbandonato le forniture russe e cercato altri partner energetici. Nel caso italiano: Algeria, Azerbaigian, Qatar.
Piu’ a medio-lungo termine, altri nodi verranno al pettine. Su tutti, il costo di una onerosissima transizione dalle fonti fossili alle rinnovabili, che rischia di far passare l’Europa dalla dipendenza dal gas russo a quella dalle tecnologie green cinesi.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/realpolitik-di-giampiero-massolo-e-francesco-bechis/
https://www.agi.it/estero/news/2024-05-30/libri-realpolitik-massolo-attrezzarsi-per-un-mondo-anarchico-26583006/

https://www.ilmessaggero.it/libri/realpolitik_il_libro_che_mette_ordine_al_disordine_mondiale-8109413.html
https://formiche.net/2024/06/recensione-di-realpolitik-massolo-bechis/#content
https://blog.ilgiornale.it/franza/2024/06/15/realpolitik-il-disordine-mondiale-e-le-minacce-per-litalia-il-libro-dellambasciatore-massolo-e-del-giornalista-bechis/