Geoeconomia/Zizek

Punto zero – Slavoj Žižek – il Saggiatore (2026)

E’ triste constatare che, per i paesi del Terzo mondo, le risorse naturali sono molto spesso fonte di violenza e ulteriore poverta’.
La maledizione della Repubblica Democratica del Congo sta proprio nei minerali, nei diamanti e nell’oro che possiede: se per magia il Congo fosse stato privato di tutte le sue risorse, sarebbe stato un luogo sicuramente piu’ povero in cui vivere, ma di gran lunga piu’ felice.
Il paese offre anche un esempio paradigmatico di come l’Occidente sviluppato contribuisca a creare le circostanze che favoriscono il flusso dei rifugiati. Dietro la faccia delle presunte «passioni primitive» su base etnica che stanno riesplodendo nel «cuore di tenebra» africano, e’ facile riconoscere i contorni del capitalismo globale.
Dopo la caduta di Mobutu, il Congo non e’ piu’ esistito come stato operativo unitario. La parte orientale del paese, in particolare, e’ un patchwork di territori governati da signori della guerra locali che controllano la propria zona grazie a un esercito che, di solito, include anche bambini costretti ad assumere droghe per combattere. Ognuno di questi signori della guerra ha affari collegati ad aziende o multinazionali straniere che sfruttano le ricchezze (per lo piu’) minerarie della regione.
Un accordo che soddisfa entrambe le parti: le corporation ottengono i diritti minerari senza pagare tasse allo stato e i signori della guerra, i soldi. Il paradosso sta nel fatto che molti di questi minerali vengono utilizzati per realizzare prodotti high-tech come laptop e cellulari – per farla breve: se non si considerano le usanze «primitive» della popolazione locale, bastera’ eliminare da questo scenario le multinazionali straniere dell’high-tech per veder crollare tutta l’impalcatura della guerra etnica alimentata da antiche passioni […]
Una delle strategie del capitalismo odierno, alla disperata ricerca di una fornitura costante di materie prime a basso costo che non sia ostacolata da un forte potere centrale, consiste nel finanziare, incoraggiare e sostenere lo smembramento degli stati condannati dal possesso di petrolio o ricchi giacimenti minerari.

Info:
https://www.liminarivista.it/comma-22/slavoj-zizek-punto-zero-macerie-populismo-neofeudalesimo-digitale/
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/2026_05_03-Lettura-Zizek.pdf
https://archivista.info/index.php/2026/06/24/slavoj-zizek-punto-zero/
https://rocca.cittadella.org/rubrica/recensioni/slavoj-zizek-punto-zero/

Geoeconomia/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Il cosiddetto “resto del mondo” e’ rimasto generalmente sbigottito dall’estrema violenza e mortalita’ del modo di fare la guerra europeo.
Questo perche’ fuori dall’Europa l’esito dei conflitti non era tanto votato a prendere altrui territori, ma schiavi.
Va da se’ che se l’obiettivo e’ soggiogare altri uomini non vale certo ammazzarli. Diversamente, gli europei sembravano animati da un inestinguibile fame di spazio e controllo, spazzando quindi via senza ritegno ogni cosa o persona si frapponesse alle proprie mire.
Queste diverse “logiche” spiegherebbero anche il difficile assorbimento delle forme della rivoluzione militare europea nel resto del mondo: si potevano assumere o copiare, ma mai interpretare con la stessa convinzione, poiche’ i fini erano diversi.
Cio’ ha portato gli europei a usare i fatti militari come componente decisiva del proprio sviluppo di potenza, il resto del mondo no, o molto meno, o comunque in altra modalita’.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Geoeconomia/Roubini

La grande catastrofe. Dieci minacce per il nostro futuro e le strategie per sopravvivere – Nouriel Roubini – Feltrinelli (2023)

Graham Allison, docente di Harvard, ha messo alla prova questa antica tesi nel suo libro Destinati alla guerra. Possono l’America e la Cina sfuggire alla trappola di Tucidide? […]
Tenetevi stretti. Se la nuova Guerra fredda fra Stati Uniti e Cina rimodella la realta’ globale economica e geopolitica, potrebbe essere una Cina autoritaria a dettare nuove regole.
E in questa Guerra fredda ogni parte si affidera’ agli alleati per affrontare l’altra potenza. Gli Stati Uniti hanno gli alleati NATO in Europa e altri in Asia come Giappone, Corea del Sud, Australia e ora, sempre di piu’, l’India che teme l’ascesa della Cina.
Da parte sua Pechino ha alcuni alleati de facto: Russia, Iran e Corea del Nord, nonche’ il Pakistan e altre nazioni, tutte potenze revisioniste che stanno cercando di sfidare l’ordine globale economico, finanziario e geopolitico creato da Stati Uniti e Occidente dopo la Seconda guerra mondiale.
Insomma, si sta rapidamente sviluppando una piu’ ampia Guerra fredda tra Occidente e Cina (piu’ alleati), e la brutale invasione russa dell’Ucraina e’ una delle prime salve di cannone di una Guerra fredda che probabilmente diventera’ calda in qualche momento dei prossimi due decenni.

Info:
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?docid=alma9939922439006046&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI
https://www.pandorarivista.it/articoli/convivere-con-la-catastrofe-di-pablo-servigne-e-raphael-stevens/

https://businessweekly.it/la-grande-catastrofe/

Societa’/Colombo

Il suicidio della pace. Perche’ l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024) – Colombo A. – Raffaello Cortina (2025)

Le due guerre in Ucraina e a Gaza hanno non soltanto confermato, ma messo impietosamente allo scoperto la crescente irrilevanza delle organizzazioni internazionali, del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario.
E lo hanno fatto non ignorando, ma facendo letteralmente a pezzi la residua efficacia e credibilita’ delle convenzioni sulla guerra.
Il primo dei due conflitti, l’aggressione russa all’Ucraina del febbraio 2022, ha costituito una violazione clamorosa della Carta delle Nazioni Unite, sebbene giustificata come di consueto dalla Russia con il richiamo ai presunti “precedenti” dell’intervento della nato in Kosovo nel 1999 e dell’invasione anglo-americana dell’Iraq nel 2003. Anche nella conduzione successiva della guerra, i russi hanno commesso numerose violazioni del diritto umanitario […]
Gli eccessi della guerra russa in Ucraina sono impalliditi, tuttavia, di fronte a quelli dell’operazione militare israeliana a Gaza e, piu’ tardi, in Libano di un anno e mezzo dopo. L’operazione, scattata poche settimane dopo l’attentato terroristico del 7 ottobre 2023 – un attentato di dimensioni spaventose, costato la vita a quasi 800 civili e a 370 membri delle forze di sicurezza, oltre al sequestro di altri 250 tra civili e militari israeliani –, ha oltrepassato qualunque criterio anche minimo di proporzionalita’ della risposta.
Fra ottobre 2023 e dicembre 2024, sono stati uccisi piu’ di 45.000 palestinesi, nella stragrande maggioranza civili; altri 110.000 sono rimasti feriti; un numero imprecisato risulta disperso; piu’ di 1.500.000, stando alle stime delle agenzie umanitarie, sono stati costretti a lasciare le proprie case; piu’ del 70% delle infrastrutture civili (tra le quali scuole e ospedali) e’ stato distrutto […]
A giustificazione del massacro, Israele non ha dovuto fare altro che portare sino in fondo le spinte disgregative gia’ in opera dall’epoca della “guerra globale al terrore” – nell’indifferenza o, peggio, con il consenso anche di molti di coloro che, solo in questa occasione, le hanno condannate: la criminalizzazione e la deumanizzazione del nemico, al quale non e’ riconosciuto neppure il bene minimo della razionalita’ strategica e della motivazione politica […]
A differenza della guerra contemporanea in Ucraina, dove sia russi sia ucraini hanno subito (e accettato di subire) un numero altissimo di perdite, la guerra a Gaza ha riprodotto il modello di guerra (“chirurgica”) tipico degli anni Novanta e del decennio successivo: una guerra la cui combattibilita’ dipende come prima cosa dalla condizione che le vittime siano quasi tutte concentrate da una sola parte.
Dall’inizio di quella che Israele definisce “operazione terrestre”, a fronte delle 45.000 vittime palestinesi sono rimasti uccisi meno di 400 soldati israeliani: una condizione di fronte alla quale occorrerebbe chiedersi se abbia ancora senso parlare di “guerra”

Info:
https://veripa.org/il-suicidio-della-pace-capire-il-crollo-dellordine-internazionale/
https://www.barbadillo.it/120664-nel-suicidio-della-pace-lautopsia-delloccidente-neocoloniale/

https://www.esodoassociazione.it/site/index.php/i-nostri-temi/segnalazioni-editoriali/835-il-suicidio-della-pace
https://www.ilgiornale.it/news/alessandro-colombo-spiega-lotta-terrore-abbia-causato-fine-2460103.html
https://www.lafionda.org/2025/04/13/dopo-la-disunita-del-mondo-colombo-su-guerra-e-disordine-internazionale/

Geoeconomia/Zielonka

Democrazia miope. Il tempo, lo spazio e la crisi della politica – Jan Zielonka – Laterza (2023)


La migrazione e’ uno dei temi politici piu’ scottanti fra quelli legati alla gestione dello spazio globale.
Politici come l’ungherese Viktor Orban o l’italiano Matteo Salvini dichiarano che «i trafficanti di esseri umani» sono i principali responsabili delle migrazioni e accusano le ONG che cercano di aiutare i migranti di essere loro complici.
Ma la migrazione non e’ orchestrata dalle ONG e dai trafficanti; e’ primariamente causata da guerre e poverta’ – di cui sono in gran parte responsabili gli Stati. Secondo i dati ufficiali delle Nazioni Unite, la guerra in Siria ha costretto 6,6 milioni di siriani a lasciare il loro paese, e ho gia’ citato i milioni di persone messi in fuga dall’attacco russo all’Ucraina.
Naturalmente, la guerra in Siria ha molti ‘padri’, a cominciare dal presidente Bashar al-Assad. Ma occorre dire che le confuse politiche adottate nei confronti della Siria da Stati democratici come la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti non hanno facilitato la situazione. Infatti, il caso siriano mostra che tanto gli interventi esterni quanto il non-intervento possono avere effetti dannosi.
I casi dell’Afghanistan, della Iugoslavia, dell’Iraq, del Sudan, dell’Ucraina e della Libia mostrano un legame simile fra guerra, interventi stranieri e migrazione.
In ognuno di questi casi, si puo’ discutere della legittimita’ e della saggezza degli interventi stranieri, ma il legame fra guerra e migrazione e’ indubbio.

Info:
https://www.thewatcherpost.it/politica/democrazia-miope/
https://www.micromega.net/pangloss-nella-compressione-spazio-temporale-zielonka-e-harvey
https://www.thedotcultura.it/spazio-tempo-e-velocita-la-rifondazione-della-democrazia/

Geoeconomia/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ superare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)

Nella mente del Cremlino, l’Europa e’ viziata, debole e corrotta, non sceglierebbe mai di sopportare alcun dolore, tantomeno per il bene di un Paese – l’Ucraina – che secondo il presidente russo e’ al massimo una finzione dell’immaginazione.
Insieme alla vacuita’ dell’Ucraina come nazione, al controllo di Mosca sulla Bielorussia e alla debolezza degli Stati Uniti – come dimostrato dal caotico ritiro dall’Afghanistan –, la mancanza di resilienza dell’Europa, unita alla sua dipendenza energetica dalla Russia, avrebbe reso la guerra del Cremlino una passeggiata.
Senza dubbio, questa era la scommessa di Putin […]
Cosi’ come militarmente le cose non sono andate secondo i piani di Putin, anche politicamente la strategia del Cremlino, incentrata sul ricatto energetico, non ha ottenuto i risultati sperati.
Per ora, se e’ vero che le sanzioni occidentali non hanno ancora alterato il comportamento di Mosca, e’ altrettanto vero che Putin ha perso la sua scommessa energetica con l’Europa […]
Punto di fondo e’ che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica europea, Italia inclusa, continua a sostenere l’Ucraina, cosi’ come unanime in tal senso e’ il sostegno dei governi europei.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Europa/Tocci

Fuori dal tunnel. Come l’Europa puo’ superare la grande crisi – Nathalie Tocci – Solferino (2023)

La guerra russo-ucraina e’ multidimensionale: e’ combattuta militarmente in Ucraina, economicamente tra Occidente e Russia, in termini di sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo, ed economicamente e tecnologicamente a livello globale.
Nella sua dimensione energetica, la si combatte principalmente in Europa.
Questo e’ dovuto al fatto che in una relazione fossile interdipendente come quella tra Ue e Russia, i prezzi sono fondamentali per determinare il potere contrattuale delle parti in gioco. Quando questi sono bassi, come e’ avvenuto tra il 2014 e il 2021, gli acquirenti hanno una maggiore influenza […]
Quando i prezzi sono aumentati alla fine del ’21, Putin ha poi deliberatamente alimentato questa tendenza facendo ridurre alla societa’ energetica russa Gazprom i livelli di stoccaggio in Europa e trattenendo ulteriori volumi di gas sui mercati spot. Cio’ ha contribuito a riempire le casse di Mosca e ad aumentare l’influenza russa sull’Europa in preparazione della guerra.
Putin deve essere stato sicuro che, di fronte ai prezzi elevati e alla dipendenza dalla Russia per il gas, l’Europa avrebbe ancora una volta abbaiato senza avere il coraggio di mordere. Non diversamente dal 2008, quando la Russia invase la Georgia.

Info:
https://elastica.eu/speakers/nathalie-tocci/
https://www.pandorarivista.it/event_listing/l-europa-nella-crisi-conflitti-energia-sicurezza-con-donato-bendicenti-e-nathalie-tocci/

Geoeconomia/Ispi

L’Europa nell’età dell’insicurezza. Le sfide di un continente fragile – ISPI – Mondadori (2024)


Lo scoppio della guerra aperta a Gaza, meno di due anni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, conferma che la crisi irreversibile dell’ordine internazionale liberale, gia’ in atto almeno dalla seconda meta’ degli anni Dieci del XXI secolo, ha raggiunto lo stadio della piena militarizzazione: il collasso dell’ordine non genera piu’, genericamente, crisi, ma vere e proprie guerre.
La natura di questi conflitti armati, come sempre nella storia, riflette la natura della convivenza internazionale circostante: i suoi rapporti di potere, la sua configurazione geopolitica, il suo ordinamento istituzionale e persino i suoi linguaggi […]
Non soltanto l’eventualita’ della guerra non ha affatto smesso di contrassegnare la politica internazionale e di orientare la politica estera dei singoli attori – come provano l’aumento generalizzato delle spese militari e il varo o il rilancio delle alleanze militari, a cominciare dalla NATO –, ma, contravvenendo al mantra liberale ed economicista del «mondo senza confini», le guerre continuano a essere combattute proprio per impadronirsi di spazi o difendere confini; anzi, dove uno Stato, come a Gaza e in Cisgiordania, non c’e’, regrediscono alla forma primordiale della lotta per la nuda terra.

Info:
https://www.mondadori.it/approfondimenti/unione-europea-le-sfide-di-un-continente-fragile-nell-eta-dell-insicurezza/

Geoeconomia/Zizek

La nuova lotta di classe. Rifugiati, terrorismo e altri problemi coi vicini – Slavoj Žižek – Ponte alle grazie (2016).

Nonostante tutte le critiche al neocolonialismo economico, molti ancora non sembrano accorgersi appieno degli effetti devastanti che ha avuto la globalizzazione dei mercati su molte economie locali, deprivandole della loro elementare autosufficienza […]
Il caso che piu’ chiaramente dimostra le nostre colpe e’ l’odierno Congo, che si afferma ancora una volta come il «cuore di tenebra» d’Africa […]
Gia’ nel 2001, un’inchiesta delle Nazioni Unite sullo sfruttamento illegale delle risorse naturali congolesi aveva appurato che il conflitto in atto nel paese riguarda soprattutto l’accesso, il controllo e il commercio di cinque risorse minerarie fondamentali: coltan, diamanti, rame, cobalto e oro.
Dietro la facciata della guerra etnica, scorgiamo cosi’ i meccanismi del capitalismo globale.
Il Congo non esiste piu’ come Stato unitario; e’ una molteplicita’ di territori governati da signori della guerra locali che controllano la loro striscia di terra servendosi di eserciti che, di consueto, annoverano bambini drogati.
Ognuno dei signorotti fa affari con un’impresa o una compagnia straniera, che sfrutta il piu’ possibile le ricchezze minerarie della regione. Ironia della sorte, buona parte dei minerali viene usata per costruire prodotti ad alta tecnologia, come computer portatili e cellulari.
Dunque scordatevi che si tratti di condotte selvagge da parte degli indigeni: togliete dall’equazione le industrie straniere high-tech e tutta la narrazione a base di guerre etniche fomentate da antiche passioni va in pezzi.
E’ da qui che dobbiamo cominciare se vogliamo davvero contribuire a interrompere il flusso di rifugiati che proviene dai paesi dell’Africa.
La prima cosa e’ tener presente che la maggior parte dei rifugiati proviene da «Stati falliti», Stati in cui ogni autorita’ pubblica e’ quasi del tutto destituita, per lo meno in ampie zone dei paesi in questione (Siria, Libano, Iraq, Libia, Somalia, Congo e cosi’ via). In tutti questi casi, la disintegrazione del potere statale non e’ un fenomeno puramente locale ma il risultato di decisioni economiche e politiche internazionali; in alcuni, come in Libia e in Iraq, e’ persino il diretto risultato di interventi occidentali.
Il nuovo fenomeno degli «Stati falliti» fra la fine del ventesimo e l’inzio del ventunesimo secolo non e’ – chiaramente – un involontario e sfortunato accidente; e’ piuttosto uno dei modi in cui le grandi potenze praticano il colonialismo economico.

Info:
https://www.studocu.com/it/document/universita-degli-studi-di-modena-e-reggio-emilia/semiotica-dei-media/libro-zizek-riassunto-veloce-la-nuova-lotta-di-classe/8305531

Europa/Todd

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd – Fazi (2024)

Come la maggior parte delle guerre, soprattutto quelle mondiali, anche questa non e’ andata secondo i piani e ci ha gia’ procurato diverse sorprese.
[Tra le tante,] il crollo di qualsiasi forma di volonta’ europea.
In origine, l’Europa consisteva essenzialmente nella coppia franco-tedesca la quale, a partire dalla crisi del 2007-2008, aveva certamente assunto i caratteri di un matrimonio patriarcale, con la Germania nel ruolo del marito dominante che non presta piu’ ascolto a quanto gli dice la coniuge.
Tuttavia, anche sotto l’egemonia tedesca, si era convinti che l’Europa potesse mantenere un certo grado di autonomia. Invece, malgrado qualche iniziale riluttanza sull’altra sponda del Reno, comprese le esitazioni da parte del cancelliere Scholz, l’Unione Europea ha abbandonato in poco tempo ogni velleita’ di difendere i propri interessi.
Questa si e’ infatti privata del partner energetico e (più in generale) commerciale russo, punendo se stessa sempre piu’ duramente. La Germania ha accettato senza battere ciglio il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, i quali assicuravano in parte il suo approvvigionamento energetico, un atto terroristico diretto sia contro di lei che contro la Russia e perpetrato dal suo “protettore” americano di concerto, per l’occasione, con la Norvegia, un paese che non fa parte dell’Unione […]
Abbiamo assistito anche all’evaporazione della Francia di Emmanuel Macron dalla scena internazionale, mentre la Polonia e’ diventata il principale agente di Washington in seno all’Unione Europea, rimpiazzando in tale ruolo il Regno Unito ormai uscito dall’UE grazie alla Brexit.
Il continente, nel suo complesso, ha visto subentrare all’asse Parigi-Berlino quello Londra-Varsavia-Kiev guidato da Washington. Questa evanescenza dell’Europa in qualita’ di attore geopolitico autonomo non puo’ che lasciare perplessi.

Info:
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-fatto-quotidiano.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-riformista.pdf?

https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-manifesto.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-giornale.pdf?
https://contropiano.org/interventi/2024/11/11/la-sconfitta-delloccidente-oligarchico-e-nichilista-0177418
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/emmanuel-todd-gli-oligarchi-e-il-nichilismo-hanno-distrutto-le-democrazie-e-la-sconfitta-delloccidente-fd56b6be
https://www.repubblica.it/venerdi/2024/09/28/news/emmanuel_todd_sconfitta_occidente_ultimo_libro-423521727/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29325-gian-marco-martignoni-la-sconfitta-dell-occidente.html