All’inizio dell’Ottocento, la Cina proibi’ l’importazione dell’oppio dall’India (all’epoca, sotto il dominio britannico) e tutte le grandi potenze occidentali (piu’ il Giappone) la attaccarono sostenendo che un paese che limitava il libero scambio si stava autoescludendo dalla societa’ civilizzata.
Inoltre, un posto del genere andava ricondotto alla civilta’, anche se cio’ avrebbe comportato un intervento militare. Il risultato fu un’incredibile devastazione socio-economica della Cina che, nel giro di vent’anni, perse piu’ della meta’ della sua produzione interna.
E oggi l’Occidente sviluppato sta imponendo i suoi dazi alla Cina, un’iniziativa disperata di nazioni piu’ arretrate per proteggere le proprie industrie obsolete.
Importare dalla Cina andava bene finche’ le fabbriche del paese si limitavano ad assemblare componenti che erano stati progettati nell’Occidente industrializzato (ricordiamoci cosa fa Foxconn per Apple). Ma quando l’industria cinese e’ diventata ingegnosa e creativa, spesso superando i suoi corrispettivi in America ed Europa, l’Occidente ha riscoperto qual era l’aspetto che piu’ ne disprezzava in passato.
Info:
https://www.liminarivista.it/comma-22/slavoj-zizek-punto-zero-macerie-populismo-neofeudalesimo-digitale/
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/2026_05_03-Lettura-Zizek.pdf
https://archivista.info/index.php/2026/06/24/slavoj-zizek-punto-zero/
https://rocca.cittadella.org/rubrica/recensioni/slavoj-zizek-punto-zero/
