Stato/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


Una conseguenza delle politiche socioeconomiche neoliberiste e’ il collasso dell’ordine sociale, che crea un terreno fertile per l’estremismo, la violenza, l’odio, la ricerca di capri espiatori e per figure autoritarie che possono atteggiarsi a salvatori.
Ci dirigiamo verso una forma di neofascismo.
L’Encyclopædia Britannica definisce il neoliberismo «un’ideologia e un modello politico che enfatizzano il valore della concorrenza del libero mercato» con «un intervento statale minimo».
Questa e’ l’immagine convenzionale. La realta’ e’ differente.
L’attuale modello politico ha fatto in modo che i padroni dell’economia, che dominano anche lo Stato, possano inseguire il profitto e il potere con pochissimi vincoli. In breve, una guerra di classe senza restrizioni di sorta.
Una componente di quel modello e’ stata una forma di globalizzazione che unisce a un protezionismo estremo per i padroni la ricerca di manodopera a bassissimo costo e condizioni di lavoro peggiori in modo da massimizzare il profitto, lasciando arrugginire in patria le varie «rust belts». Sono scelte politiche, non necessita’ economiche […]
Una conseguenza correlata al «neoliberismo reale» e’ stata la rapida finanziarizzazione dell’economia, che consente imbrogli senza rischi finalizzati al profitto immediato – senza rischi perche’ il potente Stato che interviene pesantemente nel mercato per garantire protezioni negli accordi commerciali fa lo stesso per salvare i padroni se qualcosa va storto.

Info:
https://www.carocci.it/wp-content/uploads/2024/10/12-04-2025-10-lanotizia.pdf?srsltid=AfmBOoq8IYMCOrvVnlDHmAvNSzrOQuX4KTjC-56DkO_bsmUMJ3RfjrzU
https://www.anapia.it/2025/04/30/un-altro-futuro-e-possibile/

https://mowmag.com/culture/come-si-combatte-il-neofascismo-abbiamo-letto-un-altro-futuro-e-possibile-di-noam-chomsky-l-intellettuale-piu-citato-al-mondo-per-capirlo-dalla-crisi-climatica-alla-guerra-nucleare-e-sull-intelligenza-artificiale

Geoeconomia/Chomsky

Lotta o declino. Perche’ dobbiamo ribellarci contro i padroni dell’umanita’ – Noam Chomsky – Ponte alle Grazie (2021)

In passato l’imperialismo esercitava la violenza diretta per assoggettare quanti piu’ paesi possibile.
Non e’ certo un segreto; e’ cosi’ che sono andate le cose.
I predatori, ossia i colonialisti, ripartirono il mondo mediante trattati internazionali sempre a loro vantaggio, riservando ai popoli conquistati un trattamento brutale e razzista.
Un’altra caratteristica del vecchio imperialismo fu il colonialismo insediativo, che porto’ al massacro o all’espulsione delle popolazioni indigene e alla loro sostituzione con il popolo prediletto, la «razza mi- gliore». Era una specialita’ britannica, che fu poi adottata anche dagli americani.
L’attuale politica estera statunitense non persegue tali ambiziosi obiettivi. Prima della Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti non erano la prima potenza globale. A quel tempo questo primato era riservato alla Gran Bretagna e, in misura minore, alla Francia.
Le cose cambiarono con la guerra, che garanti’ agli Stati Uniti un potere enorme, un livello di sicurezza senza precedenti e numerosi altri vantaggi.
Il sistema globale emerso a quell’epoca era l’ideale per gli Stati Uniti perche’ rappresentava uno strumento indiretto con cui destabilizzare l’economia ed esercitare il controllo politico.

Green New Deal/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


Secondo le stime piu’ elevate, per costruire un’infrastruttura globale di energia pulita che soppianti quella attuale basata sui combustibili fossili servira’ una spesa media per investimenti nell’economia mondiale pari a circa il 2,5% del pil globale annuo, pari a circa 2 mila miliardi di dollari oggi e una media di circa 4.500 miliardi di dollari l’anno da qui al 2050.
Si tratta ovviamente di un sacco di soldi ma, come percentuale del pil annuale, e’ circa un decimo di quello che Stati Uniti e altri paesi ad alto reddito hanno speso per prevenire il tracollo economico durante il lockdown.
Questi investimenti dovrebbero concentrarsi su due aspetti: 1) migliorare drasticamente l’efficienza energetica di edifici, automobili, sistemi di trasporto pubblico e processi di produzione industriale; 2) espandere in modo altrettanto decisivo le fonti di energia rinnovabile – principalmente solare ed eolica – in tutti i settori e in tutte le regioni del pianeta, a prezzi competitivi rispetto ai combustibili fossili.
Questi investimenti sono il fulcro del Green New Deal globale.
Essi, peraltro, costituiranno anche una nuova fonte di creazione di posti di lavoro in tutte le aree del pianeta.
Questo perche’ per costruire una nuova infrastruttura energetica globale ciascuno deve svolgere il proprio lavoro: tutti i tipi di mestieri, a tutti i livelli, dai conciatetti agli idraulici, ai camionisti, macchinisti, contabili, capiufficio, ingegneri ferroviari, ricercatori e avvocati.
Costruire un’infrastruttura siffatta richiede il doppio o il triplo di persone impiegate nell’infrastruttura energetica basata sul fossile.
La transizione energetica globale fornira’ anche energia meno costosa.

Info:
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Capitalismo/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


Taluni sostengono che le politiche neoliberiste sono state un grande successo e che la prova e’ la piu’ rapida riduzione della poverta’ globale che si sia avuta nella storia. Ma non precisano che questo ragguardevole risultato e’ stato raggiunto in Cina e in altri paesi che hanno rifiutato i precetti neoliberisti.
Inoltre, non e’ stato il «Washington consensus» a indurre gli investitori statunitensi a spostare la produzione in paesi con manodopera piu’ a basso costo e scarsi diritti dei lavoratori e altrettanto limitati vincoli ambientali, deindustrializzando cosi’ l’America con conseguenze ben note alla classe operaia […]
L’assalto neoliberista e’ un fattore importante nel crollo dell’ordine sociale; cosi’ si genera la rabbia, la disillusione, la paura e il disprezzo per le istituzioni nei cittadini, i quali si accorgono che quelle istituzioni non operano nel loro interesse.
Elemento cruciale dell’assalto neoliberista e’ stato quello di privare i suoi bersagli dei mezzi con cui difendersi. Ronald Reagan e Margaret Thatcher inaugurarono l’era neoliberista attaccando i sindacati, la prima linea difensiva dei lavoratori contro la guerra di classe.
Diedero inoltre la stura alle aggressioni delle aziende ai danni della classe lavoratrice. Aggressioni spesso illegali, ma e’ un fatto di secondaria importanza se lo Stato che esse controllano si volta dall’altra parte.
Una difesa fondamentale contro la guerra di classe e’ una cittadinanza istruita e informata. L’istruzione pubblica e’ stata oggetto di una feroce aggressione negli anni neoliberisti: drastici definanziamenti, un modello aziendalistico che preferisce i lavoratori a basso costo e facilmente sacrificabili (supplenti, studenti laureati) ai docenti strutturati, modelli di insegnamento basati sui test che indeboliscono il pensiero critico e la ricerca, e tanto altro ancora. Molto meglio avere una popolazione passiva, obbediente e atomizzata, anche se arrabbiata e risentita, e quindi facile preda dei demagoghi, i quali sono bravissimi a cavalcare le correnti maligne che scorrono non troppo sotto la superficie in ogni societa’.

Info:
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Green New Deal/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


Nel 2022 le emissioni globali totali di anidride carbonica hanno raggiunto i 40,5 miliardi di tonnellate.
Di queste, 36,6 miliardi di tonnellate, ovvero il 90% di tutte le emissioni, sono state generate bruciando petrolio, carbone e gas naturale per produrre energia. I restanti 3,9 miliardi, pari al 10% del totale, sono stati generati da cambi nella destinazione d’uso della terra, in particolare dalla deforestazione finalizzata all’agricoltura industriale e all’estrazione mineraria.
Nel 2022 il totale delle emissioni globali e’ stato leggermente inferiore al picco del 2019, ovvero l’anno precedente al covid. Le emissioni globali sono diminuite nel 2020 per via della pandemia, ma solo del 6%, per poi risalire nel 2021, quando l’economia globale e’ uscita dal lockdown.
Da quel rapporto del 2018 l’ipcc ha cominciato a insistere maggiormente sul fatto che, per avere una chance di stabilizzare la temperatura media globale a 1,5 gradi in piu’ rispetto ai livelli preindustriali, le emissioni devono essere ridotte piu’ o meno della meta’, a 20 miliardi di tonnellate, a partire dal 2030, per poi raggiungere le emissioni «zero nette» entro il 2050 […]
Espressione «zero netto» apre scenari in cui le emissioni rimarranno sopra lo zero al 2050, vale a dire che bruceremo ancora petrolio, carbone e gas naturale per produrre energia e raderemo ancora al suolo le aree boschive, compresa la foresta amazzonica.
Per raggiungere le emissioni zero nette in questi scenari dovremmo teoricamente estrarre la co2 dall’atmosfera mediante tecnologie che rientrano nell’espressione «cattura del carbonio».
Che cosa e’ la «cattura del carbonio»? A oggi una, e una sola, tecnologia si e’ dimostrata efficace e sicura in questo senso: piantare alberi.

Info:
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Capitalismo/Chomsky

Un altro futuro è possibile – Noam Chomsky, C.J. Polychroniou – Ponte alle Grazie (2025)


L’assalto neoliberista e’ un fattore importante nel crollo dell’ordine sociale; cosi’ si genera la rabbia, la disillusione, la paura e il disprezzo per le istituzioni nei cittadini, i quali si accorgono che quelle istituzioni non operano nel loro interesse.
Elemento cruciale dell’assalto neoliberista e’ stato quello di privare i suoi bersagli dei mezzi con cui difendersi. Ronald Reagan e Margaret Thatcher inaugurarono l’era neoliberista attaccando i sindacati, la prima linea difensiva dei lavoratori contro la guerra di classe.
Diedero inoltre la stura alle aggressioni delle aziende ai danni della classe lavoratrice. Aggressioni spesso illegali, ma e’ un fatto di secondaria importanza se lo Stato che esse controllano si volta dall’altra parte.
Una difesa fondamentale contro la guerra di classe e’ una cittadinanza istruita e informata.
L’istruzione pubblica e’ stata oggetto di una feroce aggressione negli anni neoliberisti: drastici definanziamenti, un modello aziendalistico che preferisce i lavoratori a basso costo e facilmente sacrificabili (supplenti, studenti laureati) ai docenti strutturati, modelli di insegnamento basati sui test che indeboliscono il pensiero critico e la ricerca, e tanto altro ancora. Molto meglio avere una popolazione passiva, obbediente e atomizzata, anche se arrabbiata e risentita, e quindi facile preda dei demagoghi, i quali sono bravissimi a cavalcare le correnti maligne che scorrono non troppo sotto la superficie in ogni societa’.

Info:
https://www.carocci.it/wp-content/uploads/2024/10/12-04-2025-10-lanotizia.pdf?srsltid=AfmBOoq8IYMCOrvVnlDHmAvNSzrOQuX4KTjC-56DkO_bsmUMJ3RfjrzU
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Green New Deal/Chomsky

Poteri illegittimi. Clima, guerra, nucleare: affronta le sfide del nostro tempo – Noam Chomsky – Ponte alle grazie (2023)

E’ evidente, dunque, che dobbiamo agire subito, sempre partendo dal presupposto che la crisi climatica sia una sfida che possiamo ancora vincere, cosa che non sappiamo con certezza.
Dobbiamo poi anche renderci conto che il Green New Deal globale e’ un progetto comunque vantaggioso, purche’ preveda un generoso sostegno alla transizione per i lavoratori e le comunita’ dipendenti dai combustibili fossili.
Questo perche’, in primo luogo, la trasformazione globale verso le energie pulite sara’ una grossa fonte di nuovi posti di lavoro in tutte le regioni del mondo, oltre a costruire un percorso concreto verso un’economia globale a emissioni zero. Migliorera’ inoltre notevolmente la salute pubblica riducendo l’inquinamento atmosferico, abbassera’ i costi energetici e dara’ l’opportunita’ di fornire per la prima volta energia elettrica alle aree rurali dei paesi a basso reddito.

Info:
https://sbilanciamoci.info/la-missione-suicida-del-capitalismo-e-la-scelta-delleuropa-sulla-guerra/
https://ilmanifesto.it/la-missione-suicida-del-capitalismo-e-la-scelta-delleuropa-sulla-guerra
https://www.larivistadeilibri.it/noam-chomsky/
https://www.estetica-mente.com/recensioni-libri/poteri-illegittimi-clima-guerra-nucleare-affrontare-le-sfide-del-nostro-tempo-noam-chomsky/94026/

Green New Deal/Chomsky

Minuti contati: Crisi climatica e Green New Deal globale – Noam Chomsky

La bovinicoltura contribuisce al cambiamento climatico attraverso due canali.
Il primo deriva dal fatto che l’allevamento di bovini necessita di molta piu’ terra rispetto a qualsiasi altra forma di agricoltura. Per essere piu’ chiari, produrre cibo da tutte le altre fonti animali come pollo, maiale e pesce, cosi’ come attraverso colture destinate direttamente al consumo umano piuttosto che all’alimentazione del bestiame, richiede molta meno terra rispetto all’allevamento dei bovini.
La bovinicoltura puo’ apportare un contributo netto positivo all’approvvigionamento alimentare complessivo globale quando i bovini pascolano esclusivamente su terreni inadatti alle colture. Quando invece aree che possono essere adibite alle coltivazioni sono utilizzate per il pascolo del bestiame o per l’alimentazione degli animali, cio’ equivale a uno spreco di enormi quantita’ delle risorse terrestri totali.
E’ proprio questo sfruttamento intensivo del suolo per aumentare la disponibilita’ di pascoli la molla che spinge grandi aziende e speculatori fondiari a disboscare le foreste.
Oltre a creare queste pressioni sull’uso del suolo, l’allevamento di bovini contribuisce ulteriormente al cambiamento climatico perche’ le vacche emettono gas metano attraverso i loro normali processi digestivi. Cio’ vale per tutti i ruminanti, ossia gli animali che rigurgitano il cibo e lo rimasticano, compresi pecore, capre, bufali, cervi, alci, giraffe e cammelli. Ma la popolazione globale di vacche e tori e’ di circa 1,5 miliardi di capi, nettamente superiore a quella degli altri ruminanti. Con le loro emissioni di metano, le vacche sono responsabili di circa 2 miliardi di tonnellate di gas serra l’anno, equivalenti all’incirca al 4% delle emissioni totali di gas serra nel 2018.

Info:
https://lecopost.it/cultura-sostenibile/minuti-contati/
https://duels.it/industria-culturale/con-minuti-contati-noam-chomsky-e-robert-pollin-ci-avvertono-il-nostro-tempo-sta-per-scadere/

https://politicaassociazione.it/dati/8/chomsky-minuti-contati.pdfhttps://www.sololibri.net/Minuti-contati-Chomsky-Pollin.html

Green New Deal/Chomsky

Minuti contati: Crisi climatica e Green New Deal globale – Noam Chomsky – Ponte alle Grazie (2020)

Il livello medio di consumo di energia fossile, e quindi le emissioni, all’interno di un dato paese sono molto disuguali in base al reddito e al consumo complessivo.
Considerando la popolazione globale nel suo insieme in base al reddito, nel 2015 il 10% piu’ ricco della popolazione mondiale era responsabile di quasi la meta’ di tutte le emissioni legate al consumo personale, mentre il 50% piu’ povero era responsabile solo del 10% delle emissioni totali basate sul consumo.
E’ vero che la Cina, dove dai primi anni Ottanta si e’ registrata una crescita economica mai vista nella storia, e’ oggi il piu’ grande produttore di emissioni di CO2, con 9,8 miliardi di tonnellate nel 2017 (il 27% delle emissioni globali), a fronte dei 5,3 miliardi di tonnellate degli Stati Uniti (il 15% delle emissioni globali).
Tuttavia, anche in questo caso, se osserviamo la produzione pro capite in quello stesso anno, le 7 tonnellate delle emissioni cinesi sono comunque inferiori alle 16,2 tonnellate degli Stati Uniti.

Info:
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Green New Deal/Chomsky

Minuti contati: Crisi climatica e Green New Deal globale – Noam Chomsky – Ponte alle Grazie (2020)

Come descritto in un eccellente studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, di recente pubblicazione, l’agricoltura industriale e’ diventata una delle principali cause di: degrado del suolo (la perdita di sostanze organiche causata da un eccessivo sfruttamento e da una cattiva gestione), desertificazione e scarsita’ di acqua dolce (provocata da una gestione inadeguata del terreno e delle colture), perdita di biodiversita’, resistenza ai parassiti e inquinamento dell’acqua (derivanti da modifiche dell’uso del suolo, eutrofizzazione [ossia un arricchimento eccessivo dell’acqua con minerali e sostanze nutritive, che induce una crescita abnorme di alghe], dilavamento e gestione impropria delle sostanze nutritive).
Queste fonti di degrado del suolo e di inquinamento delle acque contribuiscono a loro volta a una serie di problemi per la salute umana.
Il piu’ grave e’ che centinaia di milioni di lavoratori agricoli in tutto il mondo sono oggi esposti quotidianamente, e a stretto contatto, a pesticidi ed erbicidi tossici. Da li’, le sostanze tossiche finiscono negli alimenti e nell’acqua potabile che arrivano alla popolazione […]
Tornando agli impatti climatici dell’agricoltura industriale, ci sono quattro principali canali interconnessi da evidenziare: 1) la deforestazione; 2) lo sfruttamento del suolo per l’allevamento del bestiame, molto piu’ intensivo in termini di consumo di terra disponibile rispetto a qualsiasi altro utilizzo, inclusa la coltivazione di prodotti destinati all’alimentazione umana; 3) la forte dipendenza dai fertilizzanti azotati a base di gas naturale, in- sieme a pesticidi ed erbicidi sintetici, per aumen- tare la produttività dei terreni; e 4) l’imponente quantità di cibo che viene coltivata ma sprecata. L’enorme spreco di cibo si verifica tanto nei paesi a basso reddito quanto in quelli ad alto reddito, anche se per motivi essenzialmente diversi”

Info:
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https://politicaassociazione.it/dati/8/chomsky-minuti-contat
i.pdf

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