Societa’/Serughetti

Il vento conservatore. La destra populista all’at- tacco della democrazia – Giorgia Serughetti – Laterza (2021)

La pandemia di coronavirus ha evidenziato che «in questo mondo l’incuria regna sovrana», che il predominio del modello della competizione su quello della cooperazione ha reso i singoli e le collettivita’ sempre piu’ incapaci di fornire e ricevere cura.
«Per troppo tempo siamo stati resi sempre piu’ inadeguati a prenderci cura delle persone, anche nelle sfere piu’ intime, mentre venivamo caldamente incoraggiati a limitare il nostro interesse per gli altri, estranei e distanti da noi».
Da qui proviene la difficolta’ profonda, e l’angoscia collettiva, di una vita invivibile in un mondo senza cura.
Alla radice dell’incuria c’e’ il mito, alimentato dalla razionalita’ neoliberista, dell’individuo intraprendente e autosufficiente, responsabile dei propri successi come dei propri fallimenti, chiamato a preoccuparsi privatamente delle esigenze di salute e assistenza proprie, dei familiari, al massimo dei propri vicini piu’ prossimi.

Info:
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/2022/03/SERUGHETTI_DOMANI.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/2022/03/SERUGHETTI_FATTO.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/2022/02/SERUGHETTI_CORSERABRESCIA.pdf
https://www.ingenere.it/letture/il-vento-conservatore
https://www.retisolidali.it/il-vento-conservatore-intervista-serughetti/ https://www.osservatore.ch/il-nuovo-vento-conservatore-e-la-destra-antidemocratica_66328.html

 

Capitalismo/Brown

Il disfacimento del demos – Wendy Brown – Luiss University Press (2023)

La ragione neoliberista ritorna con rinnovata intensita’: persone e Stati sono costruiti sul modello dell’azienda contemporanea; da persone e Stati ci si aspetta un comportamento che ottimizzi il loro valore di capitale nel presente e aumenti quello futuro; e persone e Stati lo fanno attraverso pratiche imprenditoriali e di investimento su se’ stessi e/o attirando investitori.
Qualsiasi regime persegua un’altra strada si ritrova a fronteggiare quantomeno crisi fiscali, downgrade del credito, della valuta o del rating dei titoli nonche’ una delegittimazione, e la bancarotta e la dissoluzione nei casi piu’ estremi.
Allo stesso modo, qualsiasi individuo si allontani per dedicarsi ad altre attivita’ rischia quantomeno l’impoverimento e la perdita di stima e affidabilita’ creditizia, o addirittura la sopravvivenza.

Info:
https://www.equilibrielmas.it/2023/11/29/wendy-brown-il-disfacimento-del-demos-la-rivoluzione-silenziosa-del-neoliberismo-luiss-university-press-roma-2023/
https://www.dinamopress.it/news/wendy-brown-lo-svuotamento-silenzioso-della-democrazia/
https://www.ilmanifestoinrete.it/2023/07/01/per-farla-finita-con-lhomo-oeconomicus/
https://www.sinistrainrete.info/politica/27901-pierluigi-fagan-democrazia-o-barbarie.html
https://pierluigifagan.com/2024/04/16/democrazia-o-barbarie/

Capitalismo/Chomsky

Ottimismo (malgrado tutto). Capitalismo, impero e cambiamento sociale – Noam Chomsky – Ponte alle Grazie (2018)

Ogni volta che si verifica una crisi, il contribuente e’ chiamato a salvare le banche e i principali istituti finanziari.
In un’autentica economia capitalistica questo non accadrebbe; i capitalisti che hanno fatto investimenti rischiosi e per questo sono falliti scomparirebbero. Ma i ricchi e i potenti non vogliono un sistema capitalistico; vogliono dirigere lo Stato-balia cosicche’, quando si trovano nei guai, il contribuente accorre in loro soccorso. L’espressione che lo esemplifica e’«troppo grande per fallire».
Qualche anno fa il Fondo monetario internazionale ha prodotto un interessante studio sugli utili delle grandi banche statunitensi da cui risulta che la maggior parte di essi deriva dai tanti vantaggi legati all’implicita polizza assicurativa del governo: non soltanto i salvataggi fiscali appena menzionati, ma anche l’accesso al credito a costi ridotti e altri meccanismi […]
La concentrazione della ricchezza conduce di necessita’ alla concentrazione del potere, che a sua volta si traduce in una legislazione che fa gli interessi dei ricchi e dei potenti e che di conseguenza alimenta ulteriormente la concentrazione del potere e della ricchezza.
Politiche come la fiscalita’, la deregolamentazione e le norme sulla gestione aziendale agevolano l’aumento della concentrazione della ricchezza e del potere.
E’ questo che e’ avvenuto nell’era neoliberista; ed e’ un circolo vizioso perennemente in azione. Lo Stato e’ li’ a garantire sicurezza e sostegni agli interessi dei settori privilegiati e potenti, mentre il resto della societa’ deve vedersela con la brutale realta’ del capitalismo.
Socialismo per i ricchi e capitalismo per i poveri.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/19738-sandro-moiso-pandemia-economia-e-crimini-della-guerra-sociale.html
https://pinobertelli.it/ottimismo-malgrado-tutto-capitalismo-impero-e-cambiamento-sociale/

https://www.ilroma.net/opinione/restare-ottimisti-nonostante-tutto

Societa’/Dardot

La scelta della guerra civile. Un’altra storia del neoliberalismo – Dardot Pierre, Haud Gueguen, Christian Laval, Pierre Sauvetre – Meltemi (2023)

Stiamo assistendo alla stessa retorica di guerra finalizzata allo stesso obiettivo: la restaurazione di un “ordine” presentato come naturale e morale, quello della tradizione e della famiglia eterosessuale definita come il fondamento, valore supremo della civilta’ occidentale, una restaurazione difesa ogni volta in nome di una “liberta’” religiosa che sarebbe la sola in grado di preservare i valori cristiani nell’arena pubblica.
A Verona, nel marzo 2019, si e’ tenuto il Congresso Mondiale delle Famiglie, al quale hanno partecipato Salvini, il Ministro della Famiglia della Lega, Lorenzo Fontana, e molti rappresentanti dell’estrema destra mondiale, come il leader ungherese Orban.
Oltre all’aborto e all’immigrazione, anche il matrimonio gay, lo “stile di vita LGBTQ+” e la teoria gender sono diventati i principali obiettivi di questa Internazionale reazionaria.
Questa valorizzazione della famiglia e’ in realta’ solo una delle sfaccettature di una reazione generale contro la richiesta di uguaglianza […]
La famiglia e’ stata al contrario presentata come un’“azienda” in cui tutta l’attenzione dei genitori razionali dovrebbe concentrarsi sull’accumulo di un capitale umano dal rendimento molto elevato.
Per i neoliberali, la promozione dei valori tradizionali della famiglia non e’ soltanto un concetto teologico-morale, e non rinvia a una considerazione meramente utilitaristica, o persino cinica. Fa parte di una strategia complessiva volta a sostituire i meccanismi redistributivi e la partecipazione alla vita pubblica con logiche esclusivamente private in cui, conformemente alla logica dell’accumulazione capitalistica, il lavoro riproduttivo gratuito delle donne riveste un ruolo fondamentale.

Info:
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/massimiliano-guareschi-il-manifesto-12-febbraio-2024-quel-neoliberismo-autoritario-su-la-scelta-della-guerra-civile-aa.-vv.-meltemi.pdf
https://www.carmillaonline.com/2024/01/24/una-guerra-civile-strisciante-e-costante/
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/27174-christian-laval-haud-gueguen-pierre-dardot-pierre-sauvetre-la-scelta-della-guerra-civile.html
https://ilmanifesto.it/pierre-dardot-un-abbraccio-mortale-per-la-gauche
https://ilmanifesto.it/il-neoliberismo-autoritario
https://www.pandorarivista.it/articoli/per-una-prassi-istituente-recensione-a-del-comune-o-della-rivoluzione-nel-xxi-secolo/

Capitalismo/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razio- nalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dar- dot, Christian Laval – Derive Approdi (2019)

Quali sono gli aspetti fondamentali che caratterizzano la ragione neoliberista? […] possiamo identificarne quattro.
Primo: al contrario di quello che affermano gli economisti classici, il mercato non e’ un dato naturale ma una realta’ costruita, che come tale richiede l’intervento attivo dello Stato e la realizzazione di un sistema di diritto specifico […]
Secondo: l’essenza dell’ordine di mercato non sta nello scambio, ma nella concorrenza, definita essa stessa come rapporto di disparita’ tra unita’ di produzione distinte, o «imprese».
Costruire il mercato, di conseguenza, implica la generalizzazione della concorrenza come norma delle pratiche economiche.
[Terzo] lo Stato non e’ solo un guardiano che vigila sul quadro, ma e’ esso stesso sottoposto nella propria azione alla norma della concorrenza. Seguendo l’ideale di una «societa’ di diritto privato», non c’e’ ragione per cui lo Stato dovrebbe fare eccezione alle regole di diritto che deve fare applicare […]
Cosi’ lo Stato, cui e’ affidata la costruzione del mercato, al tempo stesso deve costruirsi secondo le norme del mercato.
Quarto: l’esigenza di universalizzazione della norma della concorrenza supera di molto le frontiere dello Stato e tocca direttamente gli individui nel loro rapporto con se stessi […]
Ovvero, piu’ correttamente: lo Stato imprenditoriale, come gli attori privati della governance, deve condurre indirettamente gli individui a gestire se stessi come imprenditori […]
L’impresa e’ promossa al rango di modello di soggettivazione: siamo tutti imprese da gestire e capitali da far fruttare […]
Dalla costruzione del mercato alla concorrenza come norma di tale costruzione, poi dalla concorrenza come norma dell’attivita’ degli agenti economici alla concorrenza come norma della costruzione dello Stato e della sua azione; infine, dalla concorrenza come norma dello Stato-impresa alla concorrenza come norma di condotta del soggetto-impresa: sono queste le fasi che hanno scandito l’estensione della razionalita’ commerciale a tutte le sfere dell’esistenza umana, e che fanno della ragione neoliberista una vera e propria ragione-mondo.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Lavoro/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dardot, Christian Laval – DeriveApprodi (2019)

Il grande errore che commettono coloro che annunciano la «morte del liberismo» e’ confondere la rappresentazione ideologica che accompagna l’istituzione di politiche neoliberiste con la normativita’ pratica che caratterizza specificamente il neoliberalismo.
Per questo, il relativo discredito che oggi intacca l’ideologia del laissez-faire non impedisce in alcun modo al neo- liberismo di prevalere piu’ di prima in quanto sistema normativo dotato di una certa efficacia, ovvero capace di orientare dall’interno la pratica effettiva dei governi, delle imprese e di milioni di persone che non ne sono necessariamente coscienti.
Sta qui, appunto, il cuore del problema: com’e’ possibile che nonostante le ripercussioni catastrofiche cui hanno portato le politiche neoliberiste, queste ultime siano sempre piu’ attive, al punto da precipitare interi Stati e societa’ in crisi politiche e regressioni sociali sempre peggiori? Com’e’ possibile che, negli ultimi trent’anni, queste stesse politiche si siano sviluppate e approfondite senza aver incontrato resistenze sufficienti a metterle in crisi?
La risposta non puo’ ridursi ai semplici aspetti «negativi» delle politiche neoliberiste, ovvero alla distruzione programmata delle regolamentazioni e delle istituzioni […]
Con il neoliberismo cio’ che e’ in gioco e’ ne’ piu’ ne’ meno la forma della nostra esistenza, cioe’ il modo in cui siamo portati a comportarci, a relazionarci agli altri e a noi stessi.
Il neoliberismo definisce una precisa forma di vita nelle societa’ occidentali e in tutte quelle societa’ che hanno intrapreso il cammino della presunta modernita’.
Questa norma impone a ognuno di vivere in un universo di competizione generalizzata, prescrive alle popolazioni di scatenare le une contro le altre una guerra economica, organizza i rapporti sociali secondo un modello di mercato, arriva a trasformare perfino l’individuo, ormai esortato a concepire se stesso come un’impresa.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Capitalismo/Dardot

La scelta della guerra civile. Un’altra storia del neoliberalismo – Dardot Pierre, Haud Gueguen, Christian Lavak, Pierre Sauvetre – Meltemi (2023)

Il neoliberalismo non e’ solo un insieme di teorie, una raccolta di opere, una serie di autori, ma un progetto politico volto a neutralizzare il socialismo in tutte le sue forme e, al di la’ di questo, ogni forma di esigenza di uguaglianza, un progetto guidato da teorici e saggisti che erano anche, fin dall’inizio, imprenditori politici.
Nasce da una volonta’ politica condivisa di stabilire una societa’ libera basata principalmente sulla concorrenza, una societa’ di diritto privato, all’interno di un quadro determinato di leggi e principi espliciti, protetta da Stati sovrani ansiosi di trovare ancoraggi nella morale, nella tradizione o nella religione al servizio di una strategia di cambiamento integrale della societa’.
In altre parole, il neoliberalismo, come il socialismo e il fascismo, deve essere inteso come una lotta strategica contro altri progetti politici, descritti in senso lato e senza molte sfumature come “collettivisti”.
Si tratta di imporre determinate norme di funzionamento alle societa’, la prima delle quali, per tutti i neoliberali, e’ la concorrenza, che dovrebbe garantire la sovranita’ dell’individuo-consumatore.

Info:
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/massimiliano-guareschi-il-manifesto-12-febbraio-2024-quel-neoliberismo-autoritario-su-la-scelta-della-guerra-civile-aa.-vv.-meltemi.pdf
https://www.carmillaonline.com/2024/01/24/una-guerra-civile-strisciante-e-costante/
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/27174-christian-laval-haud-gueguen-pierre-dardot-pierre-sauvetre-la-scelta-della-guerra-civile.html
https://ilmanifesto.it/pierre-dardot-un-abbraccio-mortale-per-la-gauche
https://ilmanifesto.it/il-neoliberismo-autoritario
https://www.pandorarivista.it/articoli/per-una-prassi-istituente-recensione-a-del-comune-o-della-rivoluzione-nel-xxi-secolo/

Capitalismo/Streeck

Globalismo e democrazia – Wolfgang Streeck – Feltrinelli (2024)


 Con l’avanzare del modello di crescita neoliberale ebbe inizio, parallelamente, anche una lenta erosione del modello standard di democrazia stabilito nel dopoguerra.
A partire dalla fine degli anni settanta, la partecipazione della popolazione a elezioni di qualunque tipo diminui’ in modo considerevole e costante in tutte le democrazie a economia capitalista, soprattutto nelle fasce piu’ basse di distribuzione del reddito e di opportunita’, tra coloro cioe’ che piu’ di tutti, di fatto, dipendono da politiche redistributive di tutela. Tutti i partiti, al contempo, senza distinzione quanto al loro orientamento istituzionale, hanno conosciuto un crollo dei propri iscritti. Lo stesso dicasi per i sindacati, che dalla fine degli anni ottanta solo raramente hanno potuto avvalersi del diritto di sciopero con qualche prospettiva di successo.
Quanto al sistema dei partiti, […] i partiti di centro, tradizionali sostenitori dello stato, hanno via via abbandonato la comunita’ dei propri elettori per ritirarsi negli apparati di quest’ultimo […]
Come gia’ i sindacati, che per preservare il posto di lavoro dei propri iscritti dovettero quantomeno moderare le richieste di cui erano portatori, anche i partiti, se volevano governare stati ormai inseriti in un mercato mondiale, si videro costretti a non poter piu’ dare ascolto alla propria base, sacrificando […], la “capacità di risposta” (responsiveness) in nome della “responsabilità” (responsibility)[…]
Con l’adesione al fronte unitario della globalizzazione, centro-destra e centro-sinistra hanno perduto entrambi la propria identita’ politica, per quanto definita solo in modo vago.
Nel processo di adattamento al mercato mondiale, la politica democratica del dopoguerra e’ passata dall’essere un progetto a lungo termine per il perseguimento di modelli ideali di societa’ differenti – in modo particolare, di uno gerarchico-paternalista, da un lato, e uno egualitario e non classista, dall’altro – a un insieme di reazioni pragmatiche a breve termine, a fronte di condizioni contestuali e di mercato in costante e imprevedibile mutamento.
Come mai prima, la politica si e’ svuotata di ideologia e, in senso stretto, di prospettive, divenendo indistinguibile nelle sue versioni. La democrazia ha cosi’ potuto compiere il passaggio a una postdemocrazia: da un lato, forma d’intrattenimento che riduce gli elettori a spettatori, dall’altro, mostra di reazioni sconnesse ed estemporanee a eventi inattesi, coordinata da spin doctor ed esperti di comunicazione.
Anche il comportamento elettorale, di conseguenza, e’ cambiato, per gli strateghi della politica come per gli elettori, non piu’ orientati a un ideale sociale collettivo, a un futuro comune cui tendere, ma guidati da reazioni istintive, svincolate da posizioni e ideologie di classe e prive di alcuna tensione a un obiettivo.
La fluttuazione dell’elettorato da un partito all’altro e’ cresciuta allora in maniera esponenziale e i vecchi partiti del modello standard si sono ritrovati con una base sempre meno stabile e duratura di sostenitori su cui poter contare.

Info:
https://www.fondazionedivittorio.it/lezione-streeck-limiti-potenzialita-della-ue-egemonie-planetarie-popoli-crisi
https://www.doppiozero.com/wolfgang-streeck-neoliberalismo-e-poi

https://www.corriere.it/la-lettura/24_giugno_21/come-sonnambuli-la-guerra-la-lettura-anteprima-nell-app-1af31e72-2fe1-11ef-8a97-996e27b017a2.shtml
https://ilmanifesto.it/uneuropa-svizzera

Societa’/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razio- nalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dardot , Christian Laval – DeriveApprodi (2019)

Neoliberismo e securitarismo di Stato vanno ora a braccetto.
L’indebolimento delle liberta’ pubbliche dello Stato di diritto e la concomitante estensione dei poteri di polizia si sono via via accentuati con la «guerra alla delinquenza» e la «guerra alla droga» a partire dagli anni Settanta. Ma dacche’ e’ stata dichiarata una «guerra globale contro il terrorismo», all’indomani dell’11 settembre 2001, abbiamo visto dispiegarsi un insieme di misure e di dispositivi che violano apertamente le regole di protezione delle liberta’ della democrazia liberale, fino ad arrivare alla legittimazione giuridica della sorveglianza di massa della popolazione, alla legalizzazione della detenzione senza passare per i tribunali o all’uso sistematico della tortura […]
Oggi, la «contro-rivoluzione in assenza di rivoluzione», come la chiama Harcourt, mira a ridurre con qualunque mezzo un nemico interno ed esterno onnipresente, che ha certamente il volto del terrorista islamico ma puo’ assumere anche altre identita’ (studenti, ecologisti, contadini, giovani neri americani o giovani francesi delle banlieues, e soprattutto migranti clandestini, di preferenza musulmani).
E per portare a buon fine questa guerra contro il nemico, occorre che il potere da un lato militarizzi la polizia e dall’altro accumuli una massa di informazioni sull’insieme della popolazione per poter scongiurare qualunque possibile ribellione.
Insomma, il terrorismo di Stato torna in piena espansione.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Capitalismo/Dardot

La scelta della guerra civile. Un’altra storia del neoliberalismo – Dardot Pierre, Haud Gueguen, Christian Lavak, Pierre Sauvetre – Meltemi (2023)

Attraverso il ricorso sempre piu’ manifesto alla repressione e alla violenza contro le societa’, cio’ che si sta realizzando oggi e’ una vera e propria guerra civile […]
Sembra che il dominio neoliberale abbia completamente cambiato le regole, i temi e i luoghi del confronto: se gli Stati si allineano uno dopo l’altro sotto la bandiera del capitale globale, di cui proteggono gli interessi contro le richieste e le aspettative in materia di uguaglianza e giustizia sociale, utilizzano molte leve e mobilitano molti affetti per deviare questa aspirazione verso i nemici interni o esterni, verso le minoranze scomode, verso i gruppi che minacciano le identita’ dominanti o le gerarchie tradizionali.
E’ in questo modo che la protesta contro l’ordine globale e’ stata recepita da coloro che ne sono i principali beneficiari. Brandendo la bandiera dell’identita’ nazionale e del “nazionalismo economico” caro a Steve Bannon, la destra radicale e’ riuscita a canalizzare la collera di intere fasce della popolazione, come testimoniano il referendum sulla Brexit, l’elezione di Trump e quella di Bolsonaro, o l’accesso al governo di Matteo Salvini nel 2018.

Info:
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/massimiliano-guareschi-il-manifesto-12-febbraio-2024-quel-neoliberismo-autoritario-su-la-scelta-della-guerra-civile-aa.-vv.-meltemi.pdf
https://www.carmillaonline.com/2024/01/24/una-guerra-civile-strisciante-e-costante/
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/27174-christian-laval-haud-gueguen-pierre-dardot-pierre-sauvetre-la-scelta-della-guerra-civile.html
https://ilmanifesto.it/pierre-dardot-un-abbraccio-mortale-per-la-gauche
https://ilmanifesto.it/il-neoliberismo-autoritario
https://www.pandorarivista.it/articoli/per-una-prassi-istituente-recensione-a-del-comune-o-della-rivoluzione-nel-xxi-secolo/