Uno dei sistemi perfezionati nel tempo per salvaguardare il capitalismo e ridurre il rischio che emergano sistemi economici alternativi e’ un principio pseudo-morale e una prassi economica nota come austerita’. Consiste di un insieme di politiche economiche implementate dalle istituzioni di governo in maniera trasversale alle linee di partito. Anzi, per paradosso, spesso e’ proprio la sedicente sinistra a invocarla.
Un vasto corpo di ricerche ha dimostrato che l’austerita’ non ha quasi mai mantenuto le promesse, rivelandosi incapace sia di stimolare la crescita sia di ridurre il debito. Ma allora perche’ continua a essere il cavallo di battaglia dei governi? […]
La spesa pubblica totale non sta diminuendo. Austerita’ fiscale non e’ soltanto se lo Stato sta spendendo, ma piuttosto dove sta spendendo o, meglio ancora, a vantaggio di chi […]
Lo stesso principio vale per l’altra faccia della medaglia dell’austerita’ fiscale: le entrate dello Stato. La questione non e’ se lo Stato aumenta le tasse, ma a chi le aumenta […]
L’austerità fiscale, al pari del definanziamento dei servizi sociali e del taglio delle tasse per i ricchi, viene spesso implementata in parallelo con politiche monetarie, in particolare aumenti dei tassi di interesse, che gonfiano i redditi dei detentori di capitale – i medesimi individui che lo Stato sceglie di non tassare e ai quali invece chiede prestiti su cui paga interessi.
Gli aumenti dei tassi di interesse, stabiliti in ottemperanza con l’austerita’ monetaria, sono un’ottima notizia per i creditori, ma una pessima notizia per le famiglie che dipendono dai prestiti per la sopravvivenza quotidiana e che si ritrovano a pagare mutui piu’ esosi e ad accumulare debiti sulle carte di credito.
Le famiglie lavoratrici non vengono soltanto colpite nei consumi; il colpo piu’ duro che subiscono e’ sul lavoro. In primo luogo, l’aumento del costo del denaro rende piu’ costosi i prestiti del governo per i servizi sociali, che di conseguenza verranno tagliati. In secondo luogo, l’austerita’ monetaria esercita un impatto diretto sul mercato del lavoro. Di fatto, l’alto costo del denaro rallenta l’economia: i datori di lavoro riducono le spese, con il risultato di una minore disponibilita’ di posti di lavoro e un aumento della disoccupazione, che minano il potere negoziale dei lavoratori.
Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/
https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei
