Stato/Milanovic

Capitalismo contro capitalismo – Branko Milanovic – Laterza (2020)


Affermare che lo stato sociale e’ sotto pressione per gli effetti della globalizzazione e delle migrazioni e’ ormai un’ovvieta’.
Tornare alle origini del welfare state sara’ utile […]
La socialdemocrazia e lo stato sociale sono nati dalla consapevolezza che tutti gli individui attraversano periodi in cui, pur non guadagnando nulla, devono comunque continuare a consumare. Cio’ vale per i giovani (da qui le prestazioni a favore dei bambini), i malati (assistenza sanitaria e indennita’ di malattia), chi si fa male al lavoro (assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), i neogenitori (congedo parentale), le persone che perdono il lavoro (indennita’ di disoccupazione) e gli anziani (pensioni).
Lo stato sociale e’ nato per fornire queste prestazioni, erogate sotto forma di assicurazione contro il verificarsi di condizioni inevitabili o molto comuni, ed e’ stato costruito su una presunta comunanza di comportamenti o, in altre parole, di omogeneita’ culturale e spesso etnica.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/capitalismo-contro-capitalismo-di-branko-milanovic/
https://www.doppiozero.com/branko-milanovic-capitalismo-contro-capitalismo
https://it.linkedin.com/pulse/recensione-di-capitalismo-contro-branko-milanovic-nicola-lensi

https://www.radiopopolare.it/la-solitudine-del-capitalismo-diviso-tra-oriente-e-occidente-intervista-alleconomista-branko-milanovic
https://jacobinitalia.it/non-ce-nessuna-eta-delloro-del-capitalismo/

Societa’/Marcon

Se la classe inferiore sapesse. Ricchi e ricchezze in Italia – Giulio Marcon – People (2023)

Nelle analisi riguardo al nostro Paese il potere rimane sullo sfondo, soprattutto l’influenza del potere economico e finanziario sulla politica e le istituzioni.
Se della ricchezza e’ difficile parlare, dell’elite lo e’ ancora di piu’.
E’ un discorso che si tende a evitare: l’elite italiana e’ una sorta di massoneria “a sua insaputa”. Non si tratta solo di salotti, di ristoranti e club esclusivi. O di sette segrete come la P2, la P3 e la P4. E’ un sistema strutturale e consolidato che investe i rapporti tra ricchi imprenditori, finanzieri, politici, militari, magistrati, giornalisti, docenti universitari e forse qualche cardinale.
Se guardiamo all’elite ristretta (quella che influisce sulle decisioni, quella che ha direttamente presa sul potere), possiamo parlare di qualche migliaio di persone: i parlamentari (pochi) che contano, gli esponenti di governo, delle amministrazioni regionali e delle citta’ importanti, i livelli apicali della burocrazia e della pubblica amministrazione, i padroni, i banchieri, i manager, i membri (qualche centinaio) dei Consigli di amministrazione delle industrie private piu’ importanti, i finanzieri e gli immobiliaristi, qualche centinaio di giornalisti e di magistrati nei ruoli chiave (pensiamo a quelli che scrivono di economia, finanza e politica), qualche cardinale che si occupa di finanze e asset del Vaticano, i chierici (docenti universitari, intellettuali) che assicurano, nelle retrovie di questo particolare esercito, il rifornimento ideologico, ecc.

Info:
https://altreconomia.it/se-la-classe-inferiore-sapesse-chi-sono-i-ricchi-e-perche-continuano-a-essere-ammirati/
https://www.lafionda.org/2024/01/09/se-la-classe-inferiore-sapesse/
https://www.ossigeno.net/post/se-la-classe-inferiore-sapesse
https://altreconomia.it/perche-sappiamo-cosi-poco-dei-ricchi/

Green New Deal/Saito

Il capitale nell’Antropocene – Kohei Saito – Einaudi (2024)


In un sistema capitalista il cui obiettivo e’ l’accumulo di capitale e la crescita economica, il valore come merce e’ il piu’ importante. Infatti, la priorita’ del capitalismo e’ la creazione di valore, e il primo obiettivo del capitalismo e’ accrescerlo.
Estremizzando: basta che si venda, del resto nulla ci importa. Di conseguenza, il valore d’uso (l’utilita’) della merce, la sua qualita’ e l’impatto ambientale non interessano. Per di piu’, una volta venduta, la merce potrebbe benissimo essere gettata via li’ su due piedi.
Il problema e’ che l’aumento di produzione finalizzata solo all’incremento di valore, in un’ottica piu’ estesa, ha portato a numerose contraddizioni. Ad esempio, la riduzione dei costi grazie alla meccanizzazione ha stimolato la domanda e permesso di vendere grandi quantita’ di merci, in un processo che pero’ ha violentemente infierito sull’ambiente.
Inoltre, l’aumento di produzione porta alla nascita di un gran numero di articoli, ma, in un sistema capitalista che da’ priorita’ al solo valore come merce, la produzione si concentra soprattutto su cio’ che vende bene, al di la’ della sua effettiva utilita’ per la riproduzione sociale. Al contrario, cio’ che per la riproduzione sociale sarebbe veramente necessario viene trascurato […]
In un’epoca di crisi climatica, una produzione disinteressata al valore d’uso e concentrata solo su quanto da’ accesso a una posizione sociale, sui beni di lusso, la pubblicita’ e il branding diventa letale.
C’e’ molto da fare in termini di garanzia di accesso universale ai generi alimentari, all’acqua, all’energia, all’abitazione e ai mezzi di trasporto, di protezione dalle inondazioni e dall’innalzamento dei mari e nel preservare gli ecosistemi. Occorre pertanto dare priorita’ non al valore di scambio, ma a cio’ che ci e’ necessario per venire incontro alla crisi.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/marxismo/29907-city-strike-genova-saito-1-vs-saito-2-ecologismi-a-confronto.html
https://www.einaudi.it/approfondimenti/intervista-saito-kohei/

https://www.cdscultura.com/2024/02/il-capitale-nellantropocene/
https://businessweekly.it/recensioni-libri-business/il-capitale-nellantropocene-il-capitalismo-e-responsabile-della-crisi-climatica/

https://www.micromega.net/il-capitale-antropocene-marx
https://naufraghi.ch/dinosauro-non-e-marx-ma-il-capitalismo/
https://www.antropocene.org/index.php/321-saito
https://journals.openedition.org/anuac/484?lang=it

Stato/Guzzi

Eurosuicidio. Come l’Unione Europea soffocato l’Italia e come possiamo salvarci – Gabriele Guzzi – Fazi (2025)


 Lo sviluppo dello Stato sociale non e’ una semplice operazione di ridistribuzione monetaria: e’ anche e soprattutto un processo di decostruzione delle leggi di mercato.
La progressiva rilevanza di settori come l’istruzione, la sanita’, le pensioni, gli alloggi e le infrastrutture mostra come sia assolutamente possibile organizzare cantieri economici al di fuori della logica mercantile e capitalistica.
Puo’ sembrare banale, eppure un settore come quello della sanita’ rappresenta il 10% del reddito nazionale. Molto piu’ dell’industria automobilistica, per esempio. Ed e’ un settore che, nella maggioranza dei paesi, e’ in massima parte strutturato sulla base dei finanziamenti pubblici. Non solo. E’ un settore che, a parte lo Stato, raccoglie una grande varieta’ di attori, remunerati e non remunerati, associazioni, fondazioni ecc. […]
Se confrontiamo il sistema sanitario europeo con quello statunitense – fondato perlopiu’ su strutture a pagamento –, ci accorgiamo che il nostro sistema non teme certo confronti. Come sappiamo, quello statunitense costa un prezzo ben superiore, eppure i suoi risultati in termini di salute pubblica appaiono catastrofici rispetto al sistema europeo.
Si va insomma sviluppando un sistema di finanziamento e di organizzazione pubblici secondo criteri di gestione che non sono in alcun modo quelli della ricerca di un profitto. E lo stesso puo’ dirsi, con altrettanta chiarezza, per il settore dell’istruzione. 

Info:
https://www.lindipendente.online/2026/01/17/eurosuicidio-il-tabu-europeo-e-il-declino-italiano-un-libro-di-gabriele-guzzi/
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2025/12/Gabriele-Guzzi-Eurosuicidio-46322ab1-1085-47e5-8e31-018eb0c44dbc.html

https://www.lafionda.org/2026/02/04/perche-e-necessario-parlare-di-eurosuicidio/
https://www.tag24.it/1379222-eurosuicidio-allarme-gabriele-guzzi-come-si-fa-a-salvare-litalia

Societa’/Colombo

Il suicidio della pace. Perche’ l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024) – Colombo A. – Raffaello Cortina (2025)

Le due guerre in Ucraina e a Gaza hanno non soltanto confermato, ma messo impietosamente allo scoperto la crescente irrilevanza delle organizzazioni internazionali, del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario.
E lo hanno fatto non ignorando, ma facendo letteralmente a pezzi la residua efficacia e credibilita’ delle convenzioni sulla guerra.
Il primo dei due conflitti, l’aggressione russa all’Ucraina del febbraio 2022, ha costituito una violazione clamorosa della Carta delle Nazioni Unite, sebbene giustificata come di consueto dalla Russia con il richiamo ai presunti “precedenti” dell’intervento della nato in Kosovo nel 1999 e dell’invasione anglo-americana dell’Iraq nel 2003. Anche nella conduzione successiva della guerra, i russi hanno commesso numerose violazioni del diritto umanitario […]
Gli eccessi della guerra russa in Ucraina sono impalliditi, tuttavia, di fronte a quelli dell’operazione militare israeliana a Gaza e, piu’ tardi, in Libano di un anno e mezzo dopo. L’operazione, scattata poche settimane dopo l’attentato terroristico del 7 ottobre 2023 – un attentato di dimensioni spaventose, costato la vita a quasi 800 civili e a 370 membri delle forze di sicurezza, oltre al sequestro di altri 250 tra civili e militari israeliani –, ha oltrepassato qualunque criterio anche minimo di proporzionalita’ della risposta.
Fra ottobre 2023 e dicembre 2024, sono stati uccisi piu’ di 45.000 palestinesi, nella stragrande maggioranza civili; altri 110.000 sono rimasti feriti; un numero imprecisato risulta disperso; piu’ di 1.500.000, stando alle stime delle agenzie umanitarie, sono stati costretti a lasciare le proprie case; piu’ del 70% delle infrastrutture civili (tra le quali scuole e ospedali) e’ stato distrutto […]
A giustificazione del massacro, Israele non ha dovuto fare altro che portare sino in fondo le spinte disgregative gia’ in opera dall’epoca della “guerra globale al terrore” – nell’indifferenza o, peggio, con il consenso anche di molti di coloro che, solo in questa occasione, le hanno condannate: la criminalizzazione e la deumanizzazione del nemico, al quale non e’ riconosciuto neppure il bene minimo della razionalita’ strategica e della motivazione politica […]
A differenza della guerra contemporanea in Ucraina, dove sia russi sia ucraini hanno subito (e accettato di subire) un numero altissimo di perdite, la guerra a Gaza ha riprodotto il modello di guerra (“chirurgica”) tipico degli anni Novanta e del decennio successivo: una guerra la cui combattibilita’ dipende come prima cosa dalla condizione che le vittime siano quasi tutte concentrate da una sola parte.
Dall’inizio di quella che Israele definisce “operazione terrestre”, a fronte delle 45.000 vittime palestinesi sono rimasti uccisi meno di 400 soldati israeliani: una condizione di fronte alla quale occorrerebbe chiedersi se abbia ancora senso parlare di “guerra”

Info:
https://veripa.org/il-suicidio-della-pace-capire-il-crollo-dellordine-internazionale/
https://www.barbadillo.it/120664-nel-suicidio-della-pace-lautopsia-delloccidente-neocoloniale/

https://www.esodoassociazione.it/site/index.php/i-nostri-temi/segnalazioni-editoriali/835-il-suicidio-della-pace
https://www.ilgiornale.it/news/alessandro-colombo-spiega-lotta-terrore-abbia-causato-fine-2460103.html
https://www.lafionda.org/2025/04/13/dopo-la-disunita-del-mondo-colombo-su-guerra-e-disordine-internazionale/

Stato/Zielonka

Democrazia miope. Il tempo, lo spazio e la crisi della politica – Jan Zielonka – Laterza (2023)

Per diversi secoli, gli Stati nazionali hanno rappresentato i principali attori del governo.
Prevalsero sui regni e sulle citta’ medievali, sui principati e persino sul papato e sull’impero, perche’ erano in grado di esercitare la propria autorita’ su confini di diversa natura: economici, amministrativi, militari e culturali. Il grande successo degli Stati-nazione fu di riuscire a unificare questi confini, costruendo un sistema di governo centralizzato al loro interno.
Il nazionalismo, una delle colonne portanti degli Stati, e’ oggi piu’ vivo che mai. Tuttavia, le nuove tecnologie, la trasformazione dei modelli economici, la crescente diversificazione culturale e le nuove forme di comunicazione hanno trasformato gli Stati e il sistema degli Stati, rendendo entrambi sostanzialmente diversi dal passato […]
Gli Stati non sono piu’ capaci di garantire la sovrapposizione fra confini amministrativi, frontiere militari, caratteri culturali ed economia. Questo sovverte il sistema di governo da loro controllato, lasciando i cittadini sospesi in un limbo in vari ambiti e luoghi. Che valore ha lo Stato, se non puo’ proteggere i suoi cittadini da pretese legali extraterritoriali, speculazioni finanziarie transnazionali e devastanti cambiamenti climatici? Perche’ i cittadini dovrebbero riunirsi sotto la bandiera nazionale, se i loro Stati permettono di arricchirsi principalmente al famoso o famigerato un per cento? Gli Stati stanno generando sicurezza o insicurezza?
La sfida e’ riaffermare il controllo pubblico su spazi complessi e generatori di ineguaglianza, conflitti e sentimenti di impotenza. Le domande cruciali sono: con quali mezzi, e come?

Info:
https://www.thewatcherpost.it/politica/democrazia-miope/
https://www.micromega.net/pangloss-nella-compressione-spazio-temporale-zielonka-e-harvey
https://www.thedotcultura.it/spazio-tempo-e-velocita-la-rifondazione-della-democrazia/

Green New Deal/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Gli impatti ambientali dei consumi dei ricchi non sono quelli dei poveri: una ricerca Oxfam-Stockholm Environment Institute del 2020 stimava che le emissioni di carbonio del solo 1 per cento piu’ ricco del pianeta sono piu’ del doppio del 50 per cento piu’ povero del mondo, una sproporzione clamorosa.
I consumi degli occidentali sono oggi a chilometri di distanza da dove si produce fattivamente, e gli occidentali non percepiscono gli effetti del loro stile di vita in diretta. Se si calcolasse, nelle statistiche di inquinamento atmosferico, non solo le emissioni proprie ma quelle incorporate nei prodotti e servizi creati altrove ma utilizzati qui, l’Europa vedrebbe un maggior carico del 40 per cento.
L’impronta ecologica, che e’ una metrica introdotta nei primi anni Novanta per render subito chiara la dimensione del problema del rapporto tra eccesso di consumo di tutti i fattori terrestri e il nostro modo di stare al mondo quanto a stile vita e consumo, dice che nel 2019, se tutta la popolazione terrestre avesse vissuto come gli abitanti dell’India, la Terra sarebbe bastata e avanzata. Ne sarebbero state necessarie 2,7, invece, se tutti avessero adottato lo stile di vita italiano, tre con quello tedesco. Ma se tutti vivessero come gli americani, ce ne vorrebbero cinque di Terre.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Societa’/Montanari

Tomaso Montanari – Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c’e’ – Chiarelettere (2020)

L’eguaglianza – questo il punto centrale – si deve realizzare «a tutela delle differenze e in opposizione alle disuguaglianze» […]
Come ha scritto Luigi Ciotti: La democrazia, con il suo sistema di pesi e contrappesi, di divisione e di controllo dei poteri, rappresenta un ostacolo per il pragmatismo esibito da certa politica come segno di forza.
Le richieste di delega, la sollecitazione a fidarsi delle promesse e degli annunci, l’ottimismo programmatico, cosi’ come l’accusa di disfattismo o di malaugurio (il «partito dei gufi») verso chi critica o solo esprime perplessita’, rivelano una concezione paternalistica e decisionista del potere, dove lo Stato rischia di ridursi a una multinazionale gestita da supermanager e il bene comune a una faccenda in cui il popolo non deve immischiarsi […]
I ricchi non vogliono le stesse cose che vogliono i poveri.
Ai primi serve la governabilita’: cioe’ che la societa’ sia governabile secondo i loro interessi. Senza conflitti, senza fastidiose rappresentazioni del pubblico interesse, senza che i loro governi abbiano a patire intralci di alcun tipo.
Ai secondi, ai poveri, serve invece la rappresentanza: serve un Parlamento davvero centrale, in cui portare i conflitti e in cui vedere combattuta la loro battaglia, che non ha altri luoghi per risultare, almeno a tratti, vincente.
Ai primi servono i capi, ai secondi serve una collettivita’, una comunita’ critica.
L’astensione elettorale di meta’ del paese e’ il risultato di una comprensibile e fondata sfiducia nella reale possibilita’ del Parlamento di rappresentare le lotte sociali […]
La verita’ e’ che difendiamo con i denti uno stile di vita fottutamente ingiusto: pensiamo di stare dalla parte della liberta’ e della democrazia, ma in verita’ stiamo dalla parte dei nostri stessi sfruttatori.
Dovremmo invece stare dalla parte nostra: la parte dei poveri. Perche’ «i poveri, che provano tutti insieme a difendere e a rendere migliore la propria vita, sono gli unici che possono salvare il mondo dallo sfacelo. Dallo sfacelo provocato dai consumi e dalla cultura dei ricchi».

Stato/Barberis

Mauro Barberis – Come internet sta uccidendo la democrazia. Populismo digitale – Chiarelettere (2020)

La democrazia, il governo di tutto il popolo, non solo di quella parte che e’ il popolino populista, e’ un governo nel quale, certo, tutti decidono a maggioranza chi governera’, ma sapendo gia’ che a governare saranno poi politici professionali e non dilettanti allo sbaraglio.
E, soprattutto, e’ il governo continuamente controllato da istituzioni contromaggioritarie […]
Sono contromaggioritari, in questo senso, non solo il potere giudiziario, corti costituzionali comprese, ma tutte le istituzioni oggetto del livore populista: presidente della Repubblica, agenzie indipendenti, organi sovranazionali…
Bisognerebbe spiegare al popolo che sono proprio gli organi contromaggioritari a fare i suoi interessi, non i governi populisti che, come tutti i governi, fanno i propri interessi.
Le istituzioni contromaggioritarie sono contro i governi, non contro il popolo.
Il primo rimedio alla politica populista, di tipo istituzionale o costituzionale, e’ appunto difendere le istituzioni contromaggioritarie distintive della liberaldemocrazia. […]
Nella storia dello Stato moderno si sono accumulate tre progressive limitazioni del potere.
Prima la sovranita’ dei monarchi e la stessa sovranita’ popolare sono state limitate imponendo loro di rispettare la legge (Stato legislativo). Poi, alla stessa legislazione democratica e’ stato imposto di rispettare la Costituzione (Stato costituzionale).
Oggi si tratta di limitare un ulteriore potere, piu’ pervasivo e sfuggente dei precedenti, che taluno chiama sovranità della rete.
La rete e’ sovrana, oggi, perche’ conferisce legittimita’ e potere, togliendoli agli Stati nazionali.
Gli Stati avevano i monopoli di tre beni: forza, moneta e comunicazioni. Ma le comunicazioni sono ormai passate alla rete, almeno da quando il governo americano ha regalato quest’ultima ai giganti del web. La moneta potrebbe farlo a sua volta se andasse in porto il progetto Libra, la valuta digitale di Facebook.
Manca solo il monopolio della forza, ma il populismo digitale sta provvedendo anche a questo.

Info:
https://www.illibraio.it/libri/mauro-barberis-come-internet-sta-uccidendo-la-democrazia-9788832962741/
https://www.lankenauta.it/?p=18988

Green New Deal/Zielonka

Democrazia miope. Il tempo, lo spazio e la crisi della politica – Jan Zielonka – Laterza (2023)


 Nella governance del cambiamento climatico mancano meccanismi capaci di tenere insieme politica, istituzioni ed economia.
Queste sfere, o teatri, occupano spazi differenti, sono mosse da attori diversi, richiedono orizzonti temporali diversi e lavorano con logiche diverse.
Fino ad ora, le politiche che si sono svolte in ognuna di queste sfere hanno finito per indebolire, anziche’ sostenere, le altre. Nella sfera politica, il primo obiettivo e’ il potere, nella sfera economica il profitto; l’obiettivo istituzionale della sfera ambientale e’ la sopravvivenza.
Il teatro economico ha sia una dimensione regionale che una dimensione globale, mentre il teatro politico e’ limitato ai confini nazionali, all’interno dei quali si svolgono le elezioni. Il teatro istituzionale e’ controllato dagli Stati-nazione, influenzato dalle tendenze economiche globali e dipendente da come le decisioni vengono implementate a livello locale.
Ognuno di questi teatri ha una sua logica temporale. I mercati perseguono ricavi immediati, il ciclo elettorale dei politici dura solitamente quattro anni, le istituzioni che si occupano di cambiamento climatico devono ottenere un risultato misurato in decenni.
Non abbiamo un meccanismo capace di armonizzare queste diverse temporalit’ e di generare politiche che possano arrestare se non invertire il cambiamento climatico.

Info:
https://www.thewatcherpost.it/politica/democrazia-miope/
https://www.micromega.net/pangloss-nella-compressione-spazio-temporale-zielonka-e-harvey
https://www.thedotcultura.it/spazio-tempo-e-velocita-la-rifondazione-della-democrazia/