Societa’/ Marcon

Se la classe inferiore sapesse. Ricchi e ricchezze in Italia – Giulio Marcon – People (2023)

Un esempio – quanto piccolo o grande, e’ da vedere – di quale sia l’intreccio di potere tra le elites e’ la pratica dello scambio di posizioni, le cosiddette revolving doors (‘porte girevoli’): imprenditori ricchi che diventano politici, dirigenti pubblici che diventano manager d’impresa, politici che si trasformano in manager di multinazionali, giornalisti che diventano politici di potere, ecc.
Le revolving doors sono la cartina di tornasole degli intrecci di interessi comuni e di potere tra i vari ambiti.
Lasciando da parte Berlusconi, abbiamo un ricchissimo imprenditore (Riccardo Illy) che diventa presidente di una regione (quella dove ha sede la sua azienda); idem Renato Soru (Tiscali) in Sardegna; un viceministro degli Esteri (Lapo Pistelli) che va a fare il vicepresidente dell’Eni, che opera in un’area (il Golfo Persico) di cui il viceministro aveva la responsabilita’ politica; un ministro dell’Economia e delle Finanze (Domenico Siniscalco) che, lasciato il proprio incarico, va a fare il managing director della Morgan Stanley; oppure una ricca imprenditrice (Federica Guidi), amministratrice delegata della sua potente azienda di famiglia (settore energetico), che va a fare la ministra dello Sviluppo economico, che si occupa di energia; un generale (Luciano Carta) che viene catapultato a fare il presidente di una delle piu’ grande aziende di Stato, la Leonardo, che gestisce il business della produzione di armi; e, a proposito dell’attuale governo, l’ex presidente dell’AIAD (la Federazione delle Aziende Italiane dell’Aerospazio), ex senior adviser di Leonardo, che va a fare il ministro della Difesa.
Per i giornalisti (che si sono occupati di politica), gli esempi sono innumerevoli: dai giornali passano alla politica, oppure a fare gli uffici stampa delle imprese, ecc.
Niente di illecito, niente di illegale, tutto nella norma, avendo una legge sul conflitto di interessi e le incompatibilita’ – che porta ancora il nome di Frattini, il ministro degli Esteri di Berlusconi – molto blanda […]
Un primo modo con cui si da’ corpo a questa strategia e’ quello della commistione tra imprenditori e politici nella regolazione delle attivita’ in cui sono impegnati […]
E’ da ricordare la quotidiana pressione del business sul Parlamento […] emendamenti scritti direttamente dagli uffici legislativi delle imprese e delle multinazionali e sottoposti ai gruppi parlamentari, che li fotocopiavano e li presentavano a nome della forza politica di riferimento.
Ma quello che e’ piu’ grave e’ che […] questi emendamenti arrivavano anche al governo che, come i gruppi parlamentari, li fotocopiava e li portava in Commissione Bilancio presentandoli a proprio nome: parliamo di banche e società finanziarie, di imprese del settore energetico e petrolifero, della telecomunicazione e della telefonia, ecc. […]
Un secondo modo in cui si articola questa strategia e’ quello del malaffare: si pagano tangenti, prebende, si regalano immobili ai politici (ma anche ai magistrati, agli ufficiali della Guardia di finanza, alla Polizia: si consideri la vicenda delle tangenti del MOSE) dai quali si vuole qualche favore o semplicemente la benevolenza, la non ostilita’. Tangentopoli ha fatto emergere in modo molto eclatante un vero e proprio sistema corruttivo fondato sull’intreccio tra politica, imprenditoria e affari, sistema che esisteva gia’ prima e sarebbe continuato a esistere dopo […]
Una terza modalita’ e’ quella per cui molti ricchi imprenditori entrano direttamente in politica, cercando di assumere responsabilita’ nei luoghi di potere, facendo il primo ministro (come Berlusconi) oppure i ministri (gli esempi li abbiamo fatti prima), o ancora gestendo posizioni di potere nella pubblica amministrazione e nelle aziende di Stato, dispensatrici di commesse e di affari. Con una cosi’ debole legge sul conflitto di interessi, il gioco e’ facile.
Un quarto modo e’ quello del condizionamento (o del ricatto) della politica attraverso i media. Anche in questo caso Berlusconi e’ stato protagonista, con la sua vicenda personale, dell’intreccio tra i suoi interessi di imprenditore immobiliare e finanziario, la gestione dei media e il ruolo in politica.

Info:
https://altreconomia.it/se-la-classe-inferiore-sapesse-chi-sono-i-ricchi-e-perche-continuano-a-essere-ammirati/
https://www.lafionda.org/2024/01/09/se-la-classe-inferiore-sapesse/
https://www.ossigeno.net/post/se-la-classe-inferiore-sapesse
https://altreconomia.it/perche-sappiamo-cosi-poco-dei-ricchi/

Green New Deal/Bremmer

Il potere della crisi. Come tre minacce e la nostra risposta cambieranno il mondo – 
Ian Bremmer – Egea (2022)


Sappiamo che il mondo sta diventando piu’ caldo.
E’ un fenomeno facile da misurare e da comprendere. Il Sole proietta il calore verso la Terra. La nostra atmosfera rimanda una parte di quel calore nello spazio, evitando che il pianeta diventi troppo caldo per ospitare la vita. Allo stesso tempo, l’anidride carbonica nell’atmosfera cattura una quantita’ sufficiente di quel calore e impedisce che il nostro pianeta diventi una gigantesca sfera di ghiaccio.
Ne’ troppo caldo, ne’ troppo freddo. Questo «effetto serra naturale» rende possibili tutte le forme di vita sul pianeta.
Ma tutto il petrolio, il gas e il carbone che abbiamo usato per produrre energia e alimentare le nostre economie hanno pompato molta più anidride carbonica nell’atmosfera […]
In termini di tempo geologico, tutto questo e’ accaduto in un istante. Durante l’era industriale, iniziata circa 260 anni fa, la quantita’ di anidride carbonica nell’atmosfera e’ aumentata del 30 per cento, facendo salire la temperatura della terra di 1,2 gradi Celsius.
Questo cambiamento sta acquistando slancio; i vent’anni piu’ caldi mai registrati sono caduti tutti negli ultimi ventidue anni.
Lo scioglimento dei ghiacci intorno ai poli ha fatto salire il livello del mare di circa 20 centimetri nel corso del XX secolo e potrebbe farlo aumentare di un altro metro entro la fine del XXI, stando ai dati delle Nazioni Unite. Oggi l’1 per cento circa della superficie terrestre e’ vicino al punto di essere diventato troppo caldo per ospitare qualsiasi forma di vita (pensiamo al Sahara).
Si prevede che entro il 2070 questa percentuale superera’ il 20 per cento circa […]
Piu’ calore significa piu’ acqua nell’aria, e cio’ incide su temperatura, umidita’, pressione atmosferica e instabilita’ atmosferica, tutti elementi che alterano drasticamente le condizioni meteorologiche. 

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-potere-della-crisi-dal-nuovo-libro-di-ian-bremmer/
https://www.agi.it/cultura/news/2022-07-17/libri-bremmer-potere-crisi-scelte-future-17449689/
https://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=24613
https://www.linkiesta.it/2022/07/ian-bremmer-il-potere-della-crisi-estratto/
https://fuoricollana.it/il-potere-della-crisi-la-crisi-del-potere/3/
https://www.repubblica.it/cultura/2022/09/28/news/ian_bremmer_politilogo_ucraina_russia_putin-367707969/

Societa’/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dardot , Christian Laval – DeriveApprodi (2019)

Tre o quattro decenni di neoliberalizzazioni hanno profondamente impattato la societa’, istituendo ovunque nei rapporti sociali una situazione di rivalita’, precarieta’, incertezza, impoverimento assoluto e relativo.
La concorrenza generalizzata tra economie e indirettamente tra lavoratori, tra leggi e istituzioni che inquadravano l’attivita’ economica, ha avuto conseguenze negative per i lavoratori, che si sono sentiti abbandonati e traditi.
Le difese collettive della societa’ si sono a loro volta indebolite. I sindacati, in particolare, hanno perso forza e legittimita’. I collettivi di lavoro spesso sono implosi per effetto di un management altamente individualizzante. La partecipazione politica ha perso il proprio senso di fronte all’assenza di scelta tra opzioni diverse. La socialdemocrazia, convertita alla razionalita’ dominante, sta scomparendo in gran parte dei paesi […]
Come stupirsi, allora, della risposta da parte della massa dei «perdenti» di fronte alla messa in pratica di questo ordine della concorrenza? Nell’assistere al peggioramento delle loro condizioni e alla scomparsa dei punti di riferimento, non e’ forse comprensibile che si siano rifugiati nell’astensione politica o nel voto di protesta, che e’ anzitutto un appello alla protezione contro le minacce che pesano sulla loro vita e sul loro futuro?
In altri termini, il neoliberismo ha prodotto una crisi maggiore della «democrazia liberale-sociale», la cui manifestazione piu’ evidente e’ oggi l’incremento dei regimi autoritari e dei partiti di estrema destra sostenuti da gran parte delle classi popolari «nazionali»

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Green New Deal/Bremmer

Il potere della crisi. Come tre minacce e la nostra risposta cambieranno il mondo – 
Ian Bremmer – Egea (2022)

Ora abbiamo capito tutti qual’ e’ l’origine del cambiamento climatico.
Negli ultimi cinquant’anni l’ingegno umano e i collegamenti internazionali hanno emancipato un numero di persone e sbloccato un potenziale economico superiori a qualsiasi altra forza nella storia. La globalizzazione ha sottratto miliardi di persone alla poverta’, ha migliorato l’aspettativa e gli stili di vita e ha creato opportunita’ senza precedenti per l’apprendimento e la mobilita’ verticale.
Ma non possiamo ignorare il rovescio della medaglia: queste conquiste avvengono al costo di uno sfruttamento senza precedenti delle risorse naturali mondiali, che ha alterato la chimica dei nostri oceani e della nostra atmosfera.
Fino a questo momento alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale e’ convenuto pagare questo costo-opportunita’, ma non si puo’ dire lo stesso per il numero incalcolabile di specie che abbiamo portato all’estinzione.
A partire dal 1970 la crescita esponenziale del consumo umano di cibo e di altre risorse ha sterminato il 60 per cento dei mammiferi, degli uccelli, dei pesci e dei rettili, nonche’ l’83 per cento degli animali che vivono nei fiumi e nei laghi. E’ questo l’impatto dell’Antropocene, il primo periodo nella storia della Terra in cui la fonte principale del cambiamento ambientale sono le scelte fatte dagli esseri umani. 

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-potere-della-crisi-dal-nuovo-libro-di-ian-bremmer/
https://www.agi.it/cultura/news/2022-07-17/libri-bremmer-potere-crisi-scelte-future-17449689/
https://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=24613
https://www.linkiesta.it/2022/07/ian-bremmer-il-potere-della-crisi-estratto/https://fuoricollana.it/il-potere-della-crisi-la-crisi-del-potere/3/
https://www.repubblica.it/cultura/2022/09/28/news/ian_bremmer_politilogo_ucraina_russia_putin-367707969/

Societa’/Bennato

La società del XXI secolo. Persone, dati, tecnologie – Davide Bennato – Laterza (2024)

L’idea che la tecnologia possa avere un impatto sui valori solo poco tempo fa sembrava difficile da immaginare, ma negli ultimi tempi sono aumentati i casi di cronaca in cui diffusione dei dati, sviluppo di nuove tecnologie e implementazione di algoritmi hanno sollevato domande di opportunita’ e di legittimita’.
In sintesi, hanno sollevato questioni etiche […]
Cosa vuol dire che la tecnologia esercita un impatto sui valori? Per prima cosa dobbiamo comprendere cosa sono i valori.
Secondo la tradizione delle scienze sociali, i valori sono cio’ in cui le persone credono, hanno una connotazione normativa e fungono da guida e da orientamento nelle scelte. La famiglia, la fedelta’, l’amicizia, il rispetto, la tolleranza sono tutti esempi di valori, ovvero di concetti che le persone usano per effettuare delle scelte nella vita quotidiana.
Chiarito questo punto, possiamo dire che il rapporto fra tecnologia e valori e’ piuttosto stretto, in quanto la tecnologia e’ frutto di valori, e’ veicolo di valori, modifica i valori. La tecnologia e’ frutto di valori poiche’ spesso le scelte tecnologiche che vengono effettuate nel processo di costruzione della tecnologia rispondono a domande di tipo etico. Un caso emblematico in questo senso e’ quello dell’open source. L’open source e’ quel movimento tecnologico e culturale secondo cui il software deve essere libero di circolare e di essere modificato secondo le esigenze dell’utente. In questa prospettiva, la libera circolazione del software non e’ una necessita’ tecnica, bensi’ una precisa scelta valoriale compatibile con i dettami dell’idea della circolazione della conoscenza.
La tecnologia puo’ anche essere veicolo di valori, ovvero un modo per rappresentare delle scelte che esprimono un diverso modo di guardare ai rapporti sociali. Per esempio, i dispositivi elettronici funzionanti a energia solare esprimono un’esigenza, quella di una tecnologia compatibile con i limiti del nostro pianeta oppure con un consumo delle risorse che sia piu’ consapevole e responsabile. Infine, la tecnologia puo’ essere modificatrice di valori, nel senso che il suo uso puo’ portare a modificare cio’ in cui crediamo. Un esempio piuttosto semplice potrebbe essere quello della riservatezza: tradizionalmente l’organizzazione sociale e’ sempre stata basata sulla riservatezza, ovvero la vita privata delle persone e’ inviolabile e ci devono essere fondati motivi per violare spazi privati come la corrispondenza personale o lo spazio domestico. Negli ultimi tempi la questione della privacy e’ diventata un problema serio che ha incrinato la questione della riservatezza, in quanto i social media hanno abituato ciascuno di noi a condividere le informazioni che ci riguardano da vicino.

Info:
https://www.stroncature.com/p/la-societa-del-xxi-secolo-persone-0d0
https://dicorinto.it/letture/la-societa-del-xxi-secolo/
https://dicorinto.it/letture/la-societa-del-xxi-secolo/

Green New Deal/Bremmer

Il potere della crisi. Come tre minacce e la nostra risposta cambieranno il mondo – 
Ian Bremmer – Egea (2022)

Nel 2007 una siccita’ devastante, durata ben due anni, si e’ abbattuta sui fertili terreni agricoli del nord della Siria.
Tre quarti degli agricoltori della regione hanno perso i propri raccolti, e il governo di Damasco, a corto di fondi, ha fatto ben poco per aiutarli. Centinaia di migliaia di disperati si sono riversate nelle maggiori citta’ della Siria in cerca di un posto di lavoro per sfamare le loro famiglie, ma non hanno trovato nessuno ad accoglierli […]
Nel 2011 e’ arrivata la Primavera araba […] Nel caso della Siria il risultato e’ stata la guerra civile. Meta’ delle persone che vivevano li’ nel 2011 sono state uccise o costrette a lasciare le proprie case.
Per fuggire dalla violenza milioni di rifugiati hanno cominciato ad attraversare le frontiere, e molti di loro sono riusciti a raggiungere l’Europa. Ma neanche li’ hanno trovato qualcuno pronto ad accoglierli […]
A partire dal 2014 una grave siccita’ ha infuocato per diversi anni El Salvador, il Guatemala e l’Honduras. Col tempo gli agricoltori di questi paesi hanno perso fiducia nella loro capacita’ di affrontare condizioni meteorologiche in rapida evoluzione e produrre raccolti decenti […]
I cittadini dell’America Centrale hanno cominciato a realizzare che non c’era alcun futuro nei loro paesi d’origine. Nel 2018 centinaia di migliaia di persone sono fuggite da quell’area geografica nella speranza di raggiungere gli Stati Uniti e chiedere asilo li’ – nell’esatto momento in cui uno dei cardini del marchio politico del presidente Trump era il progetto di un «gran bel» muro alla frontiera […]
Far partire la storia del cambiamento climatico da una guerra civile e dalla tragedia dei rifugiati puo’ sembrare strano. Molti, del resto, credono ancora che si tratti in buona sostanza di scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare, balene da salvare e alberi da abbracciare. Ma il riscaldamento del pianeta crea condizioni meteorologiche imprevedibili che provocano siccita’ in alcuni luoghi e inondazioni in altri, sconvolgendo vite e mezzi di sussistenza, soprattutto nei paesi piu’ poveri del mondo con popolazioni di giovani in rapida crescita.
Se il riscaldamento non verra’ arrestato, i disastri climatici spingeranno centinaia di milioni di persone ad abbandonare i luoghi in cui vivono, nella maggior parte dei casi senza avere una meta ben precisa.
Questo fenomeno provochera’ ovunque instabilita’ economica e politica.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-potere-della-crisi-dal-nuovo-libro-di-ian-bremmer/
https://www.agi.it/cultura/news/2022-07-17/libri-bremmer-potere-crisi-scelte-future-17449689/
https://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=24613
https://www.linkiesta.it/2022/07/ian-bremmer-il-potere-della-crisi-estratto/
https://fuoricollana.it/il-potere-della-crisi-la-crisi-del-potere/3/
https://www.repubblica.it/cultura/2022/09/28/news/ian_bremmer_politilogo_ucraina_russia_putin-367707969/

Stato/Floridi

La differenza fondamentale. Artificial Agency:una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale – Luciano Floridi – Mondadori (2025) 


Non serve evidenziare che il digitale ha sempre avuto una natura anche materiale.
Cio’ che conta e’ che tale natura materiale sia diventata essenziale solo di recente. Ed e’ accaduto non grazie agli sforzi intellettuali, purtroppo, ma soltanto perche’ il potere politico si e’ reso conto di dover possedere, o almeno controllare, chi puo’ fare cosa a chi, quando e dove, in quali circostanze e secondo quali volonta’ e norme.
Questo e’ diventato evidente durante la pandemia, e ancora piu’ urgente a causa dell’inevitabile digitalizzazione dei conflitti in Ucraina e a Gaza […]
E non c’e’ niente che apra gli occhi piu’ della materialita’ della morte per cambiare prospettiva sulla natura del digitale.
[Oggi] il discorso sul digitale si concentra sempre piu’ sugli aspetti materiali della sua natura, portata e sviluppo.
Questa attenzione e’ motivata dalla necessita’, per Stati e organizzazioni, di possedere e controllare il digitale – per esempio in termini di flussi di dati e gestione delle informazioni – per difendersi da interferenze o manipolazioni indebite da parte di altri attori, tutelare il proprio diritto all’autodeterminazione, governare la propria infosfera e acquisire potere nei processi economici e finanziari (inclusa la tassazione) dei mercati digitali.
In sintesi, l’attuale svolta hardware nel discorso sul digitale non e’ semplicemente una questione accademica: la sua rilevanza e’ emersa in relazione alla crescente importanza della sovranita’ digitale e alla competizione per affermarla.

Info:
https://site.unibo.it/segnalibri/it/recensioni-1/floridi-la-differenza-fondamentale-artificial-agency-una-nuova-filosofia-dell-intelligenza-artificiale
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/04/intelligenza-artificiale-floridi-differenza-fondamentale-news/8305908/
https://investireneimegatrend.substack.com/p/libri-la-differenza-fondamentale
https://concetticontrastivi.org/2025/11/04/non-intelligenza-ma/

Stato/Guzzi

Eurosuicidio. Come l’Unione Europea soffocato l’Italia e come possiamo salvarci – Gabriele Guzzi – Fazi (2025)

Secondo l’istat, i giovani tra i 25 e i 34 anni espatriati tra il 2013 e il 2022 sono circa 352.000, di cui oltre 132.000 laureati, ma questi dati sono largamente sottostimati a causa del fatto che chi emigra non si registra sempre all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (aire).
Si stima che l’emigrazione effettiva dei giovani sia stata circa il triplo, e abbia superato il milione di unita’.
C’e’ un dissanguamento di giovani dall’Italia, un’emorragia di nuove generazioni. E a questo si aggiunge l’emigrazione interna. Nel biennio 2022-2023 si sono registrati complessivamente 253.000 trasferimenti di residenza da un comune meridionale verso uno centro-settentrionale.

Info:
https://www.lindipendente.online/2026/01/17/eurosuicidio-il-tabu-europeo-e-il-declino-italiano-un-libro-di-gabriele-guzzi/
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2025/12/Gabriele-Guzzi-Eurosuicidio-46322ab1-1085-47e5-8e31-018eb0c44dbc.html
https://www.lafionda.org/2026/02/04/perche-e-necessario-parlare-di-eurosuicidio/
https://www.tag24.it/1379222-eurosuicidio-allarme-gabriele-guzzi-come-si-fa-a-salvare-litalia

 

 

Societa’/Bremmer

Il potere della crisi. Come tre minacce e la nostra risposta cambieranno il mondo – 
Ian Bremmer – Egea (2022)

Chiunque affermi che i valori e la leadership occidentali sono il fondamento essenziale di un futuro sicuro, equo e prospero deve fare i conti con la realta’: la leadership occidentale ha contribuito a portarci nell’attuale caos globale, in cui la crisi e’ sempre dietro l’angolo.
Le divergenze di vedute tra Europa e Stati Uniti – e la polarizzazione sempre piu’ aspra in molti paesi occidentali – sono davanti agli occhi di tutti.
La crisi finanziaria globale […] e’ degli Stati Uniti, poiche’ l’incapacita’ di Washington di regolamentare adeguatamente i prestiti ha innescato una reazione a catena nel settore bancario globale che ha inferto danni gravissimi in tutto il mondo.
Chi sostiene che il commercio transfrontaliero sarebbe in grado di creare una prosperita’ diffusa deve riconoscere che e’ la Cina, non l’America, a essere diventata una potenza del commercio globale […]
I paesi occidentali sono in disaccordo su come combattere il cambiamento climatico, su come regolamentare le nuove tecnologie, su come gestire i confini, su come mediare con la Russia e su come rispondere all’ascesa della Cina.
E non illudiamoci che l’intervento militare americano produca sempre stabilita’ […]
Dalla fine della Guerra fredda l’esercito statunitense e’ intervenuto a piu’ riprese, anche militarmente, in paesi esteri, talvolta insieme alla NATO o ad altri alleati. Gli esempi piu’ lampanti sono Panama, Haiti, Somalia, la ex Iugoslavia, l’Iraq (per ben due volte) e l’Afghanistan. Gli obiettivi dichiarati erano di volta in volta diversi: arrestare un criminale, bloccare una catastrofe umanitaria, impedire la pulizia etnica, punire l’invasione di una nazione confinante, bloccare la produzione di armi pericolose o combattere il terrorismo. Alcune di queste imprese – Panama e la ex Iugoslavia e la prima guerra del Golfo – hanno raggiunto, almeno in parte, gli obiettivi dichiarati. Altre, come l’intervento in Somalia e ad Haiti, la seconda guerra del Golfo e l’Afghanistan – sono state un fallimento.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-potere-della-crisi-dal-nuovo-libro-di-ian-bremmer/
https://www.agi.it/cultura/news/2022-07-17/libri-bremmer-potere-crisi-scelte-future-17449689/
https://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=24613
https://www.linkiesta.it/2022/07/ian-bremmer-il-potere-della-crisi-estratto/
https://fuoricollana.it/il-potere-della-crisi-la-crisi-del-potere/3/
https://www.repubblica.it/cultura/2022/09/28/news/ian_bremmer_politilogo_ucraina_russia_putin-367707969/

Societa’/Tozzi

Dopo il turismo – Lucia Tozzi – Nottetempo (2020)


Quando si dice che il turismo, come un tetro re Mida, uccide le citta’ e i territori che investe con maggior successo, il pensiero corre subito a citta’ ridotte a parchi a tema come Venezia o Firenze, oppure a quartieri di grandi metropoli snaturati dai turisti come il Barrio Gotico a Barcellona o l’Alfama a Lisbona, alle coste intasate della Sardegna o della Puglia, a luoghi devastati dalla speculazione edilizia come Ischia, ai fintissimi restauri di Matera o San Gimignano: i luoghi classici dell’overtourism, dove l’equilibrio tra popolazione residente e turisti e’ saltato del tutto.
Sono localita’ svuotate dei propri abitanti – espulsi dall’innalzamento dei prezzi immobiliari – che si trasformano in termitai pieni di alberghi, stanze, ristoranti e bar turistici, rivenditori di gadget superkitsch e tristi rappresentanti del folclore locale […]
Secondo gli scenari ENIT, per il solo 2020 le perdite sono stimate in 69 miliardi di euro sull’intero territorio italiano, con una particolare concentrazione a Venezia e Firenze.
E’ altamente probabile che in un futuro non troppo lontano queste citta’ potranno essere le prime a risollevarsi, perche’ saranno perennemente in cima ai desideri dei turisti, quelli culturali e quelli in gita, e perche’ tra le mete turistiche italiane sono “too big to fail”, e avranno accesso privilegiato agli aiuti.
Ma se per alcuni queste circostanze rappresentano la salvezza, per altri suonano come una condanna definitiva.

Info:
https://www.nazioneindiana.com/2020/06/18/dopo-il-turismo/
https://www.leparoleelecose.it/?p=38728
https://www.sololibri.net/Dopo-il-turismo-Lucia-Tozzi-ebook-gratuito-semi-nottetempo.html