Geoeconomia/Dian

La Cina, gli Stati Uniti e il futuro dell’ordine internazionale – Matteo Dian – il Mulino (2021)


La BRI [Belt and Road Initiative o Nuova via delle seta] e’ funzionale al perseguimento di una serie di obiettivi molto significativi per Pechino.
In primo luogo, contribuisce all’espansione dell’influenza economica e politica cinese, riorientando il centro di gravita’ della politica estera dall’Asia orientale verso il continente Euro-asiatico, ma anche verso il Sud-Est Asiatico, l’Asia Meridionale e il Medio Oriente […]
Il secondo obiettivo geopolitico fondamentale riguarda la riduzione della dipendenza dalle vie di comunicazione del Mare Cinese Meridionale.
Cio’ diminuirebbe l’importanza del collo di bottiglia dello stretto di Malacca, dal quale transita fino al 40% del commercio cinese. In caso di conflitto con gli Stati Uniti, o anche con uno o piu’ stati del Sud Est Asiatico, una possibile chiusura dello stretto di Malacca isolerebbe la Cina dai mercati europei e dall’accesso alle materie prime del Medio Oriente. Per questo la creazione di corridoi alternativi alle esistenti vie di comunicazione marittime e’ centrale per l’intero progetto. Cio’ rende il corridoio Cina-Pakistan e l’hub logistico di Gwadar i punti strategicamente piu’ importanti dell’intera BRI.
Un terzo obiettivo e’ quello di estendere l’influenza cinese verso l’Asia Centrale e la Russia, intensificando sia i rapporti economici sia i collegamenti logistici con la Russia e le Repubbliche centro asiatiche […]
Al di la’ degli aspetti strettamente geopolitici, la BRI e’ considerata uno strumento funzionale a promuovere un ordine regionale basato sulla leadership ma anche su norme e idee cinesi.
L’aspetto piu’ evidente riguarda la centralita’ della sovranita’. In termini pratici, cio’ significa che la Cina offre ai propri partner forme di collaborazione economiche che rispettano il principio di non interferenza negli affari interni dei paesi partner. In cambio, pretende il rispetto della propria sovranita’ e la non interferenza nei propri affari interni. Cio’ significa che il governo cinese chiede ai propri partner di evitare critiche legate a questioni controverse quali la repressione degli Uiguri in Xinjiang, o la gestione delle proteste ad Hong Kong.
Questa impostazione risulta particolarmente attraente per alcuni partner regionali. Molti dei partecipanti al progetto BRI non sono regimi democratici e tendono a concordare con un approccio che implica una sostanziale assenza di problemi legati alla natura del loro regime politico.
L’attrattivita’ di questo approccio, che la Cina definisce «win-win», tuttavia, va altre alla mera coincidenza di interessi con altri regimi autoritari. Gli stati dell’ASEAN [Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico], ad esempio, condividono la natura politica ed ideologica del messaggio post-coloniale cinese, basato sulla centralita’ della sovranita’ e della non interferenza”

Info:
https://sinosfere.com/2022/04/08/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dellordine-internazionale-di-matteo-dian-recensione-di-silvia-menegazzi/
letture.org/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dell-ordine-internazionale-matteo-dian
https://www.marx21.it/cultura/libri/la-cina-gli-stati-uniti-e-il-futuro-dellordine-internazionale-matteo-dian/
https://secondotempo.cattolicanews.it/news-il-sottile-equilibrio-cina-usa-nel-nuovo-ordine-internazionale

Geoeconomia/Mahbubani

Occidente e Oriente chi perde e chi vince – Kishore Mahbubani – Bocconi Ed. (2019)

Il Resto del Mondo non ha bisogno di essere salvato dall’Occidente, ne’ erudito sulle sue strutture di governo ne’ tanto meno convinto della sua superiorita’ morale.
Certamente, poi, non ha alcun bisogno di essere bombardato.
Un passo indietro migliorera’ le relazioni con molte parti del mondo, non solo con il mondo islamico, ma anche con la Cina e l’Africa, che mal sopportano l’arroganza occidentale.
Il Resto del Mondo continuera’ a imparare dall’Occidente in molte aree.
La piu’ grande conquista dell’Unione Europea e’ che ha azzerato le prospettive di guerra tra i suoi Stati membri. L’ASEAN sta cercando di ripetere questa regola aurea dell’Unione Europea.
I Paesi nordici continuano a eccellere nell’offerta di un buon equilibrio tra crescita economica e armonia sociale. Questo modello nordico sara’ gradualmente universalizzato.
Gli Stati Uniti continuano a eccellere nell’istruzione superiore e nell’imprenditorialita’. Il mondo copiera’ le best practices americane. I rettori delle universita’ cinesi visitano regolarmente i campus americani per imparare da loro.
Una strategia globale minimalista da parte dell’Occidente dovrebbe promuovere un apprendimento ancora piu’ sistematico.
E’ sempre piu’ facile imparare da qualcuno che non trasuda un atteggiamento di superiorita’.

Info:
https://irmaloredanagalgano.it/2019/10/01/3179/
https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/24_settembre_30/chi-vince-e-chi-perde-in-medio-oriente-una-lezione-di-50-anni-fa-c219a3f3-36a7-448e-9ae5-4b999c605xlk.shtml
https://www.notiziegeopolitiche.net/leggere-kishore-mahbubani-il-mondo-occidentale-da-unaltra-prospettiva/