Geoeconomia/Molinari

La nuova guerra contro le democrazie. Cosi’ le autocrazie vogliono stravolgere l’ordine internazionale – Maurizio Molinari – Rizzoli (2024)


Le ingerenze russe in Europa occidentale fotografano l’estensione di un’offensiva ibrida per indebolire dal di dentro le democrazie europee sostenendo gli attori politico-sociali e movimenti antisistema, capaci di mettere in crisi il funzionamento delle istituzioni e soprattutto di far implodere Ue e Nato.
E’ una campagna che ha colto nel 2016 il primo importante successo, con la Brexit britannica, e continua con il sostegno a partiti di estrema destra e sinistra diversi in tutto tranne che nell’ostilita’ nei confronti della democrazia rappresentativa, nel fascino per l’uomo forte e nella contrarieta’ agli aiuti militari per l’Ucraina.
Nei Balcani il partner di ferro e’ la Serbia, come in Europa e’ l’Ungheria.
Una rete cosi’ estesa di operazioni di influenza lascia intendere quali entita’ di risorse Mosca dedichi alla guerra d’attrito condotta con metodologie ibride: dai social network ai club sportivi fino ai partiti politici.
E’ la prima volta che una guerra d’attrito viene condotta con tattiche ibride – che sommano piu’ dimensioni – ma e’ proprio questa caratteristica che piu’ mette in difficolta’ i Paesi europei.

Info:
https://www.fulm.org/blog/a-colloquio-con-maurizio-molinari-sul-suo-ultimo-libro-la-nuova-guerra-contro-le-democrazie/
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/la-nuova-guerra-contro-le-4bd5fff0

https://formiche.net/2025/02/nella-guerra-ibrida-contro-le-democrazie-si-gioca-il-futuro-delloccidente-il-libro-di-molinari/#content

Populismo/Mounk

Yascha Mounk – Popolo vs. Cemocrazia – Feltrinelli (2018)

Anche se alla fine Trump venisse frenato dai meccanismi di controllo del potere, la propensione del popolo americano a eleggere un aspirante leader autoritario alla massima carica dello stato e’ di pessimo auspicio.
E l’elezione di Trump, naturalmente, non e’ affatto un caso isolato. In Russia e Turchia sono stati eletti uomini forti che sono riusciti a trasformare democrazie fragili in dittature elettive. In Polonia e Ungheria i leader populisti stanno usando lo stesso metodo per distruggere i media liberi, indebolire le istituzioni indipendenti e imbavagliare l’opposizione […]
Altri paesi potrebbero presto seguire […]
Ora la questione e’ se questo momento populista non rischi piuttosto di trasformarsi in un’era populista, mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa della democrazia liberale.

Info:
https://www.linkiesta.it/it/article/2018/05/12/yascha-mounk-il-populismo-fa-paura-ma-nel-lungo-periodo-la-democrazia-/38075/