Lavoro/Maronta

Deglobalizzazione. Se il tramonto dell’America lascia il mondo senza centro – Fabrizio Maronta – Hoepli (2024)


La «teoria del valore per gli azionisti», assioma nelle facolta’ di economia e nelle scuole di management che da quarant’anni sfornano dirigenti, impiegati e «pubblico informato», non fa eccezione.
Tra i suoi postulati vi e’ la progressiva ma implacabile trasformazione del lavoro da risorsa in costo, che e’ economicamente sensato e socialmente accettabile ridurre in nome della logica economica […]
Questa cornice concettuale, sistematizzata nel tempo, ha influenzato le politiche pubbliche e la tolleranza dei governi per le connesse pratiche private: detassazione di capitale e mezzi produttivi a svantaggio del lavoro, deregolamentazione, disincentivazione della contrattazione collettiva, smantellamento dei sistemi di protezione sociale (pensioni, scuola pubblica, sanita’), compressione dei salari, tolleranza del conflitto d’interessi e dell’azzardo morale (ipotecare l’azienda con investimenti spericolati ad alto rendimento, chiamando in soccorso lo Stato – il contribuente – se le cose vanno male), ritorno della concentrazione oligopolistica.
E infatuazione per la tecnocrazia in sostituzione della politica, resa apparentemente obsoleta dal dominio delle logiche economiche su quelle sociali e geopolitiche, ma anche dal potere taumaturgico di tecnologie sempre piu’ potenti e pervasive, controllate in buona misura dal settore privato.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/deglobalizzazione-intervista-a-fabrizio-maronta/
https://www.letture.org/deglobalizzazione-fabrizio-maronta

 

Stato/Guzzi

Eurosuicidio. Come l’Unione Europea soffocato l’Italia e come possiamo salvarci – Gabriele Guzzi – Fazi (2025)


 Lo sviluppo dello Stato sociale non e’ una semplice operazione di ridistribuzione monetaria: e’ anche e soprattutto un processo di decostruzione delle leggi di mercato.
La progressiva rilevanza di settori come l’istruzione, la sanita’, le pensioni, gli alloggi e le infrastrutture mostra come sia assolutamente possibile organizzare cantieri economici al di fuori della logica mercantile e capitalistica.
Puo’ sembrare banale, eppure un settore come quello della sanita’ rappresenta il 10% del reddito nazionale. Molto piu’ dell’industria automobilistica, per esempio. Ed e’ un settore che, nella maggioranza dei paesi, e’ in massima parte strutturato sulla base dei finanziamenti pubblici. Non solo. E’ un settore che, a parte lo Stato, raccoglie una grande varieta’ di attori, remunerati e non remunerati, associazioni, fondazioni ecc. […]
Se confrontiamo il sistema sanitario europeo con quello statunitense – fondato perlopiu’ su strutture a pagamento –, ci accorgiamo che il nostro sistema non teme certo confronti. Come sappiamo, quello statunitense costa un prezzo ben superiore, eppure i suoi risultati in termini di salute pubblica appaiono catastrofici rispetto al sistema europeo.
Si va insomma sviluppando un sistema di finanziamento e di organizzazione pubblici secondo criteri di gestione che non sono in alcun modo quelli della ricerca di un profitto. E lo stesso puo’ dirsi, con altrettanta chiarezza, per il settore dell’istruzione. 

Info:
https://www.lindipendente.online/2026/01/17/eurosuicidio-il-tabu-europeo-e-il-declino-italiano-un-libro-di-gabriele-guzzi/
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2025/12/Gabriele-Guzzi-Eurosuicidio-46322ab1-1085-47e5-8e31-018eb0c44dbc.html

https://www.lafionda.org/2026/02/04/perche-e-necessario-parlare-di-eurosuicidio/
https://www.tag24.it/1379222-eurosuicidio-allarme-gabriele-guzzi-come-si-fa-a-salvare-litalia

Stato/Volpi

I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia – Alessandro Volpi – Laterza (2024)

Nell’opera di smantellamento dello Stato sociale in direzione della privatizzazione la vicenda della sanita’ italiana occupa un posto di assoluto rilievo […]
Un recente studio di Mediobanca mette in luce, con chiarezza, il rafforzamento della sanita’ privata.
Nel 2021, 24 operatori sanitari privati hanno realizzato in Italia un fatturato di 9,2 miliardi di euro, in forte, e continua, crescita rispetto al passato, attirando nel proprio azionariato numerosi fondi finanziari.
Una simile crescita e’ stata, in buona misura, trascinata dalla diagnostica.
Lo stesso rapporto indica con didascalica evidenza che tale crescita dipende moltissimo dalla decisa frenata della spesa sanitaria pubblica, i cui numeri sono davvero impietosi: la spesa sanitaria pubblica, infatti, e’ prevista in ulteriore riduzione dal 6,7% del Pil nel 2023 al 6,3 nel 2024 fino al 6,2 nel 2025.
Peraltro, occorre ricordare che si tratta di una spesa piu’ bassa di quella della Germania, dove risulta pari al 10,9% del Pil, della Francia, dove e’ pari al 10,3%, e della Spagna, dove supera di poco il 7,8%.
E’ evidente verso quale modello stiamo andando.

Info:
https://www.thedotcultura.it/alessandro-volpi-ecco-chi-sono-i-padroni-del-mondo/
https://valori.it/fondi-padroni-mondo-libro-alessandro-volpi/

https://altreconomia.it/chi-controlla-i-padroni-del-mondo/
https://sbilanciamoci.info/i-fondi-dinvestimento-padroni-del-mondo/

Societa’/De Benoist

I demoni del bene. Dal nuovo ordine morale all’ideologia del genere – Alain de Benoist – Controcorrente (2015)


La mercificazione della salute va tuttavia di pari passo con la medicalizzazione dell’esistenza che fa della salute una sorta di nuova religione laica, dove il corpo si e’ definitivamente sostituito all’anima […]
Questa ideologia medica, di origine americana, rientra nell’ambito di un igienismo dogmatico che, sfruttando l’ipocondria degli individui, si concretizza in una sorveglianza sempre piu’ grande degli stili di vita […]
Le grandi crociate contro l’alcool, il sesso o il tabacco, o ancora la velocita’ al volante, che si basano sui testi sacri dell’expertise sanitaria, fanno parte di questa biopolitica che risponde al «diritto alla felicita’» cercando di regolamentare i comportamenti, pur continuando a inscriverli in una logica di consumo e pubblicita’ per il solo profitto del mercato. Esse mirano a ridurre i costi sanitari, ma in realta’ li fanno esplodere sottomettendo tutti a una permanente medicalizzazione […]
Se un tempo la lettura del giornale aveva sostituito la preghiera del mattino, oggi l’ossessione della salute si impone a coloro che si occupano del loro corpo come prima ci si preoccupava della propria anima. L’attenzione per il corpo esprime un desiderio di benessere a ogni costo. Fa parte del «materialismo pratico» contemporaneo. Le cure del corpo sono alimentate dal fantasma del corpo perfetto (il corpo reale e’ sminuito in nome di una visione ideale), dall’idea che «la bellezza e’ ingiusta» e dal vecchio sogno dell’eterna giovinezza, tanto piu’ presente oggi in quanto la societa’ moderna rifiuta la morte.

Info:
https://www.ilfoglio.it/articoli/2014/01/22/news/i-banali-demoni-del-bene-51782/
https://www.barbadillo.it/38725-libri-i-demoni-del-bene-di-de-benoist-critica-al-pensiero-unico-e-al-gender/

https://ilmangiacarte.wordpress.com/2021/05/20/demoni-del-bene/
https://ilpensierostorico.com/de-benoist-demoni-del-bene/

Economia di mercato/Volpi

I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia – Alessandro Volpi – Laterza (2024)


Nell’opera di smantellamento dello Stato sociale in direzione della privatizzazione la vicenda della sanita’ italiana occupa un posto di assoluto rilievo […]
Un recente studio di Mediobanca mette in luce, con chiarezza, il rafforzamento della sanita’ privata.
Nel 2021, 24 operatori sanitari privati hanno realizzato in Italia un fatturato di 9,2 miliardi di euro, in forte, e continua, crescita rispetto al passato, attirando nel proprio azionariato numerosi fondi finanziari. Una simile crescita e’ stata, in buona misura, trascinata dalla diagnostica.
Lo stesso rapporto indica con didascalica evidenza che tale crescita dipende moltissimo dalla decisa frenata della spesa sanitaria pubblica, i cui numeri sono davvero impietosi: la spesa sanitaria pubblica, infatti, e’ prevista in ulteriore riduzione dal 6,7% del Pil nel 2023 al 6,3 nel 2024 fino al 6,2 nel 2025.
Peraltro, occorre ricordare che si tratta di una spesa piu’ bassa di quella della Germania, dove risulta pari al 10,9% del Pil, della Francia, dove e’ pari al 10,3%, e della Spagna, dove supera di poco il 7,8%.
E’ evidente verso quale modello stiamo andando.

Info:
https://www.thedotcultura.it/alessandro-volpi-ecco-chi-sono-i-padroni-del-mondo/
https://valori.it/fondi-padroni-mondo-libro-alessandro-volpi/

https://altreconomia.it/chi-controlla-i-padroni-del-mondo/
https://sbilanciamoci.info/i-fondi-dinvestimento-padroni-del-mondo/

Societa’/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dardot , Christian Laval – Derive Approdi (2019)

«Non ci sono diritti senza nulla in cambio», dicono per obbligare i disoccupati ad accettare un impiego degradato, per far pagare malati e studenti per un servizio il cui beneficio e’ considerato strettamente individuale, per condizionare i sussidi per le famiglie alle forme considerate piu’ opportune di percorsi formativi per genitori.
L’accesso ad un certo numero di beni e di servizi non e’ piu’ legato ad uno statuto che comporta determinati diritti, ma e’ il risultato di una transazione tra una prestazione e un comportamento conforme alle aspettative, o un costo diretto per l’utente.
La figura del «cittadino» investito di una responsabilita’ immediatamente connessa con la vita collettiva lascia poco a poco la scena all’uomo imprenditoriale. Questi non e’ solo il «consumatore sovrano» della retorica neoliberista, ma e’ anche il soggetto a cui la societa’ non deve niente, che non riceve «nulla per nulla» e che deve «lavorare di piu’ per guadagnare di piu’».
Il riferimento dell’azione pubblica non e’ piu’ il soggetto di diritto, ma un soggetto auto-imprenditore che stringe i contratti privati piu’ diversi con altri auto-imprenditori.
Le modalita’ di transazione negoziate caso per caso per «risolvere i problemi» tendono cosi’ a rimpiazzare le regole di diritto pubblico e le procedure di decisione politica legittimate dal suffragio universale.
Lungi dall’essere «neutra», la riforma manageriale dell’azione pubblica attenta direttamente alla logica democratica della cittadinanza sociale: aggravando le disuguaglianze sociali nella distribuzione delle prestazioni e nell’accesso alle risorse in materia di occupazione, sanita’ e istruzione, essa consolida al tempo stesso le logiche sociali di esclusione che producono sempre piu’ «sotto-cittadini» e «non-cittadini» […]
E’ interessante constatare fino a che punto la revisione dei diritti sociali sia legata alla discussione pratica sui fondamenti culturali e morali (e non solo politici) delle democrazie liberali. Il cinismo, la menzogna, il disprezzo, il filisteismo, il rilassamento del linguaggio e dei gesti, l’ignoranza, l’arroganza del denaro e la brutalita’ della dominazione sono i titoli per governare nel nome della sola «efficienza».
Quando la prestazione e’ il solo criterio di una politica, che importa il rispetto delle coscienze, della liberta’ di pensiero e di espressione? Che importa il rispetto delle forme legali e delle procedure democratiche? La nuova razionalita’ promuove i propri criteri di valutazione che non hanno nulla a che fare con i principi morali e giuridici della democrazia liberale.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Economia di mercato/Volpi

I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia – Alessandro Volpi – Laterza (2024)


Nell’opera di smantellamento dello Stato sociale in direzione della privatizzazione la vicenda della sanita’ italiana occupa un posto di assoluto rilievo […]
Un recente studio di Mediobanca mette in luce, con chiarezza, il rafforzamento della sanita’ privata.
Nel 2021, 24 operatori sanitari privati hanno realizzato in Italia un fatturato di 9,2 miliardi di euro, in forte, e continua, crescita rispetto al passato, attirando nel proprio azionariato numerosi fondi finanziari. Una simile crescita e’ stata, in buona misura, trascinata dalla diagnostica.
Lo stesso rapporto indica con didascalica evidenza che tale crescita dipende moltissimo dalla decisa frenata della spesa sanitaria pubblica, i cui numeri sono davvero impietosi: la spesa sanitaria pubblica, infatti, e’ prevista in ulteriore riduzione dal 6,7% del Pil nel 2023 al 6,3 nel 2024 fino al 6,2 nel 2025.
Peraltro, occorre ricordare che si tratta di una spesa piu’ bassa di quella della Germania, dove risulta pari al 10,9% del Pil, della Francia, dove e’ pari al 10,3%, e della Spagna, dove supera di poco il 7,8%.
E’ evidente verso quale modello stiamo andando.

Info:
https://www.thedotcultura.it/alessandro-volpi-ecco-chi-sono-i-padroni-del-mondo/
https://valori.it/fondi-padroni-mondo-libro-alessandro-volpi/

https://altreconomia.it/chi-controlla-i-padroni-del-mondo/
https://sbilanciamoci.info/i-fondi-dinvestimento-padroni-del-mondo/

Geoeconomia/Sanders

Sfidare il capitalismo – Bernie Sanders – Fazi (2024)

L’oligarchia controlla la nostra economia.
Tre società – BlackRock, Vanguard e State Street – controllano asset per oltre 20.000 miliardi di dollari, l’equivalente del prodotto intero lordo degli Stati Uniti.
Sono le maggiori azioniste delle principali banche del paese e hanno grosse quote azionarie in oltre il 96 per cento delle societa’ dell’indice S&P 500.
In altre parole esercitano un’influenza significativa su molte centinaia di aziende che danno lavoro a milioni di americani; influenzano, di fatto, l’intera economia.
E parliamo di banche […]: queste tre societa’ d’investimento di Wall Street sono le maggiori azioniste di alcune delle piu’ grandi banche americane: JP Morgan Chase, Wells Fargo e Citibank.
Parliamo quindi di trasporti. BlackRock, Vanguard e State Street sono tra i principali proprietari di tutte e quattro le maggiori compagnie aeree: American, Southwest, Delta e United.
E la sanita’? Insieme possiedono una media del 20 per cento delle maggiori case farmaceutiche.
Quanto ai media? Sono tra i maggiori azionisti diComcast, Disney e Warner Bros.Controllando così tanta parte della nostra politica e dei media, i miliardari sono liberi di accrescere la loro ricchezza e il loro potere a ritmi esponenziali […]
Il punto non e’ demonizzare gli oligarchi. Ne’ si tratta di invidiarli. Tipi come Musk, Bezos, Zuckerberg, Gates, Buffett, i Walton, i Koch e via dicendo sono di solito intelligenti. Tendono a lavorare sodo e rischiare; sono spesso innovativi.
Quando ci fissiamo su un personaggio in vista inficiamo il discorso, creando la falsa impressione che il problema siano un paio di mele marce.
La lotta contro l’oligarchia americana – e il sistema plutocratico che la favorisce – non ha niente a che vedere con dei singoli personaggi.
La diseguaglianza non e’ un fatto di individui: e’ una crisi sistemica.
E’ ora di farla finita con una cultura che non solo accetta ma in realta’ crea il grado osceno di diseguaglianza, ingiustizia e avidita’ incontrollabile che tanto sta danneggiando il nostro paese e il mondo intero. Dobbiamo prenderne atto, come cittadini e come attivisti e leader politici.

Info:
https://maremosso.lafeltrinelli.it/recensioni/sfidare-il-capitalismo-bernie-sanders-libro
https://cultura.tiscali.it/libri/articoli/sfidare-capitalismo-sanders-manifesto-sinistra/

https://othersouls.it/sfidare-il-capitalismo-un-viaggio-verso-lequita-sociale/
https://www.marx21.it/cultura/sfidare-il-capitalismo-bernie-sanders/

Lavoro/Fana

Marta Fana -Non è lavoro, è sfruttamento – Laterza (2017)

Lavoro povero e sfruttamento caratterizzano oggi anche il settore pubblico, grazie a una sempre piu’ diffusa precarizzazione dell’organico delle pubbliche amministrazioni e al contempo all’esternalizzazione e privatizzazione della produzione e distribuzione dei servizi pubblici.
Si va dalle cooperative appaltatrici di servizi di cura, pulizia, manutenzione, refezione scolastica alla privatizzazione di pezzi sempre piu’ consistenti di settori tradizionalmente – e non a caso – statali, come il trasporto pubblico e le poste.
La grancassa mediatica a uso e consumo dei governi per anni non ha fatto altro che stigmatizzare i lavoratori del pubblico come fannulloni, assenteisti, furbetti del cartellino […]
L’esternalizzazione dei servizi pubblici e’ la rappresentazione nitida di come lo Stato abbia abdicato alla sua funzione di garanzia del pieno esercizio dei diritti individuali e collettivi, che in questo caso riguardano congiuntamente sia i lavoratori chiamati a prestare servizio sia i cittadini che di questi usufruiscono.
Lo strumento privilegiato degli appalti viene giustificato dalla necessita’ di tagliare la spesa pubblica. In realta’ a diminuire e’ la spesa sociale – sanita’, scuola, trasporti pubblici, asili, ecc. – ma anche quella relativa a tutti i servizi funzionali allo svolgimento delle attività amministrative: archivi, pulizie, manutenzione, giardinaggio, ecc.
Per aggiudicarsi gli appalti e fare utili, le imprese appaltatrici si comportano esattamente come nel settore privato, scaricando il risparmio sul prezzo richiesto in sede di gara sui lavoratori. Quando il cambio d’appalto non implica direttamente un taglio delle retribuzioni e modifiche al contratto, la strategia e’ quella di ridurre le ore lavorative cosi’ da dover comunque pagare meno i lavoratori. Il carico di lavoro però non diminuisce […]
Una gestione da predatori da parte dei privati, favorita dal potere politico che governa lo Stato e le sue diramazioni amministrative, nella negazione totale di qualsiasi principio di dignita’ del lavoro, ma soprattutto dei lavoratori.

Info:
https://sbilanciamoci.info/non-lavoro-sfruttamento/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/07/non-e-lavoro-e-sfruttamento-proletari-di-tutto-il-mondo-svegliatevi/3897477/
https://attac-italia.org/non-e-lavoro-e-sfruttamento/
https://www.lacittafutura.it/recensioni/non-e-lavoro-e-sfruttamento

Stato/Magatti

Chiara Giaccardi; Mauro, Magatti – Supersocieta’ – il Mulino (2022)

Nei mesi dell’emergenza, lo Stato ha svolto un ruolo indispensabile per contrastare la diffusione del virus.
Chiusura dei confini, quarantene e limitazione della mobilita’, riorganizzazione del sistema sanitario; tracciamento del contagio; sostegno economico alle imprese, coprifuoco, interventi a sostegno delle filiere produttive, indebitamento pubblico e molto altro.
E, poi a partire dal 2021, la massiccia campagna vaccinale.
Dopo decenni in cui non si e’ parlato d’altro che di liberalizzazioni, lo Stato si e’ cosi’ preso una clamorosa rivincita dimostrando che, in un mondo come quello in cui viviamo, e’ difficile affrontare la complessita’ e operare efficacemente senza il suo contributo.
Nessuno oggi puo’ realisticamente pensare di poter fare a meno della politica e della pubblica amministrazione per governare l’intreccio dei rapporti tra i diversi sistemi di interesse incapsulati dentro le comunita’ politiche, eppure interconnessi nell’interdipendenza planetaria. Al tempo stesso, il Covid ha confermato il fatto che il mondo contemporaneo non puo’ fare a meno del sistema tecnoscientifico.
Nei mesi del lockdown, abbiamo continuato a lavorare grazie ai computer, a consumare grazie alla logistica e all’e-commerce, a curare grazie agli ospedali e all’industria sanitaria. Ma soprattutto, la soluzione alla pandemia e’ venuta dalla tecnoscienza, che ha trovato un antidoto efficace al virus. In gran parte della popolazione, la fiducia nella ricerca e nell’innovazione e’ cresciuta.

Info:
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/siamo-entrati-nella-supersociet-diventeremo-stupidi-o-pi-liberi
https://www.bioeticanews.it/il-libro-supersocieta-di-c-giaccardi-e-m-magatti/
https://www.pandorarivista.it/pandora-piu/liberta-nella-supersocieta/
https://www.c3dem.it/supersocieta-un-libro-di-magatti-e-giaccardi/
https://www.recensionedilibri.it/2022/06/16/giaccardi-magatti-supersocieta-ha-ancora-senso-scommettere-sulla-liberta/
https://ildomaniditalia.eu/la-super-societa-e-la-scommessa-sulla-liberta-in-un-saggio-di-chiara-giaccardi-e-mauro-magatti-recensione-sullosservatore-romano/