Capitalismo/Brancaccio

Libercomunismo. Scienza dell’utopia – Emiliano Brancaccio – Feltrinelli (2026)

Il modo piu’ semplice in cui la centralizzazione del capitale si manifesta e’ quello ben descritto dall’allegoria di Bruegel: nella competizione sui mercati, mangiando i pesci piu’ piccoli e piu’ deboli, il pesce piu’ grosso diventa sempre piu’ grosso e piu’ potente.
Si formano cosi’ le grandi aziende, le megacorp, gli oligopoli transnazionali.
Fin qui, e’ bene notarlo, la centralizzazione opera secondo gli ordinari scambi di mercato. La proprieta’ del capitale viene ceduta dalla parte debole e viene acquisita dalla controparte forte ai prezzi vigenti sui mercati. Questi prezzi possono oscillare paurosamente, come accade nel trapasso speculativo tra euforia e crisi […]
La centralizzazione dei capitali avviene anche in un altro modo, piu’ sottile e piu’ rapido. Accade quando, in cambio di interessi e dividendi, una miriade di piccoli proprietari affida il controllo dei propri risparmi al ristretto circolo di capitalisti che governa i consigli di amministrazione delle grandi banche e delle grandi aziende. In tal caso, la proprieta’ non passa di mano, resta in capo ai piccoli risparmiatori, ma il controllo effettivo del capitale si concentra nelle pochissime mani dei capi dei consigli di amministrazione. Insomma: la tendenza verso la centralizzazione implica che i proprietari non sono piu’ i padroni e i padroni non sono piu’ i proprietari […]
Visto che una parte sempre piu’ grande del capitale tende a esser controllata da padroni che non hanno nemmeno piu’ bisogno di esser proprietari, perche’ non vedere in questo spettacolare mutamento un’anticamera del socialismo?
Perche’, in altre parole, non possiamo immaginare di sostituire i consigli di amministrazione dei padroni con dei consigli di lavoratrici e lavoratori che agiscano per conto della collettivita’?

Info:
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2026/03/Emiliano-Brancaccio-Libercomunismo–32ee2769-e26f-444c-ae82-62c0b1660ff9.html
https://ilmanifesto.it/come-mobilitare-lintelligenza-collettiva

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/02/libercomunismo-economia-di-piano-e-liberta-come-sconfiggere-il-capitale/8276470/
https://contropiano.org/news/cultura-news/2026/02/27/solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio-0192301
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32465-francesco-bugli-solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio.html

Europa/Piketty

Il socialismo del futuro. Cronache – Thomas Piketty – Baldini+Castoldi (2024)


L’Eurozona ha bisogno di una governance economica: un bilancio comune, imposte comuni, una capacita’ di spesa e d’investimento, una strategia di crescita, un modello di sviluppo equo e duraturo.
Ma perche’ tutto cio’ sia un giorno possibile, deve soprattutto dotarsi di istituzioni democratiche tali da consentirle di prendere decisioni in comune. Non serve a niente parlare di governance dell’Eurozona se non si dice davanti a quale istanza democratica il governo sara’ responsabile. Attualmente, l’organo decisionale principale a livello europeo e’ il Consiglio dei Ministri delle Finanze. Il problema e’ che questo Consiglio e’ il piu’ delle volte incapace di prendere delle decisioni […]
Il problema risiede nella struttura stessa del Consiglio dei Ministri delle Finanze, che e’ una macchina per indirizzare gli interessi nazionali (o erroneamente percepiti come tali) gli uni contro gli altri e per determinare cosi’ uno stato d’inerzia.
Nella misura in cui una sola persona rappresenta un Paese di 80 (la Germania) o di 65 milioni di abitanti (la Francia), e’ quasi impossibile che questa persona accetti serenamente di essere messa in minoranza. E cio’ impedisce qualunque decisione maggioritaria concordata – nonche’ ogni deliberazione pubblica.
Il Consiglio dei Ministri delle Finanze va dunque sostituito con una vera assemblea parlamentare dell’Eurozona, nella quale ciascun Paese sia rappresentato da un certo numero di deputati eletti dai rispettivi parlamenti nazionali, in proporzione alla popolazione e dei differenti gruppi politici […]
Una soluzione alternativa sarebbe quella di fondarsi su una sottoformazione del Parlamento europeo.
[…] Sembra nettamente preferibile posporre l’assemblea parlamentare dell’Eurozona ai parlamenti nazionali: da un lato, perche’ questi dispongono della legittimita’ democratica necessaria per chiamare a collaborare i contribuenti nazionali; dall’altro, perche’ e’ essenziale, per un’innovazione democratica tanto importante, stabilire l’esistenza di un nocciolo duro meglio integrato dell’Unione Europea nel suo insieme, di un nucleo che disponga di istituzioni sue proprie.

Info:
https://www.linkiesta.it/2023/05/thomas-piketty-ezra-klein-socialismo-partecipativo/
https://riccardosorrentino.blog.ilsole24ore.com/2021/08/27/piketty-un-sovranista-illiberale-sinistra/?refresh_ce=1

https://www.pandorarivista.it/articoli/capitale-e-ideologia-di-thomas-piketty/
https://www.micromega.net/piketty-stiglitz-capitalismo-socialismo
https://www.rivistailmulino.it/a/un-futuro-per-la-socialdemocrazia

https://lespresso.it/c/idee/2020/11/1/piketty-per-salvare-il-futuro-diamo-a-tutti-i-giovani-uneredita-di-cittadinanza/45519

Europa/Arlacchi

Pino Arlacchi – I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia e i contromovimenti che lo combattono – Chiarelettere (2018)

Un elemento importante del disagio della societa’ europea risiede nella formula di governo dell’Unione.
Delle sue tre principali istituzioni, solo il Parlamento viene eletto dai cittadini.
Commissione e Consiglio europeo sono espressione dei governi degli Stati membri, o meglio, dei circoli di potere tecnocratico e finanziario piu’ esclusivi interni a essi.
L’Unione europea finisce percio’ per essere gestita in condizioni di pesante deficit democratico da una congrega collegata ai poteri finanziari continentali, al governo degli Stati Uniti e a Wall Street.
Il suo centro direzionale e’ una superburocrazia scostante, sorda alle istanze sociali di cinquecento milioni di persone e riluttante a sviluppare quei temi del suo mandato suscettibili di disturbare i padroni del vapore.
Al di la’ del fumo europeista, l’Unione che ci ritroviamo e’ quella dei mercati e delle banche, non quella dei suoi cittadini.
L’«Europa sociale» di Jacques Delors e’ rimasta un miraggio, dimenticata anche dai partiti socialisti presenti nel Parlamento europeo.

Info:
https://www.interris.it/news/esteri/chi-sono-i-padroni-della-finanza-mondiale/
https://www.edizionipolis.it/magazine/2019/03/29/economia-e-finanza-mondiale-arlacchi-il-neoliberalismo-oggi-vive-una-profonda-crisi/