Nelle analisi riguardo al nostro Paese il potere rimane sullo sfondo, soprattutto l’influenza del potere economico e finanziario sulla politica e le istituzioni.
Se della ricchezza e’ difficile parlare, dell’elite lo e’ ancora di piu’.
E’ un discorso che si tende a evitare: l’elite italiana e’ una sorta di massoneria “a sua insaputa”. Non si tratta solo di salotti, di ristoranti e club esclusivi. O di sette segrete come la P2, la P3 e la P4. E’ un sistema strutturale e consolidato che investe i rapporti tra ricchi imprenditori, finanzieri, politici, militari, magistrati, giornalisti, docenti universitari e forse qualche cardinale.
Se guardiamo all’elite ristretta (quella che influisce sulle decisioni, quella che ha direttamente presa sul potere), possiamo parlare di qualche migliaio di persone: i parlamentari (pochi) che contano, gli esponenti di governo, delle amministrazioni regionali e delle citta’ importanti, i livelli apicali della burocrazia e della pubblica amministrazione, i padroni, i banchieri, i manager, i membri (qualche centinaio) dei Consigli di amministrazione delle industrie private piu’ importanti, i finanzieri e gli immobiliaristi, qualche centinaio di giornalisti e di magistrati nei ruoli chiave (pensiamo a quelli che scrivono di economia, finanza e politica), qualche cardinale che si occupa di finanze e asset del Vaticano, i chierici (docenti universitari, intellettuali) che assicurano, nelle retrovie di questo particolare esercito, il rifornimento ideologico, ecc.
Info:
https://altreconomia.it/se-la-classe-inferiore-sapesse-chi-sono-i-ricchi-e-perche-continuano-a-essere-ammirati/
https://www.lafionda.org/2024/01/09/se-la-classe-inferiore-sapesse/
https://www.ossigeno.net/post/se-la-classe-inferiore-sapesse
https://altreconomia.it/perche-sappiamo-cosi-poco-dei-ricchi/
