Geoeconomia/Krastev

La rivolta antiliberale. Come l’Occidente sta perdendo la battaglia per la democrazia – Ivan Krastev, Stephen Holmes – Mondadori (2020)


I cinesi sono imitatori implacabili e consumati dell’Occidente per quanto riguarda la tecnologia, la moda, l’architettura e via dicendo, ma hanno espressamente respinto l’idea di imitare la liberaldemocrazia occidentale prediletta dagli ingenui manifestanti di piazza Tienanmen.
Prendono in prestito con esuberanza, ma rifiutano di convertirsi.
A differenza di Mosca, non hanno avvertito la necessita’ di simulare la democrazia occidentale o di svelare l’ipocrisia americana rispecchiando la spudorata violazione delle norme internazionali da parte degli Stati Uniti. Prendendo in prestito o rubando la tecnologia si diventa comunque piu’ ricchi, mentre imitando i valori morali si mette a rischio la propria identita’, e simulare la democrazia o smascherare l’ipocrisia sembra del tutto inutile.
Dopo il 1989, al contrario degli aspiranti convertiti alla democrazia liberale dell’Europa centrale, i cinesi hanno sviluppato la propria societa’ senza mettere a rischio la propria identita’ culturale e quindi senza mai sentirsi degli impostori e simulatori culturali […]
Le maniere forti usate dalla Cina suscitano risentimento, ma questo non viene esacerbato dall’ulteriore irritazione per lezioni moralistiche in stile americano.
I rappresentanti della Cina all’estero non sono interessati a vendere il modello cinese di organizzazione politica ed economica interna. I prestiti cinesi, pertanto, non prevedono alcun vincolo ideologico. E, inutile dirlo, i funzionari e le ONG cinesi non associano mai ai progetti di sviluppo lezioni in materia di diritti umani, elezioni libere ed eque, trasparenza, stato di diritto e mali della corruzione. Tantomeno decantano le virtu’ del mercantilismo cinese, vanno in cerca di convertiti alla civilta’ cinese o idealizzano gli esecutivi a vita in stati monopartitici […]
A differenza dell’Occidente, la Cina espande la propria influenza globale senza mirare a trasformare le societa’ sulle quali cerca di esercitare il proprio controllo. Alla Cina non interessa la struttura degli altri governi e nemmeno quale fazione interna li controlli. L’unica cosa che le preme e’ la propensione di tali governi a adattarsi agli interessi cinesi e a riservare alla Cina un trattamento favorevole.

Info:
https://www.internazionale.it/notizie/andrea-pipino/2024/12/23/futuro-democrazia-krastev
https://alterthink.it/imperialismo-e-collettivismo-lhitlerizzazione-di-putin/

https://lavocedinewyork.com/arts/libri/2020/10/14/liberalismo-dellimitazione-giovani-migranti-e-identita-delleuropa-centrale/