Contrariamente alla percezione immediata e all’idea troppo semplicistica per la quale sarebbero i mercati che, dall’esterno, hanno conquistato gli Stati, dettandogli le politiche da perseguire, […] sono piuttosto gli Stati – soprattutto quelli piu’ forti – ad aver introdotto e universalizzato nell’economia, nella societa’ e finanche al proprio interno, la logica della concorrenza e del modello dell’impresa.
Non dimentichiamoci che l’espansione del mercato della finanza, come del finanziamento del debito pubblico sui mercati delle obbligazioni sono il risultato di politiche deliberate […]
La crisi che attraversiamo si manifesta allora per quella che e’: una crisi globale del neoliberalismo come modalita’ di governo delle societa’. L’attuale crisi dell’euro non e’ solo una crisi «monetaria», le crisi dei paesi del Sud dell’Europa non sono solo crisi «di bilancio», proprio come la crisi mondiale esplosa nell’autunno 2008 non e’ soltanto una crisi economica.
Presa isolatamente, la prima potrebbe sembrare una sorta di replica differita della crisi dei subprimes, una transizione tra la crisi del debito privato a quella del debito pubblico, sotto l’effetto di mercati speculativi incontrollati. Ma anche questo punto di vista e’ limitato, se non ingannevole. La crisi mondiale e’ una crisi generale della «governamentalita’ neoliberista», ovvero di una modalita’ di governo delle economie e delle societa’ basata sulla mercatizzazione e sulla concorrenza generalizzata.
Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014
