Capitalismo/Hickel

Jason Hickel – Siamo ancora in tempo. Come una nuova economia puo’ salvare il pianeta – il Saggiatore (2021)

Se vogliamo davvero comprendere come funziona il sistema capitalista, dobbiamo scavare un po’ piu’ a fondo.
Il primo passo e’ capire che, per la maggior parte della storia umana, l’economia e’ stata organizzata intorno al principio del «valore d’uso» […]
Un artigiano potrebbe costruire una sedia perche’ e’ un oggetto utile: ci si puo’ sedere per rilassarsi in veranda o godersi un pasto attorno al tavolo. E potrebbero scegliere di vendere queste cose per ricavare il denaro necessario per acquistare altri oggetti utili, per esempio una zappa per l’orto […]
Possiamo sintetizzare questo tipo di economia nella formula seguente, dove C sta per prodotto di consumo (come una sedia o una pera) e D sta per denaro:
C1 → D → C2 […]
Un capitalista potrebbe riconoscere l’utilita’ di cose come le sedie e le pere, ma il fine per cui le produce non e’ avere una cosa comoda su cui sedersi o qualcosa di buono da mangiare nel pomeriggio, e non e’ nemmeno venderle per acquistare altri oggetti utili.
Il fine e’ produrle e venderle per uno scopo al di sopra di tutti gli altri: realizzare un profitto.
In questo sistema, cio’ che conta e’ il «valore di scambio» delle cose, non il loro valore d’uso.
Possiamo illustrare questo concetto servendoci della formula seguente, dove il simbolo di minuto (’) rappresenta un aumento quantitativo: D → C → D’
Questo e’ agli antipodi di un’economia basata sul valore d’uso.
Ma e’ proprio qui che le cose diventano interessanti.
In un regime capitalistico, non basta generare profitti costanti.
Il fine e’ reinvestire quei profitti per espandere il processo di produzione e generare profitti maggiori rispetto all’anno precedente. Possiamo illustrare questo concetto con la formula seguente:
D → C → D’ → C’ → D’’ → C’’ → D’’’ … […]
Ed e’ a questo punto che cominciamo a vedere i tratti distintivi del capitalismo. Per i capitalisti, il profitto non e’ soltanto denaro guadagnato alla fine della giornata, da usare per soddisfare alcuni bisogni specifici: il profitto diventa capitale. E il solo scopo del capitale e’ essere reinvestito per produrre altro capitale. Questo processo non ha fine, continua a espandersi all’infinito […]
Osservando la formula sopra riportata, appare chiaro che il capitale si comporta un po’ come un virus. Un virus e’ una porzione di codice genetico programmata per replicarsi, ma non e’ in grado di farlo autonomamente: deve infettare una cellula ospite e costringerla a creare copie del proprio Dna, poi ciascuna di queste copie va a infettare altre cellule al fine di creare nuove copie, e cosi’ via. Il solo scopo di un virus e’ replicarsi.
Anche il capitale si basa su un codice di autoreplicazione e come un virus cerca di trasformare tutto cio’ che tocca in una copia di se stesso in grado di replicarsi: altro capitale. Il sistema diventa un mostro, una macchina inarrestabile programmata per espandersi all’infinito […]
Nel corso degli ultimi cinquecento anni, e’ stata creata un’intera infrastruttura per facilitare l’espansione del capitale: responsabilita’ limitata, personalita’ giuridica, mercati azionari, norme in materia di valore dell’azionista, sistema bancario fondato sulla riserva frazionaria, valutazioni del credito: viviamo in un mondo sempre piu’ organizzato intorno agli imperativi dell’accumulazione.

Info:
https://oggiscienza.it/2021/05/08/siamo-ancora-in-tempo-jason-hickel/
https://www.ilsaggiatore.com/wp-content/uploads/2021/04/2021_04_20-Manifesto-Hickel.pdf
https://www.linkiesta.it/2021/03/salvare-il-pianeta-rapporto-natura/

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