Geoeconomia/Aresu

Il dominio del XXI secolo. Cina, Stati Uniti e la guerra invisibile sulla tecnologia – 
Alessandro Aresu – Feltrinelli (2022)


La prima categoria che puo’ aiutarci a leggere la globalizzazione cosi’ com’e’ – e come sara’ – e’ “la confusione degli orologi”.
Negli ultimi cinquant’anni, una parte enorme dell’umanita’ e’ uscita dalla poverta’ assoluta, con un miglioramento diffuso dell’istruzione, in particolare in Asia, e con una ridistribuzione delle capacita’ produttive e delle supply chains globali. Alcune potenze dell’Asia orientale, dal Giappone alla Corea del Sud fino alla Cina, si sono integrate con le reti dell’Europa occidentale e del Nord America, e hanno acquisito impressionanti capacita’ manifatturiere, ma anche di formazione e di organizzazione dei talenti. A questa struttura commerciale del mondo non corrisponde un’appartenenza comune sul piano culturale […] Quello che succede lontano dai nostri confini ci tocca, ma non per questo ci riguarda veramente. Ne’ siamo in grado di ricavarne una lezione. Gli eventi cosiddetti “globali” toccano le aree del mondo con effetti eterogenei […] L’invasione russa in Ucraina ha ripercussioni nettamente diverse per un politico tedesco, un ristoratore egiziano o un ingegnere indiano.
Noi siamo interdipendenti, sul piano biologico, economico e politico, ma questa relazione non porta alla stessa posizione, individuale e collettiva. Istantaneita’ e simultaneita’ della comunicazione ci fanno credere di vivere le stesse esperienze, nello stesso momento. Questa e’ sempre un’illusione […] Noi non viviamo nello stesso spazio e nemmeno nello stesso tempo. Si tratta di una considerazione banale, che non varrebbe la pena di sottolineare con forza se i processi di globalizzazione non avessero alimentato una percezione di unita’, di simultaneita’ dello spazio e del tempo che non corrisponde alla realta’ dei fatti e delle forze in campo […]
La seconda tendenza e’ “l’allargamento della sicurezza nazionale”. Questo e’ il vero metro dell’influenza dei poteri pubblici sulle attività dei cittadini […] Gli argomenti di sicurezza nazionale si allargano sempre di piu’ alle filiere produttive e tecnologiche, uscendo da considerazioni legate solo all’efficienza economica. Cio’ avviene attraverso l’arma a doppio taglio che connette politica ed economia, di cui gli Stati Uniti hanno perfezionato l’utilizzo fino all’ipertrofia: le sanzioni. Sono le sanzioni a caratterizzare l’allargamento della sicurezza nazionale in un mondo di profonda interconnessione finanziaria. Accanto al globalismo, emerge il sanzionismo, un uso sempre piu’ diffuso di sanzioni non solo finanziarie ma anche commerciali […]
Il terzo tema si puo’ comprendere attraverso un rovesciamento del Manifesto del Partito comunista. Tutto cio’ che e’ solido si scioglie nell’aria, scrivevano Marx ed Engels per presentare l’avanzata della borghesia, la sua straordinaria forza rivoluzionaria, in grado di recidere i legami del passato. Allo stesso tempo, possiamo dire che tutto cio’ che e’ nell’aria ritorna solido. Questa sentenza, a suo modo sorprendente, ci aiuta a cogliere l’aspetto fisico e materiale della nostra vita digitale. Ogni connessione e’ resa possibile da infrastrutture. La tecnologia, anche quando ci fa vivere virtualmente, possiede un’essenziale dimensione fisica. Cio’ che crediamo essere etereo o gassoso, in realta’ si alimenta sulla base di interazioni materiali, spazi e oggetti: le catene del valore, le miniere, le fabbriche, i chip, le batterie, i centri di stoccaggio e raffinazione, i robot, i pacchetti, i cavi sottomarini, i satelliti, i laboratori, l’organizzazione logistica […] Tutti questi aspetti sono sempre stati presenti nella struttura della globalizzazione ma sono sempre stati in un cono d’ombra. La fase in cui viviamo, con l’acuirsi del contrasto tra Stati Uniti e Cina, con l’emergere in primo piano di conflitti politici e guerre, porta in superficie questa natura ineliminabile delle strutture economiche, questo materialismo inevitabile della tecnologia.
Il quarto tema e’ “il costo delle scelte di un mondo diviso”. Se assumiamo come principio ordinatore non l’efficienza ma il conflitto, e se ci concentriamo sul ritiro della globalizzazione, attraverso barriere, sanzioni, ridisegno dei processi produttivi, allora ci imbattiamo in costi molto rilevanti. Vivere in un mondo che si deglobalizza, che si spacca tra una “sfera” cinese e una statunitense, con alcuni comprimari, non e’ un processo automatico. Richiede di abituarsi a concetti come sicurezza, riserve, diversificazione, che sembrano innocui nei rapporti di un think tank o nei documenti di un governo, ma poi vanno calati nella realta’ economica e sociale.
Implicano trasformazioni. Scuotono le strutture.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-dominio-del-xxi-secolo-di-alessandro-aresu/
https://www.iltascabile.com/recensioni/dominio-xxi-secolo-alessandro-aresu/
https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/aresu-chip-reshoring-usa-cina/
https://www.pandorarivista.it/articoli/cina-stati-uniti-e-la-guerra-invisibile-sulla-tecnologia-intervista-ad-alessandro-aresu/

https://formiche.net/2022/11/dominio-xxi-secolo-aresu/#content

Geoeconomia/Aresu

Alessandro Aresu – Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina – La Nave di Teseo (2020)

La Cina si sta sviluppando su una strada dove nessun altro Paese si e’ finora avventurato: lasciare che il mercato raccolga le risorse mentre la ‘mano visibile’ del controllo statale raccoglie i risultati migliori”. […]
La “mano invisibile” del mercato e la “mano visibile” del governo devono essere usate entrambe, in modo che si completino, si promuovano e si coordinino a vicenda e formino un tutt’uno organico, al fine di promuovere uno sviluppo sociale ed economico sostenuto e sano.
Questo concetto di “tutt’uno organico” e’ il cuore del capitalismo politico cinese, dove l’intervento del Partito comunista cinese non puo’ mai essere messo tra parentesi.
Nel visibile e nell’invisibile

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/le-potenze-del-capitalismo-politico-di-alessandro-aresu/
https://www.letture.org/le-potenze-del-capitalismo-politico-stati-uniti-e-cina-alessandro-aresu
http://osservatorioglobalizzazione.it/interviste/aresu-capitalismo-politico/

Europa/Aresu

Alessandro Aresu – Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina – La Nave di Teseo (2020)

Cosa ci siamo bevuti?
Un archivista del futuro potra’ classificare la letteratura del primo decennio del XXI secolo sulla potenza dellʼEuropa nellʼambito della fantascienza tragica, comica o comico-pastorale […]
Si tratta di un breve passaggio nella storia dellʼumanita’ […]
Eppure, anche questo intervallo fa parte della storia e non possiamo fare finta che non sia esistito solo per via della sua ridicolaggine.
Negli stessi anni in cui i cinesi hanno fatto uscire centinaia di milioni di persone dalla poverta’, noi abbiamo creduto che un non ben definito “primato europeo” avrebbe resistito indefinitamente. La potenza europea avrebbe domato gli schiaffi della fortuna, grazie ad azioni incisive come la citazione del Manifesto di Ventotene, lʼallargamento dellʼUnione Europea, i fondi strutturali.
Non se lo ricorda più nessuno,
ma il 15 febbraio 2003 si svolgono manifestazioni imponenti a Londra, a Roma, a Madrid, a Barcellona, a Berlino, a Parigi e nelle altre grandi città europee. Manifestazioni candidate, secondo Jürgen Habermas e Jacques Derrida, a “entrare nei libri di storia come segnale della nascita di unʼopinione pubblica europea”. I cittadini europei, facendosi sentire, indicano una strada ambiziosa: “LʼEuropa deve gettare sulla bilancia il suo peso, sul piano internazionale e nellʼambito dellʼONU, per controbilanciare lʼunilateralismo egemonico degli Stati Uniti.” […]
Non se lo ricorda più nessuno,
ma nel 2004 esce un libro di Jeremy Rifkin, The European Dream […] “Mentre lo spirito americano si trascina nel passato, un nuovo sogno europeo sta nascendo. E’ un sogno molto piu’ adatto alla prossima tappa dellʼavventura umana, un sogno che promette di condurre lʼumanita’ a una coscienza globale adatta a una societa’ sempre piu’ interconnessa e globalizzante.” […]
Non se lo ricorda più nessuno,
ma nel 2005 esce un libro di Mark Leonard, Why Europe Will Run the 21st Century.” […] lʼobiettivo dellʼUnione Europea puo’ essere la creazione di una “Unione delle unioni”, che metta insieme le varie aggregazioni regionali al mondo. Con la crescita inevitabile di queste aggregazioni, anche “le grandi potenze come gli Stati Uniti saranno inevitabilmente risucchiate nel processo di integrazione”. Esiste gia’ una Eurosfera, che secondo Leonard coinvolge ben 109 Paesi e che dara’ vita –inevitabilmente– a un “Nuovo secolo europeo” […]
Non se lo ricorda più nessuno,
ma nel 2006 esce un libro di Jan Zielonka, Europe as Empire. […] Propone “un sistema di governance economica e democratica che corrisponda alle sfide sempre piu’ grandi della modernizzazione, dellʼinterdipendenza, della globalizzazione” […]
Non se lo ricorda più nessuno,
ma nel 2008 esce un libro di Parag Khanna, The Second World. Qualcuno forse ne ricorda la pubblicazione, ma potrebbe ignorare un aspetto non secondario del contenuto, evidente nel titolo italiano (I tre imperi). […] in effetti vi sono “tre grandi imperi mondiali: gli Stati Uniti, lʼUnione Europea, la Cina”.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/le-potenze-del-capitalismo-politico-di-alessandro-aresu/
https://www.letture.org/le-potenze-del-capitalismo-politico-stati-uniti-e-cina-alessandro-aresu
http://osservatorioglobalizzazione.it/interviste/aresu-capitalismo-politico/